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ASSEMBLEA
NAZIONALE FCA
27 Marzo 2007 - Roma
assemblea truccata
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Testimonianze di chi c'era |
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TEMA:
L'Assemblea Nazionale di Foro Contadino.
Svolgimento:
Il 27 marzo sono arrivata a Roma alle 15.00, orario di inizio dell'Assemblea, e
come prima cosa essendo affamata sono andata al bar con tutti gli altri miei
amici di Foro Contadino. La prima persona che abbiamo visto è stato un signore
nerboruto, coi capelli corti, vestito in tuta mimetica dalla testa ai piedi, che
parlava amichevolmente con Loredana Galassini, la Responsabile della
Ccmunicazione di Altragricoltura. Ci siamo stupiti e abbiamo pensato che fosse
un amico privato della signora Galassini, non che venisse all'assemblea. Il
signore ci ha subito offerto un caffè, ma io non ho accettato perchè io sono un
po' timorosa dei signori coi capelli corti vestiti con la tuta mimetica nel
pieno centro di Roma per cui non ho accettato, forse ho sbagliato.
Dopo il caffè siamo andati all'Assemblea, eravamo in ritardo ed abbiamo salito
le scale di corsa, anche stavolta accompagnati da persone che non conoscevamo,
un gruppo di ragazze e ragazzi che parlavano una lingua che mi pareva dell'EST
Europa. Questi ragazzi si sono uniti, subito all'entrata, con altri che
parlavano la stessa lingua, coi quali ho parlato un pochino -almeno con uno di
loro che comprendeva l'italiano, perchè tutte le ragazze alle quali ho chiesto
mi hanno risposto gentlmente che non lo parlavano.
Invece un ragazzo mi ha risposto, gli ho chiesto se anche lui era di Foro
Contadino, e lui mi ha risposto "si, sono contadino", ma io volevo proprio
sapere se era di FORO contadino, e lui non ha capito cosa intendevo. Un altro
invece mi ha sorriso e mi ha detto "si, forocontadino" e gli ho chiesto se era
la prima volta che veniva e mi ha detto sì, e quando si fosse iscritto e lui ha
risposto sempre cortesememte "stamattina" e alla fine gli ho domandato perchè
fosse venuto e lui ha detto "perchè mi hanno detto che devo votare". A quel
punto gli ho chiesto cosa doveva votare e lui mi ha detto "non lo so".
Nel frattempo mi ero rassicurata sul fatto di trovare un posto a sedere perchè
erano previste almeno 4 corriere (le corriere sono una nuova unità di misura di
successo e valore politico, introdotta negli ultimi due mesi nella mailing list
di Foro Contadino), due dalla sicilia, una dalla puglia più cento pastori sardi.
Spero che non sia accaduto nulla di male ai cento pastori sardi perchè non
c'erano, anche la corriera dalla puglia pare abbia avuto purtroppo un problema
al motore, anche dalla calabria al posto delle persone è arrivato un comunicato
che spiegava perchè non venivano e questa volta non era affatto per il motore;
sta di fatto che sono arrivate solo due corriere mezze vuote (con la nuova unità
di misura farebbe 0.5x2) da Vittoria, circa 70 agricoltori con Malannino e
Incremona (mentre invece quelli di Pachino sono un po' strani perchè hanno detto
che si rifiutavano di venire e poi non sono venuti davvero, è strana la gente
che fa quel che dice). Poi c'erano naturalmente Gianni Fabbris e tutti i suoi
sostenitori a livello nazionale: Erasmo Timoteo e Alessio Rivola. C'era anche
Annamaria Schirru ma aveva una faccia strana e non ha voluto dire una parola;
Gianni Cavinato che però mi ha subito specificato che lui doveva andare via (e
lo ha anche fatto), e Jeanette della Biologgia di Genova, Michele Minieri che ha
fatto un intervento un po'come uno che se ne voleva andare, e altri che non
conoscevo.
