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Questa è una storia molto
istruttiva.
Da queste incredibili contraddizioni che si vivono in seno al WTO/OMC possiamo trarre una marea di spunti di riflessione sulla perversa pretesa di uniformare il mondo a piacere di chi deve commerciare.
Questa è la dimostrazione che la Sovranità Alimentare è l'unica alternativa che consentirà ai popoli di sopravvivere alla logica neoliberista.
Su questa recentissima iniziativa della Unione Europea, dobbiamo lavorare per denunciare il fallimento della logica dell'OMC, per arrivare ad imporre la logica della Sovranità Alimentare di tutti i popoli del mondo.
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Bruxelles, 31 marzo 2003
L'Unione Europea decide di contestare, in seno all'OMC, il regime protezionista australiano di importazione dei prodotti alimentari.
(link)
L'Unione Europea ha deciso di chiedere all'Australia di impegnarsi in consultazioni ufficiali dell'OMC in merito al sistema di quarantena che essa applica alle importazioni dei prodotti agricoli. Queste consultazioni costituiscono la prima tappa del processo di regolazione delle differenze nell'OMC e, in caso di insuccesso, permettono all'Unione di chiedere la costituzione di un gruppo speciale dell'OMC per giudicare la legalità del sistema australiano.
Secondo Pascal Lamy, commissario europeo delegato al commercio, "l'Australia ha instaurato un sistema di quarantena che blocca molto efficacemente le importazioni dei prodotti agricoli in quel paese. Noi pensiamo che si tratti di una flagrante infrazione alle regole dell'OMC, nonostante questo paese si eriga costantemente come unico difensore del libero scambio dei prodotti agricoli. L'Unione aprirà le procedure dell'OMC affinchè l'Australia agisca conformemente ai suoi principi sull'accesso al mercato agricolo".
L'Unione considera che il sistema australiano di quarantena costituisce una infrazione flagrante alle regole dell'OMC fissate nell'Accordo sull'applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie (SPS) che tratta dei regimi applicabili alla salute umana, animale e vegetale.
L'Australia fa rimarcare che la propria situazione insulare la mantiene al riparo da numerose malattie animali e vegetali che colpiscono il resto del mondo e che essa adotta di fatto un approccio conservatore utilizzando il rischi di quarantena. L'Unione non contesta ne la situazione dell'Australia a questo riguardo, ne il suo diritto di fissare un livello di protezione appropriato. Considera però che questo paese non dovrebbe approfittare della sua posizione per proteggere in maniera abusiva il suo mercato e i suoi produttori imponendo delle regole di quarantena che blocchino le importazioni per molti anni, senza giustificazione scientifica.
Esempio dei problemi che incontrano gli esportatori dell'Unione per accedere al mercato australiano:
divieto totale sulla importazione di una serie di prodotti agricoli, come frutta e ortaggi;
procedure estremamente lunghe e complesse di valutazione del rischio; esistono per esempio tutta una serie di richieste in sospeso, che datano dagli anni 1997/1998 e riguardano l'accesso al mercato australiano di prodotti come la carne di pollame, gli agrumi e i pomodori; una richiesta di entrata relativa alla carne di maiale fresca è pendente dal 1980;
condizioni estremamente restrittive sono applicate alle importazioni, anche nel caso in cui l'entrata sul territorio è finalmente accordata. Per esempio, nel caso della carne di maiale disossata, il trattamento termico è oggetto di rigide esigenze, l'Australia insiste affinchè non sia effettuato che in territorio australiano, e non nell'Unione Europea.
Contesto
L'Australia è uno dei principali membri del gruppo di Cairns dei paesi esportatori di prodotti agricoli, che preconizza il libero scambio in questo settore.
Sfortunatamente, l'Australia sembra considerare che questa libertà non valga che per i suoi esportatori e non per quelli che desiderano importare dei prodotti perfettamente sicuri sul mercato australiano.
E' difficile analizzare le perdite potenziali in termini di scambio ma certi effetti delle misure australiane sul commercio possono essere dimostrate.
Le statistiche commerciali dimostrano che le esportazioni di verdura fresca dell'Unione verso l'Australia rappresentavano 8000 tonnellate nel 2002 quando le esportazioni verso il Canada, un mercato comparabile per dimensione e tenore di vita, erano di 35000 tonnellate, cioè superiore del 300%. Di fatto le esportazioni ortofrutticole verso l'Australia (e la Nuova Zelanda) non rappresentano nel 2001 che 16 milioni di euro contro i 3.369 milioni di euro che rappresentano il totale delle esportazioni di questi stessi prodotti nell'Unione Europea.
Il sistema di quarantena australiana è stato già contestato nel passato. Nel 1998, dopo l'introduzione di una controversia tra il Canada e gli Stati Uniti, l'OMC ha prodotto una decisione secondo la quale questo sistema applicato al salmone costituiva una infrazione alle regole dell'OMC. Nel 2002, le Filippine, sostenute dalla Thailandia, hanno richiesto l'apertura di proprie consultazioni nell'OMC sul sistema australiano di quarantena applicata all'ananas e ad altri prodotti ortofrutticoli.
Informazioni complementari si possono trovare sul sito:
trad. rfb
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