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L’OMC E IL GATS:
Cosa c'è in gioco nel vertice del Qatar
Dal 9 al 13 novembre di quest’anno, rappresentanti di governi e multinazionali di tutto il mondo si riuniranno in Qatar per riprendere l’agenda di Seattle, che oltre 50mila persone di tutti i colori sono riusciti a bloccare nel novembre del 1999. Le immagini delle migliaia di manifestanti che bloccavano l’accesso al “Round del Millennio”, i pupazzi, gli striscioni, i cartelli e lo spirito della battaglia di Seattle hanno scosso il mondo e hanno contribuito a destare l’allarme rispetto alle attività di un’istituzione praticamente sconosciuta: l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc).
Prima del 1999, la Banca Mondiale (Bm) e il Fondo Monetario Internazionale erano già stati oggetto di denunce e proteste, ma l’Omc era rimasta relegata in secondo piano, nonostante avesse già un alto grado di responsabilità nell’aumento dell’ingiustizia sociale. La sua origine non lascia dubbi: quando, nel 1944, rappresentanti nordamericani e inglesi si riunirono a Bretton Woods allo scopo di definire un piano per la riorganizzazione del sistema capitalista dopo alla fine della II guerra mondiale, essi avevano ben chiaro che il capitalismo aveva bisogno di un’economia globale prospera. Per garantire che ciò fosse possibile, diedero l’avvio ad una strategia basata su tre pilastri, rappresentati da tre istituzioni: la Banca Mondiale avrebbe fornito ai paesi poveri aiuti allo sviluppo a lungo termine e il Fmi avrebbe controllato il sistema finanziario internazionale, fornendo aiuti a breve termine alle economie in crisi. La terza, l’Organizzazione Mondiale per il Commercio, avrebbe dovuto controllare il sistema commerciale, per far sì che il libero mercato funzionasse senza impedimenti. Alla fine, tuttavia, l’Omc fu sostituita dal Gatt (Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio), che organizzato la liberalizzazione del commercio fino al 1995, anno in cui è stata istituita l’Omc, per sostituirlo e diventare il nuovo “robocop” del commercio mondiale.
GLI ACCORDI IN VIGORE
Attualmente, l’Omc conta 141 paesi membri ed è l’istituzione internazionale più potente del mondo. Mentre, infatti, il Gatt si occupava essenzialmente di tariffe industriali, nella sua riformulazione come Omc le sue competenze si sono ampliate in modo spettacolare, fino a comprendere il commercio in tutti i suoi aspetti, inclusi gli investimenti delle multinazionali, presenti nell’Omc come membri dei comitati più importanti. Gli accordi finora firmati (è che, quindi, gli Stati si sono impegnati ad applicare e rispettare) sono:
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GATT
(Accordo Generale sul Commercio e le Tariffe), per l’eliminazione delle barriere al
movimento di prodotti e capitali tra paesi: l’accordo riguarda sia le barriere
tariffarie, che quelle derivanti da programmi di protezione dell’ambiente e delle
persone
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TRIMS (Norme
sugli investimenti legati al commercio), che detta ai governo ciò che possono e non
possono fare nella regolamentazione degli investimenti stranieri
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TRIPS
(Misure sui diritti di proprietà intellettuale legati al commercio), che protegge gli
interessi delle multinazionali in tema di brevetti, diritto d’autore e marchi registrati
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SPS
(Accordo sugli standard fito-sanitari), che limita la capacità dei governi di attuare
politiche legate alla sicurezza alimentare e alla salute di animali e piante
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FSA
(Accordo sui servizi finanziari), istituito per eliminare tutti gli ostacoli al libero
movimento delle grandi società finanziarie, incluse banche e compagnie di assicurazione
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GATS
(Accordo generale per il Commercio e i Servizi), destinato ad eliminare le restrizioni
esistenti all’investimento privato nel settore dei servizi e ad eliminare il controllo
governativo
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vedi anche StopWto
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COME FUNZIONA L’OMC
