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note
[1] Sui trasferimenti di armamenti, si veda Adam Isacson e Joy Olson, Just the Facts: A Citizen’s Guide to U.S. Defense and Security Assistance to Latin American and the Caribbean, Latin American Working Group and Center for International Policy, Washington DC, 1999. Sui fatti riportati e sulle fonti qui non citate, si vedano il mio La paura e la democrazia, cap. 4 e 5 e il mio Il nuovo ordine mondiale (ed il vecchio), cap. 1 e 2. Si veda inoltre Javier Giraldo, Colombia: The Genocidal Democracy, Common Courage, 1996. Sulla correlazione si veda Lars Schoultz, cap. 10, p. 164. Si consultino i dati sulle conferme e le indagini più estese, che aiutano a spiegarne le ragioni, in Noam Chomsky ed Edward Herman, Political Economy of Human Rights, vol. 1, cap. 2.1.1; Herman, The Real Terror Network, South End, 1982, p. 126.
[2] Martin Hodgson, “The coca leaf war”, Bullettin of the Atomic Scientists, maggio/giugno 2000. Ufficialmente la Colombia sostiene che il “Plan Colombia” costerà in totale “7.300 milioni di dollari, dei quali 4.200 saranno finanziati dal governo colombiano e 3.100 grazie ai contributi della comunità internazionale” e che ne saranno destinati 1.080 milioni alla “strategia antidroga”. Comunicato stampa dell’Ambasciata di Colombia a Washington DC, 2 giugno 2000. “Ignoranza intenzionale” è l’espressione utilizzata dagli osservatori dei diritti umani Donald Fox e Michael Glennon nel commentare la decisione di Washington di “non vedere” il terrore che si sta portando avanti, attraverso gli intermediari, in America Centrale. “Report to the International Human Rights Law Group and the Washington Office on Latin America”, Washington DC, 21 aprile 1985, Si veda inoltre Glennon, “Terrorism and ‘intentional ignorance’”, CSM, 20 marzo 1986.
[3] Sui trasferimenti di armi statunitensi si veda Tamar Gabelnick, William Hartung and Jannifer Washburn, Arming Repression: US Arms Sales to Turkey During the Clinton Adminitration, World Policy Institute and Federation of American Scientists, ottobre 1999. Sulla revisione dei programmi anti-insorgenza Stati Uniti-Turchia si veda il mio The New Military Humanism.
[4] Judith Miller, NYT, 30 aprile 2000. Gli altri grandi trionfatori nella guerra contro il terrorismo sono la Spagna (perlomeno i membri del governo che però non sono stati incarcerati per tortura e atrocità nelle loro attività antiterroriste) e l’Algeria, un riferimento che rende superfluo ogni commento. Il rapporto e l’analisi meritano uno studio molto più esteso.
[5] Reuters, 9 maggio 2000; AFP, 26 maggio 2000. AP, BG, Chicago Tribune, WP (breve estratto), 27 maggio 2000. Anne Kornbult, “Congress sees differences on China, Cuba”, BG, 27 maggio 2000. Kinzer, “Turkey Reviews the Darkest Hours in Its Painful Past”, NYT, 28 maggio 2000. Kinser, “Turkish Study Finds Torture of Prisoners Is Widespread”, NYT, 4 giugno 2000, che segnala come “la popolazione, principalmente kurda, si è lamentata particolarmente per i maltrattamenti della polizia” nel sud-est; non è la storia completa. Sull’interpretazione di Kinser della pulizia etnica generalizzata e sulle operazioni di terrore in Turchia negli anni ’90, così come sul contributo di Clinton ad essa, si veda il mio The New Military Humanism, op. cit. Per una raccolta sulle impressionanti azioni di occultamento delle atrocità e sull’indebolimento della diplomazia statunitense nel caso recente del Nicaragua si veda il mio Ilusiones necesarias.
[6] Come mero esempio, quando si stavano organizzando gli assalti militari d’aprile, i direttori di otto periodici di una provincia kurda andavano incontro a possibili sentenze di condanna a tre anni di carcere nel caso in cui venissero dichiarati colpevoli di denominare una festività kurda come Newroz invece di Nevroz, come si scrive secondo l’ortografia turca (AP Worldstream, 25 marzo 2000).
