CPE - Coordination Paysanne Europeenne
NFFC - National Family Farm Coalition

Washington, 30 marzo 2001

Alla fine della visita di due leaders contadini della CPE negli USA, la CPE (Europa dell'Ovest) e la National Family Farm Coalition (NFFC, USA) pubblicano il seguente comunicato comune.


Una primavera di azione:

Gli agricoltori semineranno quest'anno le loro colture negli USA ed in UE con la prospettiva dei più bassi prezzi degli ultimi decenni e senza ridurre l'inquietudine dei consumatori di fronte alla sicurezza alimentare. I bassi prezzi sono il risultato delle nostre politiche agricole in fallimento: il Fair Act negli USA e la PAC in UE. Oggi i primi beneficiari di queste politiche di "liberlizzazione" del commercio sono le aziende del commercio transnazionale dei cereali ed i grandi allevamenti industriali, che prosperano con i cereali a buon mercato e raggiungono profitti record. Queste politiche rovinano le aziende familiari, il mondo rurale ed i contribuenti in UE e negli USA, perché queste stesse politiche di bassi prezzi espellono i contadini dalla loro terra in ogni regione del mondo.

"In quanto contadini, noi abbiamo da fare le stesse lotte, abbiamo le stesse speranze, quando coltiviamo la terra o mungiamo le nostre vacche negli USA, in Europa o al Sud" ha dichiarato Paul Nicholson, contadino basco e leader della CPE. Ed inoltre: "Noi contadini, dobbiamo far fronte alle stesse politiche devastatrici sviluppate da un modello industriale che finanzia la sovraproduzione e l'esportazione producendo il dumping alimentare." Dall'azienda al consumatore vi sono crescenti inquietudini riguardo le tecnologie genetiche ed il loro impatto sulla produzione alimentare.

L'agricoltura e la produzione alimentare sono molto più di una mercanzia. E' un diritto umano di base che merita un considerazione particolare. Ogni paese/regione deve essere in grado di decidere sulla sua politica agricola ed alimentare che risponde ai bisogni alimentari della sua popolazione. Per essere giusto, il commercio agricolo deve permettere la vendita di tutti i prodotti ad un prezzo che rifletta i costi di una produzione ecocompatibile e deve eliminare il dumping alimentare.

La NFFC e la CPE assieme lanciano un appello per l'annullamento dell'accordo di Blair House e per l'eliminazione degli aiuti diretti ed indiretti all'esportazione che provocano la sovraproduzione. L'accordo agricolo attuale dell'OMC, scritto e promosso da USA ed UE, è basato sull'esportazione con dumping, l'accesso obbligatorio al mercato ed autorizza i paesi industrializzati a finanziare un sostegno agli agricoltori attraverso la messa in atto arbitraria di un inquadramento dei finanziamenti in scatole di colore verde, gialla, blu, bruna. Dena Hoff, contadina di Montana e presidente della task force per il commercio della NFFC, ha dichiarato: "questa politica illogica deve essere sostituita da un sistema commerciale nel quale la sovranità alimentare ed il commercio equo prevalgano."

La NFFC e la CPE, in quanto membri di Via Campesina, si uniscono ai contadini, ai senza-terra, ecc.... del mondo intero, che manifesteranno il 17 aprile - giornata internazionale di lotta contadina - per mostrare la crescente resistenza mondiale agli OGM e lanciare una campagna contro il dumping alimentare.
Questa giornata d'azione coincide con gli avvenimenti a Quebec riguardo l'incontro ministeriale delle Americhe per il "libero scambio".
Azioni locali sono previste negli USA attorno al 17 aprile per illustrare la "corsa verso il basso", risultato dell'estensione a più di 30 paesi dell'accordo in fallimento dell'ALENA.

Il 17 aprile, le organizzazioni della CPE organizzeranno diverse azioni in Europa contro il dumping e gli OGM. A Bruxelles saranno organizzate manifestazioni davanti all'edificio dell'industria europea dei mangimi e davanti alla rappresentanza del Brasile presso l'UE.

Per ulteriori informazioni, contattare:
NFFC tel. (202) 543-5675 o, email nfcc@nfcc.net.
CPE tel. (32) 2 217 31 12 o, email cpe@cpefarmer.org 


(traduzione a cura di ARI -Associazione Rurale Italiana)