A. considerando che il Consiglio europeo di Berlino ha previsto la revisione intermedia della
politica agricola comune al fine di garantire un’agricoltura multifunzionale, sostenibile,
competitiva, ripartita su tutto il territorio europeo, incluse le regioni con problemi specifici, in grado di salvaguardare il paesaggio, mantenere lo spazio naturale, fornire un
contributo alla vitalità del mondo rurale e rispondere alle preoccupazioni e alle esigenze
dei consumatori in materia di qualità e di sicurezza delle derrate alimentari, di protezione
dell’ambiente e di tutela del benessere degli animali,
B. considerando che il trattato di Amsterdam ha introdotto un nuovo protocollo sulla
protezione e il benessere degli animali, qualificandoli come esseri sensibili, e che la PAC
deve inserire nel suo quadro regolamentare le esigenze che ne derivano nonché sostenere gli sforzi dei produttori ai fini del suo adeguamento a tali esigenze,
C. considerando che l’articolo 159 del trattato CE dispone che la Comunità terrà conto
dell’obiettivo della coesione economica e sociale nella formulazione e attuazione dell’insieme delle sue politiche e che l’articolo 16 ha recentemente introdotto la nozione
della coesione territoriale,
D. considerando che la seconda relazione sulla coesione economica e sociale (COM(2001)
24) nonché la prima relazione intermedia su tale politica (COM(2002(46) richiamano l’attenzione sulla persistenza delle disparità socioeconomiche e territoriali nell’Unione
attuale come pure sulla necessità di fornire un maggiore contributo della PAC a favore dello sviluppo rurale, segnatamente nelle regioni agricole più deboli e emarginate,
E. considerando che i Consigli europei di Helsinki, Göteborg e Barcellona hanno precisato
gli obiettivi dell’Agenda 2000 nella logica di una strategia di sviluppo sostenibile secondo
cui occorre esaminare in modo coordinato le conseguenze economiche, sociali e ambientali di tutte le politiche comuni, ivi compresa la PAC, garantendo nel contempo il
buon funzionamento dell’agricoltura europea nonché la vitalità del mondo rurale, quale è
stata definita nel novembre 1995 nella dichiarazione di Cork,
F. considerando che la PAC deve inserirsi nel contesto degli accordi multilaterali.RE\445552IT.doc 3/12 PE 307.259
IT sull’ambiente (AMA) votati al Vertice di Rio ed essere coerente con i risultati dell’ultimo
Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile svoltosi a Johannesburg nel settembre 2002,
G. considerando che un modello di sviluppo agricolo e rurale sostenibile deve concretizzarsi
secondo una prospettiva ambientale, che incoraggerebbe pratiche agricole rispettose dell’ambiente, e secondo una prospettiva socioeconomica che promuoverebbe sistemi di
produzione efficienti atti a garantire la sopravvivenza delle aziende agricole a conduzione
familiare in modo da arginare l’esodo demografico e mantenere un tessuto sociale ed economico vitale nel mondo rurale,
H. considerando che gli accordi interistituzionali vigenti fissano un quadro di bilancio per
l’agricoltura sino al 2006 che deve essere imperativamente rispettato,
I. considerando che le conclusioni della 4 a Conferenza ministeriale di Doha fissano un
calendario preciso per i negoziati agricoli multilaterali che dovranno sfociare nella presentazione di liste di impegni prima della 5 a Conferenza che avrà luogo a Cancun nel
dicembre 2003 e, alla sua chiusura, contemporaneamente al Ciclo globale, ovvero al più tardi il 31 dicembre 2004,
J. considerando che l’ultimo Vertice mondiale dell’alimentazione, che ha avuto luogo nel
giugno 2002 a Roma sotto l’egida della FAO, ha chiesto ai paesi sviluppati un maggiore sforzo di solidarietà a favore dell’agricoltura dei paesi più poveri e importatori netti di
alimenti,
K. considerando che gli impegni agricoli dell’UE a favore dei paesi terzi, sottoscritti nel
quadro di vari accordi regionali e bilaterali nonché in seno al sistema di preferenze generalizzate, richiedono il mantenimento dei contingenti tariffari in vigore a fronte della
progressiva erosione delle preferenze accordate, che provoca la mondializzazione degli scambi,
L. considerando che è indispensabile che l’Unione europea mantenga una politica pubblica
agricola e rurale, di tipo sovranazionale, che consenta al modello agricolo multifunzionale
di sopravvivere e di soddisfare simultaneamente alle accresciute esigenze sociali a favore
