IV Conferenza Internazionale di Via Campesina
Sao Paolo-Brazil, 12-19 giugno 2004

"Foro Contadino - Altragricoltura" aderisce a CPE - Via Campesina

José Bove, di Via Campesina, con la coalizione di ONG all'Unctad, lancia l’appello globale all’azione: i Governi devono sostenere la sovranità alimentare dei popoli

San Paolo 16 giugno – Una coalizione di organizzazioni non governative, associazioni di contadini e movimenti sociali di tutto il mondo hanno scelto la Conferenza delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo come occasione per il lancio di un Appello alla mobilitazione globale contro gli accordi di “libero commercio” che distruggono l’agricoltura su base familiare e spingono al Sud per una de-industrializzazione controllata dalle grandi corporations.

La mobilitazione globale verrà si svolgerà nella settimana 14-24 luglio 2004, la settimana immediatamente precedente il Consiglio generale del Wto che si terrà a Ginevra.

José Bove, leader di Via Campesina, afferma che “i Governi dovrebbero bandire ogni tipo di supporto pubblico usato per esportare sotto costo le produzioni agricole, I contadini dovrebbero avere il diritto di proteggere le produzioni interne di generi alimentari contro le importazioni a basso prezzo con l’applicazione di tasse e di quote fisse d’importazione”.

La coalizione chiede che i Governi sviluppino programmi di protezione delle economie locali, dei produttori e dei distributori di generi alimentari su piccola scala. Inoltre sostiene che l’agricoltura dovrebbe essere discussa in luoghi decisionali più appropriati del Wto.

L’Unctad originariamente era stato creato per promuovere il commercio come strumento per lo sviluppo. “Da quando il neoliberismo si è imposto, l’esperienza che i Paesi poveri ne hanno fatto è stata quella dello strangolamento, da parte delle logiche commerciali, della riduzione della povertà e dello sviluppo, soprattutto in ambito agricolo”, sostiene Gopal, del Center for Environment Concerns, in India. Gopal proviene dallo Stato dell’Andhra Pradesh dove ogni giorno 4 contadini si tolgono la vita per l’indebitamento e la schiavitù del sistema agricolo, anche delle piccole comunità, alle leggi dell’agri-business. 

“Il Wto e gli accordi internazionali sul commercio non risolvono I problemi della povera gente, ma stanno proteggendo gli interessi dei Paesi ricchi nel mantenere alto il livello dei sussidi e di intervento nelle politiche economiche dei paesi più deboli. Auspichiamo che l’Unctad crei un nuovo dibattito da prospettive differenti, basate sullo sviluppo sostenibile, il rispetto delle culture e della sovranità alimentare di tutti i Paesi”, ha dichiarato Alberto Broch, direttore di CONTAG, la Confederazione nazionale brasiliana dei lavoratori agricoli. Appoggio alla mobilitazione anche dagli Usa George Naylor, presidente della National Family Farm Coalition of the United States ha confermato che gli agricoltori hanno bisogno di politiche che assicurino almeno la copertura dei costi di produzione: “A livello internazionale, debbono essere reinseriti meccanismo di controllo e gestione della politica dei prezzi, come previsto dai precedenti accordi Unctad sulle materie prime”.
São Paulo, 15 June 2004 * A coalition of non-governmental organizations (NGOs), farmers associations and social movements from around the world are using the United Nations Conference on Trade and Development (UNCTAD XI) as a platform for a Global Call to Action against "free trade" agreements that destroy peasant based agriculture and lead to corporate-controlled de-industrialisation in the South. This Global Call to Action will take place during the week of 19-24 July, 2004; the week immediately prior to the World Trade Organization (WTO) General Council meeting in Geneva, Switzerland.

According to the Via Campesina Leader Jose Bove, governments should ban any kind of public support used to export under the cost of production.
"Peasants must have the right to protect domestic food production against low priced imports through the application of tariffs and import quotas."

The coalition demands that governments develop frameworks that protect local economies, small scale food producers and distribution systems. In addition, agriculture must be discussed in a more appropriate forum than
the WTO.

UNCTAD was originally created to promote trade as an instrument for development. "Since liberalization began, the experience of poor countries has been that trade has actually strangled poverty reduction and development, especially with agriculture," says Gopal KS of Center for Environment Concerns, India. Gopal comes from the state of Andhra
Pradesh where four farmers commit suicide every day. Research has shown that suicides indicate the complete loss of autonomy among the peasant farmers.

"The WTO and the international trade agreements are not solving the problems of the poor people, but they are protecting rich countries to maintain high subsidies and a policy of intervention in other countries.
We expect that UNCTAD creates a new debate with a different focus. This should be based on sustainable development, respect for the cultures of all countries and food sovereignty," said Alberto Ercílio Broch, deputy-director of CONTAG, the Brazilian National Confederation of Agriculture Workers.

