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Sommario:
Cos'è il Foro Contadino?
La nostra proposta
I documenti di riferimento
Statuto del Foro Contadino
Sovranità Alimentare dei Popoli di Via Campesina
FSM - Porto Alegre 2002 Documento finale
Comunicati interni
Riunioni
27 Marzo 2007 - Roma
Assemblea truccata
29 novembre - Roma
Riunione intermedia
22 settembre 2006 - Firenze
Direttivo Foro Contadino Altragricoltura
sede Arci Toscana - piazza Ciompi
26 febbraio 2004 - Roma
Direttivo allargato del
Foro Contadino Altragricoltura
15 - 16 Marzo 2003 - Roma 
Assemblea Nazionale del
Foro Contadino Altragricoltura
15-16 gen 2003 - Pompei
Esecutivo allargato del Foro Contadino
10 dic 2002 Firenze
Assemblea del direttivo + esecutivo
 
Resoconto sintetico

Genova G8
Una testimonianza
che ci riguarda
:
i cobas avrebbero tentato di
nascondere "i loro bastoni" sul
trattore degli agricoltori

pagina dedicata

Le tappe e i documenti

Roma 22 marzo 2002
Assemblea Nazionale
fondativa
del Foro Contadino

 

Assemblee preparatorie
Foro Contadino

Napoli: 28 febbraio 2002
resoconto assemblea

Milano: 19 febbraio 2002

resoconto assemblea

Assemblea Nazionale Fondativa di Altragricoltura

Roma 17 Aprile 2002

ASSEMBLEA NAZIONALE FCA
27 Marzo 2007 - Roma
assemblea truccata


 

TEMA: L'Assemblea Nazionale di Foro Contadino.


Svolgimento:

Il 27 marzo sono arrivata a Roma alle 15.00, orario di inizio dell'Assemblea, e come prima cosa essendo affamata sono andata al bar con tutti gli altri miei amici di Foro Contadino. La prima persona che abbiamo visto è stato un signore nerboruto, coi capelli corti, vestito in tuta mimetica dalla testa ai piedi, che parlava amichevolmente con Loredana Galassini, la Responsabile della Ccmunicazione di Altragricoltura. Ci siamo stupiti e abbiamo pensato che fosse un amico privato della signora Galassini, non che venisse all'assemblea. Il signore ci ha subito offerto un caffè, ma io non ho accettato perchè io sono un po' timorosa dei signori coi capelli corti vestiti con la tuta mimetica nel pieno centro di Roma per cui non ho accettato, forse ho sbagliato.
Dopo il caffè siamo andati all'Assemblea, eravamo in ritardo ed abbiamo salito le scale di corsa, anche stavolta accompagnati da persone che non conoscevamo, un gruppo di ragazze e ragazzi che parlavano una lingua che mi pareva dell'EST Europa. Questi ragazzi si sono uniti, subito all'entrata, con altri che parlavano la stessa lingua, coi quali ho parlato un pochino -almeno con uno di loro che comprendeva l'italiano, perchè tutte le ragazze alle quali ho chiesto mi hanno risposto gentlmente che non lo parlavano.
Invece un ragazzo mi ha risposto, gli ho chiesto se anche lui era di Foro Contadino, e lui mi ha risposto "si, sono contadino", ma io volevo proprio sapere se era di FORO contadino, e lui non ha capito cosa intendevo. Un altro invece mi ha sorriso e mi ha detto "si, forocontadino" e gli ho chiesto se era la prima volta che veniva e mi ha detto sì, e quando si fosse iscritto e lui ha risposto sempre cortesememte "stamattina" e alla fine gli ho domandato perchè fosse venuto e lui ha detto "perchè mi hanno detto che devo votare". A quel punto gli ho chiesto cosa doveva votare e lui mi ha detto "non lo so".