Il presidente Mazzariol si è schiarito la voce e ha dato inizio all'assemblea
con la presentazione delle due mozioni; mentre Tano leggeva il lungo comunicato
presentato qualche settimana fa, il mio sguardo da vagante diventava fisso su
una serie di bandierone che dominavano l'aula: su tutte e 4 c'era un simbolo,
l'Aquila Reale Imperiale, grifagna e fiera, con sotto scritto "Patria Famiglia
Agricoltura" e sopra qualcosa come "agricoltori di Terracina". Una delle aquile
aveva in capo una specie di aoreola con i colori della pace, però secondo me
l'aquila, così superficialmente dico, a prima vista stonava meno col signore
vestito da Rambo che con i colori della pace, sarà anche questo un giudizio
superficiale ed affrettato, del resto Fabbris ha una lunga esperienza politica e
queste cose le capisce certamente meglio di me; quindi se lui dice che questo
signore cos' forzuto e i suoi amici e i capelli corti e le aquile vanno bene,
cosa ne voglio capire io, che fra l'altro sono in minoranza e per di più anche
una donna.
Siccome la lettura di Tano andava un po' per le lunghe, mi sono seduta vicino a
uno dei ragazzi di Vittoria e gli ho chiesto "ma voi siete più proprietari o più
dipendenti?" e lui mi ha detto "noi siamo tutti piccoli proprietari, da noi
funziona così", e allora io "ma allora questi ragazzi stranieri per chi
lavorano?" e lui ha detto "con noi non c'entrano niente, loro stanno con (...)"
mi ha detto anche il nome proprio, che non ricordo, e mi ha indicato il signore
vestito da Rambo.
Allora io ho pensato "guarda che bella occasione, un altro mondo è davvero
possibile, tutto è apparenza, e nel nuovo modello politico che qui ci propongono
ci sono delle nuove unità di musura e valore e dei nuovi pacifisti di sinistra
con le aquile pacifiste che dicono "patria famiglia agricoltura" come richiamo
Dada ma in realtà portano qui i lavoratori immigrati per dargli finalmente la
parola e fargli denunciare i gravi abusi che subiscono nel nostro paese, e meno
male che ci sono i movimenti altermondialisti che se ne fanno paladini.
Invece non è andata così, gli stranieri non hanno per niente avuto la parola,
invece gli è stato chiesto di votare "una mozione" che alcuni di loro non
potevano capire per il semplice motivo che non parlavano italiano, e non l'ho
trovata una cosa bella, infatti credo che non dimenticherò per molto tempo lo
sguardo della ragazza coi capelli neri in prima fila, che a me sembrava umiliata
dalla situazione. Mi consolo pensando che certe cose sono talmente brutte ed
evidenti che forse le si capisce subito anche in un altra lingua, soprattutto se
si è abituati a subire cose brutte. Parlare, poi, hanno parlato solo tutti
quelli che non erano d'accordo a fare un assemblea organizzata in quel modo per
decidere il futuro di Foro Contadino, tutti gli altri erano interessati solo a
finirla presto e a votare subito senza discussioni così potevano andare a casa,
che avevano un viaggio lungo, sempre con la corriera (che fra l'altro il viaggio
gliel'avevano pagato solo per metà, ci hanno detto). Sta di fatto che dopo Tano
abbiamo parlato tutti noi che eravamo andati con un volantino (che abbiamo
distribuito) con spiegato il nostro pensiero, e poi ce ne siamo andati perchè
non ci sembrava un posto molto serio dove votare.
Devo dire che tutto è andato molto democraticamente e ci hanno lasciato parlare
tutti, forse solo con me c'è stata qualche difficoltà perchè Fabbris, Tano ed
alcuni altri di Vittoria si sono innervositi appena mi sono messa a parlare e
gridavano un pochino, ma per fortuna io avevo il microfono e si sentiva lo
stesso. Gli altri agricoltori di Vittoria invece mi sono stati a sentire senza
gridare e poi all 'uscita alcuni ci hanno anche fermato per chiederci di non
abbandonarli perchè gli sembravamo finalmente persone che parlavano chiaro,
comunque vorrei rassicurare Tano e gli altri che erano solo una stretta
minoranza e non c'è bisogno di andarli a cercare.
