PER NON DIMENTICARE - Qui c'è una inchiesta di una Tv americana: "WHO IS SILVIO BERLUSCONI?" - Se hai un buon collegamento scarica il video sul tuo pc - Clicca con il tasto destro e scegli "Salva oggetto con nome..."

 Firma la petizione per le Nazioni Unite: interdizione globale sugli alberi Geneticamente Modificati

Sommario
Adesso la Monsanto in Brasile pretende le royalties sui raccolti di soia OGM introdotta di contrabbando...
Via Campesina esprime condanna e indignazione circa il rapporto annuale della Fao sugli OGM
La FAO cede alle multinazionali.
Il 17 maggio 04 é stato pubblicato il rapporto annuale "apertamente pro-OGM"

La biotecnologia agricola: una risposta alle necessità dei poveri? (rapporto FAO)
Il Cardinal Bertone su biotech
La farina Ogm sconsacra l'ostia
Filmato del pollo transgenico
Gli hanno infilato il gene di un volatile senza piume: così è pronto per lo spiedo...
Gli ultimi dati (ISAAA) sull'espansione di coltivazioni Ogm
In continua crescita la coltivazione OGM nel mondo, oltre che in Europa, Germania, Romania e Bulgaria.
Un autorevole studio del Independent Science Panel
Un mondo sostenibile libero da OGM 
2/7/03 - Il vice ministro per le Attivita' produttive, Adolfo Urso dice che la legge sulle etichette può finalmente aprire la strada alla soppressione della moratoria in vigore dal 1999...
26/6/03- Moratoria: per gli ecologisti deve restare, per la Commissione Europea si deve togliere...
13/5/03 - Sulla moratoria degli Ogm l'Europa finisce sotto torchio, ma mostra i denti...
14/2/03 - La Commissione Europea: "dopo la nuova direttiva sugli Ogm, bisogna togliere al più presto possibile la moratoria che blocca nuovi OGM"...
2/11/02 - Il ministro della Salute Sirchia: "Sono favorevole all'abolizione della moratoria sulla coltivazione di nuovi ogm"
Uno strano insetto si aggira per l'Europa
Una ipotesi molto realistica sui metodi poco ortodossi per imporre gli Ogm...
Scheda "Diabrotica"
Intervento di Franco Mori, del Foro Contadino a S.Rossore
link esterno:
Quasi tutto sugli Ogm
Il Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie (CNBB) presso la Presidenza del Consiglio.

Organismi Geneticamente Modificati:
chi ci tutela?

[Albert Einstein: “Quando vengono trattati problemi legati alla vita umana, dobbiamo stare molto attenti a non sovrastimare la scienza e i metodi scientifici; non dobbiamo dare per scontato che gli esperti siano gli unici ad avere il diritto di trattare questioni che riguardano l'organizzazione della società."]

 vedi: "Esperti", ma di chi?


Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie
Ecco i componenti del CNBB e alcune loro affermazioni

Presidente
Prof. Leonardo SANTI  [già tra gli "Esperti della Novartis"]

Esperti nelle seguenti discipline:

Ecologia farmacologica
Prof. Alessandro FINAZZI AGRO' 
Ordinario di Enzimologia 
Università "Tor Vergata" di Roma

Agronomia
Prof. Gian Tommaso SCARASCIA MUGNOZZA
Presidente Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, Roma

Prof. Gabriele ANELLI
Ordinario di Industrie agrarie 
Università Statale della Tuscia, Viterbo

Biotecnologie vegetali
Prof. Silvano SCANNERINI
Ordinario di Botanica e biotecnologie vegetali 
Università degli Studi di Torino

Ingegneria chimica
Prof. Vincenzo LORENZELLI
Ordinario di Chimica 
Università degli Studi di Genova

Genetica
Prof. Bruno DALLAPICCOLA
Ordinario di Genetica medica 
Università "La Sapienza" di Roma

Biologia molecolare
Prof. Arturo FALASCHI  
[già tra gli "Esperti citati da Novartis" ->
richiesta di precisazione: qui ]
Direttore International Center for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB), Trieste

Medicina del lavoro
Prof. Gerolamo CHIAPPINO
Ordinario di Medicina del Lavoro 
Università di Milano

Microbiologia
Prof. Rolando LORENZETTI
Direttore di Alliance and Collaboration Biosearch Italia