di uno sviluppo agricolo e rurale sostenibile, della coesione economica, sociale e territoriale, della qualità e della sicurezza degli alimenti, e, infine, della protezione
dell’ambiente, della biodiversità, della salute nonché del benessere degli animali,
M. considerando che continuano ad essere di attualità gli obiettivi della PAC inizialmente
definiti dal trattato CE, in particolare al suo articolo 33, in cui si esprime l’intenzione “di
assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola, grazie in particolare al miglioramento del reddito individuale di coloro che lavorano in agricoltura”,
N. considerando che il raggiungimento di tali obiettivi è subordinato al mantenimento di
prezzi stabili e economicamente remunerativi per i produttori nonché al sostegno diretto da parte dell’Unione europea, compatibile con l’apertura graduale e la globalizzazione dei
mercati agricoli, nella misura in cui i costi esterni derivanti dalla multifunzionalità non
entrano nella formazione dei prezzi e dovranno, di conseguenza, ripercuotersi sulla società,
O. considerando che i giovani agricoltori hanno un ruolo importante da svolgere per
raccogliere le sfide lanciate all’agricoltura di domani e che sarebbe opportuno accordare
loro la priorità nel quadro della modulazione degli aiuti del primo pilastro nonché nei nuovi programmi di sviluppo rurale, come indicato nella risoluzione del Parlamento
europeo del 17 gennaio 2001,
P. considerando che l’esperienza acquisita sinora grazie all’Agenda 2000 ha dimostrato che
una politica agricola comune è efficiente a medio e a lungo termine solo se è maggiormente orientata a
a) soddisfare obiettivi sociali globali;
b) conciliare le esigenze di una produzione sostenibile, competitiva e ripartita su tutto il
territorio europeo, garantendo un reddito sufficiente agli agricoltori e sostenendo il mantenimento della funzione ecologica dello spazio rurale;
c) trasformarsi in modo graduale in una politica comune dell’agricoltura e della promozione strutturale dello spazio rurale ridistribuendo una parte degli stanziamenti,
oggigiorno destinati a sostenere i mercati, verso lo sviluppo rurale, la promozione della qualità e l’ambiente;
Q. considerando che, nonostante la creazione del secondo pilastro della PAC in occasione del
Consiglio europeo di Berlino, quest’ultimo non dispone di un bilancio adeguato e che lo sviluppo rurale rappresenta attualmente solo il 10% del bilancio agricolo dell’Unione e
che di conseguenza non può far fronte a tutte le esigenze di natura ambientale, territoriale,
sociale, di qualità e di sicurezza alimentare nonché di sviluppo sostenibile della società
europea,
Obiettivi della PAC
1. ritiene che la PAC debba rafforzare un’agricoltura multifunzionale sul tutto il territorio
dell’Unione ampliata e dare in tal modo seguito alle dichiarazioni ribadite dalle Istituzioni
comuni a favore del modello agricolo europeo;
2. ritiene che il primo e il secondo pilastro costituiscano due strumenti indissociabili della
PAC che devono completarsi e essere posti al servizio di un’agricoltura mult ifunzionale
consentendo il mantenimento di numerose aziende agricole nonché un sostegno specifico ai beni e ai servizi di interesse pubblico connessi con un’attività agricola su tutto il
territorio dell’Unione europea;
3. è dell’avviso che un certo orientamento e una certa regolamentazione dei mercati interni
rimangano necessari al fine di attenuare i rischi di una volatilità troppo grande dei prezzi
agricoli che può derivare dagli squilibri tra l’offerta e la domanda nonché dalle fluttuazioni monetarie internazionali;
4. invita la Commissione a semplificare e a rendere più flessibili le procedure di attuazione
della politica dei mercati, in linea con le differenze strutturali esistenti tra gli Stati
membri, fermo restando che occorre mirare ad evitare qualsiasi distorsione di concorrenza nonché qualsiasi forma di rinazionalizzazione che pregiudicherebbe il mercato interno
agricolo nonché la natura sovranazionale della PAC;
5. sottolinea che le riforme della PAC devono essere sostenute mediante il miglioramento dell’insieme degli accordi multilaterali vigenti che garantiscono:
a) un margine di manovra sufficiente per il sostegno e la regolamentazione dei mercati
agricoli europei accompagnato inevitabilmente da una protezione efficace alle frontiere nonché da maggiori disciplina e trasparenza in materia di aiuto alimentare, di crediti e
