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FINANZIARIA 2006 POSIZIONE E PROPOSTE DELLA FED. DEI VERDI

   
   

Osservazioni dei Verdi (11/10/05)


Inizia oggi nelle competenti Commissioni del Senato l'esame della Legge Finanziaria per il 2006. Si tratta di un provvedimento di contenuto decisamente negativo per l'agroalimentare nazionale, con forti tagli di spesa su capitoli di grande rilievo per il settore. Vi inviamo di seguito le osservazioni del nostro Gruppo parlamentare

 


Gruppo parlamentare Verdi-Senato
Ufficio Legislativo

 

A.S. 3613 – Legge finanziaria 2006

OSSERVAZIONI
 

       
        La politica delle illusioni e delle promesse mancate è giunta al capolinea. Non si può commentare altrimenti la valenza per l’agroalimentare dell’ultima legge finanziaria del Governo Berlusconi, che conferma come, a cinque anni di annunciati di interventi ‘di svolta’ da parte di un Ministro molto attivo solo nella comunicazione, faccia seguito una realtà ben diversa, dove i tagli alle risorse del settore hanno raggiunto livelli insostenibili. Nel quadro di una finanza pubblica ridotta sul lastrico da una insensata politica fiscale, l’unica strada percorribile per questo Governo è ora la scure indiscriminata sulla spesa, con effetti inevitabilmente recessivi su un settore già alla prese con una difficile congiuntura economica.
        Le preoccupazioni per la situazione a medio termine del comparto sono ben riassunte nei dati forniti nel recente convegno annuale di Federalimentare. Nel corso del 2004 la produzione alimentare dell’Italia è, per la prima volta dal dopoguerra, calata (-0,2%) e il trend di discesa prosegue nell’anno in corso con un declino record nel secondo semestre 2005 del 3,5% per il settore agricolo; nello stesso periodo si accentua la tendenza al calo dei consumi alimentari domestici (-2% nel 2004) e la recente indagine ISTAT sulla povertà segnala che il 25% degli italiani ha ridotto nell’ultimo anno le spese per il cibo, con percentuali ben più alte nel Mezzogiorno e nelle fasce di popolazione anziana. Federalimentare segnala inoltre prospettive di calo dei margini di reddito per le imprese del settore (circa un terzo in meno nei prossimi 10 anni), in particolare per le piccole aziende, e una tendenza di medio periodo al calo dei prezzi all’origine con una stima del -10% nel prossimo decennio. Su questo ultimo aspetto i dati ISMEA per il 2005, diffusi nei giorni scorsi, segnalano congiunture particolarmente negative per i vini (-23%), per la frutta (-22%), per i cereali (-11%) e per gli ortaggi (-8%).
        Il quadro d’insieme richiederebbe pertanto scelte in grado di delineare una politica per l’agroalimentare nazionale, proprio nel momento in cui i nuovi indirizzi della politica comunitaria e l’accrescersi della competizione internazionale pongono questioni non più rinviabili. L’orientamento della legge finanziaria all’esame delle Camere si può invece riassumere con il dato di insieme: l’assegnazione complessiva a favore del comparto agricolo derivante dalla somma degli stanziamenti delle Tabelle A-B-C-D-E-F, al netto delle duplicazioni, è pari a 625 milioni di euro, erano 780 l’anno scorso, 913 nel 2004 e 1260 nel 2001, l’ultima finanziaria predisposta dal Governo dell’Ulivo.
        Le cifre non richiederebbero altri commenti ma vediamo nel dettaglio le misure previste.  L’art.21 dispone la proroga al 2006 delle agevolazioni fiscali in vigore concernenti l’accisa per il gasolio da serra, l’IRAP, l’accorpamento della proprietà contadina e le manutenzioni boschive; anche per l’IRAP quindi si parla solo di proroga annuale, mentre la sentenza della Corte di Giustizia UE aveva aperto la strada ad una modifica sostanziale ed alla stabilizzazione dell’aliquota.
