| REPORT DELLA RIUNIONE DI ROMA DEL
12.12.05 INCONTRO PREPARATORIO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL FCA _______________________________________________________ |
All'incontro, che ha accusato la difficoltà dello sciopero delle ferrovie in corso nella giornata, hanno, comunque, partecipato rappresentanti del FCA di diverse realtà territoriali:
Piemonte/Liguria, Toscana, Lazio, Basilicata, Campania, Sicilia
L'incontro aveva l'obiettivo di definire in maniera condivisa le modalità di svolgimento dell'assemblea e di proporre, se possibile, una base introduttiva alla discussione che terremo a gennaio.
La discussione si è sviluppata attorno alla scaletta proposta in rete ed accolta:
1) Chi parteciperà, chi avrà diritto al voto, come si svolgerà l'assemblea
2) Proposte per la discussione sui contenuti programmatici
3) Proposte per la discussione sugli organismi e l'organizzazione
4) Proposte per la discussione sulla metodologia di lavoro del FCA
5) Proposte per la discussione sugli strumenti
6) Percorso di iniziative e agenda per l'assemblea
Il report si articola in tre parti:
a) punti di accordo sui contenuti emersi dalla discussione
b) proposte logistico/operative per l'assemblea e il percorso
c) allegati
A) PUNTI DI ACCORDO EMERSI
a.1) Carattere della II Assemblea Nazionale
La II assemblea nazionale avrà come obiettivo principale quella del consolidamento dell'unità interna alla rete del Foro Contadino Altragricoltura. Sarà, dunque, un luogo ed un percorso di confronto per riflettere sulla lunga esperienza che abbiamo condotto insieme da Genova fino ad oggi, per decidere cosa sarà in futuro, quali obiettivi mettiamo a base della nostra iniziativa, quale metodologia di lavoro, quali risorse, come si prendono le decisioni, ecc..
Un momento in cui, ci fermiamo per confrontarci, criticare la nostra esperienza ed assumere in maniera condivisa le scelte necessarie ed irrinviabili.
Abbiamo prodotto in questi anni una serie enorme di iniziative se rapportate alle nostre forze ed alle nostre risorse. Lo abbiamo fatto spinti dalla grande domanda ed attenzione che si sviluppava nei nostri confronti e "senza modelli di riferimento", producendo molta "sperimentazione". Nostro principale obiettivo fin qui è stato quello di "capire" come ricostruire l'unità del mondo contadino italiano e fra contadini e cittadini. Non avendo modelli certi, dunque, abbiamo provato in diverse direzioni, tentando diverse strade (quelle dell'iniziativa locale o della dimensione nazionale o internazionale...solo per fare un esempio). In questo agire a 360 gradi abbiamo pagato un duro prezzo: quello di produrre fra di noi una distanza fra realtà diverse che si muovevano, fra quanti agivano e quanti no, esponendoci al rischio della frammentazione interna e della divisione. E' venuto il tempo di fermarci per accorciare le distanze, riflettere sul percorso fatto e decidere in maniera condivisa su come andare avanti. Ognuno di noi, di quelli che già siamo in rete e di quanti arriveranno, dovrà essere consapevole delle scelte che stiamo operando, delle ricadute che avranno e di come ci muoveremo in futuro. E', insomma, venuto il tempo di ristabilire fra di noi UN PATTO DI LAVORO CHE CI VINCOLI e ci faccia vivere con serenità l'appartenenza al FCA senza più esporci allo stress di azioni o alla mancanza di iniziativa che, in assenza di una discussione condivisa, vengono percepite come forzature o frustazioni.
Un'assemblea, dunque, molto rivolta all'interno; non una passerella di ospiti o di interventi esterni ma neanche un'assemblea chiusa e ripiegata su se stessa a discutere in maniera rancorosa del passato. Al contrario un'assemblea che guardi al futuro e, riflettendo sul passato e criticandolo, discuta su quello che saremo e su come vorremo essere.
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Un'assemblea che sarà una tappa di passaggio. Abbiamo bisogno di un "percorso rifondativo" che ci porti da una fase generica di sperimentazione e di agitazione dei problemi a quella di una proposta definita e di una pratica relativa. Percorso che ha bisogno, anch'esso, di un tempo adeguato, che l'assemblea di Gennaio potrebbe aprire in maniera condivisa per poi essere verificato in una successiva assemblea che raccolga il frutto di una fase finalizzata. Dunque, un'assemblea "di programma e di organizzazione" che ponga le condizioni per una Assemblea Congressuale che terremo più avanti, che già ora ci dia un mandato chiaro per chi dovrà gestire la fase davanti a noi, sulla base di obiettivi, metodo di lavoro, risorse che avremo definito insieme.
a.2) Su cosa impostare il confronto?