garanzie all’esportazione come pure per quanto concerne le imprese commerciali statali nel quadro dell’accordo agricolo di Marrakech;
b) un riconoscimento delle considerazioni di natura non commerciale in questo stesso accordo agricolo nonché nell’SPS (a proposito di sanità pubblica),
nell’OTC/TBT (in relazione ai metodi di produzione utilizzati) e nell’ADPIC/TRIPS (a proposito della
protezione delle indicazioni geografiche) al fine di tutelare il modello agricolo europeo e il
ruolo multifunzionale dell’attività primaria;
Separazione degli aiuti e regolamentazione dei mercati agricoli
6. approva l’approccio generale della Comunicazione della Commissione proponendo, a
partire dal 2005, un nuovo modello di sostegno per alcuni mercati articolato in tre parti:
un sistema di aiuto unico ai redditi per azienda agricola, fisso e disgiunto dalla produzione; supplementi specifici, di carattere multifunzionale, per cinque produzioni
(grano duro, piante proteiche, riso, frutta a guscio e colture energetiche), da aggiungere
all’aiuto unico per azienda agricola, nonché un regime di intervento riconvertito in una
semplice rete di sicurezza;
7. ritiene che, anche se tale diverso modello di sostegno possa rispondere agli obiettivi
formali del Vertice di Berlino e rispettare il quadro finanziario pluriennale sino al 2006,
esso va al di là del mandato stabilito per la Commissione dal punto di vista del cambiamento degli strumenti della PAC e che il suo obiettivo prioritario di regolare e
stabilizzare i prezzi nonché i redditi agricoli in seno al mercato interno non sia affatto
garantito;
8. ritiene, in tale contesto, che la separazione completa degli aiuti del primo pilastro della
PAC, divenuti d’ora in poi ufficialmente aiuti ai redditi, presenti quattro grandi inconvenienti:
a) la mancanza, in assenza di una rete di sicurezza abbastanza efficace ed estesa a tutte le
produzioni, di meccanismi di regolamentazione atti a far fronte ad eventuali crisi alimentari o crisi sui mercati agricoli europei;
b) un pericolo certo di squilibrio dei mercati interni qualora i prezzi e il volume delle importazioni rimangano senza controllo e, nel contempo, di concorrenza sleale se tali
importazioni non soddisfano le condizioni ambientali, di qualità, di sicurezza alimentare,
di protezione della salute e di benessere degli animali che sono richieste agli agricoltori
comunitari;
c) un rischio di dislocazione e di abbandono in massa dell’attività agricola e, di conseguenza, un pericolo di destrutturazione delle campagne e dei canali di distribuzione
qualora i prezzi di mercato rimangano al di sotto dei costi variabili di produzione dato che
gli aiuti sono diventati fissi e sono accompagnati dal principio di libertà di produzione;
d) infine, il consolidamento degli squilibri settoriali e territoriali derivanti dall’applicazione dei aiuti vigenti nel quadro della
PAC;
9. propone, in attesa dei risultati di un dibattito politico, sociale e sindacale approfondito,
sull’applicazione del principio della separazione nel primo pilastro della PAC nonché dell’evoluzione dei negoziat i agricoli multilaterali, un sistema di aiuti per funzione, con la
separazione parziale degli aiuti diretti, basata sui seguenti punti fondamentali:
a) innanzitutto, la concessione di un aiuto di base fisso, per azienda agricola o per ettaro,
con il riconoscimento della libertà di produzione, garantendo la stabilità dei redditi delle
piccole aziende sulla base dell’esperienza del regime semplificato in vigore;
b) in secondo luogo, l’aggiunta a tale aiuto di base di un secondo livello di sostegno della
funzione economico-produttiva, calcolato sulla base dei volumi prodotti, che consentirebbe la scelta delle produzioni in funzione dei prezzi e dei costi settoriali;
c) in terzo luogo, la concessione di supplementi specifici, quali sono stati proposti dalla
Commissione, di carattere multifunzionale (sulla base dei criteri di qualità – grano duro –,
dell’occupazione dello spazio e del mantenimento degli equilibri produttivi e territoriali –
piante proteiche, frutta a guscio e riso – o del credito carbonio – colture energetiche), e
d) in quarto luogo, la realizzazione di una rete di sicurezza generalizzata, in grado di tutelare le produzioni agricole europee dagli squilibri dei mercati;
