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-----Messaggio originale----- Da: Alan [mailto:bioka7@yahoo.com] Inviato: giovedì 8 maggio 2003 18.38 A: forocontadino@yahoogroups.com Oggetto: [forocontadino] Liebig Ecco una bozza di volantino che Lunedi vado a distribuire a Roma 12/5/2003, Piazza della Enciclopedia Italiana 4, in occasione di un convegno su Liebig di cui ricorre il bicentenario della nascita. Il convegno é organizzato dalla Enciclopedia Treccani, ho chiesto di essere invitato per un piccolo intervento, (si da il caso che sono stato il primo a farlo conoscere in Italia nel 1996) ma non mi hanno ancora risposto. Chi viene?... Ciao peace&love alfredo. "Confesso volentieri che l'impiego dei concimi chimici era fondato su delle supposizioni che non esistono nella realtà. Questi concimi dovevano portare una rivoluzione completa in
agricoltura. Il concime di stalla doveva essere completamente escluso e tutte le materie minerali asportate dai raccolti, sostituite con dei concimi chimici. Il concime doveva permettere di coltivare su di uno stesso campo, senza discontinuità e senza esaurimento, sempre la stessa pianta, il trifoglio, il grano ecc., secondo la volontà e i bisogni dell'agricoltore. Avevo peccato contro la saggezza del Creatore e ho ricevuto la dovuta punizione. Ho voluto portare un miglioramento alla Sua opera e nella mia cecità ho creduto che nel meraviglioso concatenamento delle leggi che uniscono la vita alla superfice della terra, rinnovandola continuamente, un anello era stato dimenticato, che io povero verme impotente, dovevo fornire". |
resoconto dell'intervento al convegno
| -----Messaggio originale----- Da: Alan [mailto:bioka7@yahoo.com] Inviato: giovedì 15 maggio 2003 0.43 A: forocontadino@yahoogroups.com Oggetto: convegno Liebig -------------------------------------------------- Convegno Liebig Allora, eravamo tre agricoltori biologici, io, Mario Ciarmoli, Ezio Bertolini, e un amico tunisino, in una bella sala del palazzo dell’Enciclopedia Italiana, in una bellissima mattinata romana, assolata, calda, ventilata. Eccoci immezzo a professori universitari, ricercatori, scienziati, il top della chimica italiana. Tutti distinti signori e signore, eta media 80 anni. Gli oratori che prendevano la parola hanno con maestria riportato in vita il grande chimico tedesco, di umili origini, che fù fatto barone (von) per meriti scientifici, morto a 70 anni, barone a 45. Poco prima della pausa pranzo mi sono alzato e ho preso la parola, visto che avevo chiesto invano di poter parlare come relatore da due settimane prima del convegno, e avevo consegnato le credenziali per verificare l’autenticità degli scritti che presentavamo, tramite il Prof. Giorgio Nebbia, invano. Visto che il convegno era pubblico: A nome degli agricoltori biologici italiani eravamo venuti a portare il nostro omaggio a Liebig, da noi “adottato” come padre dell’agricoltura biologica. Dopo la scoperta da parte nostra di alcuni scritti del grande scienziato a dir poco intriganti. Scritti che sono stati chiamati, non a caso, “Il testamento di Liebig”, della cui autenticità, (scritti di suo pugno) il prof Nebbia era al corrente. E che erano andati perduti dimenticati; dove il grande chimico maledice la tecnica chimico-agricola da lui inventata, come scientificamente e moralmente sbagliata, e si pente amaramente e chiede perdono ai posteri, e a Dio, e per farsi perdonare ci lascia il suo “testamento scientifico spirituale” ha 60 anni quando lo scrive, dieci anni dopo morirà. Ne ho letto (senza occhiali) alcuni brani, emozionandomi come tutte le volte che lo leggo, da trent’anni. Ho ringraziato, mi sono seduto aspettando le reazioni… niente, come se non avessero sentito. Hanno chiuso i lavori per la pausa buffet, non ho resistito e sono andato a parlarci a quattrocchi: “Allora Signori?” Allora questi signori che prima avevo ammirato, quando parlando di Liebig sapevano volgere con pacata maestria le loro argomentazioni a favore di un impegno maggiore dello Stato verso la ricerca, ora balbettavano sterili risposte: “ Forse era impazzito, o rincoglionito data l’età”. E vai a spiegarti che ai suoi tempi 60 anni è come 80 oggi. ( 60 anni?Mi guardo intorno) Oppure: “Forse non sono stati reputati importanti, quindi ignorati”. Chi ha deciso che non erano importanti? O ancora “ Non crederà mica che a me, l’ultimo dei comunisti, una multinazionale può chiudermi la bocca?” comunque lei ha detto la sua, vedrà che nel pomeriggio qualcuno le risponderà.”… Pausa pranzo, buffet ottimo, spumante Ferrari. Ore 15 si riprende con gli iscritti a parlare. Parla Giorgio Nebbia, dice di essere fiero di essere un chimico, lui non si pente di niente, se la chimica ha fatto degli errori solo la chimica può rimediarvi, l’agricoltura? Concimi chimici e concimi organici insieme e …. Mario mi dice che detto da un chimico possiamo accontentarci, io non mi accontento. Altri relatori, è la volta di una chimica, la signora analizza proprio l’aspetto del meccanismo nutrizionale delle piante studiato da Liebig, e vai a parlare della famosa legge del minimo, ci siamo penso, ora non può non parlare del testamento, le fotocopie che avevamo messo sul tavolo del buffet erano state prese con interesse, finisce l’intervento, niente. Mi alzo, non ce la faccio più, riprendo la parola, dico di essere sorpreso del loro comportamento “accademico”, questo evitare il confronto, no grazie l’articolo non interessa, ci trattano come fossimo dei vùcomprà, anzi siamo dei vùcompà, ma non siamo venuti per vendere siamo venuti per donare. Mario nel suo bel dialetto baritonale pugliese dice che Liebig si rivolta nella tomba, sono d’accordo. Concludo l’intervento con una citazione fulminante di De Broglie: “ Se un uomo non rimette in discussione almeno una volta nella sua vita, tutte le certezze accumulate negli anni, non è un uomo di scienza”. Mi siedo, anzi mi rialzo e insieme ad Ezio usciamo dalla sala, e sotto il busto in bronzo, in grandezza naturale, di Giovanni Gentile, cambiamo discorso, parliamo di barca a vela fra una settimana a Dubrovonic. Peace&Love Alfredo Anitori |