ALTRAGRICOLTURA NEWS – rassegna stampa 8.11.05

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Indice della news:

 

1)    CNCA: LE MOBILITAZIONI IN CORSO PREPARANDO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

2)    AGRICOLTURA/ ALEMANNO: IN SETTIMANA 130 MLN PER CRISI

3)    Wto/ Vertice fra i grandi, resta il nodo dell'agricoltura

4)    Hong Kong -36(giorni)

5)    Toscana: 700 milioni di euro per l'agricoltura montana

6)    Agricoltura in crisi: a Cesena la rabbia dei lavoratori

7)    SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI AGRICOLI: MANIFESTAZIONI, CORTEI, PRESIDI IN TUTTO IL PAESE

 

 

CNCA – UFFICIO STAMPA

 

Comunicato stampa 8/11/05

 

Il CNCA è presente  nella manifestazione di Bologna di oggi preparando la manifestazione nazionale a Roma del 16-17 novembre sulla finanziaria e rilanciando l’appello all’unità degli agricoltori.

 

Tre delle diverse realtà agricole autoconvocate che si stanno coordinando nel CNCA – Coordinamento Nazionale dei Comitati Agricoli hanno partecipato oggi a Bologna alla  manifestazione indetta da CIA, Copagri, Unione Agricoltori e Lega Coop. Con gli agricoltori mobilitati dal Gruppo trasversale degli Agricoltori Emiliano Romagnoli sono state  presenti delegazioni  del Tavolo verde Puglia e del Comitato di Crisi Lucano:  tre delle realtà autoconvocate promotrici del CNCA e della mobilitazione che sostiene una piattaforma di svolta per uscire dalla drammatica crisi dell’agricoltura rimettendo al centro il lavoro, il rapporto con il territorio, la funzione sociale della produzione del cibo. Vi hanno partecipato per rilanciare, ancora una volta, l’appello all’’unità degli agricoltori, per costruire una svolta nel modello produttivo italiano ormai inevitabile e per chiedere misure urgenti che salvino dalla scomparsa il grande patrimonio produttivo delle aziende agricole italiane e il lavoro.

Prosegue, intanto, il percorso della mobilitazione nazionale “Un inverno nelle strade per una primavera di speranza nei campi”, promossa dal Coordinamento Nazionale dei Comitati Agricoli Autoconvocati, che avrè fra i giorni 16 e 17 di Novembre una importante tappa con la manifestazione nazionale a Roma. Nell’ultima settimana si sono tenuti incontri di costituzione dei comitati di crisi nel Foggiano (San Paolo Civitate 31 ottobre), in Irpinia (Bisaccia 1 novembre) e nella Sibaritide (Rossano 4 Novembre).

Particolarmente significativa è stata l’esperienza del “Carovita day” che ha visto il 5 novembre scorso i contadini e gli allevatori dei Comitati del CNCA partecipare insieme a diverse reti dei consumatori, dell’associazionismo e del sindacalismo di base promuovendo presidi davanti agli ipermercati italiani.

Ovunque sono stati posti gli obiettivi del giusto prezzo dei prodotti, del ciclo corto e delle misure generali e urgenti contro il caro vita e la precarietà.

Mentre è in corso la mobilitazione dei Pastori in Sardegna, proseguiranno, nei prossimi giorni, le iniziative in Sicilia (Ragusa), in Puglia (Grottaglie e Alto Tavoliere), in Basilicata (Metapontino e Montagna Materna) per preparare l’iniziativa di Roma sulla finanziaria.

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AGRICOLTURA/ ALEMANNO: IN SETTIMANA 130 MLN PER CRISI
07/11/2005 17:46

Palermo, 7 nov. (Apcom) - "Entro la settimana approveremo anche al Senato il nuovo decreto sulla crisi di mercato e daremo 130 milioni di euro con i contributi de minimis agli agricoltori che hanno avuto crisi di mercato". Lo ha detto il ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno, a margine del convegno sull'agricoltura in corso a Palermo. "E' questo - ha spiegato Alemanno - che la Commissione europea ci consente di fare senza entrare in procedure di infrazione. Per fare di più - ha detto - è necessario che l'Unione Europea emani un nuovo regolamento per rendere più flessibili le erogazioni agricole per affrontare i momenti di emergenza e di difficoltà delle imprese".

