“IL CIBO NON È UNA MERCE!

STRUMENTI PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE”

progetto per le aree rurali e periferiche del comune di Roma

 

 

  1. PREMESSA

L’obiettivo è di un intervento articolato che l’Associazione Michele Mancino propone al Comune di Roma è quello di trasformare lo slogan “il cibo non è una merce” in un intervento concreto in grado di dare ai cittadini consapevolezza e possibilità di scelta nella loro alimentazione.

Il progetto si iscrive nell’azione ampia per la Sovranità Alimentare promossa dal movimento internazionale di Via Campesina e perseguita in Italia dal Foro Contadino Altragricoltura che è organizzazione contadina italiana aderente a questo movimento internazionale. La Sovranità Alimentare è, dunque, una proposta complessiva di valorizzazione dell’agricoltura con l’obiettivo di porne al centro delle azioni istituzionali, produttive e dei consumatori, i valori sociali, etici e le funzioni ambientali e del lavoro contadino in quanto fattori di promozione dell’intero sistema di relazioni sociali e territoriali.

La definizione di indirizzi progettuali finalizzati alla valorizzazione delle aree agricole del territorio comunale di Roma è l’obiettivo principale di questa proposta, nella convinzione che essa possa contribuire in maniera significativa ad incidere positivamente nelle aree urbane periferiche degradate, nella condizione di reddito degli operatori e negli standards sociali di vita e gestione del territorio rispondenti ai bisogni di qualità espressi dai cittadini.

 

2.      FINALITA’ DEL PROGETTO: PROMUOVERE LA SOVRANITA’ ALIMENTARE VALORIZZANDO    L’AGRICOLTURA URBANA

La sovranità alimentare è il DIRITTO  delle popolazioni, dei loro paesi o unioni di stati  a definire la propria politica agraria ed alimentare, proteggendo la produzione locale del cibo, i lavoratori della propria terra dall’invasione di prodotti a minor prezzo che stravolgono i mercati interni, e creano spopolamento delle campagne, urbanizzazione, disoccupazione, fame, miseria, squilibri sociali.

Il concetto di sovranità alimentare fu sviluppato da Via Campesina e portato al dibattito pubblico in occasione  del Vertice Mondiale dell’Alimentazione nel 1996, e offre un’alternativa alle politiche neo-liberiste. Da allora questo concetto è diventato il tema principale nel dibattito agrario internazionale, incluso in seno alle istanze delle Nazioni Unite. E’ stato il tema principale  del forum parallelo delle ONG al vertice mondiale dell’alimentazione della FAO del novembre del 2002.

Il concetto di Sovranità Alimentare prevede:

  1. Il diritto degli Stati o unioni di paesi, di dare priorità alla produzione agricola locale per alimentare la popolazione, l’accesso dei contadini e delle contadine e dei senza terra ai terreni, all’acqua, alle sementi e al credito. Di qui la necessità di riforme agrarie, della lotta contro gli OGM (organismi geneticamente modificati), per il libero accesso alle sementi, e per fare in modo che l’acqua, nella sua qualità di bene pubblico, sia divisa in modo sostenibile.
  2. Il diritto dei contadini a produrre alimenti e il diritto dei consumatori a poter decidere ciò che vogliono consumare, di poter conoscere come si produce e chi lo produce.
  3. Il diritto dei Paesi a proteggersi dalle importazioni agricole e sottocosto, dal cosiddetto dumping.
  4. La formazione dei prezzi agricoli deve essere legata ai costi di produzione (evidentemente relazionati alle specificità territoriali e di settore e compensata nelle differenze di prezzo dalla gestione dell’intervento pubblico): il valore dei prodotti alimentari non può essere deciso dalle grandi aziende dell’agrobusiness, attraverso la speculazione finanziaria orientata solo ad aumentare i propri bilanci, ma deve tener conto dei costi di produzione legati alla conservazione dell’ambiente ed ai costi sociali. I Paesi o le Unioni devono impegnarsi a favore di una produzione agricola sostenibile e nel controllo del mercato interno per evitare eccedenze strutturali.
  5. La partecipazione delle popolazioni alla definizione delle rispettive politiche agricole.
  6. Il riconoscimento dei diritti delle famiglie rurali (e non solo delle imprese) che svolgono un ruolo essenziale nella produzione agricola, nel presidio e la conservazione del territorio, del paesaggio, dell’ambiente, limitando gli effetti perversi delle concentrazioni urbane. Le aree rurali hanno diritto avere un’offerta di servizi pubblici (scuole, assistenza sanitaria, accesso all’acqua e all’energia, telecomunicazioni e altre infrastrutture) che sia dello stesso livello di quelle urbane.