[7] Reuters, 1 aprile 2000. Chris Morris, The Guardians (Londra), 3 aprile 2000. “Arab League Denounces Turkish Incursion Into Iraq”, Mena (Cairo), 4 aprile 2000; Kurdish News Bullettin, 1-16 aprile 2000. In una ricerca su un data base statunitense si è trovato solo un riferimento di AP su 326 parole: Los Angeles Times, 2 aprile 2000. Rubin, Informazione quotidiana per la stampa del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti; M2 Presswire.
[8] Servizio federale di notizie, conferenza stampa del Dipartimento di Stato, segretario della Difesa William Cohen: “L’importanza della Turchia per la sicurezza internazionale del secolo XXI”, Grand Hyatt Hotel, Washington DC, 31 marzo 2000; Charles Aldinger, “US Praises Key Nato Alley Turkey”, Reuters, 31 marzo 2000.
[9] Human Rights Watch, The Ties Bind: Colombia and Military-Paramilitary Links, febbraio 2000. Martin Hodgson, CSM, 26 aprile 2000 (rapporto delle Nazioni Unite). Dipartimento di Stato, Rapporto sui paesi relativamente ai diritti umani, 1999 e 1998. Il rapporto del 1999 è citato da Hodgson come “la guerra della foglia di coca”. Il direttore svedese è citato da Ana Carrigan, “Dogs of war are loose in Colombia”, Irish Times, 6 maggio 2000.
[10] Winifred Tate, Washington Office on Latin America (WOLE), 6 ottobre 1999. Comisión Colombiana de Juristas, “Panorama de los derechos humanos y del derecho humanitario en Colombia: 1999”, settembre 1999; si veda Colombia Update, n. 11, pp. 3-4, inverno/primavera 2000. Bland, “Colombia: Don’t forget the lesson of Salvador”, LAT, 10 aprile 2000. UNICEF, CODHES, citato da Maurice Lemoine, “The Endless Underclared Civil War”, Le Monde Diplomatique, maggio 2000.
[11] Servizio federale delle notizie, 1 maggio 2000, conferenza stampa del Dipartimento di Stato.
[12] Lindsay Murdoch, The Age (Australia), 8 aprile 2000; Barry Wain, direttore del periodico asiatico WSJ, 17 aprile 2000. Su Timor Est e il Kosovo si vedano i miei saggi “In Retrospect” e “‘Green Light’ for War Crimes”, pubblicati in varie edizioni nel 1999-2000, aggiornati nel mio A New Generation Draws the Line.
[13] Ibid., e per ulteriori dettagli e fonti The New Military Humanism.
[14] AFL-CIO, “Statement on the Situation of Labor in Colombia and US Policy”, 17 febbraio 2000, distribuito da WOLA. Human Rights Watch, World Report 2000, dicembre 1999.
[15] Nell’aprile 2000 le FARC hanno annunciato la formazione di un nuovo partito politico, il Movimiento Bolivariano para una Nueva Colombia, chiamato ad “un nuovo ambiente politico, sociale ed economico (…) che renda inutile l’uso delle armi”. AP, 30 aprile 2000, pagina web del Miami Herald e della Reuters. El Nuevo Herald (Miami), citato dal Weekly News Update on the Americas n. 535, 30 aprile 2000. Il nuovo partito “per il momento resterà, tuttavia, nella clandestinità per impedire che i suoi leader siano assassinati, hanno dichiarato i comandanti delle FARC”. Vivian Sequera, AP, BG, 30 aprile 2000.
[16] Steven Greenhouse, NYT, 15 marzo 1994.
[17] Arlene Tikner, coordinatrice generale del Centro de Estudios Internacionales dell’Universidad de los Andes, Bogotà, “Colombia: Cronicicle of a Crisis Fioretold”, Current History, febbraio 1998.
[18] Lars Schoultz, Human Rights and United States Policy toward Latin America, Princeton, 1981, p. 7. Su Vásquez Carrizosa e ulteriori informazioni si vedano i riferimenti della nota 1.
