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DARE
VITA in
italia AL MOVIMENTO contadino ORGANIZZATO PER
PER
DIFENDERE I DIRITTi dei CONTADINi A PRODURRE E dei CITTADINi Ad un cibo sano, a
prezzi giusti e ad un territorio vivo e tutelato
Risoluzione
finale della II Assemblea Nazionale del Foro Contadino Altragricoltura
Pompei, 15 Gennaio 2006 (votata all’unanimità)
Noi, il Foro Contadino Altragricoltura, movimento contadino aderente alla Via
Campesina ed al CPE, a cinque anni dalle lotte di Piazza Rossetti nella
mobilitazione contro il G8, ci siamo riuniti nella II Assemblea
Nazionale.
Siamo contadini, braccianti,
tecnici impegnati in agricoltura che veniamo da tutta Italia e testimoniamo
della grande differenza delle nostre agricolture che
per millenni hanno fatto la forza del modello contadino ed alimentare
italiano.
Veniamo dal mondo delle
produzioni biologiche avendo fatto del biologico una scelta di
etica produttiva, dai luoghi dell’agricoltura delle filiere specializzate
e industrializzate dove tentiamo di sopravvivere cercando di sottrarci al
ricatto del modello agricolo dominante di ridurci a semplice reparto all’aperto
della produzione industriale, dalle aree interne destinate alla marginalità
dalla divisione di ruoli imposti dalla cultura del massimo profitto dove
cerchiamo di non cedere all’espulsione delle campagne, dalla pratica del ciclo
corto, della vendita diretta, dell’autogestione piuttosto che dal mondo
dell’associazionismo produttivo rifiutando la logica dell’omologazione alla
competizione sul mercato per
rivendicare, invece, la centralità della funzione del socio
contadino.
Veniamo, insomma, da pratiche
agricole e scelte di vita diverse ma siamo uniti dal rifiuto del modello
agroalimentare dominante neoliberista e, soprattutto, dalla comune ricerca di
un’Altra Agricoltura possibile. Oltre la diversità delle agricolture da cui
proveniamo, siamo uniti nel promuovere la fuoriuscita
dai modelli di produzione industrializzati per valorizzare il lavoro contadino,
la sua autonomia e la funzione sociale della dimensione rurale Per questo ci
ritroviamo nel FCA per valorizzare
la via contadina alla gestione del territorio e alla produzione del cibo e, con
esso, un modello sociale solidale con al centro il lavoro, la salute, la
conservazione dell’ambiente e della biodiversità, l’equità dei rapporti Nord-Sud
e di accesso alle risorse, un mondo senza guerre in tutte le forme in cui
vengono ipocritamente giustificate.
Riaffermiamo il nostro impegno per
Rivendichiamo la funzione sociale
dell’agricoltura e, con essa, il diritto ad accedere
alle risorse; acqua, terra e semi sono, prima ancora che valori economici, BENI
COMUNI da difendere collettivamente contro l’aggressione della mercificazione,
della privatizzazione, della biopirateria, della speculazione finanziaria, degli
OGM.
Rifiutiamo la logica politica della ricerca
della competitività realizzata con la compressione delle condizioni di lavoro
di agricoltori e salariati fin qui seguita anche per
non affrontare i veri ritardi dell’agricoltura italiana (ricerca, servizi, equa
distribuzione delle risorse, centralità delle funzioni produttive, ecc..).
L’agricoltura che vogliamo è quella del lavoro, dei diritti, del salario per i
lavoratori e del reddito per le aziende.
Su questi valori e queste
proposte, ovunque, nel mondo ed anche da noi in Italia, cresce la consapevolezza
e la forza dei contadini e dei cittadini che chiedono l’alternativa al modello delle multinazionali, della
liberalizzazione e di questo modello della globalizzazione; le risposte,
purtroppo, sono sorde alle richieste dei cittadini e vanno in tutt’altra direzione.
Ci incontriamo oggi, nel pieno di un
rischio mortale per le aziende agricole italiane, i lavoratori agricoli, tutti i
cittadini: quello della scomparsa del lavoro agricolo e dei contadini. Le scelte
di politica agricola assunte ai diversi livelli (internazionale, europeo,
nazionale e locale) disegnano un’Europa come grande
mercato dei consumi agroalimentare ma non di produzione del cibo. La posta in
gioco è la morte delle aziende contadine e la perdita di Sovranità per tutti i
cittadini sempre più esposti all’attacco delle multinazionali, della
finanziarizzazione dell’agricoltura, in una parola della riduzione del cibo a
semplice merce che compete sul mercato.
In questa direzione vanno le
scelte di Politica Agricola Europea fin qui perseguite con la cosiddetta Riforma
Fishler. Il disaccoppiamento degli aiuti è, in realtà, una cassa integrazione a
zero ore per i nostri contadini i cui primi effetti sono evidenti con la
riduzione di oltre il 30% delle produzioni di cereali e
con quelli negativi che non mancheranno di intervenire con la cosiddetta riforma
dell’OCM olio o dell’ortofrutta. Se tutto ciò non
bastasse a svelare che il vero obiettivo della riforma
della PAC è la riduzione della spesa pubblica in agricoltura perseguita con
l’espulsione dei contadini dal lavoro, basta guardare alle misure che mantengono
le ingiustizie sulla distribuzione degli aiuti e i privilegi al sistema di
incentivi alle esportazioni.