Se vogliamo vincere la scommessa di fare un'assemblea che coinvolga nella discussione in maniera più larga possibile ogni uomo e donna che vorranno coinvolgersi, una delle prime difficoltà da superare è quello di ripetere la facile liturgia delle relazioni introduttive affidate ad esperti, specialisti o "portatori di proposta professionisti" che "incanalino" il confronto. Sia chiaro: abbiamo bisogno di partire da una proposta, da una base di confronto comune; ne abbiamo bisogno soprattutto nel momento in cui cerchiamo di fare sintesi per scegliere.
Per questo la "relazione introduttiva" dobbiamo scriverla suscitando un dibattito collettivo il più largo possibile. Confronto che ci dovrà aiutare a scrivere collettivamente la relazione introduttiva ed a fissare qualche proposta utile per arrivare a consumare le ore che passeremo insieme il 14 e il 15 gennaio utilmente.
Per questo proponiamo di seguire il metodo di confronto seguito da Via Campesina per discutere nella preparazione della sua IV conferenza internazionale (vedi documenti alla pagina http://www.altragricoltura.org/fcbasilicata/assemblea/documenti/quaserno1_completo.pdf)
e, dunque di misurarci attorno a nodi di domande cui tentare di dare delle risposte.
Queste le proposte di domanda su cui concentrare il dibattito:
Cosa dovrà essere il
FCA? Chi in Italia si batte per la Sovranità Alimentare ha bisogno di un luogo
autonomo e comune in cui organizzarsi?
Quale giudizio sulla
fase dell'agricoltura italiana e quali obiettivi per il FCA?
Quale organizzazione
dovremo darci e quale metodo di lavoro? Come prendere le decisioni?
Come costruire
l'autonomia del FCA? con quali risorse? che uso farne?
Quali priorità? Quali
proposte di iniziative, campagne, azioni, agenda?
Quali alleanze?
Dunque dovremo fare una discussione sui contenuti e gli obiettivi che ci tengono insieme e sulle forme e il metodo di lavoro che ci daremo.
Il gruppo di lavoro ha molto discusso su uno dei nodi che pensiamo sia strategico per il confronto che dobbiamo fare, con l'obiettivo di capire con quale metodologia affrontare il dibattito. Il tema può essere riassunto così: "Come passare dalla fase di agitazione dei problemi all'efficacia della nostra azione" o, se preferite, "Come passare da una fase di movimentismo all'organizzazione?" o, ancora "Come rifondare la rappresentanza contadina e quali responsabilità deve prendersi il FCA?". Nei prossimi giorni interverremo nel dibattito in rete su questo punto delicato. La discussione nel gruppo di lavoro ha però evidenziato come sia ormai decisivo misurarsi con un dibattito che vive anche, molto, fuori da noi: la questione della rappresentanza. Il ragionamento attorno cui ci siamo misurati può essere così riassunto: "noi promuoviamo la Sovranità Alimentare come alternativa al modello di produzione agroalimentare dominante. La nostra azione riscuote fra i contadini ed i consumatori sempre più consensi. Siamo protagonisti di proposte, pratiche, mobilitazioni contadine e cittadine che sono convincenti e seducenti tanto che riescono a coinvolgere numerosi soggetti cui riusciamo ad arrivare. Cosa diciamo, subito dopo loro? Come la nostra proposta diventa pratica capace di cambiare qui ed ora i modelli di comportamento, le scelte, i rapporti di forza? Stiamo verificando un limite con cui ci dobbiamo misurare nella nostra azione: noi produciamo iniziative e proposte alternative, altri (le organizzazioni sindacali e professionali che non riconoscono la Sovranità Alimentare) trattano con il potere. Dobbiamo porci questo problema, dobbiamo chiederci come si "RIFONDA IN ITALIA LA RAPPRESENTANZA"? La discussione è stata appassionante e questo report non ha la presunzione di fare sintesi su questo punto: ognuno di noi avrà il modo di intervenire nei prosssimi giorni nel dibattito in rete contribuendo con il suo punto di vista e, poi, dovrà essere l'assemblea che ci dara lumi e indicazioni. Rileviamo solo come, in fondo, questo tema è stato un tema condiviso nella sua importanza e che le differenze sono state, più che altro, sulla questione dei tempi e dei modi con cui risolvere la discussione più che sulla sua necessità. Del resto dovremo pur decidere cosa sarà il FCA: un circolo culturale? un sindacato? un club di agitatori professionali?.....La maggioranza , dei partecipanti al gruppo di lavoro ha ritenuto centrale questo tema fino ad arrivare ad avanzare la proposta di esplicitare con chiarezza la discussione di fronte a noi: come, con chi e con quali tempi promuovere in Italia una nuova organizzazione della rappresentanza contadina. Diversi i toni e diversa la valutazione sui tempi ma il dibattito ha sottolineato come questo è uno dei nodi centrali che dobbiamo affrontare "prendendoci le nostre responsabilità". Così la discussione ha anche evidenziato che alla luce di questo dibattito va rivista la questione dell'alleanza: rifondare la rappresentanza sulla chiave della Sovranità Alimentare vuol dire tenere conto che Sovranità Alimentare è il diritto contadino a produrre ma, anche, cittadino e, dunque, gli interessi in nome della Sovranità Alimentare che dovranno essere rappresentati dovranno essere diversi e riunificati.
