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Sintesi del verbale della
Seduta del Consiglio Direttivo del Foro Contadino Altragricoltura (FCA)
convocata dal Presidente Maurizio Mazzariol il 22-9-06 in Firenze
presso la sede Arci Toscana - piazza Ciompi
Presenti:
Maurizio Mazzariol, Renato Bologna, Tonino Mancino, Sabina Calogero,
Memmo Buttinelli, Riccardo Bocci, Marco Chiletti, Roberto Pisani,
Fabrizio Novelli, Maurizio Gioli, Antonio Di Palma.
Totò Incremona, assente, ha mandato la sua posizione sui punti all’Odg.
Ordine del Giorno:
1 dimissioni di Franco Daidone dal ruolo di coordinatore nazionale
(uno dei tre decisi a Firenze) e sua sostituzione;
2 definizione del ruolo o degli incarichi da attribuire ai
coordinatori;
3 iniziative e proposte da seguire dopo l’ultima assemblea di
Firenze;
4 gestione finanziaria.
Verifica della validità della riunione
Il totale dei Consiglieri con diritto di voto all’atto della Seduta
odierna del Consiglio direttivo corrisponde a Dieci consiglieri:
(Maurizio Mazzariol -Presidente, Totò Incremona - Tesoriere, Gianni
Fabbris, Renato Bologna – Coordinatori Nazionali, Tonino Mancino –
Soccorso Contadino, Sabina Calogero – Ciclo Corto, Memmo Buttinelli
– Diritto a Produrre, Loredana Maria Galassini – Comunicazione,
Riccardo Bocci – Toscana, Tano - Sicilia).
Il totale dei Consiglieri con diritto di voto Presenti alla Seduta
odierna del Consiglio direttivo è di Sei consiglieri (Maurizio
Mazzariol, Renato Bologna, Tonino Mancino, Sabina Calogero, Memmo
Buttinelli, Riccardo Bocci).
In base allo Statuto la seduta del Consiglio Direttivo è pertanto
ritenuta valida a tutti gli effetti.
La seduta inizia alle ore 11:30. Maurizio Mazzariol Presidente del
FCA invita Marco Chiletti a presiedere la seduta. Il Consiglio
Direttivo nomina come segretari per la seduta Riccardo Bocci e Memmo
Buttinelli. Tutti e tre accettano.
Il Consiglio Direttivo all’unanimità accetta che prendano parte alla
riunione (senza diritto di voto): Maurizio Gioli Socio Fondatore del
FCA, Antonio di Palma come Socio del FCA, Roberto Pisani come
Promotore del Coordinamento Regionale FCA Liguria, Fabrizio Novelli
come Promotore del Coordinamento Regionale FCA Umbria.
Maurizio Mazzariol legge poi il messaggio inviato dal Tesoriere
(Toto Incremona) al Consiglio Direttivo i cui punti essenziali sono:
- chiede a Gianni Fabbris di non essere uno dei Coordinatori
Nazionali - propone per Gianni Fabbris il coordinamento Gruppo
internazionale - propone Marco Chiletti come uno dei tre
Coordinatori Nazionali - propone che il terzo coordinatore sia del
Sud Italia - propone come uno dei tre Coordinatori Nazionali
Francesco Scarpelli della Calabria - propone di attribuire incarichi
specifici ai tre coordinatori: coordinamento tavoli, ecc. - propone
che i Tavoli di Lavoro Tematici vengano ridotti da cinque a quattro
con l’accorpamento Diritto a Produrre e del Soccorso Contadino
Il Consiglio Direttivo avvia una rapida consultazione su due punti
proposti dal Tesoriere: l’ulteriore riduzione dei Tavoli di Lavoro
Tematici e incarichi specifici per i tre coordinatori nazionali.
Entrambe le proposte vengono respinte all’unanimità.
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1. Dimissioni di Franco Daidone e sua sostituzione.
Il Direttivo accetta le dimissioni e propone a Marco Chiletti di
sostituire il coordinatore uscente.
Dopo una breve discussione il Direttivo elegge all’unanimità Marco
Chiletti nuovo coordinatore, facendo proprie le condizioni da lui
poste:
• non esistono due Consigli Direttivi: uno ristretto e uno allargato
ma un solo direttivo costituito da Presidente, Tesoriere,
Coordinatori Nazionali, coordinatori/Promotori dei Tavoli di Lavoro
Tematici, Coordinatori Regionali,
• le comunicazioni del FCA devono arrivare a nome del presidente,
• lo statuto va sistemato per la prossima assemblea nelle parti
ancora mancanti (probi-viri, revisori),
• il lavoro del Direttivo deve essere improntato alla massima
trasparenza anche rispetto ai dissensi.