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Tratto da: http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/wto7novembre2005.html?pg=1

 

Wto/ Vertice fra i grandi, resta il nodo dell'agricoltura

Lunedí 07.11.2005 10:11

L'obiettivo è non ripetere la figuraccia di Cancun. Ma, al momento, sembra proprio che non verrà raggiunto. A poco più di un mese dalla conferenza interministeriale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), che si terrà a Hong Kong, i negoziati fra le grandi potenze internazionali sono su un binario morto. E il nodo è sempre lo stesso: i sussidi all'agricoltura.

Il 7 novembre, a Londra, è in programma un vertice fra i cinque grandi protagonisti (Ue, Usa, Brasile, Giappone e India). L'incontro non si presenta facile: le posizioni dei singoli Paesi sul capitolo agricoltura sono ancora molto distanti. Ma su Hong Kong potrebbero pesare anche altre variabili, a partire da una crescita mondiale che si teme possa imballarsi a causa dei costi energetici.

Nel 2005, infatti, la Wto stima una crescita limitata al 6,5%, lontana dal +9% del 2004. L'anno prossimo si stima che gli scambi saliranno del 7%. Motore del commercio mondiale si confermeranno anche quest'anno gli Stati Uniti, mentre Europa e Giappone resteranno ancora indietro.

"Il ciclico calo dell'attività economica nei Paesi Ocse, partito nella prima metà del 2004, si è fermato nei primi sei mesi di quest'anno. Il Pil nel periodo gennaio-agosto è salito del 2,6%, meno dello scorso anno. Segni di miglioramento della situazione economica potrebbero essere trovati nell'economia giapponese, che, dopo lo stagnazione nel 2004, mostra una ripresa della domanda interna. In Europa, e in particolare nell'area euro, la crescita del Pil resta debole", si legge nel documento pubblicato dalla Wto dal titolo World trade developments in 2004 and prospects per il 2005.

Gli scambi - precisa ancora l'organizzazione - dovrebbero salire "quest'anno del 6,5% e, partendo dal presupposto che l'economia crescerà di più nel 2006, gli scambi potrebbero accelerare fino al +7%". Il 2004 si è chiuso con un rialzo del 9% del commercio mondiale, l'incremento maggiore dal 2000. In termini nominali, lo scorso anno il commercio delle merci è salito del 21%, segnando la crescita più forte degli ultimi 25 anni, dovuta - spiega la Wto - al vigore dell'incremento avutosi in termini reali (+9%) e all'aumento netto dei prezzi in dollari (11%).

Tornando al nodo dell'agricoltura, a pesare sono soprattutto le divisioni all'interno dell'Unione Europea. Nel week end scorso, il commissario al Commercio, Peter Mandelson, ha ribadito che i Paesi membri della Wto devono fare delle concessioni sui diritti di dogana per giungere a un accordo.

Mandelson ha ripetuto i concetti di fronte ai ministri degli Esteri dell'Unione, riuniti a Bruxelles. Secondo quanto hanno riferito fonti europee, citate dall'agenzia Ansa, anche Grecia, Irlanda e Cipro "condividono le preoccupazione della Francia" sul mandato negoziale della Ue nell'ambito dei colloqui Wto.

La discussione tra i ministri degli Esteri e Mandelson "è stata breve" e ha registrato l'intervento di sole cinque delegazioni. Oltre alle quattro che hanno espresso dubbi (Francia, Grecia, Irlanda e Cipro), a favore è intervenuta la Svezia.

La Francia, secondo le stesse fonti, ha chiesto di legare il mantenimento dell'offerta fatta sulla riduzione dei sussidi agricoli europei ad una media del 46% "alla costruttiva reazione da parte degli altri partner della Wto". In mancanza di reazioni costruttive, fin dagli incontri negoziali di Londra (che verranno seguito, l'8 novembre, da un summit a Ginevra), Parigi ha chiesto di "riconsiderare l'offerta Ue, se non di ritirarla".