Igiene
Prof. Giuliano D'AGNOLO [già tra gli "Esperti della Novartis"]
Direttore Laboratorio di Biologia Cellulare dell'Istituto Superiore di Sanità


RAPPRESENTANTI DI ENTI, MINISTERI, ORGANISMI

Ministero per le Politiche comunitarie
Prof. Giampiero CATONE

Ministero per l'Innovazione e le tecnologie
Avv. Gabriella MAZZEI

Ministero degli Affari Esteri
Ministro Plenipotenziario Massimo Andrea LEGGERI

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Dr. Fabrizio COBIS

Ministero delle Attività produttive
Ing. Giovanni TETI

Ministero del lavoro e delle politiche sociali
Dr.ssa Anna Maria FAVENTI
Ministero dell'ambiente e tutela del territorio
Cons. Aldo COSENTINO

Ministero delle Politiche Agricole e Forestali
Dr. Giuseppe AMBROSIO

Ministero della Salute
Dr. Giuseppe BATTAGLINO
Enea
Dr. Luigi Bruno ROSSI

CNR
Prof. Luciano CAGLIOTI
Assobiotec
Dr. Leonardo VINGIANI

Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti
Dr. Vincenzo DONA

 

Leonardo SANTI

 «Il futuro alimentare del mondo affidato all'uso controllato e trasparente delle biotecnologie è già cominciato. In giro c’è troppa confusione sulla materia e si parla a sproposito: bisogna far chiarezza e dire che gli Ogm (gli organismi geneticamente modificati) non sono nocivi alla salute e che ogni prodotto va valutato singolarmente e volta per volta». A parlare è Leonardo Santi, presidente del Comitato nazionale sulle biotecnologie presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. 
«Non sono d'accordo con la richiesta di una moratoria indiscriminata - attacca con tono deciso -. Bisogna portare la discussione sui fatti concreti, cosa che finora non c'è stata. Già oggi consumiamo prodotti fatti con varianti di soia e mais e nessuno è morto». Ortaggi e verdure (per esempio la lattuga), ma anche carni bovine e suine possono essere prodotte con interventi biotecnologici. «Non possiamo impedirci una ricerca e una sperimentazione di questa portata».

da Clorofilla

''I cibi Ogm, rafforzati contro i batteri e quindi 'liberi' da pesticidi, sono programmati -aggiunge Santi- in modo da ridurre le allergie alimentari, un fenomeno tanto in aumento in Occidente. Sulla mancanza di danni per la salute, ormai, concordano tutti gli scienziati. E gli alimenti Ogm sono stati consumati da milioni di americani. Quindi sono tranquillo -aggiunge- anche se e' importante seguire un rigido protocollo che sottoponga ad analisi ogni nuovo prodotto, per escludere i rischi''. 
(Sal/Pn/Adnkronos) 

da greenplanet


Gian Tommaso Scarascia Mugnozza

definisce gli Ogm «l'ultimo passo del miglioramento genetico delle specie». Non che lui sottovaluti i rischi per la salute umana, l'ambiente o la biodiversità. Parla di «valutare caso per caso», di rigorosi controlli tossicologici e allergenici, di far prevalere comunque il principio di precauzione. Vuole finanziare la ricerca pubblica, è preoccupato dai brevetti, «eccessi di appropriazione». Ma considera gli Ogm «uno degli strumenti per produrre di più e garantire la sicurezza alimentare», «sciocco privarcene». 

da Regione Toscana

«Usiamo i cibi biotech: sono utili al pianeta»
Scarascia Mugnozza: l’Italia ora recuperi i ritardi nella ricerca

