23 settembre 2004

Un articolo di Sardegna Oggi news

 


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Sardegna Oggi News
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Il latte sardo sarà lavorato a Roma


Dopo lo scontro diretto con gli industriali del latte i pastori sono decisi a clamorose iniziative. Stamattina, durante il sit-in sulla SS131 all'altezza di Bolotana, il Copas ha dichiarato di voler vendere il latte sardo nel Lazio, in Toscana ed in Umbria. Una sperimentazione è già stata effettuata con orttimi risultati sul versante del prezzo del latte, venduto a 0,85 euro contro i 0,65 euro guadagnati nell'Isola


BOLOTANA (NU) - Il latte sardo sarà venduto fuori dall'Isola. E' una minaccia che sta già diventando una realtà. Gli allevatori che aderiscono al Coordinamento pastori sardi (Copas) hanno posto il loro ultimatum non solo alle industrie casearie sarde, ma anche alle stesse associazioni di cui fanno parte ed alla Regione. Così questa mattina si sono ritrovati in oltre 700 sulla SS 131, all’altezza del bivio per Bolotana, per chiedere un adeguamento del prezzo del latte. Una manifestazione annunciata e pacifica che ha provocato forti rallentamenti del traffico.

“L'intento – spiega Efisio Arbau, portavoce del Coordinamento – è quello di sensibilizzare soprattutto i pastori sulla vicenda. Oggi è stata l'occasione per prendere contatti con altri allevatori di 35 paesi della Sardegna per costituire un comitato in ogni paese ed allargare il coordinamento perchè possa diventare un forte e coeso gruppo di contrattazione con gli industriali”. Secondo gli allevatori del Copas non ha più senso sedersi ad un tavolo di trattative con chi lavora e trasforma il latte, perchè oramai è partita la denuncia all'Antitrust. Il prossimo obiettivo dichiarato è allora quello di trasferire il latte prodotto dalla Sardegna nel Lazio o in Toscana ed in Umbria. “Abbiamo già fatto delle sperimentazioni, assieme all'associazione degli allevatori, con ottimi risultati – afferma Arbau - 20 centesimi di euro in più rispetto a quanto viene pagato nell'Isola”. Si parla di un prezzo complessivo di 0,85 euro contro i 0,60 (nei casi più fortunati 0,65) al litro. Questo significa però anche perdere quella qualità e quella specificità del latte sardo nel momento della commercializzazione sulle tavole sarde.

Alla manifestazione erano presenti esponenti di altre associazioni di categoria, come Francesco Dore di Confagricoltura, e rappresentanti dell’amministrazione provinciale di Nuoro, ma nessun esponente della Regione, “che – dice ancora Arbau – non si è fatta sentire per niente sull'argomento. Occorre invece che la Giunta Soru faccia pressione a livello comunitario perchè vengano bloccato i finanziamenti stanziati per nuovi allevamenti ovini fuori dal territorio sardo”. In particolare ci si sta riferendo alle nuove regioni d'Europa, come Lettonia ed Estonia, in cui si sta cercando di far nascere e crescere un nuovo mercato concorrenziale con quello isolano. Il che sarebbe deleterio, secondo i pastori, nel momento di definizione delle quote latte. Il confronto sulla vertenza continuerà anche domani, con un incontro nella sede della Provincia del capoluogo barbaricino.


Fabrizio Fois

 

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