10. sottolinea che la validità di un regime d’intervento riconvertito in una semplice rete di
sicurezza può essere efficace solo se è accompagnato da una sufficiente protezione alle frontiere al fine di mantenere la stabilità dei mercati interni a fronte delle fluttuazioni dei
prezzi e delle divise sui mercati internazionali, il che richiede un rinnovo del mandato della Commissione per i negoziati agricoli multilaterali sinora incentrato sulla difesa del
sostegno interno;
11. mette in guardia dal pericolo di una progressiva rinazionalizzazione della PAC a partire
dall’instaurazione delle dotazioni nazionali con gli aiuti fissi e separati dalla produzione
che, se del caso, qualora non siano in grado di far fronte a nuove crisi alimentari e dei mercati nei settori interessati, potrebbero condurre a un maggiore ricorso agli aiuti
nazionali da parte degli Stati membri;
Le riforme settoriali
12. esprime la sua preoccupazione in merito all’impatto di una nuova riduzione dei prezzi dei
cereali per la sopravvivenza delle piccole aziende agricole e le regioni che non offrono i
migliori potenziali, soprattutto qualora le scorte di cereali di intervento raggiungano livelli
record inferiori e il sistema di tariffazione vigente dimostri le sue carenze sia per far fronte a un aumento delle importazioni di grano sia per garantire il rispetto della
preferenza comunitaria;
13. deplora la mancanza di proposte specifiche da parte della Commissione per colmare il
deficit crescente di proteine vegetali dell’Unione europea, che raggiunge proporzioni preoccupanti a seguito del divieto delle farine di carne ed ossa;
14. sottolinea che la Commissione, ribadendo la sua preferenza per l’importazione di soia
piuttosto che per l’aumento delle superfici di piante oleose proteiche, contraddice la sua
volontà di sviluppare un’agricoltura diversificata più compatibile con l’ambiente, senza
ricompensare i produttori che mantengono tali colture come colture di rinnovo nei loro terreni avvicendati;
15. ritiene che gli effetti a medio termine dell’iniziativa “Tutto tranne le armi” sconsigliano la
soppressione di strumenti di regolamentazione e qualsiasi riduzione del sostegno ai produttori di riso;
16. conviene sull’introduzione, nel quadro del congelamento dell’assetto ambientale a lungo
termine, di un aiuto non specifico alle colture energetiche, e ciò al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica, come previsto nel protocollo di Kyoto, il che può ridare
prospettive economiche all’agricoltura europea contribuendo nel contempo alla tutela dell’ambiente;
17. respinge qualsiasi ricorso ad aiuti nazionali per il sostegno della produzione di frutta a
guscio, considerato il suo ruolo di tutela e di conservazione dell’equilibrio ambientale,
sociale e rurale in numerose regioni del Sud dell’UE, senza altra alternativa efficace di
produzione;
18. prende atto delle diverse opzioni relative allo sviluppo del settore dei prodotti lattieri
proposte dalla Commissione e annuncia la sua intenzione di esaminarle in modo approfondito al fine di adottare una riforma di tale OCM che consenta di offrire
prospettive per il futuro ai prodotti comunitari;
19. auspica che nei prossimi mesi la Commissione sarà in grado di proporre nuove riforme per
i settori dell’olio d’oliva, dello zucchero, del tabacco e dell’ortofrutta, sulla base delle
raccomandazioni già formulate dal Parlamento europeo;
Condizionalità, modulazione dinamica e massimale degli aiuti
20. ritiene che il rispetto delle norme europee comuni in materia di ambiente, sicurezza degli
alimenti, sanità e benessere degli animali nonché di sicurezza sul luogo di lavoro debba
costituire un presupposto per il pagamento degli aiuti del primo pilastro; di conseguenza esprime il proprio accordo sul principio di condizionalità basato su criteri non produttivi,
come proposto dalla Commissione;
21. mette in guardia sul fatto che il meccanismo di controllo esterno delle società
commerciali, reso obbligatorio, può essere in contrasto con l’obiettivo generale di semplificazione della gestione della PAC; chiede che questo nuovo strumento sia il più
efficace e trasparente possibile e che si integri nelle norme di condizionalità per i produttori che percepiscono pagamenti diretti per un importo superiore a 10.000 euro
l’anno;
22. accetta il principio della modulazione obbligatoria degli aiuti, ma è dell’avviso che il