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Uno dei temi delicati che dovremo affrontare è quello delle risorse necessarie a rafforzare la nostra autonomia. Dunque i soldi, ma non solo. Dovremo fare una proposta sul finanziamento del FCA per il futuro, visto che non c'è alcuna autonomia politica e sociale possibile senza risorse economiche e strumenti. Fin'ora abbiamo sempre sottovalutato questo aspetto decisivo della sopravvivenza dell'organizzazione contadina italiana e faremmo un grave errore a continuare così. Il tema del finanziamento, ad ogni modo, ci riguarda tutti e richiede l'impegno collettivo e una strategia per il finanziamento che deve vedere un impegno straordinario. Dovremo, cioè, decidere una strategia ed investire una parte significativa del nostro lavoro futuro che cambi totalmente la modalità con cui abbiamo affrontato (o, meglio, non affrontato) questo problema. Il gruppo di lavoro ha deciso di realizzare, nelle forme operative che decideremo nei prossimi giorni, una ricognizione dei poroblemi fin qui accumulati negli anni precedenti e di avanzare una proposta, in modo da relazionare all'assemblea sullo stato delle risorse e sulle proposte per il futuro.
a.3) Come sviluppare il dibattito?
Due gli strumenti proposti:
- una serie di riunioni territoriali e tematici. Alcuni sono già fissati (vedi agenda delle iniziative nella pagina web) altri si stanno definendo. Il gruppo di lavoro ha deciso di tenere un incontro con tutte le organizzazioni e le realtà italiane che a diverso titolo riconoscono la Sovranità Alimentare per promuovere i temi della nostra assemblea e verificare l'interesse di altri a stare nel rapporto con noi per il futuro. Questo anche per fare il punto con nostri possibili alleati, utile alla nostra discussione, e per evitare di "invitarli alla discussione che vogliamo fare con le caratteristiche che dicevamo prima. L'incontro si terrà la sera del 13 Gennaio a Roma e sarà preparata da una lettera invito (che discuteremo nel gruppo di lavoro) e vi parteciperà una delegazione (decisa sempre nel gruppo di lavoro). Avrà, soprattutto, l'obiettivo di verificare quali condizioni ci sono di avviare, dopo la nostra assemblea di Gennaio e con la responsabilità che assumeranno i nuovi organismi che saranno eletti, iniziative comuni con tutti quelli che si riconoscono nella proposta della Sovranità Alimentare.
- l'uso della discussione in internet nella mailing list del gruppo di lavoro per la preparazione dell'assemblea nazionale. La lista è aperta a tutti coloro che ne faranno richiesta alla condizione unica che siano interni alla sicussione che stiamo facendo e si impegnino a costruire l'assemblea.
E' importantissimo dare vita al massimo della discussione possibile per fare una consultazione ampia e inclusiva delle posizioni di tutti.
a.4) Chi parteciperà all'assemblea?
Il Foro Contadino Altragricoltura è organizzazione italiana della CPE e di Via Campesina. Via Campesina, nata da una scissione di FIPA nel 92. FIPA era stata fino ad allora la grande e unica centrale organizzativa delle organizzazioni contadine mondiali. Via Campesina si propose, con l'atto della scissione, come alternativa a FIPA. Le organizzazioni che aderiscono a Via Campesina sono, generalmente, alternative a quelle che fanno riferimento a FIPA. In Italia Coldiretti, CIA e Confagricoltura aderiscono a FIPA....noi siamo, nei fatti, alternativi. Dunque, avendo noi scelto da tempo di essere in Via Campesina e in CPE, la nostra assemblea nazionale si rivolge, principalmente, a quanti oggi, in Italia, credono necessario dare vita ad un percorso organizzato autonomo rispetto alle organizzazioni storiche degli agricoltori.