George Naylor, president of the National Family Farm Coalition of the United States also agrees that farmers need policies that assure they cover the costs of production. "At the international level, price control and supply management mechanisms, as in the former UNCTAD commodity agreements, must be reinstated."

The coalition calls upon organizations to demand that their governments support:
- food sovereignty instead of export cash crops for international trade.
- access for peasants and small farmers to productive resources.
- policies to stop overproduction and dumping.
- access to domestic markets for local peasant producers instead of multinationals.
- peasant based production for domestic needs instead of subsidies for export and dumping.

Appello all'azione dei movimenti sociali e dei popoli dell'Asia 

Appello all'azione dei movimenti sociali e dei popoli dell'Asia 

14 e 15 Giugno 2004, Seul, Korea

Noi, i movimenti popolari e sociali dell'Asia - sindacati, contadini e contadine, piccoli agricoltori, donne, consumatori e consumatrici, studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici migranti, poveri delle città, attivisti e attiviste contro la guerra e contro la globalizzazione neoliberista - ci siamo riuniti qui a Seul per dimostrare contro il WEF (Forum Economico Mondiale), la globalizzazione neoliberista e la guerra. 
Malgrado il blocco di informazioni sui risultati del loro meeting, continuiamo a lottare contro il WEF, che racchiude anche la globalizzazione neoliberista. 
Per due giorni abbiamo condiviso, discusso e dibattuto su temi quali la sovranità alimentare, la sicurezza alimentare, la privatizzazione dei servizi pubblici, la flessibilizzazione del lavoro, la guerra e il militarismo, l'aumento della povertà delle donne, il liberismo commerciale, il lavoro migrante, gli accordi di libero scambio e il WTO. 
Sulla base dell'esperienza maturata a Seul sia per quanto riguarda l'azione che la discussione abbiamo deciso di continuare le nostre lotte contro la globalizzazione, il militarismo e la guerra. Siamo riuniti qui per rafforzare la nostra solidarietà e per discutere delle strategie per le nostre lotte comuni.
I popoli dell'Asia, come tutte le genti del mondo, stanno soffrendo a causa del militarismo e del capitalismo globale. 
Questa situazione si è intensificata nel 1997 quando gli effetti delle politiche neo-liberiste influenzarono tutta la regione; da allora le nostre economie sono state ulteriormente "ristrutturate" e aperte al liberismo a scapito della gente. 
La proliferazione del FTA ha radicato ulteriormente la povertà del popolo. Povertà, disoccupazione e precarietà si sono diffusi ancora di più.
L'Asia è inoltre la sede di varie basi militari, elemento cruciale perchè gli Stati Uniti sviluppino il proprio potere nella regione per perseguire i loro interessi economici e strategici. 
E dalla dichiarazione della cosiddetta "guerra al terrorismo" nel 2001, l'intervento militare degli Stati Uniti è aumentato ancora nella regione, minacciando la sicurezza delle popolazioni. Questa strategia di destabilizzazione ad opera degli Stati Uniti può essere vista ovunque, includendo anche la penisola coreana, dove ci siamo riuniti.
La globalizzazione neoliberista e il militarismo vanno di pari passo. Abbiamo identificato l'occupazione dell'Iraq da parte degli Stati Uniti e il WTO/FTA come i luoghi chiave della lotta, simboli delle due facce della globalizzazione armata. 
Non smetteremo di combattere finchè non si concluderanno l'occupazione dell'Iraq e della Palestina. Chiediamo il ritiro delle truppe degli Stati Uniti e di altri Paesi. Continuiamo a far pressioni sui nostri governi per fermare l'ulteriore dispiegamento di truppe asiatiche. 
Dobbiamo anche conservare e alimentare la nostra vittoria di Cancun, bloccando le trattative in materia di agricoltura e non permettendo che l'EU e gli Stati Uniti rinnovino il WTO. La formazione, la salute, l'acqua, la agricoltura e tutti i servizi di base non sono in vendita nonostante il WTO o il FTA. Pretenderemo i nostri diritti dal cosiddetto sistema di "libero mercato". 

Per questi motivi, chiediamo a tutti i popoli e i movimenti sociali di unirsi a noi nel seguente piano di azione:

30 Giugno
Gli Stati Uniti trasferiranno la sovranità a un governo fantoccio in Iraq nel tentativo di legittimare l'occupazione illegale. Noi replichiamo la nostra richiesta di porre fine all'occupazione in Iraq. Ci uniremo alle azioni globali previste dal 26 al 30 giugno.

19-24 Luglio
Settimana globale di azione per la sovranità alimentare e per bloccare le attuali trattative nel WTO in tema di agricoltura 

10 Settembre
In memoria della morte di Lee Kyung Hae, si terrà una giornata internazionale di azione per il conseguimento della sovranità alimentare e per resistere al WTO.

