15 febbraio 2003
Wto: Tokyo, vertice informale si chiude senza passi avanti su agricoltura
TOKYO - La riunione informale di Tokyo di 22 paesi - tra cui la Svizzera - e regioni del mondo membri della Wto, l'organizzazione mondiale del commercio, si è chiusa oggi senza veri passi avanti sul nodo chiave dell'agricoltura. Lo hanno detto fonti della Wto. 
L'incontro di Tokyo, per la sua natura di informalità, non aveva il compito di produrre alcuna intesa ma era ritenuto importante per accelerare i processi di liberalizzazione dei mercati e del commercio mondiale previsti dagli accordi di Doha del 2001, in vista della conferenza ministeriale Wto in programma a settembre in Messico, a Cancun. 
In particolare, sul nodo dell'interscambio dei prodotti agroalimentari, gli accordi di Doha fissano la scadenza ultima per un'intesa sul problema delle tariffe doganali al 31 marzo 2003. Ma non si sono colmate le forti divergenze tra i grandi paesi esportatori di prodotti agricoli del gruppo di Cairns e i paesi industrializzati importatori come Ue e Giappone, che vogliono proteggere le loro imprese agricole, hanno detto fonti della Wto.

WTO: DOPO TOKYO RESTA APERTA LA QUESTIONE AGRICOLTURA (Ansa)

La strada resta in salita e piena di trappole, ma almeno ora c'é la consapevolezza comune che se non si comincia a remare tutti nella stessa direzione l'obiettivo di un commercio mondiale più libero resterà una chimera. 
Questo il bilancio di due giorni di intense discussioni nella riunione informale ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), chiusasi nei giorni scorsi a Tokyo. Discussioni che hanno fatto riemergere divergenze tra i maggiori Paesi membri - Usa, Ue e Giappone in testa - sui nodi dell'agricoltura e non hanno sbloccato la questione dei farmaci a basso prezzo per i Paesi poveri, ma che sembrano aver convinto i protagonisti della necessità di reciproche concessioni per non compromettere il processo di liberalizzazione del commercio mondiale. "Certo - , ha detto il direttore generale della Wto, Supachai Panitchpakd - l'ostacolo rimane lo spinoso dossier della liberalizzazione dei mercati agricoli. Qui occorrono davvero progressi concreti, altrimenti si rischia di paralizzare" l'intero processo concordato a Doha nel 2001. Su questo tema Ue e Giappone da una parte, Stati Uniti e Australia dall'altra - quali leader del gruppo di Cairns che raccoglie i grandi Paesi esportatori di prodotti agricoli - si sono scontrati, come da copione. E ne ha fatto le spese la bozza di proposta presentata poco prima della riunione di Tokyo dal presidente del gruppo di lavoro sull'agricoltura, Stuart Harbinson. Il progetto, basato su drastici tagli generalizzati delle tariffe doganali, senza però imporre tetti massimi dei dazi, è stato criticato da tutti, per opposte ragioni, e ora andrà rifatto da capo. Anche se ormai resta poco tempo in vista della scadenza del 31 marzo, stabilita dagli accordi di Doha, per un'intesa sul nodo delle barriere tariffarie in agricoltura. "Sappiamo che ci saranno scintille, da qui fino alla fine di marzo. E sappiamo anche che tutti, compresi i Paesi Ue, dovranno fare concessioni. Il problema è che devono essere concessioni equilibrate", ha detto al termine dei lavori il commissario Ue per il commercio, Pascal Lamy, che ha rappresentato i Paesi dell'Unione insieme con il commissario per l'agricoltura, Franz Fischler. Il quale ha tenuto a ricordare che la "politica agricola comunitaria va sicuramente riformata, ma questo non avverrà in base a diktat esterni". Parole che riflettono la contrapposizione con gli Stati Uniti. Il rappresentante al commercio americano, Robert Zoellick, ha ribadito l'interesse di Washington ad ottenere tagli generalizzati alle tariffe doganali sui prodotti agricoli, se possibile ancora più marcati di quelli contenuti nella bozza Harbinson, prima di considerare l'accoglimento delle richieste di tagliare le sovvenzioni federali ai produttori agricoli, come chiesto tra l'altro anche dall'Ue. "Il messaggio ai nostri colleghi è molto chiaro. Gli Stati Uniti non disarmano unilateralmente. I tagli devono essere sia sulle tariffe doganali sia sulle sovvenzioni", ha detto in chiaro riferimento alla posizione Ue. E parole dure Zoellick ha avuto per il Giappone che, pur defilato e in posizione di mediatore come ospite di questa riunione informale, non ha fatto mistero della sua contrarietà ai tagli delle tariffe doganali, segnatamente quelle sul riso, che Tokyo applica nella percentuale del 490%. "Ho l'impressione che il Giappone voglia sacrificare la forza della sua economia sull'altare del riso", ha affermato ieri, mentre migliaia di agricoltori giapponesi sfilavano per protesta attorno al grande albergo del centro di Tokyo dove si è svolta la riunione. "Non c'e più tempo. Si torna a Ginevra e si comincia subito con discussioni intensive sul dossier agricolo", ha affermato alla fine dei lavori Stuart Harbinson. E si dovrà anche discutere subito l'altra patata bollente, quella sui farmaci a basso prezzo da destinare ai Paesi poveri alle prese con gravi epidemie, Aids in primis. Anche qui la situazione è ancora bloccata nonostante l'accordo raggiunto il 16 dicembre scorso da 144 Paesi membri della Wto (145), tutti meno uno, gli Stati Uniti che non l'hanno voluto ratificare. La due giorni di Tokyo non ha offerto spiragli, salvo un progetto di compromesso presentato dal Brasile, che verrà esaminato nei particolari a Ginevra. 

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