«Non utilizzare le biotecnologie come mezzo per sfamare il mondo sarebbe un grave errore. Non pretendiamo che gli Ogm siano la panacea, ma di sicuro potranno dare un contributo. Oggi disponiamo di una tecnica più precisa che ci permette di studiare il genoma delle piante e la funzionedei singoli geni. Usiamola. Ma non illudiamoci di risolvere con la solaingegneria genetica il problema della fame, che si vince avviando un processo di disponibilità economica delle famiglie rurali, libere dicomprare i cibi che vogliono». 
«C’è un intreccio perverso tra fame e povertà e va sciolto migliorando le condizioni di vita della gente. Bisogna distinguere le zone tropicali e umide da quelle aride e per ognuna trovare le varietà vegetali più idonee. L’ottenimento delle varietà può essere ottenuto sia con metodi tradizionali come l’incrocio, sia attraverso l’ingegneria genetica, adoperando tutte le tecniche agronomiche disponibili». 
«Il rischio zero non esiste neppure per i cibi tradizionali, ma chi afferma ideologicamente il contrario è in malafede». 
«Abbiamo vissuto un periodo di blocco totale della ricerca. Ora ci sono i segnali di una riapertura. L’Italia potrebbe riagganciare con anni di ritardo il treno del biotech». 
«Lebiotecnologie in agricoltura sono necessarie se vogliamo essere competitivi. Le varietà vegetali vanno migliorate e rese resistenti allo stress esercitato dall’ambiente. In caso contrario, altro che pomodoro San Marzano e prodotti made in Italy». 

da Margherita De Bac @corriere.it 


 

Arturo Falaschi  [Richiesta di precisazione]

OGM sicuri per la salute e per l'ambiente 

(IMMEDIAPRESS) ''Le piante geneticamente modificate (Ogm) potranno essere utilizzate in modo sicuro e conveniente soprattutto nei paesi tropicali in via di sviluppo, grazie a precise sperimentazioni di controllo preventivo e all'introduzione di meccanismi genetici che limitino la possibilita' di dispersione ed espansione degli Ogm''. Questa la conclusione di Arturo Falaschi, direttore generale del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia (Icgeb), che ieri ha partecipato a ''GENIUS: l'ingegneria all'avanguardia'' - edizione speciale di ERA (Esposizione di ricerca avanzata)- presente dal 24 al 28 ottobre a SMAU 2002. 

Falaschi ha ricordato che i rischi potenziali generalmente addebitati agli Ogm sono quelli legati alla salute e all'ambiente. Ha evidenziato pero' come i vegetali geneticamente modificati possano ormai quasi universalmente essere riconosciuti sicuri e non presentino alcun rischio per il consumatore, salvo qualche raro caso di allergia alimentare dovuta all'inserzione in alcune specie di molecole provenienti da piante che normalmente possono indurre allergie, come le noci. Tutti gli Ogm infatti, prima di ottenere l'autorizzazione a essere immessi in commercio, vengono sottoposti a una serie di controlli accurati, cioe' a varie fasi di sperimentazione, esattamente come avviene per i farmaci. 
L'impatto ambientale invece potrebbe essere limitato, oltre che da controlli sperimentali che quantifichino il rischio di dispersione delle specie modificate introdotte in natura, anche dalla progettazione di piante transgeniche sterili, ovvero in grado di riprodursi per non piu' di due generazioni, come gia' accade per il mais ibrido. 
L'alto rendimento degli Ogm coltivabili, geneticamente programmati per essere resistenti ai parassiti e a condizioni climatiche o terreni sfavorevoli, dovrebbe infine permetterne una commercializzazione a prezzi facilmente accessibili anche dai quei paesi in via di sviluppo e con gravi problemi di carestie. 

da immedia.it

Richiesta di precisazione del Prof. Falaschi:

-----Messaggio originale-----
Da: icgeb@icgeb.org [mailto:icgeb@icgeb.org]
Inviato: venerdì 16 maggio 2003 11.09
A: foro-contadino@altragricoltura.org
Cc: tribunatv@tribunatreviso.it
Oggetto: Messaggio per Altragricoltura
Priorità: Alta

Gentili Signori,

In un articolo apparso su "La Tribuna di Treviso" lo scorso 11 maggio, leggo che un Vostro Associato, il Sig. Luciano Mioni, avrebbe dichiarato che il sottoscritto "fa parte della multinazionale Novartis". Tale asserzione, si ritrova peraltro nel Vostro sito web (http://www.altragricoltura.org/ogm/default/htm), con un richiamo ad un articolo pubblicato dal giornale "Il Manifesto" il 5 aprile 2001 nel quale l’autore dello stesso, Rocco Quindici, mi annoverava in una lista di "esperti" della stessa Novartis.

In proposito, desidero ancora una volta ribadire che l’unico rapporto da me avuto con la ditta Novartis è consistito nella partecipazione ad un forum, da essa organizzato nel gennaio 1998, assieme al "Corriere della Sera". Non ho pertanto mai avuto, né ho, alcun rapporto con la Novartis, né personalmente né come istituzione.