         L’art.51 prevede per tutte le imprese una riduzione dell’1% del costo del lavoro mediante riduzione di alcune contribuzioni sociali, mentre l’art.53 delinea alcune agevolazioni fiscali a favore dei distretti produttivi delle quali potranno avvalersi anche i distretti agroalimentari istituiti ai sensi del decreto legislativo n.228 del 2001; la dotazione complessiva di risorse a favore di questa misura, per tutti i distretti economici del Paese, è pari a 50 milioni di euro annui ed è pertanto prevedibile un accesso ben difficile allo sgravio da parte dei distretti agroalimentari.
        L’art.58 integra il decreto del febbraio scorso sulle crisi di mercato prevedendo la possibilità di accedere, per interventi di ristrutturazione delle filiere coinvolte nella crisi, ai fondi per le aree sottoutilizzate di cui al n.289/2002, senza peraltro riservare a questo scopo disponibilità specifiche. Nello stesso articolo si prescrive che il contingente defiscalizzato per il biodiesel, ridotto a 200.000 tonnellate con la finanziaria dello scorso anno, possa essere parzialmente riservato a coltivazioni oggetto di contratti di filiera. Il comma 3 dello stesso articolo assegna inoltre 5,6 milioni di euro all’Agecontrol per i controlli sull’ortofrutta.
        Infine gli artt. 34 e 35 consentono al Corpo Forestale dello Stato di prorogare i circa 1000 contratti a tempo determinato già in essere e di stabilizzare progressivamente, nel corso del 2007 e 2008, il personale in questione con contratti a tempo indeterminato.
        La legge finanziaria 2006 proposta dal Governo è tutta qui. Non una parola sulla riforma della previdenza agricola, sullo sviluppo delle energie da biomasse e rinnovabili, sulla promozione della qualità dei prodotti e delle nostre produzioni tipiche e tradizionali, sulla modernizzazione delle infrastrutture e della logistica per l’agroalimentare, sull’urgenza di dotare di risorse idonee i Piani nazionali per l’ortofrutta e l’agricoltura biologica, sulla necessità di fronteggiare l’esplosione del costo del gasolio, sulla opportunità di rafforzare gli interventi per l’irrigazione ed il risparmio idrico.
        Per effetto delle misure di contenimento della spesa, risultano, come già in precedenza accennato, particolarmente pesanti i tagli alla spesa corrente del Ministero delle Politiche Agricole e alle varie Tabelle che accompagnano la legge finanziaria. Segnaliamo, per la gravità degli effetti, il taglio  sul Fondo unico per gli investimenti in agricoltura (da 227 a 123 milioni di euro), per il Fondo di solidarietà nazionale (riduzione di 100 milioni di euro per le assicurazioni agevolate), al fondo per gli sgravi contributivi alle imprese della pesca costiera (-27 milioni di euro), ai programmi concernenti il miglioramento genetico del bestiame e i libri genealogici delle razze pregiate (-10 milioni di euro), ai programmi finalizzati di ricerca da attuarsi a cura degli Istituti del C.R.A. (-56 milioni di euro), agli interventi di aiuto agli allevamenti ovini colpiti dalla ’lingua blu’ (-18 milioni di euro) e, ‘dulcis in fundo’ il taglio di un milione di euro alla già ridicola dotazione per il Piano nazionale d’azione per l’agricoltura biologica. Ma si tratta solo di alcune segnalazioni nell’ambito di un bilancio del Ministero delle politiche agricole caratterizzato da una ecatombe di tagli su tutti i capitoli di spesa. E’ opportuno inoltre considerare che l’intervento di riduzione delle risorse a favore degli enti locali disposto dalla legge finanziaria non potrà non riverberarsi indirettamente sulle condizioni di vita delle famiglie nelle aree rurali, dal momento che il conseguente taglio dei servizi colpisce in primo luogo i territori marginali.
        Il disagio che attraversa le campagne del nostro Paese, con particolare evidenza quelle del meridione, non ha trovato risposte nella legge finanziaria del Governo; le manifestazioni di protesta, anche spontanee, in corso in diverse regioni, sono il segnale che il mondo agricolo ha compreso che gli annunci e le promesse non sono sufficienti a far quadrare i bilanci aziendali e familiari.  

