PARLAMENTO EUROPEO
Documento di seduta
29 agosto 2002

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

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presentata a seguito della dichiarazione della Commissione a norma dell'articolo 37, paragrafo 2, del regolamento da Joseph Daul a nome della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale sulla revisione intermedia della politica agricola comune.

Risoluzione del Parlamento europeo sulla revisione intermedia della politica agricola comune

Il Parlamento europeo,

  • viste le sue risoluzioni del 30 maggio 2002 sul bilancio intermedio di Agenda 2000,
  • viste le sue risoluzioni del 13 marzo 2001, del 25 ottobre 2001 e del 13 dicembre 2001 sui negoziati condotti nel quadro dell’OMC,
  • vista la comunicazione presentata dalla Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulla revisione intermedia della politica agricola comune (COM(2002) 394) del 10 luglio 2002,

A. considerando che il Consiglio europeo di Berlino ha previsto la revisione intermedia della politica agricola comune al fine di garantire un’agricoltura multifunzionale, sostenibile, competitiva, ripartita su tutto il territorio europeo, incluse le regioni con problemi specifici, in grado di salvaguardare il paesaggio, mantenere lo spazio naturale, fornire un contributo alla vitalità del mondo rurale e rispondere alle preoccupazioni e alle esigenze dei consumatori in materia di qualità e di sicurezza delle derrate alimentari, di protezione dell’ambiente e di tutela del benessere degli animali,

B. considerando che il trattato di Amsterdam ha introdotto un nuovo protocollo sulla protezione e il benessere degli animali, qualificandoli come esseri sensibili, e che la PAC deve inserire nel suo quadro regolamentare le esigenze che ne derivano nonché sostenere gli sforzi dei produttori ai fini del suo adeguamento a tali esigenze,

C. considerando che l’articolo 159 del trattato CE dispone che la Comunità terrà conto dell’obiettivo della coesione economica e sociale nella formulazione e attuazione dell’insieme delle sue politiche e che l’articolo 16 ha recentemente introdotto la nozione della coesione territoriale,

D. considerando che la seconda relazione sulla coesione economica e sociale (COM(2001) 24) nonché la prima relazione intermedia su tale politica (COM(2002(46) richiamano l’attenzione sulla persistenza delle disparità socioeconomiche e territoriali nell’Unione attuale come pure sulla necessità di fornire un maggiore contributo della PAC a favore dello sviluppo rurale, segnatamente nelle regioni agricole più deboli e emarginate,

E. considerando che i Consigli europei di Helsinki, Göteborg e Barcellona hanno precisato gli obiettivi dell’Agenda 2000 nella logica di una strategia di sviluppo sostenibile secondo cui occorre esaminare in modo coordinato le conseguenze economiche, sociali e ambientali di tutte le politiche comuni, ivi compresa la PAC, garantendo nel contempo il buon funzionamento dell’agricoltura europea nonché la vitalità del mondo rurale, quale è stata definita nel novembre 1995 nella dichiarazione di Cork,

F. considerando che la PAC deve inserirsi nel contesto degli accordi multilaterali.RE\445552IT.doc 3/12 PE 307.259 IT sull’ambiente (AMA) votati al Vertice di Rio ed essere coerente con i risultati dell’ultimo Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile svoltosi a Johannesburg nel settembre 2002,

G. considerando che un modello di sviluppo agricolo e rurale sostenibile deve concretizzarsi secondo una prospettiva ambientale, che incoraggerebbe pratiche agricole rispettose dell’ambiente, e secondo una prospettiva socioeconomica che promuoverebbe sistemi di produzione efficienti atti a garantire la sopravvivenza delle aziende agricole a conduzione familiare in modo da arginare l’esodo demografico e mantenere un tessuto sociale ed economico vitale nel mondo rurale,

H. considerando che gli accordi interistituzionali vigenti fissano un quadro di bilancio per l’agricoltura sino al 2006 che deve essere imperativamente rispettato, 