[19] Michael McClintock, “American Doctrine and Counterinsurgent State Terror”, in A. George (a cura), Western State Terrorism, Polity-Blackwell, 1991, p. 139; McClintock, Instruments of Statecraft, Pantheon, 1992, p. 222.
[20] Ibidem, p. 227.
[21] Sui programmi della guerriglia, si veda Andrés Cala, “The Enigmatic Guerrilla: FARC’s Manuel Marulanda”, Current History, febbraio 2000; Karen De Young, “Colombia’s Non-Drug Rebellion”, WP National Weekly, 17 aprile 2000. Si veda inoltre l’“agenda di negoziazione” delle FARC in Adam Isacson, “The Colombian Dilemma”, International Policy Report, Washington DC, Center for International Policy, febbraio 2000.
[22] James Wilson, “Rebels tax plan outrages Colombia”, FT, 28 aprile 2000. Si veda inoltre Carrigan, Op. cit.
[23] Larry Rohter, “Colombia Agrees to Turn Over Territory to another Rebel Group”, NYT, 26 aprile 2000; Alma Guillelmoprieto, New York Review, 11 maggio 2000. Si veda per un’analisi più approfondita, Lemoine, Op. cit., dove si fa riferimento all’attrazione che hanno le FARC su molti contadini e lavoratori, che le considerano “l’esercito dei poveri”, specialmente le donne, che costituiscono attualmente la terza parte dei suoi reparti, e ciò a seguito della rottura della guerriglia con le pratiche oppressive e degradanti che sono particolarmente dure nel fondo dell’abisso della povertà e della disperazione.
[24] James Wilson, “Colombia’s citizens get the chance to confront rebels” FT, 26 aprile 2000.
[25] La Prensa Gráfica (San Salvador), 28 aprile 2000, citato dal Weekly News Update on the Americas, n. 535, 30 aprile 2000; si vedano inoltre le attualizzazioni precedenti qui citate. Kintto Lucas, Interpress Service, Quito, Ecuador, 23 marzo 2000.
[26] Su questi fatti e sulle analisi, si veda in particolare Arnold Chien, Margaret Connors and Kenneth Fox, “The Drug War in Perspective”, in J. Y. Kim, J. Millen, A. Irwin e J. Gershman, Dying for Growth, Institute for Health and Social Justice/Partners in Health, Cambridge, MA. (Common Courage, 2000).
[27] General Accounting Office, Drug Control: Narcotics Threat from Colombia Continues to Grow, giugno 1999.
[28] Alan Feuer, “US Colonel is implicated in Drug Case”, NYT, 4 aprile 2000.
[29] John Donnelly, BG, 9 marzo 2000. Si veda “Paramilitary Leader Goes Public”, Latinamerica Press (Perù), 20 marzo 2000.
[30] De Young, “Colombia’s Non-Drug Rebellion”.
[31] Cala, “Enigmatic Guerrilla”. Ricardo Várgas Meza, The Revolutionary Armed Forces of Colombia (FARC) and Illicit Drug Trade, Acción Andina (Bolivia), YNI (Paesi Bassi), WOLA (Washington DC), giugno 1999.
[32] Ibidem. Si veda inoltre Várgas, “Drug Coltivation, Fumigation and the Conflict in Colombia” TNI and Acción Andina Colombia, ottobre 1999; Hodgson, “La guerra de la hoja de coca”. Si veda inoltre Larry Rohter, “Colombia Tries, Yet Cocaine Thrives”, NYT, 20 novembre 1999, sull’opposizione del governo e dei coltivatori colombiani all’insistenza degli Stati Uniti per i programmi di distruzione delle coltivazioni invece che per quelli di sostituzione delle coltivazioni che essi preferiscono. Sui piani odierni di utilizzazione di armi biologiche in aggiunta alle armi chimiche abituali si veda “UN to Unleash Biowar Against Colombian Cocaine Plant”, AFP, 8 marzo 2000, che fa riferimento ad un articolo pubblicato nella rivista britannica New Scientist, il 9 marzo 2000, su un piano finanziato dagli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite per realizzare esperimenti all’aria aperta di un fungo (Fusarium oxysporum) sino ad oggi provato unicamente nelle celle frigorifere del governo statunitense. “Si sta considerando la tattica della bioguerra a causa del fracasso delle forze anti-criminalità nell’estirpare le coltivazioni di coca”, informa AFP. I coltivatori peruviani affermano che il fungo che ha ridotto considerevolmente la produzione della coca “ha anche sofferto una mutazione e sta uccidendo molte coltivazioni tradizionali, comprese quelle di banani, cacao, caffè, mais, limoni, papaya e yuca”, però “i funzionari del governo degli Stati Uniti insistono sul fatto che le accuse che li vincolano in qualche modo al fungo non hanno fondamento”. Eric Layman, “US Accused of Creating Blight Killing Coca Plants and Harming Other Crops”, San Francisco Chronicle, 4 novembre 1999.