Nel frattempo mi ero rassicurata sul fatto di trovare un posto a sedere perchè erano previste almeno 4 corriere (le corriere sono una nuova unità di misura di successo e valore politico, introdotta negli ultimi due mesi nella mailing list di Foro Contadino), due dalla sicilia, una dalla puglia più cento pastori sardi. Spero che non sia accaduto nulla di male ai cento pastori sardi perchè non c'erano, anche la corriera dalla puglia pare abbia avuto purtroppo un problema al motore, anche dalla calabria al posto delle persone è arrivato un comunicato che spiegava perchè non venivano e questa volta non era affatto per il motore; sta di fatto che sono arrivate solo due corriere mezze vuote (con la nuova unità di misura farebbe 0.5x2) da Vittoria, circa 70 agricoltori con Malannino e Incremona (mentre invece quelli di Pachino sono un po' strani perchè hanno detto che si rifiutavano di venire e poi non sono venuti davvero, è strana la gente che fa quel che dice). Poi c'erano naturalmente Gianni Fabbris e tutti i suoi sostenitori a livello nazionale: Erasmo Timoteo e Alessio Rivola. C'era anche Annamaria Schirru ma aveva una faccia strana e non ha voluto dire una parola; Gianni Cavinato che però mi ha subito specificato che lui doveva andare via (e lo ha anche fatto), e Jeanette della Biologgia di Genova, Michele Minieri che ha fatto un intervento un po'come uno che se ne voleva andare, e altri che non conoscevo.
Il presidente Mazzariol si è schiarito la voce e ha dato inizio all'assemblea con la presentazione delle due mozioni; mentre Tano leggeva il lungo comunicato presentato qualche settimana fa, il mio sguardo da vagante diventava fisso su una serie di bandierone che dominavano l'aula: su tutte e 4 c'era un simbolo, l'Aquila Reale Imperiale, grifagna e fiera, con sotto scritto "Patria Famiglia Agricoltura" e sopra qualcosa come "agricoltori di Terracina". Una delle aquile aveva in capo una specie di aoreola con i colori della pace, però secondo me l'aquila, così superficialmente dico, a prima vista stonava meno col signore vestito da Rambo che con i colori della pace, sarà anche questo un giudizio superficiale ed affrettato, del resto Fabbris ha una lunga esperienza politica e queste cose le capisce certamente meglio di me; quindi se lui dice che questo signore cos' forzuto e i suoi amici e i capelli corti e le aquile vanno bene, cosa ne voglio capire io, che fra l'altro sono in minoranza e per di più anche una donna.
Siccome la lettura di Tano andava un po' per le lunghe, mi sono seduta vicino a uno dei ragazzi di Vittoria e gli ho chiesto "ma voi siete più proprietari o più dipendenti?" e lui mi ha detto "noi siamo tutti piccoli proprietari, da noi funziona così", e allora io "ma allora questi ragazzi stranieri per chi lavorano?" e lui ha detto "con noi non c'entrano niente, loro stanno con (...)" mi ha detto anche il nome proprio, che non ricordo, e mi ha indicato il signore vestito da Rambo.
Allora io ho pensato "guarda che bella occasione, un altro mondo è davvero possibile, tutto è apparenza, e nel nuovo modello politico che qui ci propongono ci sono delle nuove unità di musura e valore e dei nuovi pacifisti di sinistra con le aquile pacifiste che dicono "patria famiglia agricoltura" come richiamo Dada ma in realtà portano qui i lavoratori immigrati per dargli finalmente la parola e fargli denunciare i gravi abusi che subiscono nel nostro paese, e meno male che ci sono i movimenti altermondialisti che se ne fanno paladini.
Invece non è andata così, gli stranieri non hanno per niente avuto la parola, invece gli è stato chiesto di votare "una mozione" che alcuni di loro non potevano capire per il semplice motivo che non parlavano italiano, e non l'ho trovata una cosa bella, infatti credo che non dimenticherò per molto tempo lo sguardo della ragazza coi capelli neri in prima fila, che a me sembrava umiliata dalla situazione. Mi consolo pensando che certe cose sono talmente brutte ed evidenti che forse le si capisce subito anche in un altra lingua, soprattutto se si è abituati a subire cose brutte. Parlare, poi, hanno parlato solo tutti quelli che non erano d'accordo a fare un assemblea organizzata in quel modo per decidere il futuro di Foro Contadino, tutti gli altri erano interessati solo a finirla presto e a votare subito senza discussioni così potevano andare a casa, che avevano un viaggio lungo, sempre con la corriera (che fra l'altro il viaggio gliel'avevano pagato solo per metà, ci hanno detto). Sta di fatto che dopo Tano abbiamo parlato tutti noi che eravamo andati con un volantino (che abbiamo distribuito) con spiegato il nostro pensiero, e poi ce ne siamo andati perchè non ci sembrava un posto molto serio dove votare.
Devo dire che tutto è andato molto democraticamente e ci hanno lasciato parlare tutti, forse solo con me c'è stata qualche difficoltà perchè Fabbris, Tano ed alcuni altri di Vittoria si sono innervositi appena mi sono messa a parlare e gridavano un pochino, ma per fortuna io avevo il microfono e si sentiva lo stesso. Gli altri agricoltori di Vittoria invece mi sono stati a sentire senza gridare e poi all 'uscita alcuni ci hanno anche fermato per chiederci di non abbandonarli perchè gli sembravamo finalmente persone che parlavano chiaro, comunque vorrei rassicurare Tano e gli altri che erano solo una stretta minoranza e non c'è bisogno di andarli a cercare.
Devo dire che quando siamo usciti c'erano giù due ragazzi dall'aria sveglia ma un po' nervosa che fumavano molte sigarette e si erano rifiutati di votare; allora gli ho chiesto se avevano capito il gioco e loro hanno detto un po' torvi "certo che l'abbiamo capito" e gli ho chiesto se non si erano incazzati e loro hanno detto "certo che ci siamo incazzati" e io "ma perchè non avete detto niente" e uno di loro ha risposto "Signora, abbiamo accettato di venire fin qui, mo che ci mettiamo, a fare casino qui dentro?" e l'altro ha detto che comunque loro non ci sarebbero venuti mai più "dietro a quelli"; ma io non ho capito a chi si riferivano, perchè di politica ne capisco poco.