Meeting del WTO a Hong Kong
Ci impegniamo a intervenire in occasione della riunione ministeriale del 2005. La useremo come mezzo per rinforzare concretamente la nostra solidarietà, mobilitandoci insieme per Hong Kong. Accogliamo positivamente la proposta del comitato di Hong Kong per prendere la guida nella progettazione e nell'organizzazione delle azioni e delle mobilitazioni. Lavoreremo con loro nei prossimi mesi per realizzare questo programma, approfittando dello slancio e dell'entusiasmo che abbiamo raggiunto con le riuscite azioni di Seul. Interverremo non solo a Hong Kong ma in tutti i paesi in qualità di espressione globale della nostra opposizione e della nostra lotta.

Esprimiamo la nostra solidarietà alla resistenza dei popoli in Iraq e Palestina, alle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici migranti, clandestini e irregolari, ai sindacati, ai contadini e alle contadine, ai piccoli agricoltori, ai poveri delle città e alle donne. 

Ci impegniamo a coordinare le nostre azioni, ad ampliare e rafforzare le nostre lotte in Asia.

Globalizziamo la lotta! Globalizziamo la speranza! 

Asia People and Social Movements’ Call to Action

June 14-15, 2004, Seoul, Korea

We, the Asia Social and People¹s Movements - trade unions, peasants, small farmers, women, consumers, students, migrant workers, urban poor, anti-war and anti-neoliberal globalization activists - have gathered here in Seoul, Korea to demonstrate against the World Economic Forum, neoliberal globalization and the war. Despite their blocking of information on the outcome of their meeting, we will continue to struggle against the WEF, which embodies neoliberal globalization.

For two days we shared, discussed and debated on issues such as food sovereignty, food safety, privatization of public services, labor flexiblization, war and militarism, feminization of poverty, trade liberalization, migrant labor, free trade agreements and the World Trade Organization. 


Based on our experience in Seoul both in action and discussion we have resolved to continue our struggles against corporate led globalization, militarism and war. We are also gathered here to strengthen our solidarity and discuss our strategies for our common struggles.


The people of Asia, like all other people of the world, are suffering from the effects of militarism and global capitalism. This was heightened in 1997 when the full effects of neo-liberal policies swept across the region and since then our economies have been further ³restructured² and liberalized at the expense of the people. The proliferation of FTA¹s further entrench the people in poverty. Poverty, unemployment and precarity is becoming even more widespread. Asia is also home to a number of military bases, which is crucial for the US to project power around the region -- in pursuit of its economic and strategic interests. And since the declaration of the so-called ‘war on terror’ in 2001, US military intervention has increased in the region threatening peoples’ security. This US strategy of destabilization in the region can be seen all throughout, including here in the Koreanpeninsula where we are gathered.


Neo-liberal globalization and militarism go hand-in-hand. We have identified the US occupation of Iraq and the WTO/FTAs as key sites of struggle, symbolizing the two faces of ‘armed globalization’. We will not stop struggling until the occupation of Iraq and Palestine have ended. We demand the withdrawal of US and other troops. We continue to pressure our governments to stop further deployment of Asian troops. We must also maintain our victory in Cancun by blocking the current negotiations on agriculture and not allow the EU and US to revive the WTO. Education, health, water, culture and all basic services are not for sale either though the WTO or FTA’s. We will reclaim our rights from the so-called ‘free trade’system.

We therefore call on all peoples and social movements to join us in this
plan of action:


June 30 ­ The US will handover ‘sovereignty’ to a puppet government in Iraq and attempt to legitimize its illegal occupation and we reiterate our demand to end the occupation in Iraq. We will join the global actions from June 26 to 30.

July 19-24 ­ Global Week of Action for food sovereignty and block the current negotiations on agriculture in the WTO.

September 10 ­ In commemoration of the death of Lee Kyung Hae on September
10, International day of action will be held to attain food sovereignty and
resist the WTO. 

WTO Ministerial in Hong Kong ­ We commit to mobilize for the coming Hong Kong Ministerial in 2005. We will use this as a way to concretely strengthen our solidarity by mobilizing together for Hong Kong. We welcome the initiative of the Hong Kong committee to take the lead in planning and organising the actions and mobilisations. We will work with them in the coming months to realise this plan, taking advantage of the momentum we have gained from the successful mobilization in Seoul. We will mobilise not only in Hong Kong but in all our countries as a global expression of our opposition and strength.


We are in solidarity with the resistance of the Iraqis and Palestinian peoples, the struggles of migrant workers and irregular and informal workers, trade unions, peasants, small farmers, urban poor and women. We are committed to coordinate our actions, broaden and strengthen our struggles in Asia. 

Globalise the hope! Globalise the struggle!