[33] Walter La Feber, “The Alliances in Retrospect”, in A. Maguire and J. W. Brown (a cura), Bordering on Trouble: Resorces and Politics in Latin America, Adler & Adler, 1986. Joseph Treaster, “Coffee Impasse Imperils Colombia’s Drug Fight”, NYT, 24 settembre 1988. Sul programma “Food for Peace” e le conseguenze dei “sussidi all’esportazione” degli Stati Uniti e dell’uso di fondi complementari, si veda William Borden, The Pacific Alliance: United States Foreign Economic Policy and Japanese Trade Recovery, 1947-1955, University of Wisconsin Press, 1984, pp. 182 e seg. Si veda per una trattazione più generale Tim Barry and Deb Preusch, The Soft War, Grove, 1988. Sugli antecedenti si veda inoltre Chien, “The Drug War in Perspective”, in Dying for Growth.
[34] Susan Strange, Mad Money: When Markets Outgrow Goverments, University of Michigan, 1998, p. 127.
[35] Tim Weiner, “Congress Agrees to $7,1 Billion in Farm Aid”, NYT, 14 aprile 2000; Nicolas Kristof, “As Life for Family Farmers Worsens, The Thoughest Wither”, NYT, 2 aprile 2000; Laurent Belsie, “Collapse of Free-Market Farm Economy?, CSM, 23 marzo 2000. Per maggiori dettagli ed un’analisi informativa si veda National Farmers Union, The Farm Crisis, EU Subsidies, and Agribusiness Market Power, Saskatoon, SK, Canada, rapporto presentato al comitato permanente sull’agricoltura e i boschi del Senato canadese, Ottawa, 17 febbraio 2000.
[36] Un esempio attuale è la reazione alla dichiarazione del Summit del Sud de L’Avana dell’aprile 2000. La dichiarazione condannava le forme della “globalizzazione” stabilite dall’Occidente e si appellava alla realizzazione di “un sistema economico internazionale giusto e democratico”, facendo enfasi sul “diritto allo sviluppo”, che gli Stati Uniti rifiutano, e condannando inoltre “il cosiddetto “diritto” all’intervento umanitario” e qualsiasi intervento militare ed economico che impedisca ai paesi di sviluppare i propri “sistemi politici, economici, sociali e culturali”, con accuse e proposte molto particolari. Com’è solito, la dichiarazione di quei paesi che riuniscono l’80% della popolazione mondiale è stata poco diffusa o omessa.
[37] Adam Isacson, “Getting in Deeper”, Center of International Policy, International Policy Report, febbraio 2000; Linda Robinson, World Policy Journal, inverno 1999-2000; Cala, “Enigmatic Guerrilla”. Larry Rohter, NYT, 20 novembre 1999, cita il “disappunto” dei funzionari colombiani, che ricevono istruzioni dall’alto; Rohter, “To Colombians, Drug War Is Toxic Foe”, NYT, 1 maggio 2000, sulle conseguenze delle fumigazioni che violano i regolamenti (applicati) e sulle smentite dell’ambasciata di questo paese. Si veda la nota 32.
[38] Gwen Robinson and James Wilson, FT, 30 marzo 2000; Michael Isikoff, Gregory Vistiva, Steven Ambrus, “The Other Drug War”, Newsweek, 3 aprile 2000.
[39] AP, NYT, 10 aprile 2000; Peter McFarren, AP, BG, 10 aprile 2000; Reuters, AP, 18 aprile 2000; Richard Lapper, “Anger in the Andes”, FT, 26 aprile 2000; Francis Mc Donagh, National Catholic Reporter, 28 aprile 2000.