Oltre che per l’incredibile ampiezza delle sue competenze, l’Omc si differenzia dalle altre istituzioni internazionali per il potere di cui dispone di intervenire contro le leggi nazionali che considera limitative della libertà del mercato e dei suoi accordi. L’Omc può infatti obbligare i paesi membri a cambiare la propria legislazione, se considerata troppo “restrittiva”. L’Omc è dunque un’arma al servizio degli interessi delle grandi multinazionali ed è un esempio perfetto del tipo di democrazia che emana dai vertici del potere globale. L’Omc funziona attraverso un meccanismo del “consenso” estremamente curioso, in virtù del quale i quattro paesi (o gruppi di paesi) più forti – Stati Uniti, Unione Europea, Giappone e Canada – arrivano ad un accordo e comunicano a tutti gli altri paesi di aver raggiunto il “consenso”. E in caso di conflitto (se, cioè, un paese o una multinazionale denunciano un altro paese perché limita i suoi “diritti” commerciali), la sua risoluzione è affidata a 3 burocrati dell’Omc, che si riuniscono in segreto ed emettono un verdetto che vincola tutti gli stati membri e, nel caso in cui resistano, li obbliga a cambiare la loro legislazione, pena la somministrazione di multe o sanzioni commerciali. Sindacati, gruppi ecologisti o altri collettivi possono intervenire solo attraverso i propri governi, eliminando così qualunque pericolo di intervento della popolazione. In questo sforzo regolatore, inoltre, l’Omc si è guardata bene dal tenere minimamente conto dell’esigenza di norme minime per proteggere l’ambiente, i diritti sociali e del lavoro e la diversità culturale.
L’ACCORDO SUI SERVIZI (GATS)
Il Gats è stato una delle ragioni che ha portato migliaia di persone a protestare a Seattle nel novembre del 1999. L’Accordo Generale sul Commercio e i Servizi (GATS in inglese) fu elaborato nel 1995, con l’intenzione di rendere possibile l’espansione del libero mercato al settore dei servizi, includendo quelli tradizionalmente pubblici ed eliminando in tal modo la possibilità, per i governi, di intervenire in questo processo. La quota di Pil destinata ai servizi è un piatto troppo ricco per non tentare di appropriarsene, dal momento che rappresenta i 2/3 dell’economia e dei posti di lavoro dell’Unione Europea. Per raggiungere questo obiettivo, le multinazionali dispongono di un’arma letale infallibile: l’Omc.
L’intervento privato nei servizi pubblici e non pubblici non è una novità nei paesi del Primo Mondo. Le politiche di Reagan e della Thatcher sono state imitate, in minore o maggiore misura, in tutta Europa: applicazione di norme contabili del settore privato ai servizi pubblici (per esigenze di produttività), finanziamento dell’investimento nel settore pubblico attraverso società miste (soprattutto nei settori dell’educazione e della salute), vendita di servizi al settore privato (compagnie elettriche, telefonia, ecc.), creazione di imprese private in concorrenza con quelle pubbliche (in tutti i settori), ecc. Questo processo è esattamente ciò che il Gats vuole accelerare. In totale, la lista dei servizi interessati arriva a 160, includendo l’educazione, la sanità, ricerca e sviluppo, servizi idrici, comunicazioni e telecomunicazioni, servizi audiovisivi, turismo, edilizia, attività ricreative, culturali e sportive, biblioteche, musei, trasporti, ecc.
Ovviamente, se leggiamo le pubblicazioni dell’Omc ne otterremo un visione completamente diversa. Nel suo sito web, l’Omc tenta di convincerci delle 10 cose buone che comporta e ci parla di “promozione della pace”, delle “regole che rendono più facile la vita di tutti” e del “mercato libero che riduce il costo della vita e stimola la crescita economica”. Naturalmente, non si parla del fatto che quando in Bolivia è stata privatizzata la gestione dell’acqua, il suo prezzo è aumentato del 200% e che la compagnia privata proibì ai privati di raccogliere acqua piovana, né menzionano l’assassinio di interi popoli da parte delle milizie delle compagnie petrolifere, né dicono che laddove la sanità è stata privatizzata, il numero di morti per malattie curabili è aumentato enormemente, né fanno accenno all’aumento degli incidenti sulle ferrovie privatizzate dell’Inghilterra…La lista dei crimini del mercato libero è interminabile.