In conseguenza della nomina di Marco Chiletti il Consiglio Direttivo
riprende quindi con sette Consiglieri su undici.
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2. DEFINIZIONE DEL RUOLO O DEGLI INCARICHI DA ATTRIBUIRE AI
COORDINATORI
Dopo che il Presidente ha fatto presente che uno dei coordinatori
nazionali, Gianni Fabbris, è assente perchè non ha voluto accettare
la discussione odierna così come proposta dal Presidente, si è
aperta una lunga discussione sul ruolo di Gianni Fabbris, nella
quale sono intervenuti tutti i presenti e vengono forniti dettagli
sulla vita e la gestione del FCA dopo Genova 2001.
Riportiamo in sintesi le principali tematiche emerse, frutto di una
discussione quanto mai articolata e dettagliata.
a. Le testimonianze dalle diverse regioni, raccolte anche dal
Presidente in un suo recente viaggio in Puglia e Basilicata,
esprimono tutte il loro disappunto per la gestione attuale del FCA e
il metodo di lavoro utilizzato da Gianni Fabbris, caratterizzato da
una poca trasparenza economica, personale e politica.
In particolare il gruppo ligure si è sciolto perché molti degli
aderenti hanno avuto problemi con Gianni Fabbris. Con Gianni Fabbris
fuori dal Direttivo qualcuno dovrebbe rientrare nel gruppo. Su
questa premessa e con problemi analoghi si sta ricostituendo il
gruppo pugliese che invia un messaggio in tal senso al Consiglio
Direttivo. Il gruppo toscano ha invece completato il lavoro di
ricostruzione come Coordinamento Regionale del FCA, ma ha avuto gli
stessi problemi di quello ligure e pugliese, criticando la non
collegialità della gestione politica e economica.
b. Sulla questione del lavoro partecipato e condiviso. Gianni
Fabbris ha più volte dichiarato di andare avanti anche se gli altri
non sono d’accordo e ha mostrato in varie situazioni l’attitudine ad
esserci in prima persona anche nei percorsi avviati da altri. Si è
rifiutato di riconoscere legittima la convocazione per la presente
seduta del Consiglio Direttivo fatta dal Presidente, ostinandosi a
richiedere una riunione a numero di partecipanti ristretto –a sua
discrezione!– indirettamente esautorando dalle proprie funzioni il
direttivo democraticamente eletto dall'assemblea. Ha fatto
testualmente sapere che “alla riunione di oggi sono presenti persone
non desiderate”. Ci sono commenti anche sulle assemblea di Pompei
giudicata positivamente per contributi e partecipazione ma con
alcuni errori di metodo:
- si sono presentate domande avendo già pronte le risposte,
- se da una parte, sia la relazione del gruppo economico che di
quello di coordinamento sono state scritte a più mani e presentate
integralmente all’assemblea per l’approvazione, dall’altra parte la
relazione del gruppo coordinato da Gianni Fabbris risulta scritta da
lui soltanto, presentata solo per metà all’assemblea di Pompei,
quindi completata a posteriori e presentata all’Assemblea di Firenze
come decisione assembleare.
c. Sulla questione economica. Il percorso del FCA è disseminato di
debiti, non ancora esattamente accertati, da Bruxelles alla Calabria
passando per l’Abruzzo e la Basilicata. A tutti i livelli
dell’organizzazione del FCA e dei collaboratori esterni al FCA, si
sono accumulate -per conseguenza dei conti sospesi- anche
insoddisfazione e sfiducia. Viene chiesto come impegno a tutti i
Consiglieri di continuare il lavoro per fare il punto della
situazione debitoria ma anche della situazione creditoria di Gianni
Fabbris nei confronti del FCA. Un metodo che si propone di non
lasciare conti inevasi prevede come sancito dall’assemblea di Pompei
che gli impegni di spesa debbono essere comunicati ed approvati dal
Consiglio Direttivo e che non si possono prendere decisioni senza
una copertura in bilancio. Bisogna inoltre impegnarsi
nell’eventualità che si ricevano finanziamenti anche di mandarli a
buon fine, perchè in passato progetti o iniziative finanziate non
sono stati portati a termine per negligenza, per non voler
condividere con altri le scelte o anche, banalmente, per non aver
fornito in tempo le pezze d’appoggio.