Devo dire che quando siamo usciti c'erano giù due ragazzi dall'aria sveglia ma
un po' nervosa che fumavano molte sigarette e si erano rifiutati di votare;
allora gli ho chiesto se avevano capito il gioco e loro hanno detto un po' torvi
"certo che l'abbiamo capito" e gli ho chiesto se non si erano incazzati e loro
hanno detto "certo che ci siamo incazzati" e io "ma perchè non avete detto
niente" e uno di loro ha risposto "Signora, abbiamo accettato di venire fin qui,
mo che ci mettiamo, a fare casino qui dentro?" e l'altro ha detto che comunque
loro non ci sarebbero venuti mai più "dietro a quelli"; ma io non ho capito a
chi si riferivano, perchè di politica ne capisco poco.
Poscritto.
Devo dire che scrivere i temi a scuola sta diventando sempre più pericoloso,
quando ero più piccola non mi era mai capitato che per un mio tema qualcuno si
arrabbiasse così, sta di fatto che dopo che ho scritto il tema dell'Assemblea
Gianni Fabbris si deve essere arrabbiato proprio tanto perchè mi ha mandato a
dire, anzi ha scritto proprio, in una lettera andata a trecento persone, che
avrebbe fatto leggere il mio stupido tema al signor Angelo di Terracina (che è
molto suo amico e sono orgogliosi uno dell'altro, spiegava) così anche Angelo
(che non è abituato alle lettere ma "a confrontarsi di persona"), poteva
arrabbiarsi per bene, cosa che sembrava utile a Fabbris, dopodichè, scriveva
sempre, era "molto tentato di dare ad Angelo l'indirizzo di casa mia."
A me una cosa così non era mai capitata, e per qualche sera ho chiuso la porta
col fermo, perchè mi era sembrata proprio un'intimidazione, che in certi
ambienti, mi dicono, si usa - anche se non pensavo che Fabbris fosse di quegli
ambienti lì.
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lettera integrale
del gruppo autoproclamatosi "dei resistenti" |
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Caro Franco
Giordano, Caro Ivan Nardone e Cari Contadini, a cosa serve una legge
popolare senza la base?
Estrapolando da un documento presentato all’ultima assemblea, si legge:
«Da anni ormai in Foro Contadino buona parte delle energie viene
sprecata intorno a un dibattito che riguarda non tanto le strategie e
gli obiettivi, quanto il ruolo e i comportamenti» del "delegato in
incognito di Rifondazione Comunista dentro FCA" (per brevità "del.in.R"),
«uno dei fondatori di FCA, » proclamato o autoproclamatosi «per anni il
portavoce nazionale e internazionale, che pur avendo il merito di aver
lavorato» in passato «più di ogni altro alla diffusione del progetto, ha
ormai il demerito di aver di fatto ingessato l'associazione
sull'accettazione o rifiuto della sua leadership».
Quale è dunque il problema? Il "del.in.R" (che non è un contadino) nel
corso del quinquennio in cui ha partecipato al coordinamento nazionale
di FCA ha voluto sempre portare avanti personalmente ed imporre a tutto
il movimento contadino una linea politica che portasse alla visibilità
propria e di FCA. Con questo metodo:
-
ha mandato
fallito un altro e più importante obiettivo: quello della
costruzione di una rete di collaborazione dal basso (chiesta
dall’assemblea di Pompei 2006 ed innumerevoli altre volte), una rete
di mutuo sostegno tra aziende contadine, comitati locali e movimento
altermondialista; una rete di alleanze basate sulla trasparenza e
sulla condivisione da una parte degli obiettivi ma dall’altra anche
e soprattutto del metodo di lavoro democratico e partecipato
-
ha indebitamento
di FCA verso fornitori, contadini e non
-
all’interno del
FCA, per incompatibilità di prassi politica, ha personalmente rotto
i rapporti con tutti gli altri soci fondatori presenti all’assemblea
costituente, con la maggior parte dei membri dei direttivi di FCA
che si sono susseguiti negli ultimi sei anni. Addirittura le basi
assembleari sono state cambiate tre volte nel corso di poco più di
un anno
-
all’esterno del
FCA, ha personalmente rotto i rapporti col Tavolo di programma
dell’Unione, col movimento de La Via Campesina (al vertice FAO di
Roma 2006 con conseguente esclusione anche dal Forum mondiale sulla
Sovranità Alimentare (SA) a Nyeleni in Mali 2007), col Contratto
mondiale sull’acqua, col Comitato nazionale per la SA, con
responsabili agricoltura di partiti, associazioni sindacali ecc.