L’INGANNO DELLE PRIVATIZZAZIONI
Naturale, quindi, che quando parla del Gats, l’Omc assicuri che nessun servizio pubblico sarà privatizzato. Ed è certo che così stabilisce l’Accordo, però solo dopo aver escluso dalla categoria di servizio pubblico tutti i servizi che non sono gratuiti e che competono con altri fornitori sul mercato. In un linguaggio comprensibile, questo vuol dire che, per esempio, il trasporto pubblico e l’università sono privatizzabili, dal momento che non sono gratuiti (le tasse sono una forma di pagamento), e la scuola e la sanità anche, perché competono con scuole e ospedali privati. Di fatto, la stessa Omc riconosce che, applicando questa clausola, gli unici servizi che restano esclusi dalla privatizzazione sono la Sicurezza Sociale (intesa esclusivamente come il pagamento di sussidi) e la banca centrale.
Il Gats, quindi, non solo interferisce con la capacità dei governi centrali di legiferare liberamente, ma rappresenta anche un attacco brutale ai governi locali, dal momento che molti dei servizi compresi nell’accordo sono di competenza municipale. L’entrata in vigore del Gats, inoltre, ci riguarderà tutti da vicino. I comuni, per esempio, non potranno negare licenze edilizie in zone protette, né stabilire periodi fissi per la caccia e la pesca, perché ciò sarebbe considerato come un’interferenza rispetto al mercato privato. Né tantomeno si potrà limitare l’orario di apertura dei negozi, né regolare i permessi per la costruzione di grandi superfici, strade, aeroporti, porti, ponti, ferrovie, hotel e ristoranti. Di fatto, il Gats stabilisce che prima di adottare qualunque misura che riguarda i 160 servizi oggetto dell’accordo, i governi municipali consultino gli investitori stranieri. In India, per esempio, in virtù del Gats l’Omc ha multato il governo per aver finanziato programmi di promozione dell’industria locale, punto cruciale di tutti programmi di sviluppo. L’Omc ha anche obbligato l’Unione Europea a rinunciare all’importazione preferenziale di banane dai piccoli produttori del Caribe, dopo una denuncia da parte degli Stati Uniti (che non producono banane), presentata il giorno dopo che la multinazionale Chiquita (che fa parte del gruppo United Fruit) aveva versato mezzo milione di dollari al Partito Democratico. Questi fatti mettono in evidenza quali sono gli interessi che il Gats realmente tutela. Ma c’è di più. L’Omc stabilisce che l’adozione del Gats è irreversibile, rendendo così impossibile che i governi cambino la loro politica, o che gli elettori eleggano governi con politiche diverse. La ragione di tale imposizione è evidente: nei paesi poveri, dove le misure previste dal Gats sono applicate da anni, imposte attraverso i Programmi di Aggiustamento Strutturale del Fmi e della Bm, nell’anno 1999 si sono registrati più di 50 movimenti di protesta, ai quali ha preso parte oltre un milione di persone
UNA OPPORTUNITA’ PER IL MOVIMENTO
In conclusione, quando il Segretariato dell’Omc afferma che il Gats è “probabilmente l’accordo più importante sottoscritto dal 1948”, lo fa con cognizione di causa: probabilmente lo è. Per questo stesso motivo, è necessario che il movimento che si oppone alla sua approvazione si anch’esso senza precedenti. L’Omc è più debole ora di quanto lo sia mai stata, dal momento che non si è ancora ripresa dall’impatto che hanno avuto la campagna mondiale contro l’Ami nel 1998 e le migliaia di persone che hanno protestato a Seattle. La legittimità dell’Omc viene messa in questione e la situazione economica che si prevede lascia pensare che sarà molto difficile che il Gats venga approvato nel 2003, durante il prossimo vertice dell’Omc. Nella pagina web dell’Omc, i suoi responsabili sono consapevoli che il momento è “ora o mai più”.
Abbiamo quindi un’opportunità unica di mettere in connessione quello che succede qui con la situazione dei paesi poveri, di rendere evidente il nesso tra i temi ecologisti, sociali e del lavoro e contrapporre la nostra democrazia alla loro.
Dobbiamo dire chiaramente che IL MONDO NON E’ IN VENDITA!
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