Sintesi degli interventi all'assemblea mondiale Contadina - Primo giorno
A cura di Elisa Virgillito e Marilena Marsico
Hanno preso il via ieri mattina i lavori dell'Assemblea Contadina Mondiale di Via Campesina che precede il III Forum Sociale Mondiale a Porto Alegre.
Dopo la mistica della suggestiva cerimonia di inaugurazione, Rafael Alegria dell'Honduras, membro dell'esecutivo di Via Campesina, nel suo intervento introduttivo ha sottolineato l'importanza dell'apertura dell'assemblea contadina agli agricoltori di tutto il mondo anche se le loro organizzazioni non fanno parte di Via Campesina per realizzare una conoscenza reciproca, condividere i momenti di confronto e organizzare la lotta.
La politica neoliberista uccide i deboli accrescendo la povertà nel mondo. Si tratta di un sistema criminale che priva della terra milioni di contadini e li costringe a vivere nelle città. Nonostante i buoni propositi del vertice Fao dell'anno scorso a Roma in cui era stato fissato l'obiettivo della riduzione della fame nel mondo entro 15 anni, i dati allarmanti del '96 (800 milioni di persone nel mondo che muoiono di fame ogni anno) sono peggiorati, per cui adesso si parla di 900 milioni di morti a causa dell'insufficienza di cibo.
Via Campesina per rispondere ai problemi che affliggono le realtà contadine in tutto il mondo organizza una serie di campagne come quella che riconosce il diritto dell'umanità alla proprietà dei semi; la campagna sulla sovranità alimentare, intesa come diritto di ogni popolo a produrre il cibo per il proprio sostentamento e a decidere che cosa e come produrre; la campagna contro l'Alca per il Sud America (Accordi sul Libero Commercio delle Americhe), che assoggetta il continente sud americano alle politiche commerciali degli Usa, e quella sulla Pac in Europa.
Il problema dei contadini nel mondo infatti non è dato dal conflitto tra Nord e Sud, ma dal modello di sviluppo neoliberista.
Le varie delegazioni contadine dei paesi partecipanti si sono poi riunite in sette aree regionali (America del Sud, America Centrale, America del Nord, America Andina, Europa, Asia e Africa) per condividere e discutere la condizione contadina nei vari paesi.
Le esperienze regionali sono poi confluite nel tardo pomeriggio nell'assemblea generale contadina.
Il portoghese Joao Vieira, membro dell'esecutivo della Confederation Paysanne Europeenne (CPE) ha riportato nel suo intervento i punti salienti discussi nell'area regionale europea.
La crisi dell'agricoltura non riguarda solo il Sud, ma imperversa anche in Europa ed è dovuta al sistema neoliberista che domina tutto il mondo. La Pac (Politica Agricola Comune) ha contribuito a generare questa crisi. Le organizzazioni agricole devono organizzare la lotta contro il dumping, l'eccesso di produzione svenduto. In Europa si assiste all'abbandono di intere regioni, ma questo è solo la conseguenza visibile di un disastro annunciato.
Il criterio che ha portato all'allargamento dell'Unione ai paesi Peco (Paesi dell'Europa Centro Orientale), è stato guidato solo da interessi commerciali e non dalla solidarietà.
E' necessario organizzare una dura lotta agli Ogm, considerati un passo indietro nella storia dell'umanità e riaffermare la sovranità alimentare e la produzione per il proprio mercato locale. Il cibo non può essere trattato alla stessa stregua delle altre merci e l'alimentazione delle popolazioni non può essere contrattata al tavolo dell'Omc insieme alle altre questioni commerciali.
Vieira ha concluso affermando che la soluzione a tutti i problemi dei contadini è Via Campesina per quelli che ne fanno già parte e anche per quelli che vedono nella lotta contadina l'unica via di salvezza al neoliberalismo: "Se tutti i paesi saranno in grado di sopravvivere con la propria agricoltura nessun agricoltore sarà più senza terra".
I vari delegati dei movimenti contadini europei hanno posto diverse questioni delle quali vengono riportate di seguito le più significative:
Lo spagnolo Andoni Garcia ha sottolineato l'iniquità della redistribuzione degli aiuti comunitari che agevola le grandi concentrazioni a produzione industriale, non dà reddito ai contadini e determina la morte delle piccole aziende a conduzione familiare.
