TERRA E LIBERTA'/CRITICAL WINE

Centro sociale autogestito La Chimica, Lungadige Attiraglio, Verona
11-12-13 aprile 2003

Comunicato di chiusura

Tre giorni di convegni, dibattiti, stands con prodotti da agricoltura contadina, editoria ribelle, contatti, esposizioni, contaminazioni, poesie, performances, musiche, cori, incontri con i produttori, cibi e assaggi enoici.

Luigi Veronelli, teorico della contadinità, responsabile e anarchenologo è garante e animatore della manifestazione, organizzata dal Csoa La Chimica, il Csa Magazzino 47 (Brescia), Foro Contadino e altre realtà, che si svolge in concomitanza con il Vinitaly, maggior fiera europea del settore vitivinicolo 

terra e libertà/critical wine

è un evento autogestito, senza scopo di lucro, senza alcuna sponsorizzazione da parte di enti, istituzioni o aziende, che vuole creare un dibattito sui temi della T/terra, dell’ambiente, per un futuro condiviso di libertà, gioia, creatività, intelligenza. 

Sei un produttore e vuoi partecipare? 

terra e libertà/critical wine è un evento autogestito, senza scopo di lucro, senza alcuna sponsorizzazione da parte di enti, istituzioni o aziende, che vuole creare un dibattito sui temi della T/terra, dell'ambiente, per un futuro condiviso di libertà, gioia, creatività, intelligenza. 

Le possibilità offerte alle realtà contadine e sociali, sono improntate al criterio della "ricchezza frugale"; nessuno si aspetti lustrini e formalità, ma momenti di confronto e di socialità. 

Note logistiche per i produttori 

Alle realtà che vogliono partecipare, garantiamo: un tavolo per l'esposizione per la vendita dei prodotti; chiediamo: la disponibilità a raccontare ai partecipanti i propri prodotti e il proprio lavoro. 

Le aziende sono invitate a portare del materiale informativo e una scritta identificativa con il nome della propria realtà. 

Pernottamento: gli organizzatori abitanti in Verona garantiscono l'ospitalità nelle proprie abitazioni per un totale massimo di 50 persone (forse qualcosa di più); è inoltre possibile parcheggiare delle roulotte e, per i più spartani e intrepidi, è ammesso: campeggiare e/o di dormire con saccoapelo all'interno delle strutture del centro. 

Compila la scheda informativa 

Prime adesioni di realtà presenti con i loro prodotti:

Simone Turus, salumi, Friuli
Azienda Massimo Telaro, vini, Campania
Azienda Mirco Mariotti, vini, Argenta, Emilia Romagna 
Marco Chiletti, olio extra vergine di oliva, Toscana
Marco Sara, vini, Savorgnano del Torre, Friuli
Cooperativa 8 marzo-Ca’ Verde, vino di Valpolicella e formaggi, Veneto
Marilù Perrone, olio extarvergine di oliva, ciliegie e mandorle, Conversano (Ba), Puglia 
Azienda Nicolini, vini, Muggia (Ts)
Azienda Corona, tartufi e conserve di Basilicata
Formaggi di Franciacorta in Bianco, Lombardia
Urupia, vini, prodotti da forno, conserve, olio ed olive, Salento(Br), Puglia
Contadini Ribelli delle valli a nord di Varese, formaggi

http://www.criticalwine.org


DOCUMENTO:

terra e libertà/critical wine
Sensibilità planetarie/ribelli e agricoltura contadina
il movimento dei movimenti affronta un nodo economico/culturale fondamentale
Verona, 11-12-13 aprile 2003, CSOA La Chimica

La costruzione di una sensibilità ribelle planetaria, forse, può partire anche da un frutto della terra. Costruiamo una difesa “pratica” della vita materiale contro tutte le nocività politiche, culturali, sociali, tecnologiche che, nella modernità, l’assediano al fine di svalutarne l’esperienza sensoriale, le capacità dialettiche del linguaggio, la coscienza del vissuto individuale e dei processi storici.

La Terra, la terra, la Terra, la terra, la Terra, la terra, la Terra…
Il vino frutto della terra e del lavoro dell'uomo; compagno dialettico che ci riporta alla terra e ci invita alla comunanza e ad altri modi percettivi; intercessore privilegiato uomo/terra.

