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Sommario:
Cos'è il Foro Contadino?
La nostra proposta
I documenti di riferimento
Statuto del Foro Contadino
Sovranità Alimentare dei Popoli di Via Campesina
FSM - Porto Alegre 2002 Documento finale
Comunicati interni
Riunioni
27 Marzo 2007 - Roma
Assemblea Nazionale del F.C.A.
29 novembre - Roma
Riunione intermedia
22 settembre 2006 - Firenze
Direttivo Foro Contadino Altragricoltura
sede Arci Toscana - piazza Ciompi
26 febbraio 2004 - Roma
Direttivo allargato del
Foro Contadino Altragricoltura
15 - 16 Marzo 2003 - Roma 
Assemblea Nazionale del
Foro Contadino Altragricoltura
15-16 gen 2003 - Pompei
Esecutivo allargato del Foro Contadino
10 dic 2002 Firenze
Assemblea del direttivo + esecutivo
 
Resoconto sintetico

Genova G8
Una testimonianza
che ci riguarda
:
i cobas avrebbero tentato di
nascondere "i loro bastoni" sul
trattore degli agricoltori

pagina dedicata

Le tappe e i documenti

Roma 22 marzo 2002
Assemblea Nazionale
fondativa
del Foro Contadino

 

Assemblee preparatorie
Foro Contadino

Napoli: 28 febbraio 2002
resoconto assemblea

Milano: 19 febbraio 2002

resoconto assemblea

Assemblea Nazionale Fondativa di Altragricoltura

Roma 17 Aprile 2002

-----Messaggio originale-----
Da: gianni fabbris
Inviato: giovedì 1 marzo 2007 8.45
A: forocontadino@yahoogroups.com


Cari e care,

sto evitando ormai da tempo di entrare in polemiche personali. Un tempo pensavo che fosse assolutamente necessario, ormai me ne sono fatto una ragione. E’ dall’inizio della storia del FCA che insieme alle tante cose positive che abbiamo fatto, ci hanno, purtroppo, sempre attraversato le sterili e suicidi pratiche degli insulti.

Non lo farò anche adesso. Intervengo per rilevare solo degli elementi “politici” del nostro …… come chiamarlo? Discutere?

Lo faccio prendendo ad esempio l’intervento in lista di Walter, perché ripropone alcuni dei refrain che più si ripetono riproducendosi continuamente come se fossimo possessi da un mostro che non ci vuole
abbandonare. Tranquilli, quelli di Walter, che stimo, non li considero degli insulti; so che Walter è in assoluta buona fede. Di insulti ho dovuto
sopportarne molti in questi anni ed all’interno della nostra comunità; ne sono sempre più convinto, sono sempre usati in malafede e contro tutti noi.
Per cui, nello spirito, ancora una volta di cercare di capire, provo ad argomentare molto brevemente.

(Spero che sia ancora possibile farlo, non vorrei che in attesa di espellere tutti quelli che non sono d’accordo con la scelta sciagurata fatta il 22 settembre, qualcuno ha deciso che non si possa nemmeno più parlare nel FCA!)

Io sono un iscritto a Rifondazione, come altri fra di noi, sono iscritti a questo partito, ad altri partiti o non lo sono affatto. Ne sono orgoglioso ed evidentemente, questo non può essere un problema per nessuno e se lo fosse per qualcuno è un problema suo e gli/le auguro di risolvere i suoi problemi con la vita.

Dal 2001 gestisco un fondo messomi a disposizione da una fondazione legata al GUE (gruppo parlamentare europeo in cui ci sono eletti di diversi partiti) che ha deciso di promuovere l’autonomia di diversi movimenti europei. Non sono il solo, siamo in diversi che usiamo questa opportunità.
In questo rapporto vi è una regola: il massimo dell’autonomia di chi opera che risponde solo e direttamente (sul piano politico) alle strutture in cui e per cui lavora. Molti movimenti si reggono così, nel rapporto con fondazioni, ong, o altro.
Via Campesina, spesso, usa il rapporto con fondazioni o ong (che ovviamente hanno dietro delle realtà economiche e politiche) per sostenere l’autonomia del movimento (Questa mia condizione è cosa nota fin dall’inizio del nostro cammino comune, nessuno l’ha mai nascosta, è sempre stata dichiarata alla luce del sole ed è stata da tutti noi sempre salutata come “una grande risorsa senza la quale non avremmo nemmeno potuto iniziare il percorso”.)