Le preoccupazioni francesi riguardano, in particolare, il trattamento dei prodotti agricoli sensibili (per esempio, zucchero e burro), la regola di salvaguardia, giudicata "insufficiente e vaga", e il controllo sul calendario del phasing out, cioè dell'abbandono progressivo dai dazi tariffari attuali.

Parigi - che ha attaccato a più riprese Mandelson, reo di andare, nelle trattative, oltre il mandato - si è detta pronta a mettere il veto su un eventuale accordo che verrà siglato a Hong Kong, se questo dovesse danneggiare la Politica Agricola Comune (Pac).

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Roberto Meregalli (Beati i costruttori di pace/Rete di Lilliput) Tradewatch

 

 

Hong Kong -36(giorni)

 

Quella iniziata oggi è una nuova intensa, forse decisiva, settimana di trattative, in vista dell'incontro ministeriale di Hong Kong di dicembre. Ad aprire le danze saranno i quattro attuali big del WTO: Unione Europea, India, Brasile e Stati Uniti d'America, che nel tardo pomeriggio di oggi si incontreranno a Londra per riaffrontare per l'ennesima volta il problema dell'agricoltura.

La nuova proposta europea non ha sufficientemente entusiasmato i partner, ma per Mandelson non è facile muoversi col fiato sul collo della Francia. In realtà, a guardar bene le reazioni, la maggior parte delle critiche non sono direttamente legate all'agricoltura, ma alle compensazioni chieste dall'UE in cambio delle sue offerte agricole. In particolare nel negoziato NAMA, la richiesta di un tetto massimo del 15% per i dazi significherebbe dimezzare quelli di tutti i paesi non sviluppati, mentre il tetto proposto per i paesi industrializzati, 10% permetterebbe loro addirittura di aumentarli visto che i dazi applicati sono inferiori (la media è del 5,48%). Nei servizi la proposta è così indecente che persino molti paesi europei  sono poco convinti della mossa di Mandelson, giudicandola troppo esosa e perciò a rischio di completo rifiuto. Ma proprio sui servizi la nuova bozza di dichiarazione ministeriale che circola nei corridoi di Ginevra, frutto  del lavoro del 27-28 ottobre e del 1 novembre, sembra fare passi avanti.

Nelle cinque pagine del testo si parla di impegni minimi di liberalizzazione, di target numerici, di indicatori e di approccio plurilaterale. Quest'ultimo, ben visto anche dagli USA, potrebbe essere l'escamotage per far digerire a tutti l'amara medicina; in sostanza si tratterebbe di affiancare alla normale consuetudine delle richieste/offerte bilaterali, un negoziato a cui non sarebbero obbligati a partecipare tutti.

Ma l'esperienza insegna che le pressioni poi impiegate per allargare la partecipazione sono molto forti e che i risultati del negoziato diventano poi multilaterali.

Comunque sia, domani Lamy ha convocato a Ginevra un incontro fra tutti i capi delegazione, e mercoledì si svolgerà una "Green room" a cui sono  invitati 20 paesi membri.

Nell'incontro con i capi delegazione del 3 novembre, Lamy ha difeso la  procedura che si sta seguendo per scrivere il testo della dichiarazione ministeriale di Hong Kong. Molti paesi hanno infatti criticato il fatto che ancora una volta i presidenti dei diversi gruppi negoziali stanno scrivendo autonomamente i testi, tenendo in considerazione solo le opinioni dei paesi forti. Il direttore generale ha ribattuto che altrimenti si avrebbe un testo pieno di parti non condivise (usualmente le parti non condivise sono scritte fra parentesi quadre) come accadde a Seattle, quando la conferenza ministeriale fallì clamorosamente. Lamy ha insomma detto che o si fa così, alla faccia del metodo del consenso, o non si va avanti.

