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José Bové
N° d'écrou 22377 Y - Bloc A 07
34753 Villeneuve-les-Maguelone
France


21/07/03- Lettera di José Bové dal carcere

Saluti a tutte e a tutti,
prima di tutto tengo a rassicurarvi che stò bene, il morale è buono e la prigione non è riuscita a diminuire la mia determinazione e la mia combattività.
Quelli che pensavano che la mia incarcerazione, dopo un'arresto degno dei paesi più totalitari, avrebbe potuto immergermi nella desolazione, si sbagliano!
Non è così. È nello stesso tempo un segno di debolezza da parte loro ed un tentativo di imporre, con la forza, quello che noi tutti rifiutiamo.
Il dibattito sugli OGM è tornato in primo piano. La soppressione della moratoria non si potrà fare sottobanco. Gli Stati dovranno assumersi le loro responsabilità. E' d'avvero una scelta di società su cui dobbiamo confrontarci. La logica di mercato nel mondo, oppure il rispetto dei diritti fondamentali, ecco la posta in gioco. E l'avvenire dei contadini e dell'agricoltura è al centro di questa alternativa fondamentale.
Dal 22 Giugno non c'è stato un giorno senza che gli echi di quello che succede fuori non mi arrivassero. Ricevo testimonianze quotidiane tramite le vostre lettere della mobilitazione che si sviluppa su tutto il territorio e anche all'estero. Qui dietro le sbarre leggo, ascolto la radio o vedo alla televisione le vostre reazioni, la vostra solidarietà, questo mi da una forza considerevole. Tengo particolarmente a ringraziarvi per tutti gli sforzi che avete fatto per esigere la mia liberazione dopo il 14 Luglio dal Presidente Chirac. 
Da quel che ho letto siete stati più di 800.000 a tormentarlo perché prenda una posizione politica coerente con i suoi discorsi internazionali. Non è stato così, le maschere sono cadute non c'è più illusione per nessuno, almeno le cose adesso sono chiare.
Solo i rapporti di forza permetteranno di conquistare ed acquisire nuovi diritti. 
Lo slancio di solidarietà ha mostrato più che mai che anche la lotta della Confédération paysanne non era isolata, e si integra nell'insieme del movimento sociale di resistenza al modello neoliberale.
Sono colpito dalle lettere che ricevo, dalla diversità sociale sindacale, politica che sostiene la nostra lotta. E' una prova concreta di quello che affermiamo da anni. La Confédération paysanne, per la sua pratica esce dal corporativismo arcaico, e contribuisce a portare il dibattito per la costruzione di un vero movimento sociale di lotta. 
OGM, sovranità alimentare, repressione anti-sindacale e anti-sociale, diritti fondamentali, servizi pubblici e culture, si ritrovano per denunciare la mercificazione accelerata del pianeta. 
Per questo più che mai l'appuntamento del 8/9/10 Agosto a Larzac è fondamentale, e sarà il punto di partenza per la mobilitazione contro le politiche del OMC, ma anche l'organizzazione delle convergenze per affrontare le mire antisociali del governo Rafferin in Settembre.
La mia partecipazione insieme a voi in quei giorni purtroppo è compromessa. 
Comunque io sarò al vostro fianco con il pensiero e vi sosterrò alla mia maniera.
La lotta continua, globaliziamo le lotte per globalizzare la speranza.
José Bové,
Le 21 Juillet 2003

Confédération paysanne ->lettera di Bové
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grazie! ad Alfredo Anitori e Roberto Ferrario per il pronto aiuto nella traduzione.
Renato