I. considerando che le conclusioni della 4 a Conferenza ministeriale di Doha fissano un calendario preciso per i negoziati agricoli multilaterali che dovranno sfociare nella presentazione di liste di impegni prima della 5 a Conferenza che avrà luogo a Cancun nel dicembre 2003 e, alla sua chiusura, contemporaneamente al Ciclo globale, ovvero al più tardi il 31 dicembre 2004,

J. considerando che l’ultimo Vertice mondiale dell’alimentazione, che ha avuto luogo nel giugno 2002 a Roma sotto l’egida della FAO, ha chiesto ai paesi sviluppati un maggiore sforzo di solidarietà a favore dell’agricoltura dei paesi più poveri e importatori netti di alimenti,

K. considerando che gli impegni agricoli dell’UE a favore dei paesi terzi, sottoscritti nel quadro di vari accordi regionali e bilaterali nonché in seno al sistema di preferenze generalizzate, richiedono il mantenimento dei contingenti tariffari in vigore a fronte della progressiva erosione delle preferenze accordate, che provoca la mondializzazione degli scambi,

L. considerando che è indispensabile che l’Unione europea mantenga una politica pubblica agricola e rurale, di tipo sovranazionale, che consenta al modello agricolo multifunzionale di sopravvivere e di soddisfare simultaneamente alle accresciute esigenze sociali a favore di uno sviluppo agricolo e rurale sostenibile, della coesione economica, sociale e territoriale, della qualità e della sicurezza degli alimenti, e, infine, della protezione dell’ambiente, della biodiversità, della salute nonché del benessere degli animali,

M. considerando che continuano ad essere di attualità gli obiettivi della PAC inizialmente definiti dal trattato CE, in particolare al suo articolo 33, in cui si esprime l’intenzione “di assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola, grazie in particolare al miglioramento del reddito individuale di coloro che lavorano in agricoltura”,

N. considerando che il raggiungimento di tali obiettivi è subordinato al mantenimento di prezzi stabili e economicamente remunerativi per i produttori nonché al sostegno diretto da parte dell’Unione europea, compatibile con l’apertura graduale e la globalizzazione dei mercati agricoli, nella misura in cui i costi esterni derivanti dalla multifunzionalità non entrano nella formazione dei prezzi e dovranno, di conseguenza, ripercuotersi sulla società,

O. considerando che i giovani agricoltori hanno un ruolo importante da svolgere per raccogliere le sfide lanciate all’agricoltura di domani e che sarebbe opportuno accordare loro la priorità nel quadro della modulazione degli aiuti del primo pilastro nonché nei nuovi programmi di sviluppo rurale, come indicato nella risoluzione del Parlamento europeo del 17 gennaio 2001,

P. considerando che l’esperienza acquisita sinora grazie all’Agenda 2000 ha dimostrato che una politica agricola comune è efficiente a medio e a lungo termine solo se è maggiormente orientata a

a) soddisfare obiettivi sociali globali;

b) conciliare le esigenze di una produzione sostenibile, competitiva e ripartita su tutto il territorio europeo, garantendo un reddito sufficiente agli agricoltori e sostenendo il mantenimento della funzione ecologica dello spazio rurale;

c) trasformarsi in modo graduale in una politica comune dell’agricoltura e della promozione strutturale dello spazio rurale ridistribuendo una parte degli stanziamenti, oggigiorno destinati a sostenere i mercati, verso lo sviluppo rurale, la promozione della qualità e l’ambiente;

Q. considerando che, nonostante la creazione del secondo pilastro della PAC in occasione del Consiglio europeo di Berlino, quest’ultimo non dispone di un bilancio adeguato e che lo sviluppo rurale rappresenta attualmente solo il 10% del bilancio agricolo dell’Unione e che di conseguenza non può far fronte a tutte le esigenze di natura ambientale, territoriale, sociale, di qualità e di sicurezza alimentare nonché di sviluppo sostenibile della società europea, 

