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ASSEMBLEA
TRUCCATA
Tutti quelli che hanno contestato le modalità di questa assemblea
nazionale sono stati accusati di essere dei provocatori, e poi sono
stati corteggiati, rincorsi, blanditi, calunniati. E' stato fatto di
tutto purchè questa assemblea rappresentasse il rilancio di un
metodo di gestione accentratore e damagogico, fino a diventare una
farsa della democrazia.
Nella sostanza questa non è un'assemblea di Foro Contadino, ma è la
coda di un'iniziativa di un'altra associazione, "Altragricoltura",
nella quale le persone che hanno partecipato per la proposta di
legge sulla sovranità alimentare possono tesserarsi fino a mezz'ora
prima e votare per offrire il "governo" di Foro Contadino agli
organizzatori dell'iniziativa.
Sono stati fatti molti appelli al presidente perchè tenesse separate
le date dell'iniziativa sulla sovranità alimentare e dell'assemblea
nazionale, e non permettesse questo abuso. Ma con amara sorpresa il
presidente, che fino a pochi mesi fa si era battuto per una gestione
più democratica e corretta, é stato folgorato dalla "linea
decisionista" e ha usato tutto il suo potere formale per sostenere
questa scelta sciagurata.
E' molto grave che il presidente, invece di diffidare la
costituzione di un'associazione parallela con tanto di statuto,
organigramma e nome clonato, sia andato a Pompei il 28 gennaio a
sponsorizzare la sua nascita senza comunicarlo agli iscritti di FCA,
e abbia sostenuto il suo percorso, definendo "Altragricoltura" un
mero strumento di lavoro.
Con l'assemblea di oggi invece è chiaro che si tratta piutttosto di
uno strumento di pressione per riprendere il controllo politico di
FCA. Altro che unità ed autonomia!
E' questo il motivo per cui è stata loanciata la proposta di una
separazione formale e trasparente. Perchè la separazione è già stata
fatta, è già cresciuta e, più che morti e feriti, ha fatto quasi il
deserto.
Oggi molti iscritti, tra cui alcuni storici e fondatori di FCA,
hanno scelto di non partecipare a questa farsa o addirittura di
dimettersi e questo rappresenta una perdita irreparabile.
I pochi come noi, che hanno deciso di essere presenti, sono qui
anche a nome di chi comprensibilmente non ce l'ha fatta, per
ribadire 3 punti di denuncia:
1) quest'assemblea è una manovra scorretta che soffoca il dibattito
non risolto ma ancora vivo dentro FCA con scelte imposte da un'altra
associazione. Non vi scandalizzate se le sue decisioni saranno
contestate oggi e in seguito.
2) nell'interesse di tutti, anche dei nuovi iscritti, va combattuto
il metodo accentratore che vi propone di votare un direttivo
nazionale ristretto con poteri piramidali sulla periferia. Va difesa
strenuamente la struttura federale originaria, che nasce da scelte e
attività condivise e consolidate sui territori. Solo una struttura
simile può esprimere delegati regionali rappresentativi e questi, a
loro volta, quelli nazionali.
3) se questi primi due punti non vengono accettati non resta che la
separazione o la continuaizone dello scontro interno, nel quale
continueremo a fare sentire le nostre voci, sicuramente insieme agli
altri resistenti e a tanti altri nuovi, che già da oggi cominceranno
ad aprire gli occhi.
Memmo Buttinelli, Sabina Calogero, Damiano Cordone, Antonio di
Palma, Tonino Mancino, Fabrizio Novelli, Francesco Riccardi
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