Poscritto.
Devo dire che scrivere i temi a scuola sta diventando sempre più pericoloso, quando ero più piccola non mi era mai capitato che per un mio tema qualcuno si arrabbiasse così, sta di fatto che dopo che ho scritto il tema dell'Assemblea Gianni Fabbris si deve essere arrabbiato proprio tanto perchè mi ha mandato a dire, anzi ha scritto proprio, in una lettera andata a trecento persone, che avrebbe fatto leggere il mio stupido tema al signor Angelo di Terracina (che è molto suo amico e sono orgogliosi uno dell'altro, spiegava) così anche Angelo (che non è abituato alle lettere ma "a confrontarsi di persona"), poteva arrabbiarsi per bene, cosa che sembrava utile a Fabbris, dopodichè, scriveva sempre, era "molto tentato di dare ad Angelo l'indirizzo di casa mia."
A me una cosa così non era mai capitata, e per qualche sera ho chiuso la porta col fermo, perchè mi era sembrata proprio un'intimidazione, che in certi ambienti, mi dicono, si usa - anche se non pensavo che Fabbris fosse di quegli ambienti lì.

 



 
lettera integrale del gruppo autoproclamatosi "dei resistenti"

 

Caro Franco Giordano, Caro Ivan Nardone e Cari Contadini, a cosa serve una legge popolare senza la base?

Estrapolando da un documento presentato all’ultima assemblea, si legge: «Da anni ormai in Foro Contadino buona parte delle energie viene sprecata intorno a un dibattito che riguarda non tanto le strategie e gli obiettivi, quanto il ruolo e i comportamenti» del "delegato in incognito di Rifondazione Comunista dentro FCA" (per brevità "del.in.R"), «uno dei fondatori di FCA, » proclamato o autoproclamatosi «per anni il portavoce nazionale e internazionale, che pur avendo il merito di aver lavorato» in passato «più di ogni altro alla diffusione del progetto, ha ormai il demerito di aver di fatto ingessato l'associazione sull'accettazione o rifiuto della sua leadership».

Quale è dunque il problema? Il "del.in.R" (che non è un contadino) nel corso del quinquennio in cui ha partecipato al coordinamento nazionale di FCA ha voluto sempre portare avanti personalmente ed imporre a tutto il movimento contadino una linea politica che portasse alla visibilità propria e di FCA. Con questo metodo:

  • ha mandato fallito un altro e più importante obiettivo: quello della costruzione di una rete di collaborazione dal basso (chiesta dall’assemblea di Pompei 2006 ed innumerevoli altre volte), una rete di mutuo sostegno tra aziende contadine, comitati locali e movimento altermondialista; una rete di alleanze basate sulla trasparenza e sulla condivisione da una parte degli obiettivi ma dall’altra anche e soprattutto del metodo di lavoro democratico e partecipato

