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BRASILE: QUANDO I "MONSANTOS"
RISCUOTONO, IL CONTRABBANDO PAGA LE ROYALTIES!
Intervista a Sebastião Pinheiro, ambientalista, ingegnere
agronomo e professore della Università del Rio Grande do Sul (UFRGS)
Titolo originale:
Cuando los Monsantos vienen cobrando el contrabando paga royalties
Carlos Amorín - © Rel-UITA - 18 de enero de 2005
La multinazionale Monsanto ha introdotto sementi di soia transgenica di
contrabbando in tutto il Brasile, con la complicità delle autorità governative.
Ora che il raccolto riempie i silos, Monsanto chiede le royalties. Più o meno
come se i ladri riscuotessero IVA al vendere ciò che hanno rubato.
Quali sono le ragioni dell'attuale conflitto tra alcuni produttori di soia
del Sud del Brasile e la multinazionale Monsanto?
Questo è qualcosa che già avevamo previsto: alcune cooperative di agricoltori
hanno percepito che Monsanto e nessun'altra impresa possiede meccanismi per
riscuotere direttamente le sue royalties. Per questo alla Monsanto occorrono le
strutture già esistenti tali come cooperative, associazioni, sindacati, e
gruppi di agricoltori per poter riscuotere.
Monsanto vuole ricevere 0,20 dollari per ogni sacco di soia che arriva nei
centri di raccolta, così si scala questa percentuale da ciò che riceverà il
produttore. Vuol dire che sono le organizzazioni dei produttori che faranno
questo bel servizio alla Monsanto. In realtà questo meccanismo è molto
diabolico, perché non si sa in modo certo quale percentuale della soia che si
produce sia transgenica, e neppure che percentuale del contenuto di ogni sacco
lo sia.
Se un 80% è transgenico, l'esattore starà chiedendo un 20% in più. Le
cooperative e associazioni non hanno i mezzi per sapere quanto sia transgenico
e quanto no, quale sacco contenga soia transgenica e quale no. Se poi si
volesse fare il lavoro in forma onesta, come dovrebbe essere, le associazioni
sarrebbero obbligate ad acquistare i kits che vende la stessa Monsanto per fare
le analisi e sapere quale è transgenico e quale no. Ma questo è un costo in
più, un equipaggiamento che vende la stessa Monsanto che garantisce in questo
modo la sua partecipazione nel sistema di commercializzazione della soia. Senza
questo kit per l'identificazione non vi sono garanzie. L'interesse della
Monsanto non è il riscuotere più o meno royalties, quello che vuole è
partecipare, essere dentro per andare avanti ed arrivare ad un controllo
totale.
Quale è stato il fatto che ha scatenato questa polemica?
E' successo che una cooperativa al Nordovest di Rio Grande del Sur ha ottenuto
un ordine giudiziale che la esenta dal pagare le royalties. Monsanto è
attualmente l'unico produttore di questa semente ed ha assicurato il suo
affare, il suo commercio; ma se osserviamo che monopolizza anche la vendita
dell'erbicida, può sommare la vendita del chimico alla vendita della semente e
in più la certificazione finale, vedremo che in realtà ha un gruppo di servizi
connessi con la produzione della soia. Allora alcuni agricoltori incominciano a
rendersi conto che il loro reddito dipende dal clima, però la parte della
Monsanto è ogni volta più sicura perché non partecipa alla produzione ma alla
commercializzazione ed ai servizi aggregati.
Adesso riscuotono royalties per la tecnologia, e poi sarà per un'altra e poi
un'altra ancora, legate a catena, fino ad arrivare al meccanismo dei grandi
supermercati, dove, per poter mettere i loro prodotti, i fornitori dovranno
pagare un "pedaggio" sotto forma di registro che a volte raggiunge la cifra di
varie decine di migliaia di dollari. Questo sta creando adesso molte polemiche.
Con quali argomenti la giustizia afferma che gli agricoltori non debbono
pagare?
Non è mai stato permesso che Monsanto vendesse la sua tecnologia agli
agricoltori di Rio Grande del Sud, pertanto non può pretendere di riscuotere su
quello che non poteva commercializzare. Inoltre queste sementi sono state
contrabbandate da Argentina ed ancor oggi è illegale. In più la legge 11.092
approvata dal Presidente Lula poco tempo fa stabilisce che per riscuotere le
royalties, le imprese devono presentare una ricevuta fiscale della vendita
delle sementi, e siccome la vendita non era stata autorizzata fino ad ora, con
maggior ragione non si possono pretendere dei regali. Monsanto non ha mai
riconosciuto di aver fatto contrabbando di sementi, ma tutti sanno che così è
stato. Quando Monsanto mandò a prendere illegalmente sementi in Argentina, non
riconobbe lo Stato nazionale perché riconosce solo la sua tecnologia, il suo
prodotto e l'esistenza di un mercato. Il nuovo ordine commerciale mondiale
implica che nessuno stato può regolare la libertà commerciale delle
transnazionali. Il potere della lobby è talmente chiaro che l'ambasciatore
degli USA in Brasile si sentì libero di consigliare pubblicamente al Parlamento
di non includere quell'articolo nella legge perché potrebbe pregiudicare la
Monsanto. Se si danneggia la Monsanto si danneggiano gli Stati Uniti.
Quanto denaro rappresenterebbero queste royalties?
Ci sono più o meno 70 milioni di tonnellate di soia, ogni sacco contiene 60
chili, ciò da' approssimativamente circa 230 milioni di dollari.