La sensazione è che il solito numero ristretto di paesi stia cercando faticosamente un accordo mentre il resto del mondo guarda con preoccupazione a quanto sta accadendo. Ma è una prova di forza pericolosa.

 

Roberto Meregalli (Beati i costruttori di pace/Rete di Lilliput) Tradewatch

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Tratto da: http://www.toscanatv.com/leggi_news?idnews=NL055749

 

700 milioni di euro per l'agricoltura montana

 

07/11/2005 - Per i sei anni che vanno dal 2007 al 2013 la Montagna della Toscana potra' disporre di settecento milioni di euro per lo sviluppo rurale.

Una cifra considerevole prevista dalla Regione soprattutto alla luce delle difficolta' economiche che queste realta' stanno vivendo, Le Comunita' Montane lamentano il taglio gia' per l'anno in corso di 30 milioni di euro da parte del Governo, una quota pari al 50% dell'intero fondo annuo.Proprio per questo Anci e Uncem hanno deciso di riunire in maniera congiunta i propri consigli, per far fronte comune a questa decisione del Governo contenuta nel cosiddetto maxiemendamento che da oggi e' in discussione al Senato. Venerdi' e' prevista l'approvazione definitiva del decreto governativo. I piccoli Comuni e le Comunita' montane non ci stanno e sperano in extremis di far tornare la maggioranza parlamentare sui propri passi. 'Questo taglio arrechera' gravi disagi al welfare della montagna - spiega Oreste Giurlani, presidente regionale Uncem - con ripercussioni anche sui prossimi 365 giorni, perche' anche la Finanziaria 2006 non preannuncia niente di buono'.

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Tratto da:  news/Romagna, data 07.11.2005, orario 13:33

 

Agricoltura in crisi: a Cesena la rabbia dei lavoratori

 

CESENA - Fortissima risposta dei lavoratori dei settori agricolo e agroalimentare dell'Emilia Romagna alla giornata di lotta nazionale promossa oggi da Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil: in quindicimila questa mattina hanno sfilato per il centro di Cesena alla manifestazione regionale, una partecipazione che i sindacati definiscono straordinaria per il settore e per la città.

La protesta sindacale (otto ore di sciopero nazionale oggi) è diretta contro le scelte del governo in materia di previdenza agricola e contro il taglio degli unici ammortizzatori sociali esistenti in agricoltura, ovvero l'indennità di disoccupazione (che dal gennaio 2006 avrà un ingiusto tetto massimale introdotto con la finanziaria 2005) e le tutele previste in caso di calamità naturali eccezionali (legge 223/91, abrogata nel 2004) che secondo i lavoratori "vanno ripristinate". Questi tagli si rivelano "ancor più assurdi di fronte alla pesante crisi del settore avicolo".

Sulla previdenza agricola Fai, Flai e Uila accusano il governo di un vero e proprio "blitz con la presentazione di una proposta di riforma del tutto unilaterale, attraverso un maxiemendamento alla Finanziaria 2006, basata sulla riduzione delle aliquote contributive per le imprese agricole, sul condono previdenziale, sulla revisione dei trattamenti di disoccupazione". "Si vogliono togliere soldi ai lavoratori per diminuire il costo del lavoro per le imprese, una strada sbagliata e inaccettabile", sottolineano i sindacati, che chiedono un confronto vero con il governo in materia.

La manifestazione di Cesena si sta concludendo nella piazza del Popolo: dopo gli interventi di Giordano Giovannini, segretario generale Flai Emilia Romagna, e Piero Ragazzini, segretario generale Cisl regionale, è la volta dell'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni. Conclude poi il segretario generale Uila nazionale Stefano

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FLAI NAZIONALE . COMUNICATO STAMPA

 

SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI AGRICOLI: MANIFESTAZIONI, CORTEI, PRESIDI IN TUTTO IL PAESE

 

 

20.000 IN PIAZZA A CESENA:  “non si era mai vista qui una manifestazione sindacale così grande” dice Giovannini Segretario generale della Flai Emilia Romagna.

Moltissime le amministrazioni locali che chiederanno al Governo

di rispondere positivamente alle rivendicazioni del sindacato e dei lavoratori.