Il passaggio dalla definizione dei principi generali alla relazione con i territori ci permette di definire una griglia di obiettivi utili a definire la Sovranità Alimentare come base per rilanciare la funzione dell’agricoltura, che così possiamo riassumere:

a)       Coinvolgimento dei produttori e dei cittadini-consumatori nelle scelte di indirizzo sull’agricoltura territoriale (sulla base dello schema e delle proposte della democrazia partecipata e del bilancio partecipativo)

b)       Difesa e valorizzazione delle produzioni locali

c)       Valorizzazione del ciclo corto produzione-consumo

d)       Azioni per garantire il diritto a produrre (reddito e salario, accesso a terra, acqua, semi, credito, servizi e conoscenza)

e)       Azioni per garantire il diritto dei cittadini a consumare (sicurezza e qualità delle produzioni, conoscenza e trasparenza, accessibilità dei prezzi)

f)         Valorizzazione della funzione generale dell’agricoltura in area urbana come veicolo e fattore della generale valorizzazione delle aree periferiche del comune di Roma.

 

  1. OBIETTIVI DEL PROGETTO

Il progetto intende sviluppare la conoscenza dei canali di produzione/distribuzione/consumo relativi al “ciclo breve” del sistema produttivo agroalimentare e a tutto ciò che vi è connesso attraverso la filiera produttiva a monte ed a valle ed il sistema di servizi al cittadino che la stessa attività agricola comporta. Oltre a rilevare quanto esistente in letteratura e censire quanto eventualmente inserito nell’attività dell’assessorato a favore dei settori produttivi collegati, lo studio intende individuare un ordine di priorità per le attività connesse al settore primario ed in grado di migliorare la qualità degli alimenti e la fruibilità dei territori dell’agro cittadino. Particolare attenzione verrà posta, oltre che a tutti i sistemi a ciclo breve, anche alla distribuzione di quanto prodotto in modo naturale, con basso impatto ambientale, con sistemi non inquinanti ed in modo biologico.

Obiettivi specifici del progetto sono:

*      mappatura nei municipi campione dei piccoli e piccolissimi produttori locali che neppure emergono come aziende;

*      studio delle aziende di trasformazione presenti e dell’accesso dei piccoli produttori;

*      studio e mappatura delle aziende e dei luoghi di distribuzione presenti sul territorio, quelli già avviati e quelli potenziali;

*      analisi dell’accesso alla distribuzione da parte dei produttori/trasformatori e da parte dei cittadini-consumatori;

*      studio delle possibilità di sostegno alla trasformazione ed alla distribuzione da parte dell’ente pubblico.

Esso è parte di una più ampia articolazione modulare che investe l’intero territorio comunale e provinciale di Roma in grado di fornire, per ogni modulo, indicazioni utili per sviluppare i servizi nei diversi settori interessati alla filiera agroalimentare (produzione, distribuzione, consumo, servizi collegati) e permettere di aumentare la qualità della vita dei cittadini della capitale, incrementandone ed indirizzandone le attività.

Il presente modulo coinvolge nell’attività di rilevazione il territorio di tre Municipi della capitale (IV, V e X).

 

  1. LA STRUTTURA DEL PROGETTO

Per ottenere i risultati prefissati, lo studio si strutturerà attraverso:

*      una parte teorica, relativa alla analisi della multifunzionalità dell’azienda agricola, ed alla analisi “agricoltura metropolitana” e dei soggetti che la praticano, affrontando il nodo delle attività agricole inserite nell’area urbana e non identificabili con l’impresa agricola (familiare ovvero capitalistica);

*      una parte statistica/compilativa, relativa alla individuazione dei dati dell’agroalimentare romano, analizzati in modo da inserire nella realtà metropolitana le attività agricole e le altre relative alla filiera;

*      una parte di indagine sul campo, in cui verranno analizzati alcune realtà specifiche presenti nelle periferie e relative al territorio di tre Municipi, con l’analisi di due diversi tipi di canali: (a) uno relativo ad un territorio in cui la valorizzazione delle produzioni passa attraverso il miglioramento ed il riconoscimento delle qualità delle produzioni in esso effettuate e commercializzate; (b) uno relativo alla valorizzazione dei servizi legati alla multifunzionalità in una parte di territorio in cui già operano attivamente alcune strutture associative, per quanto riguarda sia la distribuzione dei prodotti che i servizi alla cittadinanza.

*      Una parte di definizione di proposte per l’azione, rivolta sia agli attori istituzionali (Assessorato alla periferie del Comune di Roma, i tre municipi coinvolti dal rilevamento e lo stesso Comune di Roma per gli aspetti di proposta più complessiva) sia ai cittadini ed agli operatori economici.

Lo studio si effettuerà nell’arco di sei mesi (a partire dalla data di perfezionamento dell’affidamento).

 

  1. I CASI CONCRETI STUDIATI

L’attività d’indagine da sviluppare nei municipi IV, V e X, consisterà nella elaborazione delle risposte ad alcuni questionari da sottoporre ad un campione significativo della filiera agroalimentare presente in zona, consistente in produttori, eventuali esponenti del settore industriale, organizzatori di servizi, distributori e consumatori e/o utenti, con lo scopo di far emergere le esigenze e le conoscenze relative agli alimenti, in particolare di quelli prodotti attraverso il ciclo breve.

