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Mozione Premesso che la situazione economica mondiale, oggi in piena recessione, rende maggiormente precaria la sopravvivenza di fasce sempre più larghe di popolazione, rendendo visibile il duplice aspetto della precarietà: nei Paesi poveri, l'insufficienza alimentare, in quelli ricchi la perdita di sicurezza e qualità degli alimenti consumati; in tale situazione la felice decisione di allargare a breve l'Unione Europea a 10 Paesi candidati rischia di ottenere l'effetto opposto a quello auspicato di offrire la stabilità e il benessere di cui hanno goduto sino ad ora i cittadini dell'Unione Europea, anche ai nuovi arrivati; la riforma della politica agricola comunitaria può essere uno strumento che, se bene usato, aiuterà a raggiungere la stabilità necessaria al complesso sforzo di una diversa integrazione europea, ma che in caso contrario se male impostata può accelerare la disgregazione sociale; la PAC è stato un elemento cardine del trattato di Roma del 1958 e va sottolineato con forza che la PAC non può essere abbandonata ma al contrario la sua riforma dovrebbe vedere rafforzati quegli elementi giuridici che l'hanno resa strumento di oggettiva coesione tra i Paesi comunitari; è necessaria non solo una riforma della politica agricola , in grado di renderla più adeguata alle necessità delle popolazioni dell'Unione, ma anche una sua collocazione esplicita nella carta costituzionale in corso di stesura; nel mese di luglio 2002 la Commissione ha prodotto un documento di revisione intermedia della PAC che propone elementi di grande impatto che rappresentano una vera e propria riforma, piuttosto che una "revisione intermedia della PAC"; non è accettabile un metodo di intervento di politica agraria che da dieci anni propone i sogni del mercato globale, di una ridistribuzione del reddito tra i diversi produttori, di cibo meno caro e di qualità migliore e più controllata; mentre di fatto aggrava le disparità tra produttori, lascia che aumentino senza controllo i prezzi al consumo e causa catastrofi come quella della "mucca pazza", mentre per la maggior parte dei produttori restano sulla carta i vantaggio del mercato globale; è necessario ripristinare un sistema di stabilizzazione dei mercati interni in forma nuova ed adeguata alla nuova struttura dell'Unione a 25 membri, tale da impedire il fenomeno più importante verificatosi nell'ultimo decennio: quello di una depressione costante dei mercati a seguito di una caduta della qualità igienico sanitaria o merceologica di alcuni prodotti e della incapacità da parte delle istituzioni di reazione efficace e controllo delle merci; tutelare il mercato interno non vuol dire riproporre barriere alle frontiere simili a quelle utilizzate dalla precedente PAC, ma impedire che l'apertura al consumo di prodotti di ogni provenienza sia caratterizzata dalla impossibilità di comprendere la natura e l'origine dei prodotti stessi e di verificarne prezzi e quantità:- Impegna il Governo: - Nell'ambito della riforma della politica agricola comunitaria a: non accettare la riduzione del finanziamento complessivo della PAC, in modo da mettere tutti gli agricoltori, anche quelli dei Paesi di prossima adesione, nelle stesse condizioni; non applicare principi diversi tra agricoltori di Paesi diversi all'interno di un processo di unificazione ed ampliamento dell'Unione Europea; rendere prioritaria, nell'intervento agricolo, la tutela dei consumatori e la conservazione dell'ambiente di produzione, attraverso l'attivazione di strumenti di tutela economica e qualitativa che non privilegino gli aspetti finanziari e le posizioni dominanti; dare piena attuazione al principio di precauzione e a quello di sovranità alimentare in particolare attraverso la qualità delle produzioni e con essa la tutela delle produzioni locali; prevedere che la sovranità alimentare e gli strumenti per ottenerla diventino le basi per le relazioni esterne della UE, allo scopo di sviluppare il commercio dei prodotti agricoli senza la colonizzazione dei Paesi terzi e senza soffocare i piccoli produttori comunitari; porre alla base della riforma della PAC il lavoro e la valorizzazione del suo impiego per migliorare la qualità dell'ambiente e delle produzioni; coinvolgere le Regioni nel trovare sistemi di compensazione e tutela tali da salvaguardare e valorizzare i sistemi regionali più armonici ed efficienti; valorizzare le produzioni mediterranee. Consentire l’accesso ai prodotti di qualità ai soggetti deboli grazie a interventi pubblici sul mercato e sulla distribuzione ( sul modello dei vecchi enti comunale di consumo) |