WTO: ALEMANNO E URSO A VIA CAMPESINA, DIALOGHIAMO
Cancun (Quintana Roo, Mexico), 15 set. - (Adnkronos) -
Sono venuti al Km zero, fuori dalla zona Hotelera di Cancun, vietata ai manifestanti, per incontrare i dirigenti di Via Campesina, sotto il gazebo dei sudcoreani del 'companero Lee'. 
Gianni Alemanno e Adolfo Urso, ministri italiani dell'Agricoltura e del Commercio estero, rispettivamente, entrambi di An, si sono anche tolti le scarpe, ieri poco prima delle due del pomeriggio (le 21 in Italia), per stringere la mano all'honduregno Rafael Alegria, portavoce mondiale di Via Campesina, e a Gianni Fabbris, di Altragricoltura. Per la verita', Urso ha avuto un attimo di esitazione (''facciamo il giro del tappeto'', ha proposto sottovoce), ma Alemanno si e' messo subito a piedi scalzi e ha puntato deciso su Alegria.

I due ministri hanno incontrato i leader contadini in una cappa di caldo umido soffocante (Urso, impeccabile, aveva persino la cravatta, oltre alla giacca). 
E' stato un inizio di dialogo, anche se le distanze restano tutte. 
I due rappresentanti del Governo italiano hanno difeso la Pac, la Politica agricola comune dell'Unione Europea, cosi' come e' stata recentemente riformata. 

In particolare, Alemanno ha sostenuto che oggi i sussidi non vengono piu' erogati alle aziende, ma agli agricoltori, ''il che e' un passo nella direzione delle vostre posizioni''. 
Il ministro dell'Agricoltura italiano, che e' venuto come rappresentante dell'Ue (l'Italia ha la presidenza di turno), ha anche chiarito il senso di una sua dichiarazione mattutina che tendeva a distinguere la posizione dei contadini da quella dei paesi del G21, cosa che aveva irritato molto i leader contadini.
''Nessuno - ha spiegato Alemanno ad Alegria, il baffuto honduregno che parla per 400 sindacati contadini di tutto il mondo e per 50 mln di iscritti - intendeva dividere voi dal G21, ma solo distinguere tra due posizioni che non sono analoghe''. 

Alegria ha riconosciuto che ''il G21 ragiona ancora in una logica arretrata, di libero commercio. Noi li appoggiamo perche' non vogliamo che Usa e Ue raggiungano l'accordo''.
Chiarito il punto, Alemanno ha detto ad Alegria di aver letto i documenti di Via Campesina: ''Crediamo che ci possano essere dei punti interessanti'', ha affermato. Punti che addirittura, ha ipotizzato, potrebbero essere recepiti nelle posizioni dell'Ue. 

''Non dipende da noi, ma noi rappresenteremo le vostre posizioni al Consiglio dei ministri. 
Faremo comunque di tutto per spiegare meglio il senso della riforma della Pac''.

I due ministri hanno ascoltato le posizioni radicali di Via Campesina: ''Il cibo -ha detto Alegria- e' necessario per vivere, il commercio alimentare non puo' essere regolato solo secondo una logica puramente commerciale. 
I sussidi all'esportazione negli Usa e nell'Ue stanno distruggendo le nostre economie rurali. L'India -ha esemplificato- il primo produttore di latte al mondo, e' inondata di latte olandese. I paesi caraibici sono sepolti dalla carne suina statunitense. L'accesso ai mercati non risolve i 'problemi dei contadini, ma solo i problemi di bilancio delle multinazionali''.

Alegria, quando i ministri gli hanno confermato che sull'agricoltura a Cancun non si arrivera' ad alcun accordo, ha chiosato soddisfatto: ''Siamo molto contenti'' suscitando l'ilarita' dei due ministri.

Alemanno ha invitato comunque Via Campesina al dialogo con l'Ue, in vista dei prossimi negoziati che dovrebbero tenersi a Ginevra ''entro i prossimi sei mesi'', per tentare di trovar l'accordo che a Cancun non si e' trovato e che con ogni probabilita non si raggiungera, malgrado i negoziati siano stati prorogati di un giorno (nel pomeriggio, dopo l'incontro, e' giunta la notizia che il vertice ha chiuso con un sostanziale fallimento).

