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f DOCUMENTI DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE | |
| Documento della commissione sugli organismi |
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DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE SUGLI ORGANISMI
(nota del direttivo: sulla proposta della commissione l'assemblea ha
discusso, rigettando, sostanzialmente la proposta di eleggere nel direttivo solo
i presenti. Sulla proposta generale c'è stata una larga discussione sulla
opportunità stessa di eleggere degli organismi in questa assemblea e se non
fosse stato più opportuno dare un mandato provvisorio al vecchio direttivo di
riconvocare una nuova assemblea per procedere alle elezioni. Un'altra proposta
chiedeva di eleggere un direttivo ma di dare il mandato di convocare l'assemblea
entro un anno. L'assemblea ha scelto di eleggere un direttivo di nove persone
con il mandato di riconvocare l'assemblea nel più breve tempo possibile. I nomi
degli eletti sono stati avanzati singolarmente in assemblea sulla base di
disponibilità personali e il voto ha registrato due astensioni)
Il documento presentato
Qualsiasi proposta sulla organizzazione del F.C.A. non può non prescindere da
alcune considerazioni rilevanti:
a) il rimarcare il carattere "assassino" delle posizioni mondiali del WTO e
delle politiche governative legate conseguentemente a questo organismo e quindi
a lui subalterne in virtù dei trattati internazionali;
b) rivendicare il tentativo del F.C.A. di rappresentare il progetto di Via
Campesina per la Sovranità Alimentare a livello internazionale, nazionale e
locale;
c) la consapevolezza che un potere di riscoperta delle proprie radici contadine,
della comunicazione di questi valori e delle espressioni più opportune di
reazione, trova nella azione di lotta locale la forma concreta per realizzare un
processo possibile per un'altragricoltura;
d) il riconoscere che allo stesso tempo non possiamo esistere solo localmente e
quindi la necessità di darsi una organizzazione nazionale che sia però il più
possibile snella e al tempo stesso confermi la disponibilità di essere
direttamente protagonisti della nostra storia;
e) la convinzione che anche se qualsiasi forma di rappresentanza non include
direttamente il passaggio per il F.C.A. ad altro sindacato, è altresì vero che
il nostro ruolo ci impone una proposta politica in merito alle problematiche
agricole, alla PAC , al diritto all'accesso alla terra per chi la lavora, ai
beni comuni, etc. etc.
Constatiamo inoltre due punti di difficoltà
a) come fare a superare una evidente "doppia velocità" data da una parte dal
tempo del lavoro agricolo e dall'altra dall'incalzare del tempo della politica e
dal susseguirsi degli eventi,
b) che l'unica forma possibile attuale per il F.C.A. sia nello Statuto in vigore
che prevede un Consiglio Direttivo Nazionale espressione della Assemblea
Generale (vedi art.8 dello Statuto) , anche se nell'insieme vengono rilevate
alcune evidenti contraddizioni e forme di attuazione non più attuali che ne
determinano la decaduta o variazione.
Alla luce delle considerazioni sopra fatte, proponiamo:
1) che il Direttivo che assume l'incarico di svolgere il programma-agenda
approvato dall'Assemblea, abbia un carattere transitorio di un anno per dar modo
di far crescere le rappresentanze regionali da una parte e di rivedere forme
statuarie più consone dall'altra;
2) che l'Assemblea elegga 9 membri per il Direttivo che nell'arco dei prossimi
quindici giorni dovranno a loro volta scegliere le figure statuarie:
presidente,tesoriere,coordinatore ed esecutivo;
3)che il Direttivo medesimo sia via via integrato-coadiuvato con la presenza dei
coordinatori regionali espressione dei vari coordinamenti che si formano o
riformano nel territorio nazionale e che stabilisca una periodicità di
convocarsi almeno ogni due mesi e che si obblighi ad interloquire per posta
elettronica;
4)che l'Esecutivo stesso, all'interno dei nove membri, sia formato a sua volta
da 3 componenti con la disponibilità di darsi,insieme al coordinatore,una
scadenza quindicinale per realizzare presenza e partecipazione nazionale e
locale del F.C.A. e per la gestione del quotidiano.
Per quanto riguarda invece i criteri di scelta assembleari per la nomina dei
componenti, la Commissione giudica che questa scelta debba avvenire tra i
presenti all'assemblea che si autopropongono personalmente: il "candidato" si
farà poi riconoscere esprimendo una sua opinione sulla agenda-programma dato
dalla Assemblea stessa e si passerà ad elezione diretta.