Fuori il WTO da agricoltura, alimentazione e servizi pubblici

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In ogni parte del mondo, milioni di persone si sono unite per lottare per un futuro giusto e sostenibile e contro la globalizzazione delle multinazionali. 

E' tempo di fermare la globalizzazione voluta dalle multinazionali e lottare per un altro mondo che crediamo possibile. 

Nel 1999, il terzo meeting ministeriale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC/WTO) a Seattle e' fallito di fronte a una protesta senza precedenti da parte di popoli e governi di ogni parte del mondo. 

Il deficit di democrazia, trasparenza e responsabilità di questa istituzione, ha contribuito solo alla concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, facendo crescere le ineguaglianze fra nazioni, la povertà, danneggiando agricoltori e lavoratori, specialmente dei paesi del terzo mondo, sostenendo metodi di produzione e consumo insostenibile. 

Le proteste di lavoratori, contadini, ecologisti, movimenti religiosi e leaders indigeni per le ineguaglianze e i problemi legati all'implementazione dell'Uruguay Round sono stati spazzati via. Il cosiddetto "neutrale" segretariato WTO, un gruppo di ricchi governi e le lobby delle corporation stanno lavorando come hanno sempre fatto: per espandere il potere delle multinazionali. 

La revisione degli accordi relativi all'agricoltura, ai servizi e alle proprieta' intellettuali non stanno seguendo la strada della revisione in senso migliorativo, ma procedono verso un ulteriore peggioramento dei loro effetti, a danno delle economie locali e nazionali, dei lavoratori, dei contadini, dei popoli indigeni, delle donne della salute, dell'ambiente, degli animali. 

Tutto questo sta accadendo nel contesto di una crescente instabilità globale, il collasso di economie nazionali, l'aumento delle disuguaglianze all'interno delle nazioni e tra di esse, aumentando il degrado sociale ed ambientale, come risultato dell' accelerazione del processo della globalizzazione aziendale. 

Abbiamo bisogno di proteggere la diversita' culturale, biologica, economica e sociale; di introdurre politiche favorevoli ad un reale progresso per dare priorità alle economie e al commercio locale; di garantire diritti riconosciuti internazionalmente di tipo economico, culturale, sociale e lavorativo; di recuperare la sovranità dei popoli e processi decisionali democratici nazionali e locali. Per fare tutto questo, abbiamo bisogno di nuove regole basate su principi democratici di controllo delle risorse, sulla sostenibilità ecologica, sull'equità, sulla cooperazione e su misure precauzionali. 

Proteggiamo i diritti sociali e le necessità di base. 

E' inaccettabile che i diritti sociali e necessità di base subiscano limitazioni a causa delle regole dell'OMC. Gli accordi dell'OMC non devono applicarsi a problematiche critiche per il benessere degli esseri umani e del pianeta, come l'acqua, il cibo, l'agricoltura, i servizi sociali di base, la salute e la sicurezza e la protezione degli animali. 

Limitare il GATS (Accordo Generale sui Servizi) per proteggere i servizi sociali di base 

Settori come la sanità, l'educazione, l'energia e altri servizi di base non devono essere soggetti alle regole internazionali del libero commercio. 

Inoltre il GATS non deve limitare il diritto di governi e persone di regolare il settore dei servizi in modo da proteggere ambiente, salute, sicurezza ed altri interessi pubblici. 

Nell'accordo GATS, il principio di "progressiva liberalizzazione" e le implicazioni legate agli investimenti esteri hanno già provocato gravi problemi come la deregolamentazione di servizi di base. 

Stop al protezionismo delle multinazionali sui brevetti: Biodiversità, semi e medicine sono necessità umane. 

Tutte le politiche relative alle proprieta' intellettuali devono permettere ai governi di limitare la protezione dei brevetti in modo da proteggere la salute e la sicurezza dei cittadini, specialmente i brevetti relativi a medicine salva vita e alle forme viventi. La brevettabilità delle forme viventi deve essere proibita in qualsiasi sistema politico nazionale e internazionale. 