L'assemblea di gennaio si rivolge, in definitiva, a quanti si misurano con l'orizzonte della costruzione di un movimento contadino autonomo e organizzato per la Sovranità Alimentare.
Tema centrale della nostra assemblea dovrà essere proprio come costruire la nostra autonomia, l'autonomia del FCA e, quindi, ci rivolgeremo a quanti avranno interesse a questa discussione.
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L'assemblea si svilupperà in due parti: una parte aperta a quanti discuteranno di questi obiettivi (fino alla sera di sabato) ed una parte riservata a quanti hanno scelto di far parte del FCA e, dunque, sono regolarmente iscritti e ne fanno formaòmente parte (del gruppo di lavoro per la preparazione dell'assemblea nazionale fanno parte solo gli iscritti ed alla sessione di domenica mattina 15 gennaio esprimeranno il diritto di voto solo gli iscritti)
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Sono aperte le iscrizioni per il 2006 (l'iscrizione darà diritto al voto). Per iscriversi occorre prenotare una tessera del FCA per il 2006, sottoscrivendo la relativa quota e versando o al coordinatore di zona o versando sul ccpp (seguite le istruzioni nella pagina web dell'assemblea). Il costo dell'iscrizione proposto è di 25 Euro, salvo casi particolari in deroga per chi è in difficoltà, o di contributi volontari molto graditi. Ai fini dell'esercizio del voto in assemblea ci si può iscrivere fino alla sera del sabato durante l'assemblea.
B) PROPOSTE LOGISTICO OPERATIVE SUL PERCORSO E L'ASSEMBLEA
b.1) Data e luogo: confermata fra il 14 (ore 15) e il 15 (ore 15) a Pompei
poichè eleggeremo nuovi organismi all'assemblea, fra le ore 15 e le 17
della domenica si riunisce il direttivo appena eletto
b.2) ospitalità: siamo in un ostello accogliente che abbiamo già usato dove possono essere ospitate una ottantina di persone e altri posti per dormire possono essere individuati nelle numerose pensioni dei dintorni. Cena della sera del sabato di socializzazione (ognuno si porta da casa i suoi prodotti...vino, pane, focacce, insaccati, dolci, ecc..). Pranzo del giorno dopo: convenzione con una trattoria a poco prezzo.
b.3) modalità di partecipazione: per consentirci un giusto uso degli spazi, dei tempi e della logistica, bisogna iscriversi annunciando la partecipazione, specificando le esigenze per l'accoglienza)
b.4) Percorso: riunioni di zona di discussione. Già fissate: Nord EST (Venezia 8 gennaio), Nord-Ovest (Valli Unite 20 dicembre), Toscana (19 Dicembre), Marche (9 Gennaio). Altre vanno fissate e pubblicate in rete.
Forum di discussione in internet e predisposizione di una NEWS letter che aggiorna anche chi non fa parte del gruppo di lavoro sullo stato di preparazione dell'assemblea.
b.5) Per ogni contatto logistico operativo (iscrizioni, info, ecc..) è attivato l'indirizzo di posta elettronica: segreteria@altragricoltura.org, gestito, sotto la verifica di Gianni F. da Nicola del Foro Contadino Altragricoltura della Basilicata
C) ALLEGATO 1: appello a partecipare
Stiamo preparando la nostra assemblea nazionale. Partecipa con noi per essere più forte, meno sol@ e più fiducios@ che il domani ci porterà il diritto a produrre e consumare in giustizia.
L'ASSEMBLEA DEL FORO CONTADINO ALTRAGRICOLTURA
Siamo un movimento di contadini, braccianti, tecnici organizzati nel movimento internazionale di Via Campesina che raccoglie nel mondo oltre cento milioni di contadini in lotta per affermare il diritto contadino a produrre e quello cittadino ad un cibo sano, a prezzi giusti in un territorio tutelato.
Diritti negati dal dominio agroalimentare della globalizzazione e ostacolato dalle organizzazioni che, al contrario, vogliono l'agricoltura della competizione sul mercato e riducono il cibo a semplice merce. Per questo siamo impegnati, in Italia, come ovunque a costruire il movimento autonomo e organizzato per la Sovranità Alimentare.
Abbiamo seminato, in questi anni da Genova in poi, i semi della Sovranità Alimentare. Lo abbiamo fatto con i nostri limiti, le nostre poche risorse, le nostre molte speranze. Abbiamo sparso i semi nei luoghi più diversi e nei modi più diversi. Fra i contadini e gli allevatori delle tante diverse agricolture italiane. Fra quanti nei decenni scorsi hanno resistito cercando di costruire pratiche e proposte alternative al produttivismo ed all'industrialismo e fra quanti si sono piegati ai modelli devastanti dell'agricoltura dominante per scoprire ogni giorno di più il disastro della sua crisi.