 

In tutta Italia si sono svolte manifestazioni, cortei e presidi sotto le Prefetture con le delegazioni sindacali ricevute ovunque.

           A Cesena: una manifestazione regionale ha riempito le strade cittadine con 20.000  lavoratrici e lavoratori mobilitati contro il taglio alla Disoccupazione agricola previsto nella Finanziaria del Governo.

           Al comizio sono intervenuti Giordano Giovannini Segretario generale della Flai Emilia Romagna,  Ragazzini Segretario della Cisl regionale e l’Assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. Le conclusioni sono state svolte da Stefano Mantegazza Segretario generale della Uila Uil.

            Tutti gli intervenuti hanno sottolineato come il Governo non solo non abbia cancellato nella Legge fInanziaria i provvedimenti  relativi alla previdenza agricola  ma si accinga ad operare ulteriori tagli .

           Parallelamente -  hanno detto gli oratori – nessun provvedimento è previsto per le filiere maggiormente in crisi: ortofrutta, bieticolo-saccarifero e avicolo.

            “Perciò – dice Giordano Giovannini – dovremo con ogni probabilità alzare il tiro della protesta. A partire dal tavolo nazionale  che domani è previsto per l’avicolo e che deve chiudersi con provvedimenti efficaci di difesa del reddito e dell’occupazione dei lavoratori per finire alla Finanziaria. Senza risposte adeguate riteniamo che vada proclamata un’azione di lotta con manifestazione nazionale.”

         Toscana:  hanno scioperato al 90% i lavoratori di Siena, Grosseto, Firenze e Pistoia.  In tutte e quattro le Province si sono tenuti incontri con le Prefetture e gli Assessori provinciali all’agricoltura.

            Nel pomeriggio a Pisa sono previsti incontri con tutti i sindaci dei comuni agricoli.

            Puglia: migliaia e migliaia i lavoratori mobilitati per lo sciopero in modo capillare e a livello di singolo comune.

            7000 i lavoratori che hanno dato via ad un combattivo corteo per le vie di Foggia  mentre a Bari e provincia quattro cortei e manifestazioni hanno mobilitato 10.000 lavoratrici- soprattutto dell’ortofrutta- e lavoratori.

           Un sit in sotto la Prefettura di Bari ha presidiato l’incontro con il Prefetto e

           l’Assessore regionale all’Agricoltura Vincenzo Russo.

           Occupazione simbolica  delle sale dei Consigli comunali della provincia di Brindisi  mentre una delegazione veniva ricevuta nel capoluogo dal prefetto intorno ad un tavolo che ha mobilitato tutte le istituzioni locali.

          Istituzioni locali attente e solidali anche a Taranto  dove 2.000 manifestanti hanno raggiunto in corteo la Prefettura dove una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto.

            Due  cortei di 1000 persone hanno traversato la città di Lecce per raggiungere la Prefettura e il Consiglio provinciale. Da quest’ultimo è già partito un messaggio al Governo che recepisce le rivendicazioni dei lavoratori.

           In Veneto dove i lavoratori  si erano già fermati la scorsa settimana gli addetti al comparto avicolo sono stati protagonisti dello sciopero di oggi riuscito con alte percentuali in tutta la regione.

           L’attenzione è puntata sull’incontro nazionale del Tavolo avicolo che si terrà domani a Verona.

            In Campania gli scioperanti hanno dato vita a manifestazioni e incontri con le Prefettura a Napoli, Salerno e Avellino.

            100%   : è il dato che Flai, Fai e Uila hanno registrato in Calabria  per le adesioni allo sciopero odierno. Anche qui in ogni provincia presidi e incontri nelle Prefetture  mentre a Reggio Calabria  un nutrito gruppo di manifestanti hanno dato vita ad un sit in sotto la sede dell’Inps.

          Solidarietà dall’ Assemblea dei delegati Cgil, Cisl e Uil della Sardegna- che si teneva in concomitanza con lo sciopero -  è stata espressa in un  ordine del giorno:

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