Ad ogni buon fine, desidero informarVi che questa mia dichiarazione è stata pubblicata dallo stesso "il Manifesto", il 9 maggio 2001, e ribadita, più recentemente, da "La Tribuna di Treviso" lo scorso 11 gennaio 2003.

Sto pertanto a chiederVi di voler cortesemente modificare il Vostro sito web nonché ad informarVi che ulteriori false affermazioni su miei presunti collegamenti con la ditta Novartis, o altre ditte multinazionali operanti nel settore delle biotecnologie, mi vedranno costretto ad agire per le vie legali.

Cordiali saluti,


Arturo Falaschi
Direttore Generale
Centro Internazionale d’Ingegneria Genetica e Biotecnologie (ICGEB)


 

Gabriele ANELLI

...il prodotto Ogm è problematico anche dal punto di vista economico. Come ha ben sottolineato Gabriele Anelli, che insegna alla facoltà di Agraria dell'Università di Viterbo, se la cautela è d'obbligo per via del principio di precauzione (che impone di non impiegare una tecnologia qualora non ne sia dimostrata l'innocuità), sul piano economico l'agrobiotecnologia è solo un altro aspetto di quella globalizzazione che «rischia di schiacciare le specificità, in questo caso la qualità, caratteristica che rende i prodotti italiani competitivi nel mondo». 

da greenplanet


Gabriele Anelli, terzo firmatario appello del Consiglio per i diritti genetici

"Siamo estremamente preoccupati per il crescente impiego di organismi transgenici in agricoltura e, conseguentemente, nei prodotti alimentari e nei mangimi per animali, sebbene la necessità e i benefici dell'ingegneria genetica applicata all'agricoltura non siano stati ancora provati e nonostante manchino evidenze scientifiche sull'effettivo impatto degli stessi organismi transgenici sull'ambiente e sull'uomo e, in particolare, sulla biodiversità, sulla sicurezza alimentare e sulla salute umana e animale. 
Siamo altresì molto preoccupati riguardo alle implicazioni economiche e politiche derivanti dalla brevettazione delle invenzioni genetiche e, in particolare, sugli effetti che potranno prodursi sui modelli di sviluppo agricolo e sulle possibilità che il controllo di un settore di indubbia rilevanza strategica quale è l'agricoltura si trasferisca dagli Stati e dai governi e, quindi dai popoli che vi risiedono, ai soggetti privati detentori dei brevetti. 
Sotto il profilo scientifico, sono stati rilevati alcuni dati ai quali dovrebbe essere riservata maggiore attenzione:

1. tra colza e barbabietola transgeniche e le specie selvatiche loro affini, si sono verificati dei casi di ibridazione naturale, con il rischio che i geni modificati, resistenti agli erbicidi, introdotti attraverso l'impollinazione incrociata nelle specie selvatiche, possano dare luogo a nuove specie potenzialmente super-infestanti;

2. le proteine insetticide, come la tossina Bt, introdotte in una vasta gamma di piante transgeniche già rilasciate nell'ambiente, hanno evidenziato effetti di bioaccumulo nella catena alimentare degli insetti e di elevata persistenza nel terreno, con evidenti rischi per la stabilità dell'ecosistema suolo;

3. una controversa, ma non ancora invalidata ricerca, ha dimostrato che patate geneticamente modificate con lecitina hanno causato gravi patologie nei topi: consistenti riduzioni del peso di molti organi, impoverimento della risposta immunitaria e preoccupanti sintomi di infezioni virali;

4. alcune ricerche olandesi hanno dimostrato che i geni marcatori per la resistenza agli antibiotici possono trasferirsi orizzontalmente dai batteri geneticamente modificati ai batteri endogeni in un intestino artificiale;

5. alcuni ricercatori statunitensi hanno rilevato un diffuso trasferimento orizzontale di un parassita genetico del lievito al genoma mitocondrile delle piante superiori, accrescendo la preoccupazione di una diffusione orizzontale incontrollabile dei geni modificati e dei marcatori genici delle piante transgeniche rilasciate nell'ambiente;

6. non c'è ancora alcuna conferma che in test di campo non possa valere ciò che è avvenuto in laboratorio con piante transgeniche resistenti ai virus, che hanno determinato lo sviluppo di virus con nuove caratteristiche biologiche;

7. le conoscenze scientifiche acquisite negli ultimi vent'anni sembrano invalidare l'assunzione del determinismo genetico che è alla base dell'ingegneria genetica e, in particolare, sembrano dimostrare che i geni sono più fluidi e dinamici di quanto ci si aspettasse e richiedono un'ecologia stabile e bilanciata per mantenere il loro equilibrio.