In questo clima di
estrema rottura, ci domandiamo che senso abbia recuperare dallo statuto
e dai documenti di Nyeleni una proposta di legge di iniziativa popolare
sulla sovranità alimentare (Liberazione 3-4-07 guarda caso) priva
proprio della base popolare richiesta dal nome e di ogni riferimenti
alla legislazione italiana. Riteniamo che la risposta sia (in stretta
logica partitica): la ricerca della visibilità, il recupero di
un’immagine internazionale più che appannata e la possibilità di
reclutare un centinaio di spettatori da trasformare poi in votanti
nell’assemblea allegata di Roma 2007.
Il percorso che ha portato all'organizzazione dell'assemblea di Roma del
27 marzo 2007 ci sembra emblematico dello scisma fra prassi di movimento
e di partito. Dopo un intero anno di forti contrasti fra la base di FC
(rappresentata da singoli iscritti e dai coordinatori regionali più
attivi) e il "del.in.R", l'intero movimento attendeva un'assemblea
nazionale risolutiva per il 10 marzo 2007. Ben due assemblee nazionali
precedenti (Pompei 14-15 Gennaio, Firenze 1(e 2) Aprile 2006), avevano
preparato il terreno verso una gestione più democratica portando da uno
a tre i coordinatori nazionali, istituendo una commissione bilancio per
chiarire indebitamento pregresso, provenienza e destinazione dei fondi,
ed eleggendo un direttivo a rappresentanza regionale le cui decisioni
non sono mai state rispettate né riconosciute dal "del.in.R". Pochi
giorni prima della data prevista, un'improvvisa decisione (giustificata
con motivazioni poi rivelatesi false) del presidente dimissionario di
FCA ha spostato a una data (27 marzo) e con tempistiche (4 ore al posto
dei consueti 2-3 giorni di pubblica discussione) assai sospette. Dopo
pochi giorni uno dei rappresentati locali di FC Sicilia rivela la
truffa: si tratta di un’affabulazione per accorpare l'assemblea
nazionale alla presentazione di una proposta di legge sulla sovranità
alimentare, prevista a Roma per la mattina del 27 marzo con ampia
partecipazione di rappresentanti istituzionali e del partito della
Rifondazione Comunista (RC), iniziativa dalla quale l'intera base di
Foro Contadino era stata tenuta accuratamente all'oscuro. Dirottati gli
aderenti all'iniziativa del mattino verso l'assemblea-lampo del
pomeriggio, il "del.in.R" ottiene una schiacciante "maggioranza
nazionale" con una base assembleare composta per il 50% da contadini
provenienti da un unico comune siciliano, e con una buona rappresentanza
di persone afferenti alla destra pontina; in assenza della maggioranza
dei coordinatori e degli iscritti di tutte le regioni italiane che nelle
settimane precedenti avevano inviato in massa lettere di dissociazione.
Con l’assemblea di Roma il presidente dimissionario ha consegnato FCA ad
un percorso parallelo Altragricoltura.NET (simile nel nome al sito
ufficiale di FCA Altragricoltura.ORG). Altragricoltura.NET (che ammette
soci non contadini in statuto) diventerà dopo l’assemblea di Roma
Altragricoltura-Forocontadino (A-FC) inglobando FCA (che ammette solo
soci contadini in statuto). Una variazione nello statuto di FCA che non
è stata neanche votata a Roma e che per di più era stata votata e
bocciata dall’assemblea di Firenze 2006).
Siamo di nuovo all’«etica dei risultati» richiamata recentemente da
Revelli in una lettera aperta a Bertinotti (Carta N.10-2007) «tipica di
chi è disposto a ricorrere a qualunque strumento, per brutale,
disgustoso o immorale che esso sia, purché capace di assicurare la
vittoria e il raggiungimento degli obiettivi voluti, salvo accorgersi,
regolarmente, che questi erano andati perduti nel corso della
«battaglia», insieme all’umanità di chi li aveva perseguiti per quella
via.»