  • ha indebitamento di FCA verso fornitori, contadini e non

  • all’interno del FCA, per incompatibilità di prassi politica, ha personalmente rotto i rapporti con tutti gli altri soci fondatori presenti all’assemblea costituente, con la maggior parte dei membri dei direttivi di FCA che si sono susseguiti negli ultimi sei anni. Addirittura le basi assembleari sono state cambiate tre volte nel corso di poco più di un anno

  • all’esterno del FCA, ha personalmente rotto i rapporti col Tavolo di programma dell’Unione, col movimento de La Via Campesina (al vertice FAO di Roma 2006 con conseguente esclusione anche dal Forum mondiale sulla Sovranità Alimentare (SA) a Nyeleni in Mali 2007), col Contratto mondiale sull’acqua, col Comitato nazionale per la SA, con responsabili agricoltura di partiti, associazioni sindacali ecc.

In questo clima di estrema rottura, ci domandiamo che senso abbia recuperare dallo statuto e dai documenti di Nyeleni una proposta di legge di iniziativa popolare sulla sovranità alimentare (Liberazione 3-4-07 guarda caso) priva proprio della base popolare richiesta dal nome e di ogni riferimenti alla legislazione italiana. Riteniamo che la risposta sia (in stretta logica partitica): la ricerca della visibilità, il recupero di un’immagine internazionale più che appannata e la possibilità di reclutare un centinaio di spettatori da trasformare poi in votanti nell’assemblea allegata di Roma 2007.

Il percorso che ha portato all'organizzazione dell'assemblea di Roma del 27 marzo 2007 ci sembra emblematico dello scisma fra prassi di movimento e di partito. Dopo un intero anno di forti contrasti fra la base di FC (rappresentata da singoli iscritti e dai coordinatori regionali più attivi) e il "del.in.R", l'intero movimento attendeva un'assemblea nazionale risolutiva per il 10 marzo 2007. Ben due assemblee nazionali precedenti (Pompei 14-15 Gennaio, Firenze 1(e 2) Aprile 2006), avevano preparato il terreno verso una gestione più democratica portando da uno a tre i coordinatori nazionali, istituendo una commissione bilancio per chiarire indebitamento pregresso, provenienza e destinazione dei fondi, ed eleggendo un direttivo a rappresentanza regionale le cui decisioni non sono mai state rispettate né riconosciute dal "del.in.R". Pochi giorni prima della data prevista, un'improvvisa decisione (giustificata con motivazioni poi rivelatesi false) del presidente dimissionario di FCA ha spostato a una data (27 marzo) e con tempistiche (4 ore al posto dei consueti 2-3 giorni di pubblica discussione) assai sospette. Dopo pochi giorni uno dei rappresentati locali di FC Sicilia rivela la truffa: si tratta di un’affabulazione per accorpare l'assemblea nazionale alla presentazione di una proposta di legge sulla sovranità alimentare, prevista a Roma per la mattina del 27 marzo con ampia partecipazione di rappresentanti istituzionali e del partito della Rifondazione Comunista (RC), iniziativa dalla quale l'intera base di Foro Contadino era stata tenuta accuratamente all'oscuro. Dirottati gli aderenti all'iniziativa del mattino verso l'assemblea-lampo del pomeriggio, il "del.in.R" ottiene una schiacciante "maggioranza nazionale" con una base assembleare composta per il 50% da contadini provenienti da un unico comune siciliano, e con una buona rappresentanza di persone afferenti alla destra pontina; in assenza della maggioranza dei coordinatori e degli iscritti di tutte le regioni italiane che nelle settimane precedenti avevano inviato in massa lettere di dissociazione.

Con l’assemblea di Roma il presidente dimissionario ha consegnato FCA ad un percorso parallelo Altragricoltura.NET (simile nel nome al sito ufficiale di FCA Altragricoltura.ORG). Altragricoltura.NET (che ammette soci non contadini in statuto) diventerà dopo l’assemblea di Roma Altragricoltura-Forocontadino (A-FC) inglobando FCA (che ammette solo soci contadini in statuto). Una variazione nello statuto di FCA che non è stata neanche votata a Roma e che per di più era stata votata e bocciata dall’assemblea di Firenze 2006).


