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Gruppo di lavoro su Fao-Wto


CPE - Coordination Paysanne Européenne
membro di Via Campesina

COMUNICATO STAMPA
Bruxelles, 24 settembre 2001

Giustizia e solidarietà valgono più che la rivincita

Dopo gli avvenimenti dell'11 settembre negli Stati Uniti ed in seguito alla riunione del proprio Consiglio del 16 settembre a Bruxelles, Coordination Paysanne Européenne rende pubblica la seguente posizione:

I contadini, il cui senso profondo del lavoro è strettamente legato alla vita, sono rimasti scossi per gli attentati perpetrati negli Stati Uniti. Coordination Paysanne Européenne, all'interno del movimento contadino Via Campesina, è legato alla non-violenza. Essa condanna questi attentati.
I loro mandanti devono essere ricercati, arrestati e giudicati secondo le regole del diritto internazionale.

Oggi vi è il grande rischio che una "avventura" militare in Asia, risposta allettante per curare lo choc dell'opinione pubblica degli Stati uniti, provochi conflitti di grande ampiezza, dalle conseguenze disastrose per le popolazioni. Avviare una guerra non risolve il rischio del terrorismo.. Vi è anche il grande rischio che per lottare contro il terrorismo si riduca la democrazia. 
La CPE esorta quindi i governi europei a non dare carta bianca all'intenzione di "rivincita" ma ad operare perché sia fatta giustizia rispettando il diritto e perché le cause del terrorismo siano affrontate alla loro radice.

Le politiche "neo-liberali", portate avanti da decenni nel mondo sotto la leadership dei governi degli USA e dell'Unione Europea, hanno sensibilmente accentuato gli squilibri nel mondo, a livello sia alimentare che economico o culturale.
Ricordiamo che il patrimonio delle tre persone più ricche del mondo supera il PIL totale dei 48 paesi più poveri che rappresentano il 40% della popolazione mondiale.
Ricordiamo che queste politiche si sono nutrite del segreto bancario ed hanno favorito lo sviluppo dei paradisi fiscali, dove il denaro illegale riciclato rappresenta una parte significativa dei flussi finanziari internazionali.

Per tagliare le gambe al terrorismo bisogna quindi riformare profondamente le politiche internazionali, anteponendo l'interesse delle popolazioni a quello dei mercati finanziari.
I movimenti che contestano la mondializzazione neo-liberale attuale, dei quali noi facciamo parte, propongono altre politiche ai governi ed alle loro istanze internazionali. La solidarietà vale più per la pace che il mercato ad ogni costo.