Le attuali regole stabiliti dagli accordi internazionali, come il TRIPS (Accordo sui diritti di proprietà intellettuale relativi al commercio) ostacolano l'accesso dei consumatori a medicine essenziali, conducono all'espropriazione di forme viventi e conoscenze tradizionali, minacciano la biodiversità ed ostacolano il miglioramento del benessere economico e sociale dei paesi poveri. 

Non c'e' motivo perche' queste rivendicazioni sulle proprietà intellettuali debbano essere contenute in un accordo commerciale. 

No ai brevetti sulla vita. 

La brevettabilità delle forme viventi deve essere proibita in qualsiasi sistema politico nazionale e internazionale. 

La biodiversità non è una categoria che rientra nella proprietà privata e la biopirateria deve essere fermata. 

Il cibo e' un diritto umano basilare. 

L'Accordo sull'agricoltura è fraudolento perche' i sussidi per sostenere le esportazioni non sono stati ridotti (anzi sono aumentati), cosicche' i piccoli produttori stanno soffrendo per la liberalizzazione delle importazioni . Per evitare la loro fine, cibo e l'agricoltura devono essere posti fuori dalle regole del Wto, in quanto ogni nazione ha il diritto di perseguire la propria Sovranità Alimentare

Le misure prese per promuovere e proteggere la sicurezza, la sovranità alimentare, l'agricoltura di sussistenza, le pratiche di allevamento, l'agricoltura sostenibile non devono sottostare alle regole internazionali del libero commercio. Il sistema del commercio non deve minacciare le condizioni di vita dei contadini, dei piccoli agricoltori, dei pescatori e dei popoli indigeni. 

Il diritto al cibo puo' essere realizzato solo in un sistema dove la sovranita' sia garantita ovvero ogni popolo abbia il diritto di definire le proprie politiche agricole cosi' come di produrre cibo rispettando diversità culturali e produttive, proteggendo la propria agricoltura di sussistenza dalle importazioni di prodotti a minor costo. 

No alla liberalizzazione degli investimenti 

L'accordo TRIMS dell'OMC (Accordo sulle misure per gli investimenti relativi al commercio) va cancellato. Tutti i paesi, soprattutto quelli del terzo mondo, devono avere il diritto di adottare scelte politiche (come politiche di carattere locale) per aumentare la capacità produttiva dei propri settori, specialmente per quanto riguarda le piccole e medie imprese. Ovviamente la revisione dell'accordo TRIMS non deve essere utilizzata come espediente per ampliare la tematica degli investimenti all'interno del l'OMC. 

Riaffermiamo la nostra opposizione ai tentativi di avviare negoziati su questo tema. La proposta di un accordo con una struttura simile al GATS, o di un primo passo sui tema della trasparenza o di un accordo plurilaterale costituiscono solo cambiamenti tattici per modificare la posizione dei paesi non ancora favorevoli. Rifiutiamo tutti questi tentativi che mirano a raggiungere lo scopo del MAI. 

Commercio equo: trattamento speciale e differenziato 

I paesi del terzo mondo hanno diritto a un trattamento speciale e differenziato, ampliato ed applicato nel sistema di commercio mondiale. Questo significa tenere in considerazione la posizione di debolezza di questi paesi nel commercio internazionale. Senza un rafforzamento dei diritti al trattamento speciale e differenziato, questi paesi non potranno mai trarre benefici dal commercio mondiale. 

Priorità agli accordi sui diritti sociali e sull'ambiente 

Il libero commercio pone i profitti delle imprese prima dei diritti della gente e dell'ambiente. I diritti umani devono essere rispettati, promossi ed attuati, cosi' come i diritti relativi all'ambiente, alla sanità, alla sicurezza, alla difesa dei popoli indigeni, alla sicurezza alimentare, alle donne, ai lavoratori e al benessere degli animali. 