Siamo di nuovo all’«etica dei risultati» richiamata recentemente da Revelli in una lettera aperta a Bertinotti (Carta N.10-2007) «tipica di chi è disposto a ricorrere a qualunque strumento, per brutale, disgustoso o immorale che esso sia, purché capace di assicurare la vittoria e il raggiungimento degli obiettivi voluti, salvo accorgersi, regolarmente, che questi erano andati perduti nel corso della «battaglia», insieme all’umanità di chi li aveva perseguiti per quella via.»

Si apre a questo punto un confronto sul metodo, sviluppato da Revelli rispetto alla questione pacifista, ma che a nostro avviso si presta ad essere esteso a tutto il rapporto tra partiti e movimenti. Logica partitica, verticismo, volontà di coordinamento, dirigismo dall’alto verso il basso che non riconosce le autonomie locali da mettere a confronto con l’insegnamento dei comitati cittadini che hanno saputo superare i protagonismi e la logica degli schieramenti: che parlano il plurale delle reti e non il singolare della visibilità sempre più diffuso nel linguaggio della politica di palazzo.

A nostro avviso la grandezza del movimento altermondialista, "il primo movimento di massa che non chiede niente per se stesso, ma giustizia per il mondo intero", non sta nella vastità degli argomenti trattati o nella magnitudine dei fori sociali, ma nella prassi del dialogo , nella grammatica della moltitudine e delle alterità, della partecipazione maturata con la pratica di movimento: dal movimento femminista degli anni settanta, fino ai comitati spontanei più recenti che hanno insegnato l’assenza dei portavoce ufficiali, dei primi, dei secondi promotori, e degli aderenti ad una certa campagna.

Abbiamo fatto riferimento al "del.in.R" senza indicare un nome perché, vogliamo ribadire il fatto che questa nostra lettera (così come tutti i precedenti tentativi di riportare la democrazia all’interno di FCA) non vuole risultare una scomunica contro "l’irresistibile ascesa" del coordinatore unico. «La democrazia non è un credo, ma una tecnica», disse Primo Levi, un chimico che seppe analizzare un male del suo tempo con metodo scientifico, senza proporre crociate o rivoluzioni contro i nazisti superstiti, ma una maledizione per chi dimentica. Una maledizione che suona terribile, ma che forse è più "non-violenta" delle moderne "crociate contro l’infedele" condotte dai governi di Usa e di Israele. A noi resistenti di FCA non interessano né le crociate o le scomuniche, neanche le rivoluzioni interne per la presa del potere o le maledizioni siano fortemente determinati a separare i percorsi: che giunti a questo punto riteniamo inutile ogni ulteriore dibattito col "del.in.R" sul metodo o sulle priorità degli obiettivi da perseguire. Con rispetto verso l’autonomia del partito ci teniamo comunque a precisare che non vediamo alcuna possibile soluzione nel fatto che RC sposti in incognito la delega su qualcun altro. Al contrario se RC vuole partecipare al movimento contadino, lo dovrebbe fare apertamente tramite il responsabile agricoltura Ivan Nardone così come partecipa al Forum dei movimenti per l’acqua con Walter Mancini responsabile beni comuni RC: il quale, in tutta onestà e proprio per la sua carica all’interno del partito (da lui ricordata ad ogni intervento), sa di poter partecipare al coordinamento senza poter essere il coordinatore nazionale unico.

In definitiva la richiesta è quella di aprire con le persone coinvolte un confronto sul metodo e sulle pratiche del movimento contadino. Finora c’è stato soltanto uno scontro diretto col "del.in.R" e con i suoi collaboratori ad ogni costo. Questa via non è più praticabile in primo luogo perché la persona in questione si rifiuta di studiare o di praticare "la tecnica della democrazia".