Le rilevanti incertezze che ancora oggi permangono riguardo alle possibilità di impiego degli organismi transgenici non devono essere un freno, ma uno stimolo alla ricerca scientifica che sempre più deve essere finalizzata alla verifica dei costi e dei benefici conseguenti l'utilizzo degli organismi transgenici in campo agroalimentare.

Riteniamo inoltre che:

1. la brevettazione di organismi viventi, linee cellulari e geni, così come è stata prevista dagli accordi sul Trattato relativo ai diritti di proprietà intellettuale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, rischi di avere pesanti conseguenze economiche, politiche e sociali sul futuro sviluppo dell'agricoltura che, su scala mondiale, sarebbe sempre più assoggettata alle logiche di approvvigionamento delle imprese multinazionali;

2. la brevettazione delle invenzioni genetiche sia unicamente funzionale agli obiettivi di profitto di un ristretto numero di soggetti privati che, già adesso, si pongono in una posizione oligopolista sul mercato dei fattori produttivi agricoli a livello mondiale. 

3. la creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di oligopoli sui mercati dei fattori produttivi e dei prodotti agricoli su scala mondiale, oltre a risultare pesantemente condizionante per il futuro sviluppo dell'agricoltura in genere, lo è in particolare per quella dei Paesi meno sviluppati, che rischiano non solo di vedere gravemente impoverite le loro risorse endogene, ma anche di non riuscire ad arginare il fenomeno della malnutrizione che, come noto, non dipende dalla carenza di prodotti, bensì dall'impossibilità da parte delle popolazioni più povere di disporre delle risorse economiche necessarie per soddisfare la loro domanda; 

Riteniamo quindi indispensabile che le applicazioni dell'ingegneria genetica in campo agricolo e alimentare siano accuratamente vagliate e, in questo senso, chiediamo ai nostri governi ed alla Commissione della Unione europea di: 

- garantire che l'eventuale utilizzo degli organismi transgenici in campo agricolo e alimentare non comprometta, in alcun modo, il mantenimento delle forme di agricoltura convenzionale e biologica, assicurando, conseguentemente, la tutela del diritto di impresa degli agricoltori e di scelta del consumatore;
- sostenere lo svolgimento di un grande programma di ricerca pubblica sul futuro dell'agricoltura e sulla sicurezza alimentare, che parta dal vasto corpus di scoperte scientifiche più recenti e che tenga accuratamente conto delle implicazioni economiche, politiche, sociali ed etiche connesse all'impiego agricolo ed alimentare degli organismi transgenici;

- assicurarsi che ogni organismo transgenico, prima di essere comunque autorizzato al rilascio nell'ambiente, sia sottoposto all'accurato esame da parte di organismi pubblici competenti, nel cui ambito sia sempre e in ogni caso garantita la maggioritaria rappresentanza di scienziati indipendenti, in nessun modo legati al sistema della ricerca privata.

da Consiglio dei diritti genetici


 

Silvano SCANNERINI

Firmatario dell'appello per la 
Libertà per la scienza

La ricerca italiana in campo agrobiotecnologico versa in una situazione drammatica. La sua stessa sopravvivenza è messa a repentaglio da alcune iniziative dell’on. Pecoraro Scanio. ministro per le Politiche agricole e forestali (Mipaf). 
Dopo aver promosso una lunga campagna contro l’utilizzo della genetica moderna in campo agricolo, il ministro è passato alle vie di fatto promulgando direttive volte a far chiudere tutte le ricerche che utilizzano organismi geneticamente modificati (Ogm). 
...La comunità scientifica italiana non può accettare questi attacchi intimidatori, ovvero che alcune metodiche scientifiche siano giudicate pericolose o irrilevanti sulla base di pregiudizi ideologici. Questo appello è rivolto alle istituzioni e alla Società Civile perché vengano ristabilite quelle condizioni nelle quali soltanto può fiorire la libertà di ricerca, uno dei cardini irrinunciabili di una società emancipata e moderna. Renato Dulbecco, Edoardo Boncinelli, Silvio Garattini, Tullio Regge Seguono 1,164 firme di scienziati, ricercatori e docenti universitari.