Fabbris ha risposto con cortesia nella forma, ma duramente nei contenuti: ''Il nostro giudizio sulla riforma della Pac -ha detto- e' inalterato, ed e' negativo, perche' restano i sussidi all'esportazione. E' tempo che l'Ue scelga da che parte stare, se con i contadini o con le multinazionali. Quanto alla rappresentazione delle nostre istanze -ha precisato- sia chiaro che non diamo deleghe a nessuno. Ce la prendiamo da soli, con la lotta nelle strade e nelle piazze''.

I quattro si sono lasciati ringraziandosi reciprocamente, con grandi strette di mano, in un clima cordiale. Alemanno voleva deporre un fiore sull'altare dedicato a Lee Kyoung Hae (questa la traslitterazione corretta, secondo i sudcoreani), ma l'atto gli e'stato vivamente sconsigliato. I sudcoreani, che non lo conoscono, l'avrebbero presa male, ha avvertito Grazia Francescato, la leader verde che ha fatto da tramite per l'incontro di ieri. 

Cio' nonostante, avviandosi alla macchina, i due ministri si sono fermati per qualche attimo a poca distanza dall'altare, guardandolo.
Alemanno si e' fatto il segno della croce, in segno di rispetto. 
I compagni di Lee non l'hanno presa bene, e l'hanno cacciato a spintoni, urlando ''Down, down Wto'' (''abbasso la Wto''). 
Alemanno si e' preso gli spintoni con dignita': si e' allontanato, senza correre, ed e' rimontato in macchina, insieme ad Urso e a due collaboratori.
(Adnkronos)
 

Articolo da Liberazione

Via Campesina respinge le proposte dei presidenti di turno Ue, Urso e Alemanno 
I ministri italiani cacciati da piazza Lee 


Gianni Fabbris, Cancun

Piazza Lee (così è stato ribattezzato il famigerato chilometro zero in cui è morto il leader contadino coreano) ieri è stata teatro di importanti appuntamenti politici, non solo per la commemorazione del compagno coreano ma, anche, per l'incontro fra noi di Via Campesina e i presidenti di turno del consiglio dei ministri agricoli e del commercio europei, Alemanno e Urso. 

In mattinata nell'Hotel Plaza Caribe (che ospitava la delegazione di Via Campesina) si era già svolto l'incontro con il ministro della riforma agraria del Brasile in rappresentanza del cartello dei 21, che si opponevano alle proposte dell'Ue e degli Usa, e a cui avevamo espresso l'appoggio nella loro battaglia se pur con una importante differenza di posizioni. Per noi infatti va corretto il loro approccio che chiede più accesso al mercato: il problema non è chiedere la fine dei sussidi agli agricoltori del Nord del mondo ma quello di battersi perché gli incentivi non vadano alle esportazioni che finanziano solo le grandi concentrazioni agroindustriali e commerciali e creano dumping. 

Cercando di sfruttare proprio questa differenza, i due ministri italiani, Alemanno e Urso, avevano chiesto un incontro con Via Campesina, sostenendo in conferenza stampa che avremmo appoggiato la posizione europea contro il cartello dei 21 paesi. Li abbiamo ricevuti lo stesso costringendoli a venire in piazza Lee. Si sono tolti le scarpe per rispetto del nostro accampamento e ci hanno detto, davanti alle telecamere dei media internazionali, che erano disponibili al confronto con noi in nome, a loro dire, dei loro sforzi per una riforma della Politica Agricola Europea che avrebbe dovuto favorire i contadini. E' toccato a Raphael Alegrìa (coordinatore internazionale di Via Campesina) ed a me (a nome delle organizzazione europee di Via Campesina presenti) ricordargli la realtà: nessun consenso alla loro riforma della Pac che non solo danneggia i contadini del Nord e del Sud ma che, anzi, è stata fatta svendendo gli interessi contadini per permettere all'Ue di conquistare spazio su nuovi temi negoziali. A loro abbiamo concesso solo la possibilità di scegliere da che parte stare: o a fianco degli Usa nella prospettiva di una competizione globale o dei contadini e dei cittadini del mondo che chiedono la Sovranità Alimentare. Se ne sono andati così, con la delegazione Coreana che, non accettando il loro tentativo di omaggio a Lee fatto sotto i flash dei media, li ha costretti a salire in una macchina, presa poi a pugni e calci. Ci rimane però un problema: Alemanno ha avuto coraggio, lo stesso che settori della destra italiana stanno dimostrando quando ordinano la distruzione dei campi transgenici; ma da che parte sta la sinistra che si prepara alla scontro per il governo? Può l'Ulivo sostenere una modernità che impone la competizione sul mercato e gli ogm? 

