|
Manifesto dell'agricoltura contadina
- Il rispetto e la custodia della natura.
Siamo sulla terra per esserne i custodi, ricavandone il sostentamento, ma anche per poterci elevare e come tali dobbiamo presenziare ai delicati equilibri naturali, vietando l'uso di ogni prodotto chimico di sintesi per ridare la giusta dignità alla terra e agli uomini sganciandosi dai vincoli di dipendenza dall'industria. La scelta cade necessariamente su un'agricoltura organica artigiana-contadina che ha radici agli albori della civiltà. No ad ogni forma di
inquinamento.
- Valorizzazione delle produzioni locali in risposta all'industrializzazione.
Le industrie agroalimentari con la regola ferrea del profitto ci danno cibi artefatti, additivi chimici, conservanti, sostanze nocive, bassissima qualità. Le piccole produzioni locali al contrario sono in condizione di dare la massima garanzia sia sotto il profilo qualitativo sia sotto quello della trasparenza.
- Mantenimento ed incentivazione delle antiche varietà locali di semi, piante e razze animali
sviluppo della ricerca delle vecchie varietà vegetali e animali invece delle specie che aumentano la dipendenza dei contadini dalle industrie ed anche come valorizzazione di un patrimonio dell'umanità collaudato nei secoli come miglior risultato sotto tutti i profili: organolettico, del gusto, ambientale, della salute.
- Valorizzare le risorse abbondanti economizzando su quelle più rare ed incentivare l'uso di fonti energetiche rinnovabili.
La produzione agricola è un intreccio di vari fattori quali la terra, l'acqua, l'energia. il lavoro, il territorio; alcuni di questi sono presenti in abbondanza, mentre altri sono estremamente rari. Il lavoro umano come quello animale, se esercitato in condizioni accettabili, è una risorsa abbondante, mentre la sostituzione del capitale al lavoro vuole sempre una grande quantità di energia quasi sempre non rinnovabile. In questo contesto è necessario incentivare l'uso di fonti energetiche rinnovabili per potersi sganciare dalla dipendenza industriale anche in questo campo ed anche come fattore ambientale per sviluppare la simbiosi con la natura.
- Necessità di trasparenza in tutti i processi agricoli e massime garanzie di qualità e salubrità dei prodotti.
La qualità di un prodotto è conseguenza del suo metodo di produzione e deve essere riconosciuta e facilmente identificabile dal cittadino: attualmente solo l'agricoltura organica artigiana-contadina, cioè senza uso di sostanze chimiche e non industriale offre realmente queste possibilità.
- Ridistribuire le quantità di produzione per permetter il maggior numero di insediamenti nelle campagne ricavando il giusto per vivere dignitosamente.
L'industrializzazione porta inevitabilmente a produrre di più con sempre meno lavoratori, concentrando la produzione in poche aziende, a scapito di altri. Ripartire le produzioni vuol dire permettere il massimo degli insediamenti nelle campagne, con la possibilità del giusto per sopravvivere. Sarà necessario spingere le istituzioni nella giusta organizzazione delle produzioni e le condizioni del mercato da una parte e dall'altra i contadini nelle loro scelte di autonomia.
- Indirizzare e collegare la ricerca scientifica verso le reali esigenze del mondo rurale
perché ogni popolo sia in condizioni di provvedere alle proprie necessità alimentari e la ricerca sia effettivamente libera e al servizio dei cittadini. Divieto assoluto di ricerca sugli OGM ed abbandono delle biotecnologie.
- Massima solidarietà con i contadini del mondo.
Una politica agricola che incentiva la competitività sui mercati mondiali per le eccedenze ed il protezionismo per le carenze, mette in competizione i contadini del mondo determinandone, a lungo andare, la scomparsa. L'agricoltura contadina si basa sulla solidarietà e si fonda su due grandi regole.
- il diritto di ogni stato e di ogni popolo di provvedere alle proprie necessità alimentari, dunque di proteggere la propria agricoltura
- il diritto di ogni contadino, all'interno del proprio stato, di contribuire alla produzione e ai fabbisogni alimentari del paese.
- Ricerca di collaborazione con altre figure del mondo rurale.
L'agricoltura non è un mondo a parte e per essere valida e socialmente accettabile deve fare parte della vita economica e sociale. Per le relazioni privilegiate che ha con l'ambiente naturale può essere luogo di accoglienza, di integrazione e di equilibrio del territorio.Per partecipare alle dinamiche della vita locale e dell'ambiente, l'agricoltura deve attivare rapporti di sinergia con gli altri fattori economici rurali. Così come non si può esercitare l'agricoltura contadina lontani dalla terra, non si può esercitarla a prescindere dal territorio. Ogni contadino ha la responsabilità, con le sue scelte, di fare in modo che il territorio continui a prosperare socialmente ed economicamente in modo equilibrato e durevole, anche a livello di rapporti umani, di creatività, di vitalità e di gioia di vivere.
- Garantire il massimo di autonomia nel funzionamento dell'azienda agricola
l'autonomia sta nella capacità di gestire le proprie scelte e nella possibilità di esercitare questa capacità; l'autonomia di un contadino poggia sulla sua autonomia decisionale, determinando la sua autonomia tecnica ed economica. L'autonomia si fonda sulla collaborazione e la complementarietà fra produttori, contadini,regioni agricole e realtà economiche e sociali locali.
- Garantire l'etica negli scambi.
Siano essi commerciali o di altro tipo è necessario garantire un'etica morale negli scambi, stabilendo il giusto rapporto di equilibrio in base ai concetti di solidarietà. Il cerchio della fratellanza dei popoli si basa sulla sovranità alimentare ed economica nei settori strategici a cui sopperiscono la solidarietà internazionale.
- Reale possibilità di accesso al credito per i piccoli contadini.
L'accesso al credito per i piccoli contadini oggi è in realtà solo virtuale. Esistono prestiti e finanziamenti fatti a regola solo per grosse aziende con capitali consistenti che traggono tutti i vantaggi da operazioni a breve termine (5 anni), mentre per chi vuole aprire l'attività non esiste la possibilità di accedervi. E' necessario creare fondi di mutuo soccorso e finanziamenti, non a fondo perduto, con scadenze adeguate alle reali capacità di sopravvivenza dei contadini stessi. E' necessario che le banche rurali ritornino ai loro scopi nelle campagne con sportelli bancari locali attenti alle esigenze del mondo rurale. Progetto di recupero delle piccole banche rurali.
Questi punti sono da considerarsi complementari, uno non esclude l'altro e solamente una visione generale di essi può garantire la vera agricoltura contadina.
Sergio Mantovani,
presidente
ASCI Associazione di Solidarietà per la Campagna Italiana
Via Paterno 2 - Ontignano
50014 FIESOLE (FI) Casella Postale 18
Sede operativa:
Via Valroino 26 - 14010 Cortazzone (AT)
tel. e fax: 0141 995212 - e-mail: a.s.c.i@libero.it |