Il latte sardo sarà lavorato a
Roma
Dopo lo scontro diretto con gli industriali
del latte i pastori sono decisi a clamorose iniziative. Stamattina,
durante il sit-in sulla SS131 all'altezza di Bolotana, il Copas ha
dichiarato di voler vendere il latte sardo nel Lazio, in Toscana ed in
Umbria. Una sperimentazione è già stata effettuata con orttimi risultati
sul versante del prezzo del latte, venduto a 0,85 euro contro i 0,65 euro
guadagnati nell'Isola
BOLOTANA (NU) - Il latte sardo sarà
venduto fuori dall'Isola. E' una minaccia che sta già diventando una
realtà. Gli allevatori che aderiscono al Coordinamento pastori sardi
(Copas) hanno posto il loro ultimatum non solo alle industrie casearie
sarde, ma anche alle stesse associazioni di cui fanno parte ed alla
Regione. Così questa mattina si sono ritrovati in oltre 700 sulla SS 131,
all’altezza del bivio per Bolotana, per chiedere un adeguamento del prezzo
del latte. Una manifestazione annunciata e pacifica che ha provocato forti
rallentamenti del traffico.
“L'intento – spiega Efisio
Arbau, portavoce del Coordinamento – è quello di sensibilizzare
soprattutto i pastori sulla vicenda. Oggi è stata l'occasione per prendere
contatti con altri allevatori di 35 paesi della Sardegna per costituire un
comitato in ogni paese ed allargare il coordinamento perchè possa
diventare un forte e coeso gruppo di contrattazione con gli industriali”.
Secondo gli allevatori del Copas non ha più senso sedersi ad un tavolo di
trattative con chi lavora e trasforma il latte, perchè oramai è partita la
denuncia all'Antitrust. Il prossimo obiettivo dichiarato è allora quello
di trasferire il latte prodotto dalla Sardegna nel Lazio o in Toscana ed
in Umbria. “Abbiamo già fatto delle sperimentazioni, assieme
all'associazione degli allevatori, con ottimi risultati – afferma Arbau -
20 centesimi di euro in più rispetto a quanto viene pagato nell'Isola”. Si
parla di un prezzo complessivo di 0,85 euro contro i 0,60 (nei casi più
fortunati 0,65) al litro. Questo significa però anche perdere quella
qualità e quella specificità del latte sardo nel momento della
commercializzazione sulle tavole sarde.
Alla manifestazione erano
presenti esponenti di altre associazioni di categoria, come Francesco
Dore di Confagricoltura, e rappresentanti dell’amministrazione
provinciale di Nuoro, ma nessun esponente della Regione, “che – dice
ancora Arbau – non si è fatta sentire per niente sull'argomento. Occorre
invece che la Giunta Soru faccia pressione a livello comunitario perchè
vengano bloccato i finanziamenti stanziati per nuovi allevamenti ovini
fuori dal territorio sardo”. In particolare ci si sta riferendo alle nuove
regioni d'Europa, come Lettonia ed Estonia, in cui si sta cercando di far
nascere e crescere un nuovo mercato concorrenziale con quello isolano. Il
che sarebbe deleterio, secondo i pastori, nel momento di definizione delle
quote latte. Il confronto sulla vertenza continuerà anche domani, con un
incontro nella sede della Provincia del capoluogo barbaricino.
Fabrizio Fois