LA NUOVA SARDEGNA VENERDÌ,              24 SETTEMBRE 2004

A Campeda la manifestazione contro il prezzo del latte Presentata una denuncia all’Antitrust, sotto accusa gli imprenditori del comparto: «Ci danneggiano»

AGOSTINO MURGIA



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CAMPEDA. Hanno scelto ancora una volta l’altopiano di Campeda come luogo simbolo le centinaia di pastori che ieri hanno partecipato alla manifestazione del Copas (Coordinamento pastori sardi) sulla “Carlo Felice”. Un punto ideale per cencretizzare la protesta contro gli industriali caseari per il prezzo del latte, ritenuto troppo basso.
Una riunione pacifica, all’altezza del bivio di Bolotana, che ha determinato un rallentamento del traffico in entrambi i sensi di marcia. Per gli automobilisti solo qualche disagio, ma nessun blocco.
Gli allevatori hanno distribuito migliaia di volantini, con i quali hanno cercato di spiegare i motivi della protesta e le loro richieste.
«Il nostro obiettivo - ha detto il portavoce del Coordinamento, Efisio Arbau - è creare unità tra i vari soggetti del settore. Il prezzo del latte deve essere fissato dall’incontro della domanda e dell’offerta. Non dagli industriali lattiero-caseari, che stanno taroccando il comparto».
Il volantinaggio si è svolto con un sottofondo di musica sarda, diffusa da un altoparlante sistemato sul tetto di un’auto. Notevole lo spiegamento delle forze dell’ordine, che hanno dovuto incolonnare le auto in arrivo per evitare tamponamenti. I pastori hanno già presentato una denucnia all’Antitrust, accusando gli imprenditori di aver costituito un vero e proprio cartello. Il Copas si è posto come obiettivo anche l’esportazione del latte ovino fuori dall’Isola: a Roma, infatti, è già stato creato un primo coordinamento tra i pastori della Sardegna e del Lazio.
A Campeda sono arrivati anche esponenti di altre associazioni di categoria, come Francesco Dore di Confagricoltura, Toto Meloni, del Consorzio di tutela del pecorino romano, e rappresentanti dell’amministrazione provinciale di Nuoro.
«Siamo qui - ha detto Francesco Dore - perché qui ci sono i nostri soci». «Sono venuto - ha sottolineato Toto Meloni - perché apprezzo la posizione espressa dal Copas. Il mercato, con le sue regole che non possiamo contrastare, abbiamo infatti l’esigenza di governarlo insieme. Tra l’altro, qui sono presenti coloro che conferiscono il latte, ai quali chiediamo di darci una mano. Perché, se si produce con intelligenza e qualità, possiamo vincere una battaglia che non è solo del settore ma di tutta la Sardegna. Lunedì prossimo illustreremo le nostre tesi, per fare pulizia di tutti quei luoghi comuni che, inceve di rafforzare, indeboliscono l’attività economica del comparto».
A Campeda c’era anche Gavino Sale, del sindacato dei pastori del Nord Sardegna “Cuiles”. «Gli allevatori che non si riconoscono nelle organizzazioni di categoria - ha detto - protestano in particolare per il prezzo del latte ovino, che non dovrebbe essere inferiore agli 85 centesimi al litro, come in Italia, mentre gli industriali sono disposti a pagare soltanto 55 centesimi».
Sull’altopiano tagliato in due dalla “Carlo felice”, mentre arrivavano le raffiche del primo vento freddo autunnale, è stato rilanciato lo slogan «consumare quello che produciamo, e produrre ciò che consumiamo»: è il primo passo di una campagna per combattere l’eccessiva importazione in Sardegna di prodotti agroalimentari dalla Penisola e dall’estero, soprattutto carne e ortofrutta. Durante la manifestazione sono stati fermati e “controllati” due camion che trasportavano verdura e latticini provenienti dalla Francia, ma i mezzi sono poi ripartiti senza alcun problema.
È stata lanciata anche la proposta di una nuova manifestazione a Porto Torres, giovedì prossimo, nel corso della quale dovrebbero essere sottoposti a controllo i camion in arrivo dalla Penisola con prodotti alimentari. Non si sa, comunque, se il progetto sarà concretizzato.
Quello di ieri è infatti soltanto il primo di una serie di incontri per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli amministratori sui problemi del settore. La manifestazione ha confermato la capacità di mobilitazione del Copas, nonostante la scissione del movimento Pro Territorio, guidato da Alessio Pasella.
Polemica, invece, la posizione della Coldiretti. «Abbiamo scelto di non scendere in piazza - dice il direttore dell’associazione Aldo Matta - perché è un momento molto delicato per lo stato italiano e per l’Europa. Noi siamo un’organizzazione seria, non siamo un gruppo folcloristico. Negoziamo e portiamo avanti delle iniziative e abbiamo dei risultati. Qualche mese fa abbiamo sbloccato la movimentazione dei bovini, adesso portiamo a casa i soldi per gli allevatori danneggiati dal vaccino per la lingua blu».

 

DOCUMENTI COPAS
 

La nostra oppinione


Volantino carovita day

 

Lettera al CNCA

 

Sit in a Botolana

 

Appello ai sindacati

 

Mobilitazione a Campeda

 

Diffida verde

 

Istanze del COPAS