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-----Messaggio originale-----
Da: gianni fabbris
Inviato: giovedì 1 marzo 2007 8.45
A: forocontadino@yahoogroups.com
Cari e care,
sto evitando ormai da tempo di entrare in polemiche personali. Un
tempo pensavo che fosse assolutamente necessario, ormai me ne sono
fatto una ragione. E’ dall’inizio della storia del FCA che insieme
alle tante cose positive che abbiamo fatto, ci hanno, purtroppo,
sempre attraversato le sterili e suicidi pratiche degli insulti.
Non lo farò
anche adesso. Intervengo per rilevare solo degli elementi “politici”
del nostro …… come chiamarlo? Discutere?
Lo faccio prendendo ad esempio
l’intervento in lista di Walter, perché ripropone alcuni dei
refrain che più si ripetono riproducendosi continuamente come se
fossimo possessi da un mostro che non ci vuole
abbandonare. Tranquilli, quelli di Walter, che stimo, non li
considero degli insulti; so che Walter è in assoluta buona fede. Di
insulti ho dovuto
sopportarne molti in questi anni ed all’interno della nostra
comunità; ne sono sempre più convinto, sono sempre usati in malafede
e contro tutti noi.
Per cui, nello spirito, ancora una volta di cercare di capire, provo
ad argomentare molto brevemente.
(Spero che sia ancora possibile farlo, non vorrei che in attesa di
espellere tutti quelli che non sono d’accordo con la scelta
sciagurata fatta il 22 settembre, qualcuno ha deciso che non si
possa nemmeno più parlare nel FCA!)
Io sono un iscritto a Rifondazione, come altri fra di noi, sono
iscritti a questo partito, ad altri partiti o non lo sono affatto.
Ne sono orgoglioso ed evidentemente, questo non può essere un
problema per nessuno e se lo fosse per qualcuno è un problema suo e
gli/le auguro di risolvere i suoi problemi con la vita.
Dal 2001 gestisco un fondo messomi a disposizione da una
fondazione legata al GUE (gruppo parlamentare europeo in cui ci sono
eletti di diversi partiti) che ha deciso di promuovere l’autonomia
di diversi movimenti europei. Non sono il solo, siamo in diversi che
usiamo questa opportunità.
In questo rapporto vi è una regola: il massimo dell’autonomia di chi
opera che risponde solo e direttamente (sul piano politico) alle
strutture in cui e per cui lavora. Molti movimenti si reggono così,
nel rapporto con fondazioni, ong, o altro.
Via Campesina, spesso, usa il rapporto con fondazioni o ong (che
ovviamente hanno dietro delle realtà economiche e politiche) per
sostenere l’autonomia del movimento (Questa mia condizione è cosa
nota fin dall’inizio del nostro cammino comune, nessuno l’ha mai
nascosta, è sempre stata dichiarata alla luce del sole ed è stata da
tutti noi sempre salutata come “una grande risorsa senza la quale
non avremmo nemmeno potuto iniziare il percorso”.)
La scelta di chi sta o non sta negli organismi del FCA è sempre
stata fatta nelle sedi democratiche e nessuno ha mai imposto
dall’esterno niente. Così sarà ancora. Facciamo un’assemblea
nazionale apposta fra qualche giorno: è quella la sede dove
discutere e decidere. Del resto, così è stato finora: all’ultima
assemblea nazionale, con un voto all’unanimità (dove non c’erano
solo “miei amici o truppe cammellate inviate da un demoniaco
partito”) sono stato eletto, insieme ad altri due, COORDINATORE
NAZIONALE DEL FCA e non di altro (fattene una ragione Walter).
Aggiungo: non ricordo se Walter c’era, ma chi era all’assemblea sa
perfettamente che io non ero d’accordo con la composizione del
coordinamento ed ho provato a rifiutare. Mi avete “democraticamente
costretto” chiedendomi senso di responsabilità. Avevo sostenuto in
assemblea pubblicamente, come sempre faccio dall’età di 13 anni (da
quando mi sono impegnato con la militanza a “cambiare il mondo”),
che quella scelta ci avrebbe portato al disastro: la scelta di non
scegliere fra ipotesi diverse su cosa dovevamo essere e come
dovevamo lavorare ci avrebbe condannato al conflitto interno. Così è
stato (sono stato facile profeta nel dire che una comunità che
invece di affrontare i problemi discute di formule è destinata a
dilaniarsi).
E allora? Quest’anno ci è stato utile. Il movimento è maturato.
Viene avanti una proposta chiara: quella di superare il Forum e di
darci l’organizzazione su base democratica e condivisa. Non è quello
di cui i contadini hanno bisogno? Non è quello che stiamo inseguendo
da anni?
Forse ne vengono avanti altre: è un fatto positivo. Quello che non
si può fare è di risolvere il grande e delicato problema su come
costruire l’autonomia del movimento per la sovranità alimentare con
i provvedimenti disciplinari di stampo “stalinista”. Smettiamola…….
Chiunque lo fa si pone (lei/lui si) fuori dal percorso comune.
Chi la pensa diversamente, dunque, dica cosa vuole fare e la smetta
di fare le polemiche personali con me, non fa onore alla storia che
abbiamo vissuto insieme. Io sono convinto che nel percorso che
abbiamo tracciato in questi mesi collettivamente ci siano tutte le
condizioni per conquistare gli
strumenti utili ad affrontare i problemi di chi vive nelle campagne
italiane e consuma il cibo. Io sto lavorando, serenamente con tanti,
che non sono degli iesmen ed auguro a tutti di vivere con
altrettanta serenità il passaggio delicato che stiamo affrontando.
