Ollolai, 02.11.2004Sig. UMBERTO COCO Oggetto: chiarimenti relativi alle istanze presentate dal COPAS nell’incontro tenuto il giorno 30.10.2004 presso il museo etnografico di Nuoro |
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Ad integrazione del documento consegnato nell’incontro di Nuoro, suddividendo per argomento le questioni trattate, si precisa quanto segue:A. FEBBRE CATARRALE DEGLI OVINIChiediamo che si dia un segnale d’inversione di tendenza rispetto alla nefasta gestione della precedente Giunta. Valutare attentamente la questione relativa all’epidemia della lingua blu per giungere ad una posizione definita da portare fino in fondo anche nei confronti del Ministero della Salute, competente a decidere in materia, che nella scorsa stagione ha calato nella nostra Regione un protocollo vaccinale assurdo. Per la stagione 2004-2005, con Ordinanza dei Ministri Sirchia ed Alemanno, è stata stabilita la vaccinazione dei ruminanti allevati nella Regione Sardegna. Le nostre proposte a riguardo sono le seguenti:
B. MERCATO DEL LATTE OVINO. Ferma la nostra convinzione che tutto ruoti attorno al cartello degli industriali caseari, chiediamo alla Giunta che si attivi relativamente alle due questioni che sono state discusse e concordate nell’incontro di Nuoro. 1. Incentivazione caseifici aziendali. Anche lo sforzo etimologico vuole significare che la richiesta dei Copas si riferisce alla messa a norma dei locali presenti nelle aziende che trasformano il latte crudo (non termizzato) in Fiore Sardo. In pratica, il finanziamento per la ristrutturazione o la costruzione di un locale con circa quattro ambienti igienicamente a norma. E’, come già spiegato nell’incontro, una rivendicazione vitale per la sopravvivenza dell’unico formaggio DOP presente nel territorio regionale caratterizzato da una forte interazione con il territorio e con una vera storia alle spalle, tale da essere riconoscibile come prodotto della nostra terra. A riguardo, si farà il possibile affinché il Consorzio di tutela del Fiore Sardo invii tutta la documentazione necessaria per rendere chiaro, definitivamente, che sul mercato il Fiore Sardo è vittima di concorrenza sleale, con la presenza di formaggi che aggirano il disciplinare e che utilizzano latte termizzato. Necessità a riguardo un controllo più ferreo da parte delle Istituzioni preposte. Si sottolinea, comunque, che l’incentivazione ai caseifici aziendali è, a nostro parere, estendibile persino per la produzione di semicotti o altri derivati della trasformazione. Fermo, a scanso di spiacevoli equivoci, il ruolo determinante della cooperazione che non va solo incentivata ma inculcata nella testa dei produttori agricoli. Il tallone d’Achille è nella commercializzazione: inserire, nelle misure di sviluppo rurale, da attuare, politiche di sostegno all’associazionismo in fase di ammasso del prodotto e di commercializzazione, a nostro parere, è una necessità. 2. Chiediamo, altresì, che la Regione Autonoma della Sardegna si faccia carico di verificare la possibilità di proporre nelle sedi opportune (prima nazionali e poi comunitarie) l’istituzione di quote di produzione per il latte ovino che stabilizzi la situazione produttiva attuale a livello comunitario, vietando i finanziamenti per introdurre l’allevamento ovino in altre parti d’Europa. E’ una richiesta che è compatibile con la politiche comunitarie, che ha alle spalle l’esperienza delle quote relative al latte bovino e che, soprattutto, può essere considerata una contropartita congrua rispetto alla fuoriuscita della Sardegna dall’obiettivo 1 a favore di altre regioni più povere. Si vuole, infatti, evitare, che con i fondi che vengono sottratti alla nostra Regione, si incentivi l’allevamento di ovini da latte in altre parti dell’Unione Europea. A riguardo si segnala a titolo di esempio una situazione analoga nel settore avicolo. Per l’allevamento di galline ovaiole sono previsti incentivi solo per la ristrutturazione degli allevamenti esistenti. A noi serve una normativa analoga. B. CONTROLLO SPENDITA INVESTIMENTI IN AGRICOLTURA. Tutti gli investimenti in agricoltura, in particolare i contributi all’edificazione di strutture aziendali, sono un affare per progettisti ed imprese edili. Non vogliamo, per carità, aprire una guerra tra poveri, ma sottolineare che l’attuale normativa di controllo, circa la spendita dei contributi, è effettivamente penalizzante nei confronti degli imprenditori agricoli. La nostra proposta è quella di defiscalizzare detti investimenti, favorendo le opere fatte in economia, cioè tutte quelle attività poste in essere direttamente dall’agricoltore o dalla propria famiglia, che a nostro parere non debbono essere fatturate. Si tratta in pratica di trovare una mediazione tra esigenze di controllo ed effettività del contributo concesso, che in aziende a regime IVA forfetario è fortemente penalizzante. C MISURE DI SOSTEGNO AGROAMBIENTALE. Il nostro obiettivo è tutelare l’esistente. Nelle politiche di sviluppo rurale prevedere una misura di cura di terreni e boschi abbandonati da almeno due anni. Duplice il possibile risultato: tutelare l’ambiente preservandolo dal degrado e dare un’altra possibile voce di remunerazione a coloro che stanno in campagna. Da recenti dati diffusi dal Corpo Forestale dello Stato emerge che la Sardegna ha la maggiore estensione di terreno boscato, si tratta, quindi, di preservare un nostro immenso patrimonio, evitando gli errori del passato con l’impianto di alberi che nulla hanno a che fare con il sistema ambientale dell’isola. Consapevoli di essere una goccia nel mare degli associati alle organizzazioni di categoria, che tra l’altro riconosciamo come nostri rappresentanti, umilmente riteniamo di aver fornito il punto di vista di coloro che tutti i giorni lavorano in campagna con l’unico torto di non saper curare i propri interessi al di fuori del cancello della propria azienda. Distinti saluti. f.to Coordinamento pastori sardi
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DOCUMENTI COPAS
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