Obiettivi della PAC

1. ritiene che la PAC debba rafforzare un’agricoltura multifunzionale sul tutto il territorio dell’Unione ampliata e dare in tal modo seguito alle dichiarazioni ribadite dalle Istituzioni comuni a favore del modello agricolo europeo;

2. ritiene che il primo e il secondo pilastro costituiscano due strumenti indissociabili della PAC che devono completarsi e essere posti al servizio di un’agricoltura mult ifunzionale consentendo il mantenimento di numerose aziende agricole nonché un sostegno specifico ai beni e ai servizi di interesse pubblico connessi con un’attività agricola su tutto il territorio dell’Unione europea;

3. è dell’avviso che un certo orientamento e una certa regolamentazione dei mercati interni rimangano necessari al fine di attenuare i rischi di una volatilità troppo grande dei prezzi agricoli che può derivare dagli squilibri tra l’offerta e la domanda nonché dalle fluttuazioni monetarie internazionali;

4. invita la Commissione a semplificare e a rendere più flessibili le procedure di attuazione della politica dei mercati, in linea con le differenze strutturali esistenti tra gli Stati membri, fermo restando che occorre mirare ad evitare qualsiasi distorsione di concorrenza nonché qualsiasi forma di rinazionalizzazione che pregiudicherebbe il mercato interno agricolo nonché la natura sovranazionale della PAC;

5. sottolinea che le riforme della PAC devono essere sostenute mediante il miglioramento dell’insieme degli accordi multilaterali vigenti che garantiscono:

a) un margine di manovra sufficiente per il sostegno e la regolamentazione dei mercati agricoli europei accompagnato inevitabilmente da una protezione efficace alle frontiere nonché da maggiori disciplina e trasparenza in materia di aiuto alimentare, di crediti e garanzie all’esportazione come pure per quanto concerne le imprese commerciali statali nel quadro dell’accordo agricolo di Marrakech;

b) un riconoscimento delle considerazioni di natura non commerciale in questo stesso accordo agricolo nonché nell’SPS (a proposito di sanità pubblica), nell’OTC/TBT (in relazione ai metodi di produzione utilizzati) e nell’ADPIC/TRIPS (a proposito della protezione delle indicazioni geografiche) al fine di tutelare il modello agricolo europeo e il ruolo multifunzionale dell’attività primaria;

Separazione degli aiuti e regolamentazione dei mercati agricoli

6. approva l’approccio generale della Comunicazione della Commissione proponendo, a partire dal 2005, un nuovo modello di sostegno per alcuni mercati articolato in tre parti: un sistema di aiuto unico ai redditi per azienda agricola, fisso e disgiunto dalla produzione; supplementi specifici, di carattere multifunzionale, per cinque produzioni (grano duro, piante proteiche, riso, frutta a guscio e colture energetiche), da aggiungere all’aiuto unico per azienda agricola, nonché un regime di intervento riconvertito in una semplice rete di sicurezza;

7. ritiene che, anche se tale diverso modello di sostegno possa rispondere agli obiettivi formali del Vertice di Berlino e rispettare il quadro finanziario pluriennale sino al 2006, esso va al di là del mandato stabilito per la Commissione dal punto di vista del cambiamento degli strumenti della PAC e che il suo obiettivo prioritario di regolare e stabilizzare i prezzi nonché i redditi agricoli in seno al mercato interno non sia affatto
garantito;