Il vino dei contadini, il vino di Omar Kaayam, di Baudelaire, di Neruda, di Pavese… 

Il vino: compagno di tante serate passate a discutere di massimi sistemi; a filosofeggiare, talvolta un po' ebbri; a ridere, piangere, amare… Quante bottiglie, fiaschi, caraffe vuotati, qualche volta, un po' più consapevoli, annusando profumi di fiori, di frutta, improvvisandoci degustatori per individuare quel tannino un po' troppo aggressivo, o apprezzare il giusto equilibrio di legni.
Il vino: un piacere da praticare, che appaga i sensi. La vista, che ne coglie il colore; l'olfatto, che ne apprezza gli aromi; il gusto, che ne assume l'essenza; l'udito, rallegrato da due bicchieri che s'incontrano in un brindisi; il tatto, la mano che accarezza il bicchiere, lo porta alla bocca, con una gestualità rituale.
Il vino, che in giusta quantità induce alla meditazione, alla riflessione, all'eloquio; che abbassa i freni inibitori quel tanto che basta per indurre alla socialità, per rivelare quello che siamo, per favorire lo scambio: di idee, emozioni, sentimenti.

Il vino, la terra. Il vino quale intercessore. Dal vino vogliamo partire, dalla bottiglia che ci arriva sulla tavola, dal bicchiere che beviamo, per fare un percorso a ritroso: che ci porti a chi il vino lo vende, a chi lo produce, a chi coltiva le viti. Vogliamo farne uno strumento di conoscenza, che dal piacere, dal gusto, da un approccio personale e soggettivo, ci porti ad affrontare temi che riguardano tutte e tutti, a ragionare di contadini e di lavoro contadino, di terra e di ambiente, di come e cosa produce l'agricoltura. E, seguendo un filo del discorso che si dipana sempre più, discutere insieme di prodotti dei campi, di tutela della biodiversità, di varietà ormai rare sacrificate sull'altare del Mercato, dell'omologazione del gusto, di un'agricoltura in armonia con l'ambiente e di un'agricoltura industriale che divora l'ambiente. E, ancora, ragionare su quello che consumiamo, sulla qualità, sul prezzo dei prodotti che mangiamo e beviamo, sul tempo che dedichiamo al loro acquisto e alla loro preparazione.

Ed è così che un piacere quotidiano può trasformarsi nell'inizio di un percorso politico; che la compagnia di un buon bicchiere di vino può portarci a ragionare e discutere di brevetti e di manipolazioni genetiche, di politiche agricole, di multinazionali del settore agro-alimentare, di squilibri tra Paesi ricchi e Paesi impoveriti, di sovranità alimentare, di una politica planetaria di dominio che perpetua, e anzi incrementa, l'ingiustizia.

Vogliamo provare a iniziare la costruzione di questo percorso a Verona, nei giorni di Vinitaly, che rappresenta la più importante rassegna nazionale sul vino. Migliaia di espositori, italiani ed esteri, presentano durante Vinitaly i loro prodotti al pubblico e agli operatori del settore, agli appassionati di enogastronomia e agli organi d'informazione. La stampa, specializzata e non, e le reti televisive contribuiscono a dare ampio risalto a un evento, che negli ultimi anni è diventato espressione di un fenomeno sociale e di costume, e che alimenta un mercato in continua espansione. Un buon momento per dire la nostra

Nei giorni del Vinitaly - sfruttando, perché no, la presenza mediatica - intendiamo costruire quest'anno una serie di eventi ed iniziative che si rivolgano alle decine di migliaia di persone - provenienti da tutta Italia e dall'estero - che ogni anno partecipano alla rassegna ed ai cittadini, per stimolare il passaggio dal gusto del bere al gusto di ragionare su ciò che beviamo e che mangiamo, e su come un mondo diverso si possa costruire anche partendo dai gesti quotidiani. 

Per questo, nei giorni di venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 aprile, pensiamo di organizzare "Terra e libertà / Critical wine": tre giorni di dibattiti, azioni dirette, degustazioni, incontri con produttori agricoli di vino ma non solo, concerti, momenti di relazione e socialità. Questo ventaglio di iniziative, che vogliono coniugare la dimensione conviviale a quella conflittuale, diventeranno per le realtà di movimento un'occasione di incontro, confronto e iniziativa pubblica su temi che nel passato non sono stati centrali nelle nostre analisi e percorsi politici, pur riguardando il quotidiano di noi tutte e tutti, e pur essendo strettamente correlati alle ragioni della nostra lotta contro il nuovo ordine mondiale.

L'economia neoliberista si basa su un modello di produzione volto alla massimizzazione dei profitti, fondato sullo sfruttamento globale delle risorse, umane e naturali, che può realizzarsi solo imponendo anche un modello di consumo esasperato, poco consapevole, forgiato dai messaggi mediatici e dalla pubblicità. E se le nostre analisi e iniziative politiche fino a oggi si sono centrate più sul versante della produzione e del lavoro, in un contesto mutato rispetto a quello della fabbrica fordista, determinato da delocalizzazioni, decentramento produttivo, decostruzione del senso di appartenenza alla classe lavoratrice attraverso la disarticolazione del rapporto di lavoro in molteplici figure deprivate di tutele e diritti, è oggi forse necessario un ampliamento della prospettiva, che faccia anche dell'analisi e dell'intervento politico sulle modalità del consumo gli strumenti per mettere in crisi il modello neoliberista. 