[40] Jim Scultz, The Democracy Center, Bogotà, 9 aprile 2000; San José Mercury News, 8 aprile 2000; Democracy Center, 13 aprile 2000; Pacific News Service, 13 aprile 2000; San Francisco Examiner, 19 aprile 2000; In These Times, 15 maggio 2000.
[41] Kirk Semple. “Antidrug Efforts Fear in Colombia”, BG, 10 aprile 2000.
[42] Alvin Winder, Ted Chen and William Mfuko, “Influence of American Tobacco Imports on Smoking Rates Among Women and Youth in Asia”, International Quarterly of Community Health Education, vol. 14, n. 4, 1993-1994, pp. 345-359; Chen and Winder, “APACT: Its Organization and Impact on Resistance To US Tobacco Imperialism”, International Quarterly of Community Health Education, vol. 12, n. 1, 1991-1992, pp. 59-67. Sulle audizioni del Dipartimento del Commercio che ha forzato i paesi asiatici ad aprire le loro porte alle droghe letali ed alla pubblicità aggressiva esattamente nel momento in cui George Bush annunciava la nuova “guerra alla droga” e sulla sorprendente reazione mediatica a questi due eventi simultanei, si veda il mio La paura alla democrazia, op. cit., cap. 4. Sulle morti colombiane in contrapposizione a quelle statunitensi si veda Peter Bourne, World Development Forum, n. 6, giugno 1998, citato da Joyce Millen and Timothy Holtz, “Transnational Corporations and the Health of the Poor”, in Kim and others, Dying for Growth, op. cit..
[43] Sthepen Bezruchka, “Is globalization dangerous to our health?”, Western Jounal of Medicine, n. 172, pp. 332-334, maggio 2000.
[44] Colin Nickerson, “A Nothern Border Menace”, BG, 26 aprile 2000. Programma Internazionale delle Nazioni Unite per il Controllo delle Droghe, World Drug Report, Oxford, 1997. Si vedano nel mio La paura alla democrazia, op. cit., alcuni dati interessanti sui depositi e le imprese farmaceutiche e sulla reazione di Washington.
[45] Linda Greenhouse, “Excepts From (Supreme Court) Opinions”, NYT, 22 marzo 2000.
[46] John Donnelly, BG, 22 marzo 2000.
[47] Opinioni contrarie dell’onorevole Nancy Pelosi e dell’onorevole David Obey, nel rapporto 106-521 del Comitato della Camera dei Rappresentanti sul H. R. 3908, 14 marzo 2000, distribuito da WOLA.
[48] John Donnelly, BG, 21 febbraio 2000.
[49] Michael Tonry, Malign Neglect: Race, Crime and Punishment in America, Oxford, 1995. Si veda Juan Pablo Ordoñez, No Human Being Is Disposable, Columbia Human Rights Committee, Washington DC, 1995. Ordoñez è un altro attivista dei diritti umani obbligato a fuggire dal paese a causa delle minacce di morte. Sulle conseguenze politiche per la popolazione degli Stati Uniti, si veda Marc and Marque-Luise Miringoff, The Social Health of The Nation, Oxford, 1999, l’ultimo rapporto sugli indici di salute umana dell’Istituto Fordham per il Rinnovamento delle Politiche Sociali, che controlla gli indicatori sociali (come lo fanno gli organismi governativi in altri paesi industrializzati). La sua conclusione più importante è che gli indicatori sociali hanno seguito il PNL sino alla metà degli anni ’70 e d’allora in poi hanno iniziato a scendere, lasciando gli Stati Uniti sotto il livello del 1959, in quella che definiscono una “recessione sociale”. Il cambio coincide con l’inizio della “globalizzazione” ufficiale e con la versione interna delle “riforme neoliberiste” selettive.
[50] Chien and others, “The Drug War in Perspective”, in Kim and others, Dying for Grouth, op. cit. Sul sistema passato e presente della giustizia criminale si veda Randall Shelden, Controlling the Dangerous Classes. A Critical Introduction to the History of Criminal Justice, Allyn and Bacon, in preparazione.
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