La Dichiarazione dell'ILO sui Principi e i Diritti Fondamentali del Lavoro, la Convenzione sulla Biodiversità e i suoi Protocolli e la dichiarazione dell'ONU sui Diritti Umani devono essere attivamente realizzate. L'OMC non deve minare questi accordi internazionali. L'importanza della promozione, del rispetto e della realizzazione dei diritti dei lavoratori e di tutti i diritti umani deve comprendere interventi nelle appropriate istituzioni internazionali. 

Democratizzare il sistema decisionale 

I popoli devono avere il diritto di autodeterminazione e quello di conoscere e decidere circa gli impegni che li riguardano sul piano del commercio internazionale. Tra le altre cose, questo richiede che i processi decisionali e il rafforzamento della partecipazione presso gli organismi commerciali internazionali siano effettuati in modo democratico, trasparente e complessivo. L'OMC opera in un modo reticente ed emarginante tale da escludere la maggior parte dei paesi del terzo mondo. E' dominata da pochi potenti governi che agiscono in base agli interessi delle loro primarie società multinazionali. 

Cambiare il sistema. 

Il sistema di risoluzione delle controversie del WTO e' inaccettabile. Rafforza un sistema illegittimo di regole inique ed opera con procedure non democratiche. Inoltre usurpa il ruolo legislativo delle nazioni e dei governi locali. 

Un sistema del commercio socialmente giusto richiederà cambiamenti anche fuori dell'OMC. 

Considerati gli attacchi ai diritti di base dei lavoratori da parte delle imprese multinazionali e dai governi, l'inversione di tendenza rispetto ai risultato delle lotte dei lavoratori, l'indebolimento della la sicurezza del lavoro, la rincorsa a salari sempre più bassi, e' necessario rafforzare i diritti dei lavoratori in tutto il mondo Allo stesso modo, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e le banche di sviluppo regionale devono cancellare il 100% dei debiti dei paesi poveri in modo che questi paesi possano impiegare questi fondi per eliminare la povertà e per lo sviluppo. L'uso ricattatorio dei piani di aggiustamento strutturale per forzare la liberalizzazione nei paesi del terzo mondo e altrove deve terminare. I governi devono negoziare, attraverso il sistema della Nazioni Unite e in modo pienamente democratico, un accordo per assicurare comportamenti collettivi socialmente e ambientalmente responsabili, di cui devono rendere conto democraticamente. 

Ci impegniamo a costruire un sistema commerciale sostenibile, socialmente giusto e che renda conto democraticamente del proprio operato. Pertanto come primo passo chiediamo che i nostri governi implementino quanto sopra riportato in modo da ridurre il potere e l'autorità dell'OMC e dare una svolta al commercio internazionale. 
Ci impegniamo a mobilitare la gente dei nostri Paesi per questi obiettivi e cambiare le ingiuste politiche dell'OMC. Sostenendo altri popoli attraverso campagne internazionali di solidarietà. 

Inoltre è indispensabile far comprendere a tutti i cittadini che le regole del WTO, orientate a considerare ogni cosa una merce, sono e saranno sempre incompatibili con il diritto di ogni Popolo del mondo a definire la propria Sovranità Alimentare.
Il cibo, la produzione agricola, i beni della natura, i servizi pubblici, non possono essere considerati alla stregua di un televisore o di un'automobile.

Tutto quanto serve a soddisfare i bisogni primari delle popolazioni e delle comunità, non può essere regolato da nessuna norma concepita per liberalizzare, cioè privatizzare, cioè consegnare nelle mani di pochi potenti la vita della gente.

Il cibo ed i servizi non sono una merce!

Per affermare il diritto dei Popoli alla propria Sovranità Alimentare, dobbiamo arrestare il WTO delle multinazionali. 


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