Lo abbiamo fatto insieme, contadini e braccianti, rivendicando la centralità del lavoro, i suoi diritti, il reddito per l'azienda e il salario per i lavoratori.
Lo abbiamo fatto fra i movimenti in lotta contro la globalizzazione neoliberista e contro la guerra portando il punto di vista contadino: la guerra non è solo militare ma anche economica e sociale e quella per il dominio agroalimentare ha prezzi grandissimi che si chiamano fame, povertà, perdita di diritti sociali, economici, culturali, territoriali ed ambientali.
Lo abbiamo fatto con i consumatori affermando il diritto alla sovranità alimentare in quanto diritto contadino a produrre e cittadino ad un cibo sicuro, garantito ed a prezzi giusti.
Lo abbiamo fatto nei territori dove produciamo rivendicando l'agricoltura come fattore di valorizzazione sociale e territoriale, nazionalmente e ovunque nel mondo ci fosse da spendere la battaglia contro la globalizzazione agroalimentare consapevoli che i problemi che porta si scaricano localmente sui cittadini e i territori ma che la soluzione, gli avversari si nascondono lontano da noi, nelle stanze dei poteri internazionali sempre più delegittimati dalla critica dei cittadini del mondo.
Ovunque abbiamo affermato la Sovranità Alimentare,come diritto dei popoli a decidere del proprio modello di produzione, distribuzione e consumo del cibo.
Ora ci fermiamo, perché sappiamo, da contadini, che il tempo del raccolto sta arrivando e che dobbiamo prepararci bene. Ci fermiamo per riflettere, discutere, condividere, socializzare, criticare, cambiare, decidere.....
Ci fermiamo per preparare gli attrezzi, riordinare le idee, ricostruire fra di noi e con quanti vorranno condividere il nostro impegno la condivisione dell'analisi, il confronto sugli obiettivi, le scelte necessarie ed irrinviabili su come, per chi, con quali risorse ed a quali obiettivi lavoreremo.
Fermarsi ora per decidere come rimettersi in movimento. Perché dovremo rimetterci in movimento per vincere la sfida della Sovranità Alimentare.
La nostra assemblea di Gennaio non sarà una sfilata di rappresentanti ma un confronto vero fra quanti hanno condiviso fin qui battaglie e impegni comuni. Come abbiamo fatto fin'ora sapremo criticarci per crescere e fare più forte la nostra unità. Consapevoli che le nostre lotte e il nostro impegno sono la garanzia per rifondare una casa comune di contadini da cui ripartire per aprire, anche in Italia, una nuova stagione di unità fra chi lavora la terra.
Siamo stati divisi da sigle sindacali che hanno finito per sostenere tutte la logica e le politiche della competizione sul mercato che stanno uccidendo i contadini.
Ci stiamo riunendo in nome della Sovranità Alimentare per lanciare, da contadini, la sfida per la funzione sociale dell'agricoltura contro l'impero delle multinazionali.
C2 ALLEGATO 2: domande per la discussione
Stiamo cercando di elaborare nel dibattito collettivo le proposte per l'assemblea nazionale. Ti chiediamo un contributo e di aiutarci a definire meglio le aspirazioni, le analisi e le proposte di chi lavora la terra, consuma il suo cibo e vuole contribuire a costruire l'alternativa alla trasformazione dell'agricoltura nell'impero delle multinazionali.
Per questo ti chiediamo di contribuire rispondendo alle seguenti domande. Puoi inviarcele per mail all'indirizzo: segreteria@altragricoltura.org oppure inserirle direttamente nel Forum on line che trovi nella pagina web dell'assemblea nazionale di Altragricoltura: www.altragricoltura.org/fcbasilicata/forum
Puoi trovare informazioni ed info nel sito: www.altragricoltura.org
- Cosa dovrà essere il FCA? Chi in Italia si batte per la Sovranità Alimentare ha bisogno di un luogo autonomo e comune in cui organizzarsi?
- Quale giudizio sulla fase dell'agricoltura italiana e quali obiettivi per il FCA?
- Quale organizzazione dovremo darci e quale metodo di lavoro? Come prendere le decisioni?
- Come costruire l'autonomia del FCA? con quali risorse? che uso farne?
- Quali priorità? Quali proposte di iniziative, campagne, azioni, agenda?
- Quali alleanze?