Gianni Fabbris 

 Articolo da Il Manifesto

La Caporetto dei ministri italiani 
Disastro negoziale per la nostra agricoltura. E figuraccia politica
R. ZAN. - CANCUN - Il Manifesto

Quando si dice prendere schiaffi. Ne ha rimediati una quantità, la delegazione italiana a Cancun, e ieri è andata a un pelo anche dal prenderli fisicamente in faccia. E' accaduto che, proprio mentre nella green room del centro congressi stava maturando la fine del negoziato, i ministri Urso e Alemanno si stavano invece presentando davanti all'accampamento di Via Campesina, quello in cui da giorni i contadini coreani e messicani onorano la memoria del dirigente Lee Kyung Hae, suicidatosi durante la manifestazione contro il Wto. Annunciando di avere un accordo con i dirigenti di Via Campesina, i due ministri italiani hanno varcato con un po' d'apprensione il chilometro zero, bloccato da giorni dalla polizia, a bordo di gippone con telecamere al seguito, e sono arrivati alla tenda allestita dove si è ucciso Lee. Il leader di Via Campesina Rafael Alegria ha chiesto loro di togliersi le scarpe prima di incamminarsi nella tenda, dove sono stati ricevuti rispettosamente fino al momento in cui hanno chiesto di deporre dei fiori sull'altarino allestito per Hae. Il tutt'altro che bonario Alegria si è negato. «Lee è morto per ammorbidire i vostri cuori duri - ha detto - e per commemorarlo dovevate fare qualcosa là dentro, non venire adesso con i fiori». Ma prima di andarsene, i due ministri hanno deciso ugualmente per una breve sosta a pochi metri dall'«altare», in atteggiamento raccolto e in favore di telecamere. Non è stata una buona idea. Tre coreani sono schizzati correndo verso di loro, gridando e agitando il cappello come per scacciare le galline, ministri e accompagnatori sono stati spinti in macchina, mentre una ventina di campesinos hanno circondato il veicolo assestando grandi manate sul cofano e impedendogli di ripartire. I pochi poliziotti non sapevano che pesci prendere. Pochi istanti di brivido e i contadini hanno deciso di lasciar perdere, aprendo un varco. Il gippone se l'è filata, così in fretta che qualcuno è stato dimenticato sul posto. La foto-ricordo c'è stata, ma non quella in programma.

E' la degna conclusione di un negoziato particolarmente fallimentare. L'Italia era arrivata a Cancun con un'agenda carica di mozzarelle, parmigiani e vini tipici, e un interesse particolare per uno dei punti bollenti, la liberalizzazione degli investimenti. Giorni di negoziati avevano guadagnato il seguente grande successo: le indicazioni di origine, diceva la bozza di documento poi affondata, avrebbero dovuto essere discusse in un tavolo «miscellanea», l'equivalente delle varie ed eventuali quando tutti si alzano e vanno via. «Non siamo riusciti a far capire i valori del nostro mondo agricolo», ha detto Alemanno. E non sono riusciti a capire nemmeno l'importanza del G21, il gruppo capeggiato dal Brasile che si è creato a Cancun, ha deciso di dare battaglia e ha retto il braccio di ferro con gli Usa fino all'ultimo. La Ue, e l'Italia che ne ha la presidenza, è rimasta con le mani nella porta sbattuta.

