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Sabato 19 Gennaio
2002 - Migranti in piazza per gli immigrati
ROMA - Quando la testa del corteo entra in piazza Navona, è ormai passato il tramonto. Pochi minuti e la piazza si riempie di bandiere colorate, di striscioni, di musica sparata a tutto volume. E' un'onda che avanza lentamente e invade il centro di Roma. "Dicono che la coda del corteo sia ancora a piazza della Repubblica", è il passaparola che gira tra la folla. Contarli è impossibile. Chi dice 50 mila, chi addirittura 150mila. Un serpente multicolore e multilingue che si snoda dalla stazione Termini fino al cuore del centro storico dove si confonde con il via vai del sabato di saldi.
Musica ska e nenie africane. Striscioni scritti in arabo e i fazzoletti gialli di Legambiente. Le grandi mani scure di cartapesta delle "Donne in nero" e il rosso delle bandiere della sinistra e della Cgil. Tutto si fonde nel corteo organizzato da No-global e associazioni contro il disegno di legge sull'immigrazione Fini-Bossi. Africani, bengalesi, curdi, albanesi, tunisini, italiani arrivati da tutte le parti. Ci sono i ragazzi della Sinistra Giovanile, i cattolici, i verdi e tutte le associazioni, dalle più note ai piccoli circoli cittadini.
Ma sono gli extracomunitari i veri protagonisti della manifestazione. Sono tantissimi e organizzati. Hanno i loro striscioni, scandiscono i loro slogan, distribuiscono volantini e sfilano cantando le canzoni dei loro paesi. Si mischiano ai ragazzi dei no-global e tutti insieme improvvisano balli di piazza in cui i ritmi ska si alternano ai tamburi africani. Molti portano in braccio bimbi piccoli o spingono passeggini tappezzati da manifesti. Quelli che parlano l'italiano ormai come fosse la loro lingua, si lasciano intervistare davanti alle telecamere e argomentano le ragioni della protesta di oggi.
In mezzo a quella folla colorata, i leader politici scesi in piazza per la manifestazione, passano quasi inosservati. Ci sono Diliberto e Rizzo, c'è Ermete Realacci con Legambiente. C'è, ovviamente, Fausto Bertinotti. E poi Livia Turco, l'ex-ministro diesse, firmataria dell'attuale legge sull'immigrazione. Il sindaco di Roma,
Walter Veltroni si mischia al corteo e parla del prossimo viaggio al Forum mondiale di Porto Alegre. La pattuglia della Quercia è la più folta con Giovanni Berlinguer, Pietro Folena, Giovana Melandri, Antonio Bassolino. Rimediano qualche fischio.
L'unico che suscita un certo interesse è Sergio Cofferati. "Sciopero generale", gli gridano mentre attraversa la folla. Poi c'è Vittorio Agnoletto in cappotto grigio, che osserva trionfante il sorprendente colpo d'occhio sul corteo
sterminato e pacifico. Le forze dell'ordine tengono le distanze e l'unico contatto ravvicinato c'è in piazza Venezia, dove un cordone di celerini blinda via del Plebiscito e il palazzo di Silvio Berlusconi.
Non c'è nessuna voglia di creare disordini tra i manifestanti. Si usa giusto l'arma dell'ironia. La trovata più bella, quella di un "graffittaro" che, davanti al portone del dipartimento sicurezza del ministero dell'Interno, tira fuori una bomboletta spray e disegna una caricatura di Fini in camicia nera e fez.
A fianco scrive: "Fuori i neri dall'Italia".
da http://it.news.yahoo.com/020119/180/1pt7f.html
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