Di questo processo io sono una pedina come tutti gli altri/altre, al
tempo stesso indispensabile e non necessaria. Se servirà (se il
movimento democraticamente deciderà così) io sarò li a dare il mio
contributo nel compito che mi si chiederà. Lo farò sia se mi si
chiederà un compito gravoso sia se mi si chiederà di farmi da parte
ma….. chi deve deciderlo? Non certo una mailing list dove scrivono
sempre le solite tre o quattro persone. Abbiamo convocato
un’assemblea nazionale in cui decideremo il progetto per il futuro,
il patto fra di noi per gestirlo e chi dovrà gestirlo. (In attesa di
diffondere un documento/proposta per l’assemblea nazionale che altri
stanno scrivendo per tutti noi vi invito a vedere il
sito:www.altragricoltura.net , dove sarà chiaro a tutti quale è la
nostra proposta collettiva)
Quello che non si può fare è mistificare in continuazione. Non si
può riprodurre il meccanismo di sempre della delegittimazione. Che
voglio dire? Faccio un esempio così è chiaro per tutti/e.
All’assemblea di Firenze (l’ultima che abbiamo fatto dove sono stato
eletto fra i coordinatori del FCA) c’è stata una importante
discussione. C’erano tre proposte sui criteri di composizione del
coordinamento nazionale (non su chi ma su come realizzarlo). Uno
sosteneva che dovevamo fare tre
coordinamenti (uno del Nord, uno del Centro e uno del Sud), un altro
sosteneva che non avevamo bisogno di coordinamenti, un altro (io)
sosteneva che avevamo bisogno di un coordinamento unitario di
livello nazionale. Ne abbiamo discusso per tre ore (chiunque c’è
stato mi smentisca), alla fine abbiamo votato. La tesi dei tre
coordinamenti ha preso tre voti, quella di nessun coordinamento ha
preso due voti, tutti gli altri (44) hanno votato la tesi del
coordinamento unico nazionale. Bene, in qualsiasi altro luogo, la
discussione si sarebbe chiusa e tutti, prendendo atto della
situazione, avrebbero iniziato a lavorare insieme. Da noi non è
possibile: L’iscritto che ha proposto i tre coordinamenti si è
alzato, mi ha strappato la tessera in faccia
DANDOMI DEL FASCISTA ed andando via. L’altro (quello che….nessun
coordinamento), ha urlato a gran voce che avere imposto il voto
all’assemblea portava a dividerci e questo era il risultato “del
modo verticistico di Gianni Fabbris”.
Trovo tutto questo ridicolo e mi interrogo: se può accadere vuol
dire che siamo sulla strada sbagliata e dunque dobbiamo cambiare
rotta. Come farlo? Con l’assemblea ed il voto. Viviamola con
serenità: è la regola della democrazia. Ci sono idee diverse e
giudizi diversi? Bene, scegliamo e poi
continuiamo a lavorare insieme.
Certo è difficile, mi rendo conto dopo tutto quello che è accaduto
quest’anno. Ma io mi vincolo a questo principio e criterio e chiedo
agli altri di fare altrettanto. Anche per me non è facile. Non è
facile accettare che di me si dica che sono un fascista, si mandino
in giro mail equivoche a
Via Campesina in cui si dice che io avrei “poca trasparenza
politica, economica e personale” (ma tranquilli è stato anche detto
che sono un mafioso, forse perché meridionale, come qualcun altro ha
detto che io ho fatto il mio lavoro internazionale non per
conquistare rapporto con Via Campesina ma “per fare carriera in Via
Campesina”, ecc….).
Ci vediamo in assemblea.
Un’ultima cosa: Ivan Nardone, responsabile nazionale del PRC, ha
risposto per la competenza e la responsabilità che gli compete. Il
PRC non è mai entrato nelle scelte del FCA (del resto le più grandi
litigate fra di noi hanno visto contrapposti proprio iscritti e
militanti del PRC, un partito
che avesse voluto imporre le scelte si sarebbe comportato
diversamente, non credete?). A che serve continuare a chiedere a
quel partito di dare lo stipendio ad un altro invece che a Gianni o
di dare i soldi direttamente al FCA? Chi lo fa (in malafede o in
buonafede) non si rende conto del ridicolo di rivendicare
l’autonomia, di accusare un partito di ingerenza e, poi, di chiedere
soldi? Ho chiarito: il mio rapporto di consulente del GUE me lo
sono conquistato per la mia storia e il mio lavoro e non perché
qualcuno in un partito ha deciso di fare il FCA. Se avessi
scelto di scrivere libri o organizzare convegni la scelta sarebbe
stata solo mia.
Il punto vero è costruire l’autonomia economica del movimento. Su
questo stiamo lavorando. Avevamo già tracciato la strada nelle due
ultime assemblee nazionali ma le polemiche irresponsabili interne ce
lo hanno impedito. Da dopo la prossima assemblea non sarà più così.
Stai tranquillo Walter, il nuovo gruppo dirigente si assumerà il
compito di costruire l’autonomia finanziaria di tutto il movimento a
partire dal fatto che farà entrare risorse (cosa che il vecchio
gruppo dirigente non ha saputo fare) e saprà gestirle sulla base
delle regole che abbiamo già deciso nelle ultime due assemblee
nazionali ma che nessuno ha voluto mettere in pratica finora.
Ci vediamo in assemblea…….per votare e cambiare. |