8. ritiene, in tale contesto, che la separazione completa degli aiuti del primo pilastro della PAC, divenuti d’ora in poi ufficialmente aiuti ai redditi, presenti quattro grandi inconvenienti:

a) la mancanza, in assenza di una rete di sicurezza abbastanza efficace ed estesa a tutte le produzioni, di meccanismi di regolamentazione atti a far fronte ad eventuali crisi alimentari o crisi sui mercati agricoli europei;

b) un pericolo certo di squilibrio dei mercati interni qualora i prezzi e il volume delle importazioni rimangano senza controllo e, nel contempo, di concorrenza sleale se tali importazioni non soddisfano le condizioni ambientali, di qualità, di sicurezza alimentare, di protezione della salute e di benessere degli animali che sono richieste agli agricoltori comunitari;

c) un rischio di dislocazione e di abbandono in massa dell’attività agricola e, di conseguenza, un pericolo di destrutturazione delle campagne e dei canali di distribuzione qualora i prezzi di mercato rimangano al di sotto dei costi variabili di produzione dato che gli aiuti sono diventati fissi e sono accompagnati dal principio di libertà di produzione;

d) infine, il consolidamento degli squilibri settoriali e territoriali derivanti dall’applicazione dei aiuti vigenti nel quadro della PAC;

9. propone, in attesa dei risultati di un dibattito politico, sociale e sindacale approfondito, sull’applicazione del principio della separazione nel primo pilastro della PAC nonché dell’evoluzione dei negoziat i agricoli multilaterali, un sistema di aiuti per funzione, con la separazione parziale degli aiuti diretti, basata sui seguenti punti fondamentali:

a) innanzitutto, la concessione di un aiuto di base fisso, per azienda agricola o per ettaro, con il riconoscimento della libertà di produzione, garantendo la stabilità dei redditi delle piccole aziende sulla base dell’esperienza del regime semplificato in vigore;

b) in secondo luogo, l’aggiunta a tale aiuto di base di un secondo livello di sostegno della funzione economico-produttiva, calcolato sulla base dei volumi prodotti, che consentirebbe la scelta delle produzioni in funzione dei prezzi e dei costi settoriali;

c) in terzo luogo, la concessione di supplementi specifici, quali sono stati proposti dalla Commissione, di carattere multifunzionale (sulla base dei criteri di qualità – grano duro –, dell’occupazione dello spazio e del mantenimento degli equilibri produttivi e territoriali – piante proteiche, frutta a guscio e riso – o del credito carbonio – colture energetiche), e 

d) in quarto luogo, la realizzazione di una rete di sicurezza generalizzata, in grado di tutelare le produzioni agricole europee dagli squilibri dei mercati;

10. sottolinea che la validità di un regime d’intervento riconvertito in una semplice rete di sicurezza può essere efficace solo se è accompagnato da una sufficiente protezione alle frontiere al fine di mantenere la stabilità dei mercati interni a fronte delle fluttuazioni dei prezzi e delle divise sui mercati internazionali, il che richiede un rinnovo del mandato della Commissione per i negoziati agricoli multilaterali sinora incentrato sulla difesa del sostegno interno;

11. mette in guardia dal pericolo di una progressiva rinazionalizzazione della PAC a partire dall’instaurazione delle dotazioni nazionali con gli aiuti fissi e separati dalla produzione che, se del caso, qualora non siano in grado di far fronte a nuove crisi alimentari e dei mercati nei settori interessati, potrebbero condurre a un maggiore ricorso agli aiuti nazionali da parte degli Stati membri;

Le riforme settoriali

12. esprime la sua preoccupazione in merito all’impatto di una nuova riduzione dei prezzi dei cereali per la sopravvivenza delle piccole aziende agricole e le regioni che non offrono i migliori potenziali, soprattutto qualora le scorte di cereali di intervento raggiungano livelli record inferiori e il sistema di tariffazione vigente dimostri le sue carenze sia per far fronte a un aumento delle importazioni di grano sia per garantire il rispetto della preferenza comunitaria;

13. deplora la mancanza di proposte specifiche da parte della Commissione per colmare il deficit crescente di proteine vegetali dell’Unione europea, che raggiunge proporzioni preoccupanti a seguito del divieto delle farine di carne ed ossa;