Nel caso dei Municipi IV e V, si tratterà di svolgere l’indagine a partire dall’attività delle realtà sociali di zona impegnate nella filiera agroalimentare territoriale (ad es., il “Casale del Podere Rosa, ovvero un gruppo d’acquisto di prodotti biologici), per avvicinare i consumatori e censire le aziende produttrici, in modo da quantificare l’esigenze e le tipologie di fruizione relative agli alimenti ed alla percezione del territorio.

Nel caso del X Municipio, la conoscenza delle esigenze dei cittadini, nonché quella dei produttori di zona, avverrà a partire dal contatto con la realtà di mercato di zona. Il lavoro di inchiesta svolto in alcuni punti (Mercati Comunali), permetterà di ricostruire il percorso delle merci e la percezione che il cittadino ha del territorio attraverso di esse.

In entrambi i casi si analizzeranno gli eventuali collegamenti con le realtà di consumo collettivo e la relazione tra le aree protette esistenti ed il sistema produttivo e dei servizi di zona.  

 

  1. LE RICADUTE DEL PROGETTO

 Al termine dei lavori si produrrà una relazione a disposizione dei committenti, in grado di delineare:

*            La struttura delle produzioni metropolitane ed il sistema di ciclo breve: come essi si collegano alla evoluzione dei consumi cittadini ed al potenziale miglioramento delle condizioni di vita e di benessere degli abitanti della metropoli;

*            L’esigenze dei cittadini in merito alle produzioni di area e la fruibilità dei territori in termini di servizi derivati dalla multifunzionalità;

*            Lo schema del possibile intervento e le potenzialità del settore primario in rapporto alle attività della U.O. Autopromozione sociale, in particolare in relazione ai futuri investimenti;

*            L’analisi delle forze sociali presenti nei territori oggetto della ricerca;

*            L’ipotesi di attività di formazione e informazione collegate ai risultati della ricerca sul campo.

Il materiale ottenuto potrà essere utilizzato per produrre una pubblicazione,  anche eventualmente multimediale, ovvero sarà possibile svolgere un incontro in cui divulgare i risultati del lavoro svolto.

 

  1. I PRODOTTI DEL PROGETTO

*            Uno studio descrittivo della filiera dell’agro alimentare romano con particolare attenzione alle produzioni metropolitane a ciclo breve e le potenzialità di distribuzione;

*            Una mappa dei municipi campione contenente la dislocazione, la natura, l’ampiezza e la descrizione dei soggetti di produzione-trasformazione-distribuzione, e le reti associative per lo sviluppo, inseriti nel ciclo breve, con le loro interrelazioni;

*            Uno studio dei possibili interventi da parte del Comune, in particolare la U.O: Autopromozione sociale, per il sostegno alle aziende di trasformazione e soprattutto di distribuzione a livello locale, mirante a sostenere il ciclo breve e le produzioni di qualità.

 

  1. I TEMPI, L’ARTICOLAZIONE E I COSTI.

Stante il carattere sperimentale dell’intervento e per garantire l’obiettivo di legare il più possibile lo studio alla produzione di una proposta di intervento spendibile per la U.O. Autopromozione sociale e per gli altri attori istituzionali coinvolti, l’attuazione dell’iniziativa viene articolata in due tempi con un momento di confronto intermedio ed uno finale. Il primo si conclude con la realizzazione dello studio teorico e l’indagine statistica/compilativa (i cui risultati verranno consegnati e confrontati con l’Assessorato alle Periferie in un incontro di lavoro), il secondo si conclude con la realizzazione dell’indagine sul campo e la produzione della proposta per l’azione (anche questi materiali verranno consegnati e discussi in un incontro conclusivo con l’Assessorato alle Periferie).

L’intero progetto si articolerà, orientativamente in un periodo di sei mesi dalla data di definizione dell’affidamento all’Associazione Michele Mancino.

Segue il prospetto dei costi per la realizzazione che si propongono al finanziamento dell’Assessorato alle Periferie del Comune di Roma.

 

 

Costi generali (servizi, consumi, sede, stampa, ecc..)

5.500

Costi delle collaborazioni

9.666

Rimborsi  viaggi per rilevamento

1.500

 

 

Totale Progetto

16.666

I.v.a. (20%)

3.332

Totale

19.998

 

Il pagamento dei servizi da parte dell’Amministrazione all’Associazione Michele Mancino potrà avvenire dopo consegna dei materiali di progetto e presentazione della fatturazione relativa in diverse soluzioni, funzione dei tempi di  intervento e vincolate alla realizzazione dell’intervento fino al saldo totale.

 

Per l’Associazione Michele Mancino

       Giuseppe Antonio Mancino