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Le proposte di Foro Contadino per S. Rossore 2003
Anche quest’anno il Foro Contadino Toscano ha deciso di essere presente alla discussione proposta dalla Regione.
Per sostenere:
1. la politica regionale di chiusura agli OGM, indipendentemente dalla fine della moratoria a livello comunitario;
2. la Commissione sul Futuro del Cibo, con lo spirito di avviare un dibattito sul modello agricolo;
3. la nuova legge regionale di tutela e valorizzazione delle razze e varietà locali;
4. il documento sulla salvaguardia dell’agricoltura contadina o familiare
Non possiamo non sottolineare, però, come ci siano alcune zone d’ombra nella
politica agricola regionale che vanno portate alla luce.
Crediamo che la politica regionale di privatizzazione delle terre, così come previsto dalla LR 9 del 29 gennaio 1997, sia stata un grave errore ed una
occasione persa per facilitare l’accesso all’attività agricola. Certamente era necessario uno sforzo progettuale, segno di lungimiranza politica, per
poter intraprendere una strada diversa dalla semplice vendita su base d’asta di un patrimonio agricolo e forestale, molto appetito dal mercato delle
seconde case e dal turismo straniero in cerca di una sistemazione in Toscana.
Ci dispiace rilevare che non è stato così.
Infatti, la Toscana non
è immune agli effetti della Politica Agricoltura Comunitaria, che fanno registrare nel decennio 1990-2000 una diminuzione del 6,6% di aziende
agricole e dell’8,4% della superficie coltivata. E le ricette dell’economia, per poter meglio competere sui mercati internazionali, considerano la nostra
situazione agricola ancora troppo frammentata e prescrivono una maggior concentrazione aziendale. Questo fenomeno unito al forte aumento dei prezzi
fondiari provocherà l’espulsione della popolazione rurale e la scomparsa dell’agricoltura familiare (o piccola agricoltura).
Perciò, condividiamo in
pieno le parole di Ilaria, una delle occupanti della Campanara, che così risponde nell’ultimo numero di Carta:
“Quale alternativa resta a noi ingenui che abbiamo permesso, con il nostro lavoro, di mantenere vendibili queste proprietà? Quale coerenza c’è fra la
dichiarazione della Regione Toscana di voler ripopolare questi terreni abbandonati e il venderli a prezzi accessibili solo a grandi finanziarie?
Oltretutto, mentre si spendono molti milioni per promuovere feste paesane e sagre medievali, buone più che altro per turisti o cittadini di passaggio,
propagandando il valore dell’artigianato e dell’arte contadina, ci si beffa di coloro che tutto ciò cercano di viverlo davvero”.
Naturalmente sono diversi i punti su cui auspichiamo un confronto aperto con la Regione, non condividendone l’attuale operato. Ricordiamo, ad esempio, la
campagna di sponsorizzazione dell’agricoltura integrata, quale modello di riferimento per un’agricoltura ecocompatibile.
È per questo che proponiamo la nascita di un luogo di dibattito aperto e partecipato dove poter affrontare le questioni inerenti al nostro modello
agricolo, coinvolgendo le associazioni ed i movimenti interessati. Questa dovrebbe essere la sede dove poter discutere tutte le politiche agricole
regionali.
Riteniamo fondamentale avere una discussione aperta e partecipata perché non crediamo che debba riguardare solo gli operatori agricoli e i responsabili
regionali o degli enti locali; siamo convinti che in queste scelte vadano coinvolti i cittadini. Sono infatti loro, con le scelte alimentari, i
responsabili, per quanto inconsapevoli, del modello produttivo agricolo e quindi è ora che si rendano partecipi delle politiche da intraprendere.
Ecco allora che la proposta di istituire un Tavolo sulla Sovranità Alimentare in Toscana acquista un forte significato, sia nazionale sia
internazionale. Infatti, l’agricoltura è al centro di una forte disputa commerciale in seno WTO, e, sovente, si accusa la politica comunitaria ed i
relativi sussidi di affamare le agricolture del sud del mondo.
Noi crediamo che non siano questi i termini della questione: senz’altro la soluzione al
problema non verrà né dall’attuale riforma della PAC, né da eventuali accordi che saranno presi a Cancùn durante la prossima sessione del
negoziato WTO.
Solo cominciare a porsi il problema di quale modello produttivo perseguire può indicarci la strada per una possibile soluzione.
Il Tavolo per la
Sovranità Alimentare vuole essere un utile laboratorio nel costruire questo percorso, per sperimentare e praticare un’Altragricoltura all’interno di un
sistema regionale.
Per informazioni e contatti:
www.altragricoltura.org
fctoscana@altragricoltura.org
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