Lettera all'assemblea del CNCA nella mobilitazione di Metaponto

Ollolai, 20 ottobre 2005



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Siamo il Copas, coordinamento dei comitati pastori sardi. Come dice il nome stesso, siamo un coordinamento di comitati spontanei sorti in diversi paesi della Sardegna nell’autunno del 2003 sulla scorta della vertenza sul prezzo del latte. Il movimento nacque con l’occupazione da parte dei pastori di Ollolai della sala consiliare del proprio comune e fu seguito a macchia d’olio da numerosi colleghi in diversi comuni dell’isola. Il coordinamento che ne conseguì conta oggi più di trenta comitati sparsi nell’intero territorio sardo ed ha la sua base operativa nella Barbagia di Ollolai e nel Marghine. Pur giovane il Copas ha portato avanti numerose iniziative che hanno tutte come unico obbiettivo quello della difesa del comparto dalle ingiustizie di un sistema diretto dalle multinazionali che sta determinando conseguentemente la morte delle aziende medio piccole quali sono le nostre.  La battaglia principe che ci ha contraddistinto è sicuramente quella del latte.  A riguardo abbiamo condotto diverse iniziative che hanno tutte come perno l’esposto segnalazione all’autorità garante della concorrenza e del mercato. Presentato nel novembre 2003 al fine di segnalare il cartello degli industriali caseari che di fatto impone un prezzo di acquisto del latte ovino a prescindere da qualsiasi contrattazione o comunque del normale andamento del mercato. Tale pratica è illegittima ai sensi della legge n. 287/1990. Oggi in tutti i quotidiani si parla proprio di cartello, a proposito del latte in polvere: qui si sono associati le grandi multinazionali per imporre il prezzo ai cittadini (salito anche del 300%) a prescindere dal loro amato mercato. Cittadini e produttori sono le loro vittime predestinate. Per questo è importantissima la collaborazione con le associazione dei cittadini (che il sistema guarda casa chiama consumatori).

Altra battaglia legale che abbiamo portato avanti è quella contro la vaccinazione degli ovini per la lingua blu. Sono stati al riguardo presentati: un ricorso al TAR del Lazio al fine di ottenere la sospensione della campagna di vaccinazione contro la lingua blu, che riteniamo, oltrechè dannosa ed inutile, del tutto illegittima; ed un esposto querela, presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, al fine di denunciare le evidenti negligenze, soprattutto a livello ministeriale, nella gestione dell’emergenza “Blu Tongue”.

Quest’anno nella battaglia per il prezzo del latte ci troviamo a combattere non solo con i baroni del latte (cosi chiamiamo gli industriai caseari) ma anche con il Presidente della regione Renato Soru. Mister Tiscali l’anno scorso pur di chiudere la trattativa e far rientrare i Copas negli ovili fu complice con le associazioni di categoria di un accordo a dir poco scellerato che mostrò palesemente da che parte stava tra noi e i baroni, lui che è un iscritto alla confindustria. Il suddetto accordo stabiliva che gli industriali ci pagassero il latte a 51 cent al litro (per capirci nel 1982 ci fu pagato a 1200 lire) mentre la Regione si impegnava a integrare i 51 con 14 cent.  Oggi nessuno parla più di questi 14 cent. 

Che fare? Direbbe qualcuno. E’ sicuramente finita la stagione delle battaglie legali. Bisogna passare a quelle forti, clamorose, e non per la stampa ma per la determinazione a portarle fino in fondo. E’ inoltre necessario collaborare con il maggior numero di realtà, soprattutto con quelle appartenenti al mondo delle campagne. Per questo, consapevoli che la nostra vertenza si trovi all’interno di tante altre vertenze di cui voi siete la testimonianza, riteniamo fondamentale per l’esito della guerra che tutti stiamo combattendo, l’unione di tutte le nostre forze. Con piacere confluiamo la nostra battaglia alla vostra, aderendo al CNCA (coordinamento nazionale comitati agricoli autoconvocati) per aprire un’unica vertenza, pronti ad affrontare con voi il caldo inverno che ci attende ed esservi in tutte le iniziative che lì deciderete di portare avanti.

Non essere lì con voi ci dispiace e ci duole e ce ne scusiamo, consapevoli della vostra comprensione: impegni di lavoro e di organizzazione (purtroppo questo è un altro gravissimo gap dei movimenti di base), non ci hanno consentito di adempiere all’impegno che da tempo avevamo assunto con voi attraverso la persona di Gianni Fabbis che bene conosce la nostra realtà e dunque può fare anche da nostro portavoce. Ritenevamo di fondamentale importanza il confronto e la conoscenza diretta di tante altre realtà che pur appartenenti al mondo delle campagne lamentano diverse problematiche, ma che, come abbiamo potuto constatare a Bari al termine della Marcia, sono conseguenza di uno stesso male: la politica agricola. Abbiamo, dunque, il medesimo obbiettivo: cambiare rotta, poiché quella attuale non è LA politica agricola, ma UNA politica agricola. E noi consapevoli del fatto che infinite politiche agricole sono possibili ci batteremo assieme per una migliore per tutti coloro che lavorano la terra.

 

COPAS

 

DOCUMENTI COPAS
 

La nostra oppinione


Volantino carovita day

 

Lettera al CNCA

 

Sit in a Botolana

 

Appello ai sindacati

 

Mobilitazione a Campeda

 

Diffida verde

 

Istanze del COPAS