d. Sulla questione della trasparenza. Non c’è stata condivisione
degli indirizzari posseduti da Gianni Fabbris, che non ha comunicato
al Consiglio Direttivo o al Presidente gli indirizzi dei Soci ed in
alcuni casi dei Promotori di Coordinamenti Regionali. Inoltre,
Gianni Fabbris ha considerato un suo scavalcamento il fatto che il
Presidente del FCA si recasse personalmente in alcune regioni per
ristabilire i contatti. Viene d’altro canto ricordato che in
riunioni del direttivo prima dell’assemblea di Pompei, si era deciso
il metodo della riservatezza per quanto riguarda i dati personali
anche se nel caso specifico si è trattato di accentramento piuttosto
che di riservatezza. In sintesi si auspica quindi maggiore
trasparenza e condivisione all’interno dei gruppi di lavoro sia
regionali che tematici e con tutto il Consiglio Direttivo.
Trasparenza e condivisione che debbono accompagnare sia la fase dei
contatti con nuove realtà che la fase di preparazione di incontri ed
iniziatine.
Dal punto di vista operativo si propone di ripartire dalla presente
seduta del consiglio direttivo senza Gianni Fabbris perché quanto
detto sopra identifica anche una debolezza da parte di tutto il FCA
ed in particolare del Consiglio Direttivo. Debolezza che va superata
misurandosi collettivamente con la possibilità di applicare i metodi
indicati dalle Assemblee di Pompei e di Firenze prima della prossima
Assemblea. Nelle intenzioni la sospensione dovrebbe anche dare a
Gianni Fabbris la possibilità ed il tempo di chiarire sia la
situazione di bilancio nei confronti del FCA sia di ristabilire le
condizioni di trasparenza necessarie all’interno del FCA.
L’unanimità dei Consiglieri votanti si raggiunge infine sulla
seguente dichiarazione del Consiglio Direttivo:
• all’Assemblea di Pompei del 14 e 15 Gen 06 si è deciso di definire
un nuovo Tesoriere che con il supporto di un Ufficio Economico
potesse ripartire per rifondare le basi debitorie del FCA e
procedere da lì in poi secondo le regole della trasparenza e della
condivisione degli impegni economici prima di avviare iniziative
politiche;
• all’Assemblea di Firenze del 1 e 2 Aprile 06 si è deciso di
terminare la gestione accentratrice del FCA per passare ad una
gestione pluralistica e collegiale del FCA con più Coordinatori
Nazionali, Tavoli Tematici e Coordinamenti Regionali.
• Queste proposte pur essendo state avanzate in accordo con Gianni
Fabbris e pur essendo state da lui accettate in sede Assembleare,
non hanno visto seguire da parte sua le azioni che sarebbero state
necessarie per portare avanti i cambiamenti approvati a livello
Assembleare. In particolare:
non è stato possibile nè per il tesoriere, nè per l’ufficio
economico ottenere da Gianni Fabbris le pezze d’appoggio necessarie
alla definizione del bilancio,
molte delle persone che hanno iniziato a lavorare come Consiglieri
del Direttivo per adempiere al mandato Assembleare sono state
apertamente osteggiate da Gianni Fabbris che ha continuato a
proporre restrizioni sia di direttivo che di gestione,
è stata negata nei fatti autonomia sia ai Tavoli di Lavoro sia ai
Coordinamenti Regionali proponendo per i Coordinatori Nazionali una
funzione di gestione sia sui Tavoli che sul livello Regionale.
Non volendo trascinare ulteriormente le questioni sopra descritte,
relative alla gestione del FCA, a otto mesi dall’Assemblea di Pompei
e a quattro mesi dall’Assemblea di Firenze in vista di un calendario
fitto di impegni per il FCA sia per costituire i Coordinamenti
Regionali e i Tavoli di Lavoro Tematici che per mantenere fede agli
impegni politici e finanziari
si decide all’unanimità
di sospendere Gianni Fabbris dagli incarichi nell’associazione sia
come uno dei Coordinatori Nazionali che come Promotore del Tavolo di
Lavoro Tematico e rimandare alla prossima Assemblea le discussioni
sulla gestione, nella fiducia che questo provvedimento estremo possa
contribuire a sospendere le discussioni in atto e permettere di
costituire le basi di lavoro da presentare alla prossima assemblea.
In attesa dell’Assemblea Gianni Fabbris potrà intervenire
pubblicamente solamente come Socio del FCA. Va notato che alla
prossima Assemblea, prevista per la primavera 2007, tutti i
Consiglieri attualmente in carica si presenteranno comunque
dimissionari.