La costruzione di una sensibilità ribelle planetaria e la sovversione di questo modello possono, forse, partire anche da una bottiglia di vino.

Dell'iniziativa "Terra e libertà / Critical wine" si stanno facendo promotori il C.S.O.A. La Chimica di Verona, il C.S.A. Magazzino 47 di Brescia, Foro Contadino e Altragricoltura, con la collaborazione e il contributo di idee di Luigi Veronelli. Gli eventi si svolgeranno al C.S.O.A. La Chimica, in via Lung'Adige Attiraglio, attraversando anche la città di Verona.
L'idea è di articolare l'iniziativa nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 aprile, con dibattiti, spazi che ospitino prodotti dell'agricoltura contadina, editoria ribelle, incontri con produttori, assaggi enoici e degustazioni, momenti di musica e di socialità, azioni dimostrative. Oltre a diversi workshop e seminari, si pensa a due importanti momenti di discussione, l'uno il sabato e l'altro la domenica, centrati il primo sulla sovranità alimentare e sulle politiche agricole industriali dettate dalle multinazionali, e il secondo sul lavoro della terra, i braccianti, i migranti.

Contatti: per le realtà e le aziende che volessero partecipare o avere informazioni / iscrizioni per interventi ai work shop-dibattiti: Marc, 339/3667470, 035/260402, enopsichedelica@tin.it; Muro, 335/7002047, urtobs@ecn.org; Vera (Foro Contadino Brescia) 349/2986423, veraveggie@hotmail.com; Filippo, 349/1476050, csoachimica@libero.it; Manlio, 348/7931854, cybermv@hotmail.com



comunicato di chiusura

terra e libertà/critical wine

Sensibilità planetarie e agricoltura contadina

Contro le politiche di dominio delle multinazionali, una nuova coscienza e strategia politica


La costruzione di una sensibilità ribelle planetaria può partire anche da un frutto della terra. 
Un piacere quotidiano si trasforma nell'inizio di un percorso politico. La compagnia di un buon bicchiere di vino può portarci a ragionare e discutere di brevetti e di manipolazioni genetiche, di politiche agricole, di multinazionali del settore agro-alimentare, di squilibri tra Paesi ricchi e Paesi impoveriti, di sovranità alimentare, di una politica planetaria di dominio che perpetua, e anzi incrementa, l'ingiustizia.
Costruire una difesa "pratica" della vita materiale, contro tutte le nocività politiche, culturali, sociali, tecnologiche che, nella modernità, l'assediano al fine di svalutarne l'esperienza sensoriale, le capacità dialettiche del linguaggio, la coscienza del vissuto individuale e dei processi storici. Questo si è iniziato a fare a Verona.
Pensiamo che il grande successo di consenso e presenze ottenuto da "Terra e libertà/Critical wine. Sensibilità ribelli/planetarie e agricoltura contadina", svoltasi al Centro sociale autogestito La Chimica di Verona, l'11-12-13 aprile, meriti di essere registrato e "metabolizzato" dal movimento dei movimenti, ma non solo. Per la cronaca: 6-7.000 visitatori; 31 realtà contadine e artigiane presenti con i propri prodotti di alta qualità etica e organolettica (vino, olio, formaggi, salumi, altro); 400 aziende che hanno fatto avere i propri vini su 750 contattate; 6 organizzazioni contadine presenti (Foro contadino, Altragricoltura, CIR corrispondenze informazioni rurali, ARI associazione rurale italiana, Agricoltori biologici del veneto, Trimillì-Valli Unite); 200 giovani e meno giovani che hanno preso parte al lavoro di organizzazione e gestione;14 i relatori dei forum (militanti, contadini, docenti universitari, intellettuali, giornalisti); 32 gli interventi dal pubblico; oltre 500 persone ai forum del sabato e domenica pomeriggio; la casa editrice DeriveApprodi si è detta interessata alla pubblicazione degli atti; una discreta attenzione da parte dei media (la manifestazione è stata organizzata in contemporanea a Vinitaly - maggior fiera italiana del settore - anche per sfruttare la presenza dei giornalisti; infine - incredibile, ma vero - 31.246 visite in 26 giorni al sito www.criticalwine.org (che rimarrà in funzione anche in futuro, da cui si può scaricare logo e foto).
Tre giorni di dibattiti, degustazioni, incontri con produttori agricoli di vino ma non solo, concerti, momenti di relazione e socialità. Questo ventaglio di iniziative hanno coniugato la dimensione conviviale a quella conflittuale, divententando per molte realtà di movimento, ma anche di cittadini incuriositi, un'occasione di incontro, confronto e iniziativa pubblica su temi che, purtroppo, nel passato, non sono stati centrali nelle analisi e nei percorsi politici, pur riguardando il quotidiano di noi tutte e tutti, e pur essendo strettamente correlati alle ragioni della nostra lotta contro il nuovo ordine mondiale.