Secondo il portoghese Joao Vieira con la riforma della Pac, l'Unione compie un passo verso le regole dell'Omc e quindi delle multinazionali. La riforma distruggerà le realtà contadine europee ma, causa del dumping, non andrà meglio ai paesi del Sud del mondo.
L'italiano Gianni Fabbris, portavoce nazionale di Foro Contadino-Altragricoltura, sottolinea come distruttiva non è solo l'esportazione delle eccedenze a prezzi bassissimi, ma anche l'importazione di prodotti acquistati sottocosto dai paesi del Sud del mondo.
La soluzione, secondo la delegazione europea, consiste nella realizzazione di una politica agricola pubblica che attualmente nessuno stato realizza.
Un miglioramento della Pac vedrebbe gli aiuti comunitari legati ai costi della produzione e al giovamento per il territorio e la comunità rurale piuttosto che agli ettari coltivati.
Il delegato svizzero ha riportato la situazione dell'agricoltura nel suo paese, che pur non facendo parte dell'Unione risente di tutti gli effetti dellai crisi, per effetto delle scelte di un'agricoltura sempre più sotto il dominio delle regole dell'OMC
Per intensificare la lotta contro l'OMC (tema dei lavori di domani) la delegazione svizzera ha avanzato la proposta di una settimana di mobilitazione in occasione degli incontri preparatori al vertice dell'Omc di Cancùn che si terranno a marzo a Ginevra per combattere contro il libero commercio e la privatizzazione dei servizi sociali. In quell'occasione i contadini organizzeranno una dura lotta contro le multinazionali.
Auspica inoltre che il popolo d'oltralpe, ormai stanco degli slogan, accetti la proposta della sovranità alimentare. Ancora Gianni Fabbris evidenzia il paradosso dell'Europa: mentre il popolo europeo è molto attento alle tematiche della sicurezza dei cibi e la sovranità alimentare diventa una parola d'ordine sempre più diffusa, la politica europea risponde con proposte insidiose che utilizzano questo clima nuovo e rilanciano il modello neoliberista legittimandolo con verniciate di misure "ambientali e sociali". Riccardo Bocci, della delegazione di Foro Contadino Altragricoltura, sottolinea come il rischio grande in questo momento sia che Lula, nel suo attacco agli effetti della globalizzazione nel suo Paese, incontri facilmente le posizioni degli Stati Uniti contro le scelte di Politica Agricola Europea ottenendo solo di accelerare il processo che attraverso le misure sullo sviluppo rurale tendono in realtà a introdurre nuove forme di aiuti alle esportazioni. Il basco Paul Nicholson, coordinatore europeo di Via Campesina, nel parlare delle conseguenze della politica neoliberista ha definito in maniera efficace il diverso approccio nell'accesso al mercato tra l'Unione Europea e gli Usa. La prima vi accede senza utilizzare le armi, la seconda invece le utilizza, ma il risultato è lo stesso: la fame nel mondo e la crisi agricola.
All'assemblea generale dei contadini ha partecipato José Bové della Confederation Paysanne francese ricordando la sua condanna a 14 mesi. L'efficace campagna di mobilitazione a favore di Bové (500 mila lettere giunte al Presidente della Repubblica francese) è un esempio per il movimento che incoraggia tutti i contadini del mondo che stanno lottando e subendo la repressione.
"Io non chiedo - ha affermato Bové - il perdono del Presidente della Repubblica. Voglio solo che si esprima sulla mia condizione".
Bové è perseguito dalle multinazionali per averle accusate di aver tratto guadagno dalla vendita di farine avvelenate, e i suoi compagni della Confederation Paysanne sono incriminati per aver distrutto mais transgenico.
Paul Nicholson ha ricordato che le accuse mosse a Bové non attaccano solo la singola persona, ma il diritto alla lotta e alla rivendicazione, e quindi alla democrazia, tout court. "L'80% dei cittadini europei è contro gli Ogm e il popolo europeo deve avere il diritto a manifestare contro la produzione e commercializzazione degli Ogm nel continente".
La campagna contro l'incarcerazione di Bovè ha già inviato oltre mezzo milione di firme nel mondo, obiettivo entro febbraio è di raddoppiarne il numero per premere sul presidente francese.
I lavori proseguono domani e si concludono il 23 mattina.
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