da Partito Liberale

 


Bruno Dallapiccola

Roma, 10 dic. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - 
''Anche nel frigo di casa mia potrebbero esserci cibi Ogm. E, come scienziato, non sono affatto preoccupato di mangiarli''.  
A spazzare via le ombre sui cibi geneticamente modificati e' il genetista Bruno Dallapiccola, a margine della presentazione a Roma del primo premio letterario sulle Biotecnologie. 
L'esperto, non senza qualche polemica, allude alle recenti dichiarazioni del ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno. 

da greenplanet

oops!

Esperti, ma di chi? 

Ma ecco gli "esperti indipendenti", luminari che dall'alto del loro disinteressato sapere tranquillizzano il popolo, piuttosto imbufalito, dei consumatori: dal ministro Veronesi al professor Poli, direttore dell'istituto di microbiologia e immunologia veterinaria di Milano.
Ma allora, chi sono questi esperti indipendenti? Perché non ci dicono tutta la verità? Possiamo fidarcene? In affannosa ricerca di risposte, proviamo a fare un giro nel sito web di Novartis, altra multinazionale proprietaria di brevetti su ogm che ora sta passando tutto il business (in perdita) dell'agro-biotech a Syngenta, una sorta di società a perdere formata in coppia con AstraZeneca. Così alla pagina www.novartis.it/biotecnologie/esperti.htm troviamo in bella evidenza i nomi degli "Esperti della Novartis".
Al numero 12 dell'elenco (in ordine alfabetico) c'è il sunnominato professor Giorgio Poli. E' in brillante compagnia: spicca il nome del nazional-popolare Nobel Renato Dulbecco, e del meno famoso, ma più attivo professor Edoardo Boncinelli. C'è anche il professor Arturo Falaschi, direttore del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie di Trieste, un organismo del sistema Onu, e di Elke Anklam del Centro comune di ricerche della Ue che ha sede a Ispra (Varese). Qual è il problema? Che sarebbe meglio se questi signori ci dicessero pure di essere "Esperti" di una delle maggiori imprese del settore quando ci informano delle loro opinioni sulle prodezze delle biotecnologie. Nella lista compare anche il professor Leonardo Santi, organizzatore del ben noto Tebio di Genova e presidente del Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie, organo consultivo della presidenza del consiglio dei ministri. Forse non è molto carino che a presiedere un'assise di tale livello sia un esperto della Novartis, ma in fondo la "Commissione Santi" è solo un organo consultivo.
Assai più delicata pare la presenza tra gli "Esperti" della dottoressa Marina Miraglia e del professor Luciano D'Agnolo, entrambi dell'Istituto superiore di sanità. Sono infatti membri della Commissione interministeriale per le biotecnologie (Cib), che è l'organo istituzionale che concede l'autorizzazione agli usi, sperimentali e commerciali, di ogm in Italia. In particolare, sembra piuttosto grave che il professor D'Agnolo sia qualificato nella lista della Novartis proprio come membro della "Commissione Interministeriale di Coordinamento per l'attuazione delle normative Cee in materia di biotecnologie", la Cib di cui sopra. Hanno mai detto, Miraglia e D'Agnolo, ai loro colleghi Cib, di essere "Esperti Novartis"?
Se non l'hanno fatto, sarebbe ora che lo facessero. Se l'hanno fatto, sarebbe ora che la Cib chiarisse a tutti la sua effettiva composizione.

da rass. stampa Filosofia

 

 

ailing list
Foro Contadino Altragricoltura

è molto gradita la presentazione...

Questo è un luogo riservato agli operatori del settore, per scambiarsi idee, pareri ed impressioni sul lavoro da condividere per rafforzare il Foro Contadino, anima propositiva ed ispiratrice del più ampio Coordinamento Nazionale Altragricoltura.
Al coordinamento sono invitati tutti coloro che benchè non siano attivamente coinvolti in agricoltura, condividono l'esigenza di un'ALTRAGRICOLTURA! 

indirizzo diretto:
foro-contadino@altragricoltura.org