Se l'economia neoliberista si basa su un modello di produzione volto alla massimizzazione dei profitti, fondato sullo sfruttamento globale delle risorse, umane e naturali, essa può realizzarsi solo imponendo anche un modello di consumo esasperato, poco consapevole, forgiato dai messaggi mediatici e dalla pubblicità. E se le nostre analisi e iniziative politiche fino a oggi si sono centrate più sul versante della produzione e del lavoro, in un contesto mutato rispetto a quello della fabbrica fordista, determinato da delocalizzazioni, decentramento produttivo, decostruzione del senso di appartenenza alla classe lavoratrice attraverso la disarticolazione del rapporto di lavoro in molteplici figure deprivate di tutele e diritti, è oggi necessario un ampliamento della prospettiva, che faccia anche dell'analisi e dell'intervento politico sulle modalità di vita e di consumo gli strumenti per mettere in crisi il modello neoliberista.
Crediamo che "Terra e libertà/Critical wine", segni un salto ulteriore, un cambiamento nella sensibilità del movimento riguardo ai temi dell'ambiente, dell'agricoltura, dell'alimentazione, ma non solo. Dai tre forum della manifestazione veronese è venuto un contributo significativo all'analisi delle politiche planetarie di dominio e alla definizione di una più efficace strategia di lotte. Negli anni passati sono nate esperienze significative, ma politicamente deboli, come: i gruppi di boicottagio dei marchi multinazionali e di acquisto solidale (che danno importanza al potere e alla coscienza dei consumatori); slow food (che ha allargato l'attenzione verso un modo non consumista di avvicinarsi al cibo), il commercio equo e solidale (quale pratica dal basso per rifiutare lo sfruttamento dei paesi del Sud del mondo), il movimento ecologista (che, nelle posizioni più radicali, ha contribuito ad allargare il "sentire" la T/terra). Negli anni passati è nato anche il movimento internazionale dei contadini - con varie esperienze complementari, Via Campesina, Sem Terra, Foro contadino, Agricolture Paysanne, altri (ci hanno indicato un nodo problematico di fondamentale importanza). 
"Terra e libertà/Critical wine" vuole tenere assieme tutte queste esperienze, radicalizzarle, dargli una dimensione più politica, divenire intercessore con altre esperienze di autogestione, non ultime quella dei centri sociali e, anche per dargli una più forte visibilità, quella mediattivista (telestreet, radio, indymedia...). 
Questi gli obiettivi: per un'agricoltura dal basso; per l'agricoltura contadina; per pensare le relazioni tra movimento dei movimenti, terra e agricoltura; per organizzare il rifiuto del modello neoliberista che vuole l'agricoltura industriale e monocolturale delle multinazionali e della UE da una parte e un'elitaria produzione dei cosiddetti prodotti tipici dall'altra, quali facce della stessa medaglia; per pensare a un nuovo rapporto con la terra/Terra che lasci spazio a produzioni, consumi, piaceri più sobriamente felici.
"La terra è la sola anima", ci suggerisce Luigi Veronelli, teorico della contadinità responsabile e garante della tre giorni veronese, "riruralizzare il mondo" , ci propone Mariarosa Dalla Costa (relatrice a uno dei 3 forum della manifestazione), ma riruralizzarlo partendo da una nuova sensibilità che ci fa percepire la terra e la Terra come casa propria, contro l'attaccamento conservatore e l'invenzione localista delle radici, contro il rapporto razzista sangue-suolo di infausta memoria, oseremmo dire - con un ossimoro concettuale - per un'agricoltura nomade, per un rapporto nomade con la Terra: sentirsi a casa propria in ogni luogo della Terra, su ogni zolla di terra. Un'idea nuova, ma che viene da lontano, forse qualcuno ricorda ancora quel canto proletario dell'800: "nostra patria è il mondo intero, nostra speme la libertà…". Per un futuro di gioia, creatività, intelligenza. Contro i confini. Non ci fermeremo, di "Terra e libertà/Critical wine" sentirete ancora parlare.

Centro sociale La Chimica, Verona
Centro sociale Magazzino 47, Brescia