sistema proposto dalla Commissione non rappresenti altro che una modalità nascosta di regressione lineare degli aiuti che tratta in modo omogeneo produttori, settori e territori
del tutto diversi;
23. chiede di conseguenza l’instaurazione di un nuovo modello di modulazione obbligatoria e
progressiva, con una franchigia di base pari a 10.000 euro, che distingua le specificità sociali, economiche e territoriali esistenti nelle
campagne;
24. ritiene infine che le percentuali di modulazione non potranno mai raggiungere il 20%
proposto dalla Commissione e che devono essere fissate in modo più realistico senza per questo pregiudicare la sopravvivenza delle aziende agricole e la vitalità dei territori più
deboli e marginali;
25. ritiene che se si accetta la separazione parziale degli aiuti, la modulazione debba essere
applicata solamente sul piano economico-produttivo, calcolata sulla base dei volumi prodotti, e debba rispettare gli aiuti di base per azienda agricola o per ettaro;
26. approva il principio della fissazione di un massimale degli aiuti per azienda agricola per
motivi di legittimazione sociale e si compiace per il fatto che i fondi così liberati siano
disponibili per un trasferimento verso il secondo pilastro nello Stato membro interessato;
27. reputa tuttavia che il massimale di 300.000 euro proposto dalla Commissione sia troppo
elevato per avere effetti reali sulla distribuzione degli aiuti del primo pilastro; chiede
altresì che siano fissate eccezioni in materia di occupazione alla luce della situazione strutturale del tutto particolare dei nuovo Länder tedeschi;
Sviluppo rurale
28. appoggia gli sforzi della Commissione volti a rafforzare il secondo pilastro, ma rileva che
le misure proposte non offrono sempre soluzioni adeguate dato che la politica di sviluppo rurale è applicata in modo disuguale dagli Stati, senza parlare dei territori rurali più remoti
e periferici che sono i più esposti allo spopolamento;
29. ritiene che, senza intaccare le competenze delle autorità nazionali o regionali nella
definizione delle loro priorità, e ciò nel rispetto del principio di sussidiarietà, è necessario
spingersi oltre nella definizione di un nucleo di azioni comunitarie prioritarie nel secondo
pilastro che garantiscano uno sviluppo rurale sostenibile nonché il mantenimento di un’agricoltura familiare multifunzionale su tutto il territorio dell’Unione dopo
l’allargamento;
30. invita la Commissione a definire, dopo l’allargamento, sulla base di criteri
socioeconomici, ambientali e climatici obiettivi, una nuova tipologia delle zone rurali dei
Quindici che consentirà l’applicazione di tassi di cofinanziamento distinti in funzione
delle diversità rurali; quest’ultima dovrà facilitare l’adozione, per ciascun territorio, di
misure prioritarie che serviranno a orientare i futuri programmi del secondo pilastro e a garantire la promozione delle aziende agricole a condizione familiare, la fornitura di
prodotti di qualità e d’origine, la perpetuazione dei servizi pubblici e privati di prossimità,
la lotta contro la desertificazione e lo sviluppo di nuovi posti di lavoro;
31. sottolinea che lo strumento della modulazione obbligatoria, proiettato a lungo termine,
diventa impossibile come formula di rafforzamento del secondo pilastro nella misura in cui indebolisce i redditi diretti delle aziende agricole e svuota di contenuto la politica di
regolamentazione e di stabilizzazione dei mercati;
32. si compiace che la Commissione proponga, sulla base delle richieste reiterate del
Parlamento europeo, l’inserimento nel secondo pilastro di un nuovo capitolo sulla qualità
alimentare, segnatamente mediante meccanismi specifici di sostegno alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti locali di qualità certificata;
33. si pronuncia altresì a favore del rafforzamento dei programmi agroambientali proposto
dalla Commissione nonché delle misure supplementari di finanziamento dei costi connessi con l’adeguamento delle aziende agricole alle nuove norme vincolanti basate sulla
legislazione comunitaria in materia di ambiente, di sicurezza alimentare, di benessere degli animali nonché di sicurezza sul posto di lavoro;
34. appoggia la flessibilità incorporata nel secondo pilastro, segnatamente l’ampliamento del
ventaglio di azioni di sviluppo rurale suscettibili di essere finanziate con le risorse prelevate dal primo pilastro tramite la modulazione o la fissazione del massimale degli