La scelta di chi sta o non sta negli organismi del FCA è sempre stata fatta nelle sedi democratiche e nessuno ha mai imposto dall’esterno niente. Così sarà ancora. Facciamo un’assemblea nazionale apposta fra qualche giorno: è quella la sede dove discutere e decidere. Del resto, così è stato finora: all’ultima assemblea nazionale, con un voto all’unanimità (dove non c’erano solo “miei amici o truppe cammellate inviate da un demoniaco partito”) sono stato eletto, insieme ad altri due, COORDINATORE NAZIONALE DEL FCA e non di altro (fattene una ragione Walter). Aggiungo: non ricordo se Walter c’era, ma chi era all’assemblea sa perfettamente che io non ero d’accordo con la composizione del coordinamento ed ho provato a rifiutare. Mi avete “democraticamente costretto” chiedendomi senso di responsabilità. Avevo sostenuto in assemblea pubblicamente, come sempre faccio dall’età di 13 anni (da quando mi sono impegnato con la militanza a “cambiare il mondo”), che quella scelta ci avrebbe portato al disastro: la scelta di non scegliere fra ipotesi diverse su cosa dovevamo essere e come dovevamo lavorare ci avrebbe condannato al conflitto interno. Così è stato (sono stato facile profeta nel dire che una comunità che invece di affrontare i problemi discute di formule è destinata a dilaniarsi).

E allora? Quest’anno ci è stato utile. Il movimento è maturato. Viene avanti una proposta chiara: quella di superare il Forum e di darci l’organizzazione su base democratica e condivisa. Non è quello di cui i contadini hanno bisogno? Non è quello che stiamo inseguendo da anni?

Forse ne vengono avanti altre: è un fatto positivo. Quello che non si può fare è di risolvere il grande e delicato problema su come costruire l’autonomia del movimento per la sovranità alimentare con i provvedimenti disciplinari di stampo “stalinista”. Smettiamola……. Chiunque lo fa si pone (lei/lui si) fuori dal percorso comune.

Chi la pensa diversamente, dunque, dica cosa vuole fare e la smetta di fare le polemiche personali con me, non fa onore alla storia che abbiamo vissuto insieme. Io sono convinto che nel percorso che abbiamo tracciato in questi mesi collettivamente ci siano tutte le condizioni per conquistare gli
strumenti utili ad affrontare i problemi di chi vive nelle campagne italiane e consuma il cibo. Io sto lavorando, serenamente con tanti, che non sono degli iesmen ed auguro a tutti di vivere con altrettanta serenità il passaggio delicato che stiamo affrontando.

Di questo processo io sono una pedina come tutti gli altri/altre, al tempo stesso indispensabile e non necessaria. Se servirà (se il movimento democraticamente deciderà così) io sarò li a dare il mio contributo nel compito che mi si chiederà. Lo farò sia se mi si chiederà un compito gravoso sia se mi si chiederà di farmi da parte ma….. chi deve deciderlo? Non certo una mailing list dove scrivono sempre le solite tre o quattro persone. Abbiamo convocato un’assemblea nazionale in cui decideremo il progetto per il futuro, il patto fra di noi per gestirlo e chi dovrà gestirlo. (In attesa di diffondere un documento/proposta per l’assemblea nazionale che altri stanno scrivendo per tutti noi vi invito a vedere il sito:www.altragricoltura.net , dove sarà chiaro a tutti quale è la nostra proposta collettiva)

Quello che non si può fare è mistificare in continuazione. Non si può riprodurre il meccanismo di sempre della delegittimazione. Che voglio dire? Faccio un esempio così è chiaro per tutti/e.