Chiediamo lo stop a tutti gli incentivi
alle esportazioni come precondizione per affrontare
seriamente i guasti prodotti dal dumping, che è, per noi, l’introduzione in un
mercato di beni ad un prezzo più basso del costo produttivo necessario a
produrlo in quel mercato e contro cui intensificheremo
la nostra iniziativa.
Riaffermiamo il nostro impegno per cambiare
le scelte della PAC, in senso socialmente giusto a favore dei contadini e dei
cittadini e non delle multinazionali e dei poteri forti, lavorando ad una campagna
generale di alleanza con i cittadini e utilizzando, nei territori ed in ambito
regionale, che l’attuazione delle misure dei POR e dei PSR siano occasione vera
per dare risposte alle istanze dei cittadini.
Gravissimo l’accordo raggiunto
ad Hong Kong
sulla pelle dei cittadini del mondo e mentre le stesse mobilitazioni
contadine organizzate da Via Campesina e dalle sue organizzazioni, venivano represse con oltre mille
arrestati. Il volto autoritario della repressione alle proteste contro l’OMC
scelto con la morte di Yang Lee a Cancùn e i mille arrestati ad
Hong Kong nasconde la realtà di un grande rifiuto popolare dei contadini del
mondo e dei cittadini alla logica che vorrebbe ridurre il cibo ad una semplice
merce strumento del massimo profitto. L’accordo raggiunto a qualsiasi costo a
dicembre è un altro pericoloso tassello per imporre senza alcuna legittimazione
la scelta del dominio del modello delle esportazioni che ovunque produce disastri. L’Europa deve fermarsi e non procedere
oltre nel disegno di smantellare la sua agricoltura in cambio di altri supposti vantaggi affidando la produzione del cibo
per gli Europei ad un Sud del mondo sfruttato dalle multinazionali. L’accordo
per mantenere i sussidi alle esportazioni va immediatamente
sconfessato.
Chiamiamo tutti i cittadini ed i contadini
all’unità nel movimento internazionale di Via Campesina della battaglia perché
l’OMC sia fuori dal cibo e l’alimentazione. Chiamiamo
tutti alla solidarietà con i contadini repressi ad Hong
Kong ed in tutto il mondo in nome della battaglia per
Denunciamo il processo il corso di
costruzione dell’Area di Libero Scambio previsto dagli
accordi Euromed che dovrebbero portare entro il
Abbiamo lavorato nei due giorni
della nostra assemblea nazionale, provenendo da realtà contadine di 18 diverse
regioni italiane, del Nord come del Sud, registrando che i nostri problemi sono
comuni, i nostri avversari sono gli stessi, le nostre
speranze sono in sintonia. Abbiamo preso atto che ovunque in Italia si stanno
espandendo movimenti contadini che non si riconoscono più nelle scelte fin qui
fatte dalle organizzazioni che ci hanno rappresentato e dalla politica. Ovunque
cresce la consapevolezza che dobbiamo cambiare strada e
che, per farlo, noi contadini dobbiamo tornare ad autorganizzarci dando vita ad
un forte movimento alleato con i cittadini.
E’ per questo che, a cinque anni
di avvio della nostra esperienza, cercando la più forte
sintonia con i contadini italiani che stanno resistendo e cercando le vie per
un’Altra Agricoltura, FACCIAMO APPELLO
ALL’UNITà, forti e orgogliosi
della forza unitaria che il grande movimento contadino internazionale di Via
Campesina ha saputo fin qui produrre.
Facciamo appello all’Unità di
quanti resistono e di quanti si mobilitano per superare insieme le difficoltà,
estendendo le mobilitazioni, scrivendone insieme obiettivi e
rivendicazioni, costruendo reti di solidarietà, difesa ed alleanza con i
cittadini.
Proponiamo di estendere il
movimento e l’autorganizzazione dando vita, nei
prossimi mesi, ad una forte MARCIA CONTADINA che attraversi l’Italia portando
ovunque le ragioni dei contadini e le loro proposte, di incontrarci in un Forum
Unitario in cui discutere e verificare la proposta di una Costituente Contadina
che sia espressione delle vere istanze contadine al cambiamento e che rilanci la
proposta della Sovranità Alimentare come strumento per uscire dalla crisi
imposta da questo modello. Ci impegniamo, nei prossimi
mesi, a lavorare su questi obiettivi con quanti hanno a cuore il destino dei
contadini italiani, nello spirito di ascolto e di attenzione delle ragioni di
chi si impegnerà con noi al lavoro comune, oltre ogni divisione fin qui
impostaci.
COSTRUIAMO
L’AUTONOMIA DEL MOVIMENTO CONTADINO
RIVENDICHIAMO
IL DIRITTO AL REDDITO PER LE AZIENDE, AL SALARIO PER I LAVORATORI, AL CIBO PER I
CITTADINI
GLOBALIZZIAMO