aiuti; si compiace altresì del fatto che la Commissione abbia seguito le raccomandazioni del Parlamento europeo consentendo che tali fondi possano essere utilizzati in quanto
cofinanziamento comunitario che viene ad aggiungersi alle misure già iscritte nei programmi di sviluppo rurale;
35. chiede alla Commissione delucidazioni sulla portata e l’impatto delle sue proposte sulla
ridistribuzione fra gli Stati membri dei fondi liberat i mediante la modulazione sulla base
della superficie agricola, del tasso di occupazione in agricoltura e della prosperità economica; ritiene che tale analisi dovrebbe altresì evidenziare le conseguenze previste di
tale chiave di ripartizione, al termine del periodo transitorio di ciascun paese candidato;
36. deplora che la Comunicazione della Commissione non preveda misure specifiche a favore
dei giovani agricoltori, nel quadro della modulazione obbligatoria degli aiuti del primo pilastro della PAC oppure in quello dei nuovi programmi di sviluppo rurale da applicare
con i fondi liberati a seguito della modulazione, della condizionalità o della fissazione del
massimale degli aiuti;
Quadro finanziario della PAC
37. ribadisce che l’evoluzione delle spese agricole deve rimanere inferiore ai massimali fissati
a Berlino e prende atto del fatto che le proposte della Commissione rispettano l’accordo
sulla disciplina di bilancio in vigore;
38. sottolinea tuttavia che l’applicazione dei sistemi di modulazione obbligatoria e di
fissazione del massimale degli aiuti richiede la modifica delle prospettive finanziarie, di
concerto con il del Parlamento europeo, riducendo il massimale della rubrica 1a e trasferendo un importo corrispondente alla rubrica 1b;
39. constata che la Comunicazione della Commissione introduce un nuovo principio di
stabilizzazione di bilancio nella PAC che di per sé congela in modo permanente gli importi finanziari per vari settori, sulla base del consolidamento del sistema di aiuti unici
alle aziende agricole, fissi e sganciati dalla produzione;
40. insiste sul fatto che una separazione degli aiuti diretti in vigore debba essere
accompagnata dalla garanzia che tale sistema sarà mantenuto oltre il 2006, quando le nuove prospettive finanziarie entreranno in vigore, al fine di offrire garanzie di stabilità ai
produttori agricoli;
41. ritiene che il margine finanziario previsto, a seguito dell’applicazione delle proposte della
Commissione, rischi di essere troppo ridotto per far fronte a circostanze impreviste (svalutazione del dollaro, epizoozie gravi, crisi alimentari, ecc.), per continuare a
riformare altri settori agricoli e per garantire la stabilità dei prezzi e dei redditi agricoli a
fronte delle fluttuazioni dei mercati mondiali con aiuti fissi separati e una rete di sicurezza
troppo debole;
42. chiede la creazione di una riserva annuale flessibile che consenta di prendere misure
immediate in caso di crisi alimentari e dei mercati, facendo appello all’insieme dei margini di bilancio disponibili autorizzati dai limiti fissati dalle linee direttrici, in
considerazione della sottoutilizzazione degli stanziamenti agricoli;
43. respinge in particolare l’idea che il nuovo sistema di aiuti fissi e separati sia
accompagnato in futuro da un ricorso sistematico agli aiuti nazionali, il che pregiudicherebbe il mercato interno agricolo nonché la natura sovranazionale della PAC;
44. auspica che cessi quanto prima la distinzione tra spese obbligatorie e spese non
obbligatorie e che al Parlamento europeo sia attribuito un ruolo di codecisione nell’insieme del bilancio agricolo;
Revisione della PAC e
allargamento
45. constata la coerenza esistente tra l’offerta agricola presentata ai paesi candidati nel giugno
scorso e il nuovo quadro di sostegno per il primo pilastro proposto nella Comunicazione della Commissione, in particolare per quanto riguarda la conversione di una parte degli
aiuti ai mercati in aiuti fissi e l’instaurazione di un regime semplificato di aiuti per ettaro,
senza obbligo di produrre;
46. auspica che l’instaurazione degli aiuti a prescindere dalla produzione, persino a titolo
parziale, favorirà l’integrazione di nuovi membri e consentirà di por fine al sentimento di
discriminazione e alle rivendicazioni produttivistiche che sono state espresse in occasione
della presentazione dell’offerta agricola ai paesi candidati nel gennaio scorso;