Le vie alternative proposte dai resistenti di FCA in questi lunghi giorni di discussione dopo la "assemblea truccata del 27 marzo" sono in sintesi le seguenti:

  1. identificate le violazioni statutarie intorno aell’assemblea di FCA del 27 marzo a Roma proseguire come FCA anche in nome della vasta rappresentanza storica,

  2. abbondare ogni contatto e ogni possibile riferimento sia con FCA così come promosso dall’assemblea del 27 marzo scorso che con il partito della RC,

  3. richiedere un incontro col partito della RC, per obbligare il proprio delegato dentro FCA a sedersi al tavolo di una trattativa non truccata e sancire la spaccatura di FCA in due correnti una Altragricoltura.NET per i seguaci del "del.in.R"; l’altra Foro Contadino per la rete contadina,

  4. fondare direttamente una "Rete dei Comitati – Foro Contadino" o pre brevità "FC-Contadini in rete" per salvaguardare sia la distinzione (dalla corrente che ha fondato AFC) che il proprio lavoro di responsabilità sociale, e di passione per la terra svolto in anni di mobilitazione per il risanamento di FCA.

Le quattro proposte sono tutte rivolte ai contadini (molti dei quali si sono già espressi) e sono attualmente in piena fase di discussione anche tra i firmatari del presente appello (contadini ed ex contadini).

Apriamo inoltre l’ipotesi n.3) alla discussione col segretario e con il responsabile agricoltura di RC. Sinora il Partito non è mai voluto entrare nel merito del dibattito interno al FCA. E’ però ormai chiaro un sostegno da parte di RC al "del.in.R": dall’alloggio a Roma, con annessi e connessi, all’iniziativa di supporto all’assemblea del 27 marzo scorso con la partecipazione di Angela Lombardi e Vincenzo Aita rispettivamente parlamentare ed europarlamentare di RC, al supporto dei circoli di RC nelle varie iniziative organizzate dal "del.in.R" in giro per l’Italia ed in particolare nel sud. I rapporti col "del.in.R" si stanno aggravando e la situazione rischia di ripercuotersi sul partito. Nei giorni scorsi sono state esplicitate minacce verbali e scritte nei confronti di membri del direttivo uscente, e di rappresentanti sindacali da parte del "del.in.R" e dei suoi odierni collaboratori. Già il pronunciamento del direttivo di settembre nei confronti del "del.in.R" aveva richiamato il partito alle proprie responsabilità. Nel tavolo di mediazione andranno discusse tutte le questioni inerenti all’organizzazione: la questione economica, gli spazi telematici, l’organizzazione ed i rapporti internazionali.

I sottoscritti intendono allo stesso tempo sancire la propria indipendenza dal partito della RC e da tutti gli altri in virtù di un percorso collegiale sancito anche dallo statuto FCA che obbliga all’indipendenza politica e religiosa del movimento.


Concludiamo affermando che la nostra attività di responsabilità sociale per portare il cibo e l’acqua a non essere considerate delle merci, ma beni comuni (cioè a prevalente rilevanza sociale piuttosto che economica), non permette un percorso in cui ad essere considerate merce di contrattazione siano le persone stesse. Per voler costruire una fontanella in mezzo alla piazza non bisogna essere né di destra né di sinistra, ma è anche vero che la propria appartenenza risulterà dal percorso umano e politico (in altre parole dal grado di partecipazione democratica) che saremo in grado di mettere in atto nel processo di elaborazione e di costruzione e di uso previsto per l’acqua della fontanella".

Il percorso della proposta di legge di iniziativa popolare sulla SA può essere condivisibile così come sono stati condivisi lo statuto di FCA ed i documenti de La Via Campesina, ma non si può prendere una decisione del genere in tre persone che si scrivono la legge da soli scopiazzando qua e là. Bisogna coinvolgere la base contadina e popolare sia nella decisione che nella stesura e formare a livello nazionale una rete di comitati autonomi, non una rete di seguaci.


Ai resistenti del FCA

Dato che non ci interessa la distinzione tra promotori, primi firmatari, secondi firmatari o quant’altro: la lista in fieri dei resistenti di FCA è pubblicata e verrà costantemente aggiornata sul sito ufficiale di FCA: www.altragricoltura.org. Nel sottoscrivere il documento si invita a specificare la scelta tra le 5 vie alternative (contenute nei due documenti pubblicati) in relazioni alle quali, si apre il confronto coi contadini che hanno fatto riferimento al FCA come possibile luogo di interlocuzione e di aiuto nelle proprie mobilitazioni, a quelli che ne sono rimasti delusi, ma credono che un movimento contadino diverso da AFC sia ancora possibile e forse anche necessario.

Al segretario e al responsabile agricoltura RC
L’ennesimo invito ad assumersi le proprie responsabilità: “Il sonno della ragione produce mostri”.