MANIFESTAZIONE DEL 22 OTTOBRE 2004 A THIESI, SANTUARIO DEI SIGNORI DEL CARTELLO, PER DISCUTERE DI “MERCATO” DEL LATTE OVINO.

DIFFIDA VERDE

 


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La manifestazione odierna vuole mandare un segnale, anche cartaceo con la consegna di una “diffida verde”, agli industriali caseari che impongono il prezzo del latte a prescindere dall’andamento del mercato. IL messaggio che vogliamo inviargli è questo: “siamo una piccola comunità nessuno può fare il furbo pena la rottura del cosiddetto patto di filiera, che sino ad oggi è servito solo alla parte contrattuale più forte. Ci opporremo a qualsiasi intervento pubblico a favore del mondo della trasformazione”.

La nostra battaglia per il prezzo di mercato del latte ovino è una vertenza che viene portata avanti non solo per meri calcoli economici di breve periodo ma anche per definire la capacità delle nostre aziende di stare sul mercato nel medio-lungo periodo. In poche parole vogliamo certificare che il prezzo del latte è il risultato di un accordo di cartello tra le maggiori imprese di trasformazione della nostra Regione e che, quindi, non è il frutto di legittime dinamiche di mercato. I dati diffusi ieri dalla Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale ripetono quello che noi abbiamo segnalato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel novembre del 2003: il prezzo lo fanno gli industriali caseari, a prescindere dai nostri costi di produzione.

La vertenza, che per noi è la questione più importante oggi sul campo unitamente alla vergogna della mancata movimentazione del bestiame, ha sicuramente dei risvolti anche nella politica agricola che dovrà attuare la nuova Giunta Regionale: per essere chiari non vogliamo aiuti pubblici ma coerenza di comportamenti. Ci aspettiamo che le linee di politica agricola esposte in campagna elettorale siano poste in atto: valorizzazione dei prodotti tipici, delle biodiversità, sviluppo delle zone interne e tutela dell’ambiente. Noi pastori in tutte queste linee guida ci vediamo protagonisti.

Chiediamo, altresì, che la Regione Autonoma della Sardegna si faccia carico di verificare la possibilità di proporre nelle sedi opportune (prima nazionali e poi comunitarie) l’istituzione di quote di produzione per il latte ovino che stabilizzi la situazione produttiva attuale a livello comunitario e vieti i finanziamenti per introdurre l’allevamento ovino in altre parti d’Europa. E’ una richiesta che è compatibile con la politiche agricole comunitarie, che ha alle spalle l’esperienza delle quote relative al latte bovino e che, soprattutto, può essere considerata una contropartita congrua rispetto alla fuoriuscita della Sardegna dall’obiettivo 1 a favore di altre regioni più povere. Si vuole, infatti, evitare, che con i fondi che vengono sottratti alla nostra Regione si incentivi l’allevamento di ovini da latte in altre parti dell’Unione Europea.

Per il contingente abbiamo preso contatto con le industrie casearie del Continente e con le Cooperative, per spostare verso queste entità produttive quanto più litri di latte. Ci sono mercati in Umbria, Lazio, Toscana, Abruzzo e Marche che concretamente possono essere battuti dalla stagione che sta per iniziare con prezzi di acquisto per litro che superano di 20 centesimi di euro quelli pagati in Sardegna.

Siamo degli imprenditori e sappiamo che il mercato deve fare il suo corso, per questo non piangiamo sulle spalle della Regione Sarda ma abbiamo (per primi) proposto il ricorso all’antitrust contro il cartello degli industriali caseari affinché sia effettivamente il mercato a fare il prezzo del latte ovino. Questa linea verrà seguita nella vertenza-contrattazione con gli industriali caseari al fine di imporre a questi il peso di una parte contrattuale oggi inesistente.

 

DOCUMENTI COPAS
 

La nostra oppinione


Volantino carovita day

 

Lettera al CNCA

 

Sit in a Botolana

 

Appello ai sindacati

 

Mobilitazione a Campeda

 

Diffida verde

 

Istanze del COPAS