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TERRA E LIBERTA'/CRITICAL WINE
Centro sociale autogestito La Chimica, Lungadige Attiraglio,
Verona
11-12-13 aprile 2003
Par di Rota, Calci (PI)
Il XX secolo ha visto compiersi il genocidio della civiltà contadina italiana.
Come e più che in molti altri settori, la devastazione e la morte portata nelle campagne dall'agroindustria è figlia naturale delle devastazioni e delle morti
provocate dall'industria bellica: i pesticidi direttamente derivati dai gas nervini della Grande Guerra, i fertilizzanti fosfatici dallo sfruttamento civile
di tecniche escogitate per il confezionamento delle bombe? Anche la normativa introdotta di recente nell'UE (HACCP) con l'intento di meglio controllare la
salubrità degli alimenti non fa eccezione, essendo stata mutuata dalle meticolose procedure concepite specificamente per le industrie nucleare ed
aerospaziale statunitensi.
E tutto questo va ad aggiungersi alla paternalistica invasione statalista tipicamente italiana per la quale il cittadino non è mai considerato dai propri
governanti adulto e capace di autonomo discernimento, ma ritengono costoro tutto debba essergli prescritto - compreso anche con quale mano pulirsi
i denti.
Anziché preoccuparsi se il nostro Olio - cioè le terre da cui lo traiamo, la Terra tout court, le nostre persone, le nostre menti - è intossicato dai
diserbanti, s'impone che il "locale di imbottigliamento" (indifferentemente: fantascientifici
hangar computerizzati o gli otto metri quadri della cantina di un casolare ottocentesco) sia provvisto di gabinetti distinti per uomo e per
donna.
Invece di censurare gli ormoni o gli antibiotici che disinvoltamente ci vengono somministrati coi petti di pollo dell'industria alimentare, si proibisce ai
contadini la vendita delle uova dei loro pollai.
Che le biotecnologie siano giunte ad indurre - Italia, anno duemila - la celiachia in una persona su 150 (decuplicazione dei casi nel solo ultimo
decennio), procurando, grazie ai costosi succedanei, ulteriori gettiti a quella medesima industria agrofarmaceutica le cui manipolazioni genetiche sul grano ne
hanno provocato la morbilità, non riguarda, in fin dei conti, le autorità sanitarie nazionali: premurose mammine, queste, sono occupate a sanzionare un
tavolino da pic-nic sciaguratamente posto sul(l'immondo!) manto erboso di un'aia.
Recentissime normative, in nome della genuinità, impediscono la vendita del prodotto "olio" sfuso (dev'essere cioè preconfezionato e sigillato) e vietano
l'uso di contenitori di capacità superiore ai cinque litri (presumiamo si tratti di una misura profilattica contro possibili ernie).
Una regola introdotta pochi anni or sono (e pedissequamente supportata dalle organizzazioni di categoria, ormai ridotte a mere cinghie di trasmissione), ma
che la nostra disgustata ribellione ha fatto ricusare, prevedeva - alla faccia della privacy - che tenessimo un registro con le generalità di ogni acquirente,
promuovendoci così, "sul campo", da olivicoltori a poliziotti!
Allora, oggi, in occasione di questa nostra presenza all'evento "Terra e libertà/Critical Wine", chiediamo la Vostra consapevole partecipazione per dare
luogo ad una manifestazione, modesta ma determinata (com'è proprio, nella vita delle campagne), di disobbedienza civile: invitiamo tutti coloro che vorranno
acquistare il nostro Olio a richiedere espressamente - sacrileghi! -
1) di voler assistere di persona al travaso dal contenitore alla bottiglia,
2) che l'operazione venga eseguita in questo medesimo luogo,
3) che chi la compie non debba necessariamente essere provvisto di quella farsa denominata "libretto
sanitario".
In un mondo in cui ormai così il cibo come l'acqua, la salute, l'istruzione sono considerati "merce", anche un'azione banale, un'azione antica e quotidiana come
questa in cui Vi chiediamo di essere simbolicamente nostri complici, può acquistare una valenza rivoluzionaria.
L'industria del cibo sta distruggendo popoli, culture, terre ed ecosistemi non solo attraverso sconvolgenti processi di dumping o con la violazione dei più
elementari diritti umani, ma anche, molto più sottilmente, quando nel millantato ripudio della "naturale" legge della giungla in nome della "civiltà", col suo
cinico darwinismo sociale impone norme che altro scopo non hanno se non quello di veder ideologicamente sancito il diritto del più forte nell'universale
consenso.
PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE DEI POPOLI
FUORI L'AGRICOLTURA DALL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO,
FUORI L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO DALL'AGRICOLTURA
"L'Olio del Par di Rota", az. agr. Il Colletto, Calci (PI)
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