Sintesi degli interventi all'assemblea mondiale Contadina -
Secondo giorno
A cura di Elisa Virgillito e Marilena Marsico
Hanno affrontato i grandi problemi che affliggono i contadini del mondo i delegati dei vari paesi presenti all'assemblea plenaria che si è tenuta ieri
(21 gennaio 2003) a Porto Alegre presso il centro scolastico Rainha do Brasil. L'assemblea di Via Campesina si è così arricchita dei colori, delle
suggestioni e delle esperienze di sofferenza e di lotta dei contadini, degli agricoltori e dei popoli dei vari paesi.
La repressione governativa dei contadini indonesiani, che si sentono fortunati perché possiedono un fazzoletto di terra, nelle isole di un paese
lontano in cui su 240 milioni di cittadini, circa la metà sono contadini che hanno a disposizione solo 12% del territorio per la coltivazione.
I meticci argentini della cooperativa Poriajhù (in lingua Guarani significa povero), che riunisce 30 famiglie in 20 ettari di terra coltivati e che da
più di un anno non possono dare il latte e la carne bovina ai loro bambini.
Sostituiscono la carne bovina con tanta verdura, il pollo e le uova di loro produzione, ma non possono fare altrettanto con il latte, in quanto la loro
economia, basata sullo scambio non gli permette di non hanno i soldi per acquistare le 4 vacche da latte del valore di 3 mila dollari che
servirebbero per sostentare i loro 77 bambini. Tutto questo in un paese in cui in anni migliori si contavano 2 vacche per abitante.
Qui di seguito alcuni degli interventi che si sono tenuti durante l'assemblea plenaria.
Per il francese Crhistian Boigontier della Confederation Paysanne la riforma della Pac avrà conseguenze gravissime non solo sulle piccole realtà dei
paesi europei schiacciate dalle tendenze latifondiste ispirate dall'Omc, ma ancora di più per i contadini dei paesi del Sud del mondo. Accettare le
eccedenze sotto costo delle produzioni europee per questi paesi vuol dire subire le conseguenze che tutto ciò comporta. E' necessario diminuire gli
aiuti alle esportazioni che favoriscono le grandi aziende e portano alla morte delle piccole aziende agricole. La Cpe si sta battendo per combattere
queste tendenze che saranno discusse e combattute a Ginevra nel mese di marzo in vista del vertice dell'Omc di Cancùn. Si deve combattere per un
modello diverso di produzione che si base sul mercato interno e un un giusti prezzo che possa ripagare il piccolo produttore delle sue fatiche.
Il brasiliano Joao Paulo Stedile leader del Mst ha analizzato in maniera sistematica e lucida il sistema neoliberale degli Accordi sul Libero
Commercio delle Americhe (Alca). Si tratta di un piano strategico architettato dagli Usa per per risolvere la grave crisi nella quale si
trovano.
L'Alca permette di rispondere a tre necessità degli Usa: il superamento della crisi del sistema capitalistico per cui gli Usa producono armamenti
che devono essere impiegati, ed ecco il motivo della necessità di mantenere e riaccendere focolai di guerra nelle zone più interessanti del pianeta; il
mantenimento e rafforzamento del loro dominio imperialistico, per cui gli Usa stanno procedendo all'installazione di basi militari nel Sud America per
controllarne il territorio; il controllo delle risorse energetiche, delle materie prime e della biodivesità, che negli anni di applicazione degli
accordi non ha fatto altro che determinare nuove situazioni di crisi politica, economica e sociale in America latina. Questi accordi vengono
stipulati senza che la popolazione ne venga a conoscenza dai governi dell'America latina. Si sta procedendo, non senza la risposta delle
popolazioni interessate alla privatizzazione dei terreni, dell'acqua e dei semi. Obiettivo dell'Alca è anche la riduzione della grande ricchezza
culturale data dalle diversità locali in favore del pensiero unico neoliberale attuata attraverso il controllo della produzione delle aziende
latinoamericane che non producono per il loro mercato interno, ma per le multinazionali in base alle necessità dei mercato del Nord del mondo. Per
questo motivo, afferma Stedile, nell'Alca non c'è più niente da contrattare, non c'è più possibile di negoziare. L'Alca si può combattere.
Importante anche la testimonianza dello statunitense John Kinsman del National Family Farmers Country che denuncia le responsabilità del suo
governo riguardo alle sofferenze del popolo boliviano. Riguardo alla situazione negli Usa Kinsman afferma che i contadini del suo paese stanno
subendo le stesse sofferenze dei compagni del resto del mondo: negli Usa c'è un altissimo tasso di suicidio tra i piccoli produttori agricoli che
rappresentano solo lo 0,6% della popolazione e sono costretti, dalla forza delle multinazionali, ad abbandonare le terre per trasferirsi nelle città
per trovare lavoro. Purtroppo non tutti riescono a vivere dignitosamente e nelle grandi città ci sono più mendicanti di quanti non ce ne siano a Porto
Alegre. inoltre i contadini hanno grossi problemi a livello sanitario in quanto non possono permettersi l'assistenza assicurativa. Riguardo ai
rapporti con il Medio Oriente, Kinsman afferma che il popolo americano è imbevuto dei messaggi diffusi a gran dai mezzi di comunicazione secondo i
quali tutti gli arabi odiano gli americani perché ne invidiano la cultura.
Molti cittadini stranieri di origine araba sono stati arrestati dopo l'11 settembre per semplici problemi di cittadinanza irregolare e trattati come
terroristi senza alcun tipo di diritto umano riconosciuto.
Si e' tenuto ieri nel tardo pomeriggio il Consilgio Internazionale del Forum Sociale Mondiale al quale, per Via Campesina, hanno partecipato Gianni
Fabbris di Foro Contadino Altragricoltura e Paul Nicholson dell'esecutivo della Cpe. Durante il Consiglio si sono discussi temi di fondamentale
importanza per il futuro del Forum, come il luogo in cui l'anno prossimo si terra' il forum.
Il resoconto del Consiglio internazionale ed una analisi dei lavori della Cpe in seno all'assemblea mondiale contadina saranno inviati
successivamente.
|
|