14. sottolinea che la Commissione, ribadendo la sua preferenza per l’importazione di soia piuttosto che per l’aumento delle superfici di piante oleose proteiche, contraddice la sua volontà di sviluppare un’agricoltura diversificata più compatibile con l’ambiente, senza ricompensare i produttori che mantengono tali colture come colture di rinnovo nei loro terreni avvicendati;

15. ritiene che gli effetti a medio termine dell’iniziativa “Tutto tranne le armi” sconsigliano la soppressione di strumenti di regolamentazione e qualsiasi riduzione del sostegno ai produttori di riso;

16. conviene sull’introduzione, nel quadro del congelamento dell’assetto ambientale a lungo termine, di un aiuto non specifico alle colture energetiche, e ciò al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica, come previsto nel protocollo di Kyoto, il che può ridare prospettive economiche all’agricoltura europea contribuendo nel contempo alla tutela dell’ambiente;

17. respinge qualsiasi ricorso ad aiuti nazionali per il sostegno della produzione di frutta a guscio, considerato il suo ruolo di tutela e di conservazione dell’equilibrio ambientale, sociale e rurale in numerose regioni del Sud dell’UE, senza altra alternativa efficace di produzione;

18. prende atto delle diverse opzioni relative allo sviluppo del settore dei prodotti lattieri proposte dalla Commissione e annuncia la sua intenzione di esaminarle in modo approfondito al fine di adottare una riforma di tale OCM che consenta di offrire prospettive per il futuro ai prodotti comunitari;

19. auspica che nei prossimi mesi la Commissione sarà in grado di proporre nuove riforme per i settori dell’olio d’oliva, dello zucchero, del tabacco e dell’ortofrutta, sulla base delle raccomandazioni già formulate dal Parlamento europeo;

Condizionalità, modulazione dinamica e massimale degli aiuti

20. ritiene che il rispetto delle norme europee comuni in materia di ambiente, sicurezza degli alimenti, sanità e benessere degli animali nonché di sicurezza sul luogo di lavoro debba costituire un presupposto per il pagamento degli aiuti del primo pilastro; di conseguenza esprime il proprio accordo sul principio di condizionalità basato su criteri non produttivi, come proposto dalla Commissione;

21. mette in guardia sul fatto che il meccanismo di controllo esterno delle società commerciali, reso obbligatorio, può essere in contrasto con l’obiettivo generale di semplificazione della gestione della PAC; chiede che questo nuovo strumento sia il più efficace e trasparente possibile e che si integri nelle norme di condizionalità per i produttori che percepiscono pagamenti diretti per un importo superiore a 10.000 euro l’anno;

22. accetta il principio della modulazione obbligatoria degli aiuti, ma è dell’avviso che il sistema proposto dalla Commissione non rappresenti altro che una modalità nascosta di regressione lineare degli aiuti che tratta in modo omogeneo produttori, settori e territori del tutto diversi;

23. chiede di conseguenza l’instaurazione di un nuovo modello di modulazione obbligatoria e progressiva, con una franchigia di base pari a 10.000 euro, che distingua le specificità sociali, economiche e territoriali esistenti nelle campagne;

24. ritiene infine che le percentuali di modulazione non potranno mai raggiungere il 20% proposto dalla Commissione e che devono essere fissate in modo più realistico senza per questo pregiudicare la sopravvivenza delle aziende agricole e la vitalità dei territori più deboli e marginali;

25. ritiene che se si accetta la separazione parziale degli aiuti, la modulazione debba essere applicata solamente sul piano economico-produttivo, calcolata sulla base dei volumi prodotti, e debba rispettare gli aiuti di base per azienda agricola o per ettaro;

26. approva il principio della fissazione di un massimale degli aiuti per azienda agricola per motivi di legittimazione sociale e si compiace per il fatto che i fondi così liberati siano disponibili per un trasferimento verso il secondo pilastro nello Stato membro interessato;