La discussione prosegue per definire quale debba essere il ruolo dei
Coordinatori Nazionali.
Nel corso della discussione si decide di ripartire su base locale
per una vera rappresentatività. Bisogna tenere conto a livello
nazionale delle decisioni prese a livello locale e contribuire a
mantenere attive le vertenze che vanno portate avanti innanzitutto a
livello locale. I referenti per il coordinamento debbono essere
locali con sostegno a livello nazionale da parte del FCA.
Per il momento (ed eventualmente fino alla prossima assemblea) si
decide di lavorare con due Coordinatori Nazionali e si valuterà
nelle prossime Sedute del Consiglio Direttivo la possibilità di
cooptare il terzo coordinatore.
I Coordinamenti sia a livello regionale che di tavolo tematico
funzioneranno come gruppo stabile di lavoro dal basso. Il problema
di iniziative come la marcia contadina ecc. è la mancanza di
controllo in particolare sui tempi necessari alla costituzione dei
gruppi di lavoro locali.
I Coordinatori Nazionali debbono svolgere funzione di raccordo e
come referenti per tutto il FCA.
Possono incentivare le iniziative del FCA e ridurre le
responsabilità e il peso che altrimenti graverebbero solo sul
presidente.
In sintesi il Consiglio Direttivo all’unanimità propone come ruolo
per i Coordinatori Nazionali quello di referenti del FCA, di volta
in volta e su mandato del Presidente, sia per le iniziative
nazionali che per il supporto alla costituzione dei coordinamenti
regionali.
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3. INIZIATIVE E PROPOSTE DA SEGUIRE DOPO L’ULTIMA ASSEMBLEA DI
FIRENZE.
Gruppo Filiera corta: prosegue il tavolo di lavoro proposto dal PRC
alla Provincia di Milano sul progetto Campo in Città-Filiera corta
(proposte fatte: presentazioni ai quartieri delle tematiche GAS e
filiera corta; creazione piattaforma distributiva per i GAS;
sostegno al progetto per una rete di trasporto merci autogestita;
ampliamento del dibattito istituzionale sulle regolamentazioni
burocratiche per la vendita diretta). Iniziato il coinvolgimento
(con eventuale tesseramento) dei produttori lombardi interessati,
allo scopo di creare una rete di informazione/distribuzione merci ai
GAS o a possibili nuovi punti vendita (inclusi nel progetto Campo in
città)
Gruppo di lavoro del Diritto a Produrre: Proposta di Legge di
iniziativa popolare del Forum dei movimenti per l’Acqua (di cui FCA
è uno dei Promotori), che sarà discussa il il 7 Ottobre a Firenze
(ore 12 - Centro Sociale il Pozzo Via Lombardia 1/p Località Le
Piagge) all’interno del Forum.
Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare (dal 29 settembre al 4
Novembre): Il FCA è tra gli Aderenti. Si propone di partecipare alla
prossima riunione che ci sarà il 15 ottobre al Forte Prenestino e al
grande mercato contadino che si sta organizzando per il primo di
novembre di fronte alla Fao.
Proposta di iniziativa su Roma al Villaggio delle Comunità Solidali:
dal 20 al 26 novembre (sarà presente anche una delegazione dal
Comitato internazionale di preparazione del Forum di Nairobi)
rivolta oltre che a tutto il FCA nello specifico sia al Tavolo per
il Diritto a Produrre che al Tavolo Internazionale
Proposta da definire, legata alla vertenza Sila e rivolta sia alla
rete contadina per l’acqua che al Tavolo per il Soccorso Contadino.
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4. GESTIONE FINANZIARIA I punti affrontati:
• Assolvimento degli impegni finanziari assunti e accettati dalla
tesoreria (come la quota annuale di adesione alla CPE),
• bisogna infine rimettere a posto i libri contabili,
• bisogna presentarsi all’assemblea con il rendiconto delle attività
svolte
• l’ufficio economico deve aiutare Toto Incremona per completare il
mandato assembleare.
In conclusione delle discussioni sui punti 3 e 4 all’Odg, il
Consiglio direttivo approva all’unanimità come priorità:
- di lavorare sulla partecipazione alle iniziative
- di rafforzare il rapporto diretto con CPE/Via Campesina,
- di sistemare libri contabili, avviare il lavoro dei tavoli ed
rafforzare i coordinamenti regionale.
Il Presidente della presente assemblea chiude i lavori alle 17.45.
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