Ciò che sta succedendo assomiglia abbastanza a ciò di cui abbiamo parlato
tre o quattro anni fa.
Esattamente, ed è l'inizio del processo. Entro tre anni saremo come
l'Argentina: non esisterà in Brasile neppure un granello di soia non
transgenica. Stiamo andando inesorabilmente sulla stessa strada. Se qualcuno
trova oggi un solo sacco di soia non transgenica in Argentina, bisogna
dichiarare che è un miracolo divino, neppure l' Istituto Nazionale di
Tecnologia Agraria, nessuno ne ha un solo granello. La pressione delle
multinazionali è così, ha il dominio totale nell'inesistenza di alternative
indipendenti. E' stata la lotta che abbiamo dato qui, e il grande tradimento
del governo dello stato di Rio Grande del Sud è stato dire che affrontava il
nemico quando in realtà lo ha sempre avuto come alleato.
La penetrazione di Monsanto in Brasile allora è completa?
Possiamo dire che oggi il Brasile non ha spazio per tenere soia che non sia
transgenica, questa è la grande sconfitta. Caso mai fosse poco, il governo
cinese è venuto in Brasile esigendo dalle autorità locali la garanzia
documentata che la soia brasiliana non danneggia la salute. Chi ha fatto il
contrabbando sono state Monsanto e Cargill, il governo non le ha punite e
adesso il governo firma un compromesso di quel tipo. Se un domani la soia
danneggerà i cinesi, chi li dovrà indennizzare non sarà la Monsanto ma il
popolo brasiliano perché questo governo si è assunta la responsabilità del
prodotto delle sementi contrabbandate.
La cosa è talmente incredibile che uno non riesce a capire che cosa passa per
la testa di questi signori in quei momenti in cui firmano. La società dovrebbe
stare discutendo di tutto questo, ma non lo fa. E' come se fossimo in Palestina
e i Monsanto volessero crocifiggere Cristo, gli statunitensi dell' impero di
Bush se ne lavarono le mani e noi stiamo qua a discutere se usare chiodi da 10
o da 20. E noi che cerchiamo di creare una coscienza riguardo a queste cose
siamo qualificati come ' ideologici ', ' comunisti retrogradi ', '
socialisti...', pazzi, e non c'è un solo studio sugli impatti di questa
situazione. Le cose sono così folli che, per esempio, Monsanto è stata da poco
multata dal governo di Indonesia per aver corrotto un ministro
dell'agricoltura. Invece di tirarsi indietro Monsanto fece stabilire al
Congresso degli Stati Uniti che i Parlamentari dovevano aiutarlo per non pagare
la multa perché sarebbe stato sconveniente per tutto il Paese. Queste
discussioni dovrebbero succedere a Davos, perché stiamo parlando di pirateria,
di corruzione, di subordinazione, di contrabbando. E' questo uno sporco gioco,
ma l'etica attuale lo permette.
La lotta ai transgenici viene perciò indebolita.
Infatti è molto indebolita perché i mezzi di comunicazione stanno dalla parte
di chi paga la propaganda, le autorità sono subordinate al capitale, i fiumi
sono privatizzati per trasportare soia, così come i porti. Non c'è interesse
per affrontare questa biotecnologia industriale.
Non sono pessimista perché credo che la polemica sbocciata ora porterà a molti
ragionamenti e riflessioni come queste: Cargill, Monsanto e Carrefour hanno
interesse che esista soia organica di qualità, e che esista soia transgenica in
grande quantità. Il paese che abbia le condizioni per produrre soia organica
guadagnerà molti soldi, ma sarà sempre sotto il dominio delle imprese
menzionate. E' da lamentare il fatto che dovuto alla struttura del possesso
della terra in Rio Grande del Sud e di Santa Catarina, non abbiamo la scala del
Matto Grosso del Sud, dove si mettono a lavorare in linea 40 raccoglitrici in
una proprietà di 1.200.000 ettari piantate a soia transgenica. Noi dovremmo
seminare solo soia organica, perché i terreni sono molto più piccoli. Ma questo
è stato impedito e adesso abbiamo questa catastrofe. Rimarremo fuori dal
mercato. La OMC ci dice che non comprendiamo bene il mondo attuale, ma noi già
sappiamo, sono 500 anni che lo sappiamo.
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Sebastião Pinheiro,
ambientalista, ingegnere agronomo e professore della Università del Rio Grande
do Sul (UFRGS)
Profesor SEBASTIÃO PINHEIRO, Brasil.
Ingeniero Agrónomo. Master en Ingeniería Forestal. Fundador y asesor del
movimiento de "Los Sin Tierra" del Brasil, de la Unión Internacional de
Trabajadores de la Alimentación UITA, de la Fundación JUQUIRA CANDIRU y varias
ONG´s. Consultor para las Naciones Unidas, asesor del montaje del Ministerio
del Medio Ambiente, Brasil. Director Laboratorio de Análisis de Residuos de
Venenos. Presidente del Grupo Interdisciplinario de Investigación y Acción en
Agricultura y Salud, Rio Grande do Sul, Brasil.
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Foro Contadino
Altragricoltura
è molto gradita la
presentazione...
Questo è un luogo riservato agli
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condividere per rafforzare il Foro Contadino, anima propositiva ed ispiratrice del più
ampio Coordinamento Nazionale Altragricoltura.
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benchè non siano attivamente coinvolti in agricoltura, condividono l'esigenza di un'ALTRAGRICOLTURA!
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