27. reputa tuttavia che il massimale di 300.000 euro proposto dalla Commissione sia troppo elevato per avere effetti reali sulla distribuzione degli aiuti del primo pilastro; chiede altresì che siano fissate eccezioni in materia di occupazione alla luce della situazione strutturale del tutto particolare dei nuovo Länder tedeschi;

Sviluppo rurale

28. appoggia gli sforzi della Commissione volti a rafforzare il secondo pilastro, ma rileva che le misure proposte non offrono sempre soluzioni adeguate dato che la politica di sviluppo rurale è applicata in modo disuguale dagli Stati, senza parlare dei territori rurali più remoti e periferici che sono i più esposti allo spopolamento;

29. ritiene che, senza intaccare le competenze delle autorità nazionali o regionali nella definizione delle loro priorità, e ciò nel rispetto del principio di sussidiarietà, è necessario spingersi oltre nella definizione di un nucleo di azioni comunitarie prioritarie nel secondo pilastro che garantiscano uno sviluppo rurale sostenibile nonché il mantenimento di un’agricoltura familiare multifunzionale su tutto il territorio dell’Unione dopo l’allargamento;

30. invita la Commissione a definire, dopo l’allargamento, sulla base di criteri socioeconomici, ambientali e climatici obiettivi, una nuova tipologia delle zone rurali dei Quindici che consentirà l’applicazione di tassi di cofinanziamento distinti in funzione delle diversità rurali; quest’ultima dovrà facilitare l’adozione, per ciascun territorio, di misure prioritarie che serviranno a orientare i futuri programmi del secondo pilastro e a garantire la promozione delle aziende agricole a condizione familiare, la fornitura di prodotti di qualità e d’origine, la perpetuazione dei servizi pubblici e privati di prossimità, la lotta contro la desertificazione e lo sviluppo di nuovi posti di lavoro;

31. sottolinea che lo strumento della modulazione obbligatoria, proiettato a lungo termine, diventa impossibile come formula di rafforzamento del secondo pilastro nella misura in cui indebolisce i redditi diretti delle aziende agricole e svuota di contenuto la politica di regolamentazione e di stabilizzazione dei mercati;

32. si compiace che la Commissione proponga, sulla base delle richieste reiterate del Parlamento europeo, l’inserimento nel secondo pilastro di un nuovo capitolo sulla qualità alimentare, segnatamente mediante meccanismi specifici di sostegno alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti locali di qualità certificata;

33. si pronuncia altresì a favore del rafforzamento dei programmi agroambientali proposto dalla Commissione nonché delle misure supplementari di finanziamento dei costi connessi con l’adeguamento delle aziende agricole alle nuove norme vincolanti basate sulla legislazione comunitaria in materia di ambiente, di sicurezza alimentare, di benessere degli animali nonché di sicurezza sul posto di lavoro;

34. appoggia la flessibilità incorporata nel secondo pilastro, segnatamente l’ampliamento del ventaglio di azioni di sviluppo rurale suscettibili di essere finanziate con le risorse prelevate dal primo pilastro tramite la modulazione o la fissazione del massimale degli aiuti; si compiace altresì del fatto che la Commissione abbia seguito le raccomandazioni del Parlamento europeo consentendo che tali fondi possano essere utilizzati in quanto cofinanziamento comunitario che viene ad aggiungersi alle misure già iscritte nei programmi di sviluppo rurale;

35. chiede alla Commissione delucidazioni sulla portata e l’impatto delle sue proposte sulla ridistribuzione fra gli Stati membri dei fondi liberat i mediante la modulazione sulla base della superficie agricola, del tasso di occupazione in agricoltura e della prosperità economica; ritiene che tale analisi dovrebbe altresì evidenziare le conseguenze previste di tale chiave di ripartizione, al termine del periodo transitorio di ciascun paese candidato;