 

 Articolo tratto da Yahoo! Notizie 

Lunedì 15 Settembre 2003, 11:11

Wto, fallisce il vertice: movimento in festa
Di Tommaso Gallavotti - Cancun, 15 set. - (Adnkronos)
http://it.news.yahoo.com

La quinta Conferenza ministeriale della World Trade Organization fallisce, senza neppure una dichiarazione finale, e a Ciudad Cancun, quartier generale dei manifestanti, esplode la festa. Sono soprattutto i contadini a festeggiare quella che considerano una loro vittoria. Al Km zero, la rotonda all'incrocio tra la avenida Bonanmpak e il boulevard Kukulcan in cui il 10 settembre Lee Kyoung Hae (questa l'esatta traslitterazione, secondo i sudcoreani) si e' ucciso per protesta, i compagni del sindacalista suicida festeggiano, tracannando birre a volonta'. La pacchiana fontana in stile neo Maya in mezzo all'aiuola si riempie di contadini sudcoreani che, camminando in fila nell'acqua alta tre spanne, suonano gong e tamburi. Tutti ballano, a cominciare da Rafael Alegria, il portavoce mondiale di Via Campesina, un honduregno sulla cinquantina, scuro di carnagione. Paffuto e baffuto, danza felice e ride, nella camicia viola bagnata fradicia di acqua e di sudore. Inutile tentare di carpirgli una dichiarazione, ormai e' rapito dalle danze sudcoreane. Al suo fianco Kang Ki Kab, presidente del sindacato contadino della penisola asiatica, balla nell'acqua, un po' alticcio, dismettendo per un attimo il suo broncio marziale. E' il giorno della vittoria per il movimento, e per i contadini in particolare. Sono stati loro, organizzati da Via Campesina, i protagonisti assoluti delle mobilitazioni di Cancun. Loro hanno portato la massa: il 9 in piazza non c'erano, e si e' visto. Sono stati sempre loro a convincere il Bloque Negro, i Black messicani, a stare buoni e a partecipare alle manifestazioni seguendo le modalita' della maggioranza. Tanto che gli anarchici hanno persino fatto da servizio d'ordine nella manifestazione di avanti ieri, cosa fino ad allora assolutamente impensabile. Sono stati ancora loro ad abbattere, smontandola meticolosamente e tirandola giu' con le corde, la barriera posta all'ingresso della Zona Hotelera, la 'zona rossa' di Cancun, e a fermarsi subito dopo, senza alcuna scaramuccia con la Policia. E infine, loro hanno incontrato, ieri, i ministri italiani Gianni Alemanno e Adolfo Urso, venuti al Km zero in rappresentanza dell'Unione europea per aprire un dialogo con una forza, Via Campesina, che conta 50 mln di iscritti in quattro continenti, riuniti in circa 400 organizzazioni contadine. A Cancun, insomma, il movimento ha mostrato chiaramente la sua evoluzione: non piu' espressione solo di avanguardie intellettuali urbane e di sindacati industriali e dei servizi dell'Occidente ricco, ma anche delle masse contadine dei paesi in via di sviluppo, dei Nic (new industrialized countries) come la Corea del Sud e pure dei paesi occidentali. Lavoratori portatori di interessi veri e molto concreti, con i quali i politici non possono fare a meno di cercare un dialogo. Si noti, per esempio, che in piazza a Cancun Attac, l'associazione transnazionale nata dal pensatoio antiliberista di Le Monde Diplomatique, quasi non si e' vista, pur essendo la lotta al Wto il suo pane. Cambiano anche le forme di lotta: il suicidio come atto di estrema protesta e' la novita', lugubre agli occhi occidentali ma con illustri e tragici precedenti anche in Europa, portata dai sudcoreani. Novita' non troppo gradita ne' digerita dagli attivisti europei che, pur non dissociandosi e mostrando rispetto per l'atto di Lee Kyoung Hae, a mezza bocca disapprovano. 
(Adnkronos)