47. ritiene che la modifica delle ipotesi fissate dal Consiglio europeo di Berlino, segnatamente
l’aumento del numero di nuovi Stati membri, dovrà condurre alle modifiche adeguate dei limiti
di bilancio, conformemente all’accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e il
miglioramento della procedura di bilancio 1 ;
Negoziati agricoli nel quadro dell’OMC
48. constata che la Comunicazione della Commissione concretizza nuovi strumenti di
sostegno, di promozione della durata e di protezione della qualità e della sicurezza alimentare in linea con la difesa del modello agricolo europeo, il che non può che
rafforzare la credibilità delle proposte comunitarie sull’importanza della considerazione
degli aspetti non commerciali nel quadro multilaterale; ciò dovrebbe altresì aiutare l’Unione europea a convincere un elevato numero di PVS a difendere il carattere
multifunzionale dell’agricoltura;
49. constata in particolare che le proposte della Commissione sugli aiuti fissi e separati dalla
produzione hanno come risultato l’eliminazione della Scatola blu nonché una riduzione sensibile della Scatola gialla, il che contribuisce a rafforzare la posizione comunitaria nei
negoziati multilaterali in corso a condizione che tali aiuti siano accompagnati da una garanzia di stabilità dei prezzi e dei redditi a fronte delle fluttuazioni dei corsi
internazionali;
50. sottolinea in tale contesto che l’introduzione di un sistema di aiuti fissi e separati dalla
produzione, accompagnata da una rete di sicurezza, può essere efficiente solamente con una protezione alle frontiere che garantisca la difesa dei modelli di produzione e di
occupazione dello spazio caratteristici dell’agricoltura europea, nonché la stabilità dei
prezzi interni a fronte degli squilibri dei mercati internazionali, come hanno sufficientemente dimostrato il fallimento della FAIR Act del 1996 e i pacchetti successivi
straordinari di aiuti approvati dagli Stati Uniti dal 1998;
51. chiede alla Commissione una valutazione dell’impatto della nuova Farm Security and
Rural Investment Act (FSRIA) sui mercati mondiali, segnatamente per quanto riguarda i suoi nuovi aiuti controciclici, il suo aiuto alimentare nonché i suoi crediti e le sue garanzie
all’esportazione;
52. chiede altresì alla Commissione di procedere a un’analisi sul rispetto da parte degli Stati
Uniti degli impegni vigenti in materia di sostegno interno, in particolare sull’applicazione
da parte delle sue autorità della clausola de minimis e, se del caso, di presentare un ricorso
presso l’Organismo per la risoluzione delle controversie (ORD);
53. chiede un rafforzamento delle norme multilaterali che disciplinano gli aiuti specifici
nell’ambito della clausola de minimis e, soprattutto, gli aiuti controciclici, che variano in
funzione dei prezzi dei mercati e che, essendo concessi a prodotti in gran parte esportati,
dovrebbero essere soggetti agli stessi obblighi di contingentamento applicati alle sovvenzioni all’esportazione;
54. giudica indispensabile definire un nuovo mandato negoziale alla Commissione, a seguito
dell’adozione della revisione intermedia della PAC e, in tale contesto, richiede che i nuovi accordi multilaterali tengano conto dei meccanismi che consentono di stabilizzare i
mercati interni a fronte delle fluttuazioni monetarie e a quelle dei corsi mondiali, e che
riconoscano esplicitamente le considerazioni non commerciali connesse con l’agricoltura;
55. chiede, per quanto riguarda i prodotti agricoli e le misure tariffarie che l’Unione europea
deve negoziare con i suoi partner commerciali, che questi ultimi siano sottoposti a criteri
sociali e ambientali da sviluppare nel rispetto delle Convenzioni internazionali vincolanti
relative alle norme sociali, alla gestione delle risorse naturali e alla sicurezza alimentare
(OIL, CDB, PNUD, FAO);
56. esprime la sua intenzione di seguire da vicino i negoziati agricoli multilaterali e auspica
una maggiore cooperazione con la Commissione tramite riunioni regolari di informazione; si riserva il diritto di formulare raccomandazioni a tale
riguardo;
Il ruolo del Parlamento europeo
57. ribadisce la sua richiesta che la prossima riforma del trattato CE attribuisca al Parlamento
pieni poteri di codecisione nel settore della PAC e del bilancio agricolo;
58. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla
Commissione.