<WTO> I negoziati sull'Accordo Agricolo

da Campagna STOP Millennium Round
www.retelilliput.org/stopwto 

Qui di seguito proponiamo una sintesi, necessariamente non dettagliata, della situazione attuale dei negoziati sul commercio dei prodotti agricoli.

E' L'articolo 20 dell'AoA a stabilire l'avvio, avvenuto durante l'anno 2000, delle trattative per continuare il processo di liberalizzazione del commercio dei prodotti agricoli.

Qual'e' la situazione attuale dei negoziati?
IL 23 marzo 2001 si è conclusa una prima fase, in cui il Comitato che si occupa dell'AoA, oltre a stabilire alcuni aspetti procedurali, ha discusso di vari aspetti come la cosiddetta "multifunzionalità" 
(o "ruolo polivalente dell'agricoltura"), i sostegni interni ed il credito all'esportazione, tutti temi su cui si concentrera' in modo operativo al seconda fase, attualmente in corso, che terminera' nel marzo del 2002.

Semplificando, possiamo dire che i punti chiave del negoziato sono:
- I crediti all'esportazione
- Le regole di accesso al mercato (riduzione delle tariffe, quote tariffarie)
- Il sostegno interno (blue, green ed amber box)
- La Food security
- La Salute alimentare (food safety)
- Gli aiuti alimentari.

E' importante considerare che l'obiettivo dei negoziati è quello di eliminare le distorsioni del mercato agricolo ed è in questa luce che vanno interpretati i punti sopracitati. Molto approssimativamente possiamo dire che un'attività di scambio è distorta quanto prezzi e/o quantità di un determinato prodotto non sono il risultato della libera concorrenza ma sono "aiutati" da una qualche misura.

Crediti all'esportazione
Questo e' un punto piuttosto spinoso poiche' l'accordo attuale non era riuscito a regolamentare questo tipo di sussidi, perciò al termine dell'Uruguay Round era stato stabilito che i paesi si sarebbero in seguito accordati per definire una disciplina relativa ai sussidi all'esportazione e ad applicarla (si tratta dell'articolo 10.2) .
Gli Stati Uniti hanno utilizzato ampiamente questo tipo di sovvenzione e pertanto giocano in difesa su questo argomento, attaccati invece dall'Unione europea, insieme a molti altri paesi, come l'India, la Malesia, il Guatemala, il Cile e i paesi del MERCOSUR.
Questi paesi, basandosi sul fallimento dell'articolo 10.2, chiedono che si scrivano regole precise che conducano all'eliminazione di questi sostegni che permettono ai prodotti di alcuni paesi di vincere in modo sleale la competizione con altri.
Gli Stati Uniti si difendono dicendo che questo tema è attualmente in discussione in ambito OCSE e che la discussione deve rimanere lì, senza trasferirsi al WTO.

Sicurezza alimentare (food security) 
Questo termine rimanda al dramma della fame nel mondo.
Poiché dall'agricoltura si trae cibo, indispensabile alla vita, occorre che qualsiasi accordo al riguardo abbia come obiettivo primario che nessuno muoia piu' di fame.
In realtà al tavolo dei negoziati il significato di food secutity ha assunto significati ben diversi.
Una dichiarazione dell'ex segretario statunitense all'agricoltura John Block (in carica durante il meeting di Seattle), spiega meglio di mille parole cosa possa indifcare il termine food security: "l'idea che i paesi in via di sviluppo debbano sfamarsi da sé è anacronistico oggi. Essi potranno piu' facilmente alimentarsi con i prodotti agricoli americani, che sono disponibili e spesso a costi inferiori".
Il pensiero dell'Unione Europea non si discosta molto, ma al suo interno esistono posizioni diverse di Norvegia e Svezia.
I pvs, invece, affermano che sui loro mercati arrivano prodotti a prezzi piu' bassi di quelli interni, con la conseguenza che i contadini locali vanno in miseria e che il Paese non e' piu' autosufficiente e dipende dall'estero per sfamare i propri abitanti.
Percio' chiedono di poter difendere la propria agricoltura per garantire l'autoproduzione, ridurre la poverta' e migliorare la vita nelle campagne. Questo potrebbe essere implementato sia con una development box (o una "food security box"), cioe' una categoria di sostegni appositamente definiti per questi scopi, sia con altre regole che rendano reale il trattamento speciale e differenziato (S&D) che la WTO stabilisce per i paesi in via di sviluppo.
Ironicamente i pvs sostengono che attualmente il trattamento S&D esiste per il Nord attraverso la green e blue box, categorie in cui ha sistemato i suoi sostegni all'esportazione; sostegni che permettono in sostanza un dumping dei prezzi.

Aiuti alimentari
Si tratta di un altro punto su cui USA e UE sono in disaccordo.
L'Unione Europea sostiene che gli aiuti alimentari violano le regole WTO sulla trasparenza e sui sussidi all'esportazione e che gli aiuti alimentari devono essere forniti solo sotto forma di donazioni (full grant) e non devono essere un mezzo di promozione commerciale.
Percio' la posizione europea è diretta alla regolamentazione di tutte le forme di sussidi all'esportazione, compresi i crediti gli aiuti alimentari .

La salute alimentare
Questo punto è particolarmente "sentito" dall'Unione Europea e si lega ad alcune scontri avvenuti in passato, emblematico quella della carne agli ormoni. L'UE chiede che siano permesse delle deroghe alle regole normali al fine di salvaguardare la salute pubblica.
La discussione su questo punto è complicata dal fatto che invade il campo di un altro accordo WTO, l'SPS, l'accordo Sanitario e Fitosanitario che stabilisce le norme sanitarie per i prodotti alimentari, animali e vegetali.

Accesso al mercato (market access)
E' il punto piu' importante per i paesi del Sud poichè il loro problema è proprio quello di non riuscire ad accedere ai mercati occidentali a causa delle barriere tariffarie e non, ancora presenti. 
Alcuni studi evidenziano che le tariffe su alcuni prodotti di grande interesse per i pvs sono ancora proibitive (alcune sono pari al 200/300 %) e che i sussidi agricoli dei paesi dell'OCSE sono in aumento piuttosto che in fase di riduzione.

Fra le loro richieste, si segnalano:
l'eliminazione dei sussidi distorsivi
la conversione delle barriere non tariffarie in tariffe
l'impegno ad una loro riduzione
la garanzia di un accesso minimo tramite un sistema di quote

Il Sud chiede in sostanza al Nord di ridurre i suoi sostegni, sia quelli all'esportazione che quelli interni, per poter esportare i propri prodotti e gareggiare ad armi pari in un settore in cui potrebbe concorrere. Per una volta e' il sud che chiede di liberalizzare, mentre il Nord gioca in difesa.

C'e' un termine previsto per la fine dei negoziati?
No, anche se il 2003 è l'anno che tutti considerano come termine accettabile. Anche perche' in quell'anno scadra' la cosiddetta "Peace clause", ovvero la clausola che evita vi siano contese giuridiche legate ai sussidi in agricoltura. Senza di essa, un paese potrebbe far causa ad un altro per eventuali sussidi che riterrebbe non conformi all'Accordo sulle Sovvenzioni e sulle Misure Compensative.