Si apre a questo punto un confronto sul metodo, sviluppato da Revelli
rispetto alla questione pacifista, ma che a nostro avviso si presta ad
essere esteso a tutto il rapporto tra partiti e movimenti. Logica
partitica, verticismo, volontà di coordinamento, dirigismo dall’alto
verso il basso che non riconosce le autonomie locali da mettere a
confronto con l’insegnamento dei comitati cittadini che hanno saputo
superare i protagonismi e la logica degli schieramenti: che parlano il
plurale delle reti e non il singolare della visibilità sempre più
diffuso nel linguaggio della politica di palazzo.
A nostro avviso la grandezza del movimento altermondialista, "il primo
movimento di massa che non chiede niente per se stesso, ma giustizia per
il mondo intero", non sta nella vastità degli argomenti trattati o nella
magnitudine dei fori sociali, ma nella prassi del dialogo , nella
grammatica della moltitudine e delle alterità, della partecipazione
maturata con la pratica di movimento: dal movimento femminista degli
anni settanta, fino ai comitati spontanei più recenti che hanno
insegnato l’assenza dei portavoce ufficiali, dei primi, dei secondi
promotori, e degli aderenti ad una certa campagna.
Abbiamo fatto riferimento al "del.in.R" senza indicare un nome perché,
vogliamo ribadire il fatto che questa nostra lettera (così come tutti i
precedenti tentativi di riportare la democrazia all’interno di FCA) non
vuole risultare una scomunica contro "l’irresistibile ascesa" del
coordinatore unico. «La democrazia non è un credo, ma una tecnica»,
disse Primo Levi, un chimico che seppe analizzare un male del suo tempo
con metodo scientifico, senza proporre crociate o rivoluzioni contro i
nazisti superstiti, ma una maledizione per chi dimentica. Una
maledizione che suona terribile, ma che forse è più "non-violenta" delle
moderne "crociate contro l’infedele" condotte dai governi di Usa e di
Israele. A noi resistenti di FCA non interessano né le crociate o le
scomuniche, neanche le rivoluzioni interne per la presa del potere o le
maledizioni siano fortemente determinati a separare i percorsi: che
giunti a questo punto riteniamo inutile ogni ulteriore dibattito col "del.in.R"
sul metodo o sulle priorità degli obiettivi da perseguire. Con rispetto
verso l’autonomia del partito ci teniamo comunque a precisare che non
vediamo alcuna possibile soluzione nel fatto che RC sposti in incognito
la delega su qualcun altro. Al contrario se RC vuole partecipare al
movimento contadino, lo dovrebbe fare apertamente tramite il
responsabile agricoltura Ivan Nardone così come partecipa al Forum dei
movimenti per l’acqua con Walter Mancini responsabile beni comuni RC: il
quale, in tutta onestà e proprio per la sua carica all’interno del
partito (da lui ricordata ad ogni intervento), sa di poter partecipare
al coordinamento senza poter essere il coordinatore nazionale unico.
In definitiva la richiesta è quella di aprire con le persone coinvolte
un confronto sul metodo e sulle pratiche del movimento contadino. Finora
c’è stato soltanto uno scontro diretto col "del.in.R" e con i suoi
collaboratori ad ogni costo. Questa via non è più praticabile in primo
luogo perché la persona in questione si rifiuta di studiare o di
praticare "la tecnica della democrazia".
Le vie alternative proposte dai resistenti di FCA in questi lunghi
giorni di discussione dopo la "assemblea truccata del 27 marzo" sono in
sintesi le seguenti:
-
identificate le
violazioni statutarie intorno aell’assemblea di FCA del 27 marzo a
Roma proseguire come FCA anche in nome della vasta rappresentanza
storica,
-
abbondare ogni
contatto e ogni possibile riferimento sia con FCA così come promosso
dall’assemblea del 27 marzo scorso che con il partito della RC,
-
richiedere un
incontro col partito della RC, per obbligare il proprio delegato
dentro FCA a sedersi al tavolo di una trattativa non truccata e
sancire la spaccatura di FCA in due correnti una Altragricoltura.NET
per i seguaci del "del.in.R"; l’altra Foro Contadino per la rete
contadina,
-
fondare
direttamente una "Rete dei Comitati – Foro Contadino" o pre brevità
"FC-Contadini in rete" per salvaguardare sia la distinzione (dalla
corrente che ha fondato AFC) che il proprio lavoro di responsabilità
sociale, e di passione per la terra svolto in anni di mobilitazione
per il risanamento di FCA.