All’assemblea di Firenze (l’ultima che abbiamo fatto dove sono stato eletto fra i coordinatori del FCA) c’è stata una importante discussione. C’erano tre proposte sui criteri di composizione del coordinamento nazionale (non su chi ma su come realizzarlo). Uno sosteneva che dovevamo fare tre
coordinamenti (uno del Nord, uno del Centro e uno del Sud), un altro sosteneva che non avevamo bisogno di coordinamenti, un altro (io) sosteneva che avevamo bisogno di un coordinamento unitario di livello nazionale. Ne abbiamo discusso per tre ore (chiunque c’è stato mi smentisca), alla fine abbiamo votato. La tesi dei tre coordinamenti ha preso tre voti, quella di nessun coordinamento ha preso due voti, tutti gli altri (44) hanno votato la tesi del coordinamento unico nazionale. Bene, in qualsiasi altro luogo, la discussione si sarebbe chiusa e tutti, prendendo atto della situazione, avrebbero iniziato a lavorare insieme. Da noi non è possibile: L’iscritto che ha proposto i tre coordinamenti si è alzato, mi ha strappato la tessera in faccia DANDOMI DEL FASCISTA ed andando via. L’altro (quello che….nessun coordinamento), ha urlato a gran voce che avere imposto il voto all’assemblea portava a dividerci e questo era il risultato “del modo verticistico di Gianni Fabbris”.

Trovo tutto questo ridicolo e mi interrogo: se può accadere vuol dire che siamo sulla strada sbagliata e dunque dobbiamo cambiare rotta. Come farlo? Con l’assemblea ed il voto. Viviamola con serenità: è la regola della democrazia. Ci sono idee diverse e giudizi diversi? Bene, scegliamo e poi
continuiamo a lavorare insieme.
Certo è difficile, mi rendo conto dopo tutto quello che è accaduto quest’anno. Ma io mi vincolo a questo principio e criterio e chiedo agli altri di fare altrettanto. Anche per me non è facile. Non è facile accettare che di me si dica che sono un fascista, si mandino in giro mail equivoche a
Via Campesina in cui si dice che io avrei “poca trasparenza politica, economica e personale” (ma tranquilli è stato anche detto che sono un mafioso, forse perché meridionale, come qualcun altro ha detto che io ho fatto il mio lavoro internazionale non per conquistare rapporto con Via Campesina ma “per fare carriera in Via Campesina”, ecc….).

Ci vediamo in assemblea.

Un’ultima cosa: Ivan Nardone, responsabile nazionale del PRC, ha risposto per la competenza e la responsabilità che gli compete. Il PRC non è mai entrato nelle scelte del FCA (del resto le più grandi litigate fra di noi hanno visto contrapposti proprio iscritti e militanti del PRC, un partito
che avesse voluto imporre le scelte si sarebbe comportato diversamente, non credete?). A che serve continuare a chiedere a quel partito di dare lo stipendio ad un altro invece che a Gianni o di dare i soldi direttamente al FCA? Chi lo fa (in malafede o in buonafede) non si rende conto del ridicolo di rivendicare l’autonomia, di accusare un partito di ingerenza e, poi, di chiedere soldi? Ho chiarito: il mio rapporto di consulente del GUE me lo sono conquistato per la mia storia e il mio lavoro e non perché qualcuno in un partito ha deciso di fare il FCA. Se avessi scelto di scrivere libri o organizzare convegni la scelta sarebbe stata solo mia.

Il punto vero è costruire l’autonomia economica del movimento. Su questo stiamo lavorando. Avevamo già tracciato la strada nelle due ultime assemblee nazionali ma le polemiche irresponsabili interne ce lo hanno impedito. Da dopo la prossima assemblea non sarà più così. Stai tranquillo Walter, il nuovo gruppo dirigente si assumerà il compito di costruire l’autonomia finanziaria di tutto il movimento a partire dal fatto che farà entrare risorse (cosa che il vecchio gruppo dirigente non ha saputo fare) e saprà gestirle sulla base delle regole che abbiamo già deciso nelle ultime due assemblee nazionali ma che nessuno ha voluto mettere in pratica finora.

Ci vediamo in assemblea…….per votare e cambiare.



 

 


 

 


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