36. deplora che la Comunicazione della Commissione non preveda misure specifiche a favore dei giovani agricoltori, nel quadro della modulazione obbligatoria degli aiuti del primo pilastro della PAC oppure in quello dei nuovi programmi di sviluppo rurale da applicare con i fondi liberati a seguito della modulazione, della condizionalità o della fissazione del massimale degli aiuti;

Quadro finanziario della PAC

37. ribadisce che l’evoluzione delle spese agricole deve rimanere inferiore ai massimali fissati a Berlino e prende atto del fatto che le proposte della Commissione rispettano l’accordo sulla disciplina di bilancio in vigore;

38. sottolinea tuttavia che l’applicazione dei sistemi di modulazione obbligatoria e di fissazione del massimale degli aiuti richiede la modifica delle prospettive finanziarie, di concerto con il del Parlamento europeo, riducendo il massimale della rubrica 1a e trasferendo un importo corrispondente alla rubrica 1b;

39. constata che la Comunicazione della Commissione introduce un nuovo principio di stabilizzazione di bilancio nella PAC che di per sé congela in modo permanente gli importi finanziari per vari settori, sulla base del consolidamento del sistema di aiuti unici alle aziende agricole, fissi e sganciati dalla produzione;

40. insiste sul fatto che una separazione degli aiuti diretti in vigore debba essere accompagnata dalla garanzia che tale sistema sarà mantenuto oltre il 2006, quando le nuove prospettive finanziarie entreranno in vigore, al fine di offrire garanzie di stabilità ai produttori agricoli;

41. ritiene che il margine finanziario previsto, a seguito dell’applicazione delle proposte della Commissione, rischi di essere troppo ridotto per far fronte a circostanze impreviste (svalutazione del dollaro, epizoozie gravi, crisi alimentari, ecc.), per continuare a riformare altri settori agricoli e per garantire la stabilità dei prezzi e dei redditi agricoli a fronte delle fluttuazioni dei mercati mondiali con aiuti fissi separati e una rete di sicurezza
troppo debole;

42. chiede la creazione di una riserva annuale flessibile che consenta di prendere misure immediate in caso di crisi alimentari e dei mercati, facendo appello all’insieme dei margini di bilancio disponibili autorizzati dai limiti fissati dalle linee direttrici, in considerazione della sottoutilizzazione degli stanziamenti agricoli;

43. respinge in particolare l’idea che il nuovo sistema di aiuti fissi e separati sia accompagnato in futuro da un ricorso sistematico agli aiuti nazionali, il che pregiudicherebbe il mercato interno agricolo nonché la natura sovranazionale della PAC;

44. auspica che cessi quanto prima la distinzione tra spese obbligatorie e spese non obbligatorie e che al Parlamento europeo sia attribuito un ruolo di codecisione nell’insieme del bilancio agricolo;

Revisione della PAC e allargamento

45. constata la coerenza esistente tra l’offerta agricola presentata ai paesi candidati nel giugno scorso e il nuovo quadro di sostegno per il primo pilastro proposto nella Comunicazione della Commissione, in particolare per quanto riguarda la conversione di una parte degli aiuti ai mercati in aiuti fissi e l’instaurazione di un regime semplificato di aiuti per ettaro, senza obbligo di produrre;

46. auspica che l’instaurazione degli aiuti a prescindere dalla produzione, persino a titolo parziale, favorirà l’integrazione di nuovi membri e consentirà di por fine al sentimento di discriminazione e alle rivendicazioni produttivistiche che sono state espresse in occasione della presentazione dell’offerta agricola ai paesi candidati nel gennaio scorso;

47. ritiene che la modifica delle ipotesi fissate dal Consiglio europeo di Berlino, segnatamente l’aumento del numero di nuovi Stati membri, dovrà condurre alle modifiche adeguate dei limiti di bilancio, conformemente all’accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio 1 ;