Le quattro proposte
sono tutte rivolte ai contadini (molti dei quali si sono già espressi) e
sono attualmente in piena fase di discussione anche tra i firmatari del
presente appello (contadini ed ex contadini).
Apriamo inoltre l’ipotesi n.3) alla discussione col segretario e con il
responsabile agricoltura di RC. Sinora il Partito non è mai voluto
entrare nel merito del dibattito interno al FCA. E’ però ormai chiaro un
sostegno da parte di RC al "del.in.R": dall’alloggio a Roma, con annessi
e connessi, all’iniziativa di supporto all’assemblea del 27 marzo scorso
con la partecipazione di Angela Lombardi e Vincenzo Aita rispettivamente
parlamentare ed europarlamentare di RC, al supporto dei circoli di RC
nelle varie iniziative organizzate dal "del.in.R" in giro per l’Italia
ed in particolare nel sud. I rapporti col "del.in.R" si stanno
aggravando e la situazione rischia di ripercuotersi sul partito. Nei
giorni scorsi sono state esplicitate minacce verbali e scritte nei
confronti di membri del direttivo uscente, e di rappresentanti sindacali
da parte del "del.in.R" e dei suoi odierni collaboratori. Già il
pronunciamento del direttivo di settembre nei confronti del "del.in.R"
aveva richiamato il partito alle proprie responsabilità. Nel tavolo di
mediazione andranno discusse tutte le questioni inerenti
all’organizzazione: la questione economica, gli spazi telematici,
l’organizzazione ed i rapporti internazionali.
I sottoscritti intendono allo stesso tempo sancire la propria
indipendenza dal partito della RC e da tutti gli altri in virtù di un
percorso collegiale sancito anche dallo statuto FCA che obbliga
all’indipendenza politica e religiosa del movimento.
Concludiamo affermando che la nostra attività di responsabilità sociale
per portare il cibo e l’acqua a non essere considerate delle merci, ma
beni comuni (cioè a prevalente rilevanza sociale piuttosto che
economica), non permette un percorso in cui ad essere considerate merce
di contrattazione siano le persone stesse. Per voler costruire una
fontanella in mezzo alla piazza non bisogna essere né di destra né di
sinistra, ma è anche vero che la propria appartenenza risulterà dal
percorso umano e politico (in altre parole dal grado di partecipazione
democratica) che saremo in grado di mettere in atto nel processo di
elaborazione e di costruzione e di uso previsto per l’acqua della
fontanella".
Il percorso della proposta di legge di iniziativa popolare sulla SA può
essere condivisibile così come sono stati condivisi lo statuto di FCA ed
i documenti de La Via Campesina, ma non si può prendere una decisione
del genere in tre persone che si scrivono la legge da soli scopiazzando
qua e là. Bisogna coinvolgere la base contadina e popolare sia nella
decisione che nella stesura e formare a livello nazionale una rete di
comitati autonomi, non una rete di seguaci.
Ai resistenti del FCA
Dato che non ci interessa la distinzione tra promotori, primi firmatari,
secondi firmatari o quant’altro: la lista in fieri dei resistenti di FCA
è pubblicata e verrà costantemente aggiornata sul sito ufficiale di FCA:
www.altragricoltura.org. Nel sottoscrivere il documento si invita a
specificare la scelta tra le 5 vie alternative (contenute nei due
documenti pubblicati) in relazioni alle quali, si apre il confronto coi
contadini che hanno fatto riferimento al FCA come possibile luogo di
interlocuzione e di aiuto nelle proprie mobilitazioni, a quelli che ne
sono rimasti delusi, ma credono che un movimento contadino diverso da
AFC sia ancora possibile e forse anche necessario.
Al segretario
e al responsabile agricoltura RC
L’ennesimo invito ad assumersi le proprie responsabilità: “Il sonno
della ragione produce mostri”.
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