|
Nel consiglio direttivo di domenica mattina 15/3, i sottoscritti Valter Sartoretto, Renato Bologna e Giovanni Brambilla, sono stati incaricati di redigere una lettera aperta ai componenti del Foro Contadino che proponesse, attraverso l'analisi dei lavori svolti, uno stimolo alla riflessione che potesse accompagnarci, attraverso il confronto, all'incontro del 30 aprile.
Innanzitutto vogliamo sottolineare la positività dell'Assemblea in generale, sia per le modalità con cui la discussione è stata affrontata, la profondità dei contenuti, e, pur nei momenti di maggior vivacità, il confronto che è sempre stato improntato al rispetto reciproco.
La capacità di ascolto è sicuramente il segnale di questa maturità raggiunta che è ricollegabile a ciò che noi facciamo quotidianamente.
Facendo tesoro del lavoro svolto da tutti i partecipanti alla riunione di sabato 14, nel rispetto di ciò che è emerso dal confronto assembleare, consideriamo il periodo da qui al 30 aprile come tempo che ci siamo concessi per arrivare a strutturare definitivamente il Consiglio Direttivo Nazionale. L'assemblea ha eletto il consiglio direttivo in base alle proposte dell'esecutivo uscente e in base a quanto scaturito dal dibattito individuando le seguenti persone:
Barcaioli Fabio, Bay Cristina, Bocci Riccardo, Bologna Renato, Brambilla Giovanni, Di Palma Antonio, Fabbris Gianni, Laccone Gianfranco, Mancino Tonino, Piccioli Barbara, Riccardi Aristide, Sartoretto Valter, Valente Marisa.
L'elenco sopra citato sarà integrato dai portavoce regionali che riusciranno ad essere nominati entro il 30 aprile.
A questo punto il consiglio direttivo sarà autorizzato ad eleggere il presidente, che è già stato indicato dall'assemblea nella persona di Giovanni Brambilla, gli otto componenti dell'organo esecutivo ed il tesoriere.
Tutto il dibattito intorno alla nomina delle cariche ha messo sicuramente a nudo i limiti metodologici del Foro Contadino. La nostra condizione di contadini, che ci porta ad essere profondamente impegnati e condizionati dal lavoro al punto da non poter disporre a piacere del nostro tempo come vorremmo, non deve e non può autorizzare nessuno a delegare e a farsi delegare. Il meccanismo della delega al nostro interno deve e dovrà essere un processo condiviso e consapevole che non esprime solo un metodo democratico, ma deve esprimere un "metodo partecipativo", come ci insegna Porto Alegre.
Questa prima esperienza è stata generata e condizionata da necessità imposte dalle emergenze con cui ci dobbiamo confrontare. L'obiettivo di mantenere vive le attività a livello nazionale ed internazionale, ha portato l'esecutivo uscente a formulare una proposta di continuità rispetto al lavoro avviato.
L'insegnamento che però possiamo trarre da questa esperienza ci obbliga ad una presa di coscienza dell'importanza del ruolo che ognuno di noi può e deve avere all'interno di questo movimento che è il Foro Contadino.
Affrontiamo uno dei punti ancora aperti che crediamo non sia il caso di trascurare: essere movimento o sindacato; sia in assemblea che dai primi commenti sulla lista emerge la necessità di individuare un obiettivo finale il più possibile condiviso.
Questa situazione non è mai stata considerata come ininfluente o in maniera riduttiva, bensì come la scelta di un percorso iniziale di massima aggregazione, che si dovrà dare, nel tempo, modalità ed obiettivi che gradualmente arrivino a maturazione. Ciò non significa che sin dall'inizio non siano stati esplicitati alcuni obiettivi, sia di tipo rivendicativo che di tipo politico, raggiungibili peraltro soltanto grazie ad una capillare azione territoriale e nazionale, che permetta, attraverso la visibilità del Foro Contadino, di raggiungere credibilità e peso politico. Ecco perchè è necessario agire sia localmente, a livello nazionale che internazionale.
Abbiamo affrontato sinteticamente i punti che rappresentano a nostro avviso l'inizio di un confronto che dovrà permettere, attraverso la più ampia partecipazione, l'integrazione di questo documento per renderlo condiviso ed utile al nostro percorso.
Ricordiamo, in ultimo ma non per questo meno importante, che il 1° Maggio, in occasione della festa del lavoro, sarà anche il momento in cui si realizzerà la 1a Festa Nazionale del Foro Contadino, che è stata proposta durante l'assemblea dai partecipanti della liguria. Invitiamo quindi il gruppo ligure a tenerci informati sugli sviluppi e sulle necessità di aiuto a cui dovremo contribuire.
firmato:
Valter Sartoretto
Renato Bologna
Giovanni Brambilla

|