 

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Gli emendamenti presentati dai Verdi (25/10/2005)


Inizia oggi nella Commissione Bilancio del Senato l'esame degli emendamenti presentati alla Legge Finanziaria per il 2006. Di seguito vi proponiamo l'elenco degli emendamenti presentati per il settore agroalimentare dal Gruppo parlamentare dei Verdi:

        - imposta comunale sugli immobili (ICI): modifica della disciplina vigente per confermare che hanno diritto al trattamento agevolato come immobili rurali anche gli edifici delle cooperative agricole e dei loro consorzi;
        - IRAP: stabilizzazione all'1,9% dell'aliquota fiscale per l'agricoltura e la pesca;
        - rinnovo dello sgravio fiscale per gli investimenti in agricoltura per il triennio 2006-2008;
        - estensione del contributo per la concentrazione delle imprese anche agli imprenditori agricoli;
        - estensione dell'IVA agevolata del settore agricolo anche ai prodotti della pesca;
        - estensione dell'IVA agevolata ai Consorzi di bonifica ed irrigazione;
        - introduzione di un credito di imposta che consenta alle imprese del settore agroalimentare di recuperare le spese di certificazione relative ai prodotti a denominazione d'origine e biologici;
        - esenzione dal pagamento dell'accisa per il GPL e il metano utilizzati per le coltivazioni in serra;
        - sospensione dei pagamenti delle rate delle operazioni creditizie e di finanziamento a favore delle aziende agricole e zootecniche danneggiate dalla crisi di mercato;
        - dotazione di 10 milioni di euro a favore del Piano nazionale ortofrutticolo, attualmente privo di risorse;
        - dotazione di 10 milioni di euro aggiuntivi per il 2006 a favore del Piano nazionale d'azione per l'agricoltura biologica;
        - stanziamento di 10 milioni di euro a favore dei produttori del settore bieticolo -saccarifero;
        - finanziamento con 50 milioni di euro l'anno per tre anni di un piano nazionale a favore degli allevamenti colpiti dalla crisi dell'influenza aviaria, con particolare riferimento ad interventi di riconversione qualitativa e finalizzati al miglioramento del benessere animale;
        - assunzione stabile per i 98 veterinari attualmente in servizio a tempo determinato al controllo degli alimenti in ingresso alle frontiere;
        - incremento da 200.000 a 400.000 tonnellate del contingente di biodiesel esente da accisa, con vincolo di materia prima proveniente da contratti o accordi di filiera nazionali;
        - finanziamento con 50 milioni di euro all'anno di un piano nazionale per lo sviluppo delle energie rinnovabili e da biomasse in agricoltura;
        - incremento di 40 milioni di euro del Fondo di solidarietà nazionale - capitolo destinato ai rimborsi per i contratti assicurativi in agricoltura;
        - introduzione del regime agevolato IVA a vantaggio dei prodotti da erboristeria;
        - introduzione di un regime fiscale agevolato per il legname proveniente da aree forestali sottoposte a eco-certificazione;
        - introduzione di un prelievo fiscale sui contenitori in plastica delle acque minerali a vantaggio di un Fondo nazionale per il finanziamento delle opere irrigue e della tutela del suolo;
        - introduzione di un regime fiscale agevolato per i prodotti del commercio equo e solidale.

        Abbiamo inoltre presentato emendamenti al decreto legge in materia tributaria, attualmente all'esame della Commissione Finanze, per rinviare al 2008 l'entrata in vigore dell'obbligo di esibire il certificato di  regolarità contributiva, con impegno dei Ministri delle politiche agricole e del Lavoro a definire, entro tre mesi, un intervento per la riforma previdenziale in agricoltura e la definizione in via concordata delle pendenze.
        L'esame in Aula della Legge finanziaria è programmato a partire dal 3 novembre.

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