Negoziati agricoli nel quadro dell’OMC

48. constata che la Comunicazione della Commissione concretizza nuovi strumenti di sostegno, di promozione della durata e di protezione della qualità e della sicurezza alimentare in linea con la difesa del modello agricolo europeo, il che non può che rafforzare la credibilità delle proposte comunitarie sull’importanza della considerazione degli aspetti non commerciali nel quadro multilaterale; ciò dovrebbe altresì aiutare l’Unione europea a convincere un elevato numero di PVS a difendere il carattere multifunzionale dell’agricoltura;

49. constata in particolare che le proposte della Commissione sugli aiuti fissi e separati dalla produzione hanno come risultato l’eliminazione della Scatola blu nonché una riduzione sensibile della Scatola gialla, il che contribuisce a rafforzare la posizione comunitaria nei negoziati multilaterali in corso a condizione che tali aiuti siano accompagnati da una garanzia di stabilità dei prezzi e dei redditi a fronte delle fluttuazioni dei corsi internazionali;

50. sottolinea in tale contesto che l’introduzione di un sistema di aiuti fissi e separati dalla produzione, accompagnata da una rete di sicurezza, può essere efficiente solamente con una protezione alle frontiere che garantisca la difesa dei modelli di produzione e di occupazione dello spazio caratteristici dell’agricoltura europea, nonché la stabilità dei prezzi interni a fronte degli squilibri dei mercati internazionali, come hanno sufficientemente dimostrato il fallimento della FAIR Act del 1996 e i pacchetti successivi straordinari di aiuti approvati dagli Stati Uniti dal 1998;

51. chiede alla Commissione una valutazione dell’impatto della nuova Farm Security and Rural Investment Act (FSRIA) sui mercati mondiali, segnatamente per quanto riguarda i suoi nuovi aiuti controciclici, il suo aiuto alimentare nonché i suoi crediti e le sue garanzie all’esportazione;


52. chiede altresì alla Commissione di procedere a un’analisi sul rispetto da parte degli Stati Uniti degli impegni vigenti in materia di sostegno interno, in particolare sull’applicazione da parte delle sue autorità della clausola de minimis e, se del caso, di presentare un ricorso presso l’Organismo per la risoluzione delle controversie (ORD);

53. chiede un rafforzamento delle norme multilaterali che disciplinano gli aiuti specifici nell’ambito della clausola de minimis e, soprattutto, gli aiuti controciclici, che variano in funzione dei prezzi dei mercati e che, essendo concessi a prodotti in gran parte esportati, dovrebbero essere soggetti agli stessi obblighi di contingentamento applicati alle sovvenzioni all’esportazione;

54. giudica indispensabile definire un nuovo mandato negoziale alla Commissione, a seguito dell’adozione della revisione intermedia della PAC e, in tale contesto, richiede che i nuovi accordi multilaterali tengano conto dei meccanismi che consentono di stabilizzare i mercati interni a fronte delle fluttuazioni monetarie e a quelle dei corsi mondiali, e che riconoscano esplicitamente le considerazioni non commerciali connesse con l’agricoltura;

55. chiede, per quanto riguarda i prodotti agricoli e le misure tariffarie che l’Unione europea deve negoziare con i suoi partner commerciali, che questi ultimi siano sottoposti a criteri sociali e ambientali da sviluppare nel rispetto delle Convenzioni internazionali vincolanti relative alle norme sociali, alla gestione delle risorse naturali e alla sicurezza alimentare (OIL, CDB, PNUD, FAO);

56. esprime la sua intenzione di seguire da vicino i negoziati agricoli multilaterali e auspica una maggiore cooperazione con la Commissione tramite riunioni regolari di informazione; si riserva il diritto di formulare raccomandazioni a tale riguardo;

Il ruolo del Parlamento europeo

57. ribadisce la sua richiesta che la prossima riforma del trattato CE attribuisca al Parlamento pieni poteri di codecisione nel settore della PAC e del bilancio agricolo;

58. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.