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di Jorge Eduardo Rulli (*)
1. La crisi attuale dell'Argentina è una crisi assoluta in cui crollano gli stessi
fondamenti della nostra identità come Nazione e dove l'esteso sradicamento aggiunge una
generale desolazione nella popolazione. Stiamo pensando e operando come gruppo,coscienti
di vivere in una situazione di catastrofesociale e culturale con conseguenze
imprevedibili. Inoltre e come se fosse una maledizione, avvertiamo che l'argentino comune
continua vedendosi come abitante del paese delle vacche e delle messi. Pertanto gli
argentini ne deducono che è un problema di ingiustizia e mancanza di distribuzione. Le
cause reali del disastro rimangono nascoste nella penombra dell'invisibilità sociale.
2. Il modello rurale che ci è stato imposto è semplicemente di"commodities",
di concentrazione di terre e di esclusione di popolazioni.
20 milioni di ettari delle migliori terre agricole sono oggi in mano a non più di 2.000
imprese. Negli anni 90 vi è stato il maggior trasferimento di campagne di tutta la storia
del paese, avendo sostituito la vecchia oligarchia del bestiame con un nuovo tipo di
impresa oligopolica e"prebendaria". Agli inizi di questa decade qualcuno del
gruppo economico emise una profezia che poi divenne realtà, la sparizione della maggior
parte dei piccoli produttori. Attualmente registriamo una cifra di circa 300.000
produttori espulsi e più di 13 milioni di ettari pignorati per debiti ipotecari
impagabili. A questa situazione di catastrofe sociale agricola dovremmo aggiungere
l'emigrazione in massa degli operai della campagna. Solo nel Chaco ogni macchina ha
sostituito 500 braccianti. I pool di semina che hanno raggruppato terre hanno convertito i
produttori in (rentistas) dei loro stessi campi. Le nuove tecnologie costituite dai
sistemi di semina diretta con enormi macchinari importati, gli erbicidi della Monsanto e
le soie transgeniche RR non impiegarono molto tempo nel modificare il paesaggio
installando un'agricoltura senza agricoltori. L'estesa ragnatela di contrattisti di
macchinari e ricambi, così come le distributrici locali di (insumos) e tutta la vita
culturale e sociale che accompagnava la piccola agroindustria sparirono lasciando immensi
territori vuoti.
3. Il nostro paese sembra essere diventato un laboratorio in cui si sperimenta
l'estinzione della vita rurale. Si registrano attualmente più di 500 paesi abbandonati o
in via di sparizione. Probabilmente, la maggior proporzione nel mondo di questo fenomeno
di emigrazione verso le periferie di povertà urbana. Gli effetti di questa perdita
progressiva della cultura e delle radici, influiscono sulla vita politica sociale del
resto dell'Argentina e si riflettono in un indebolimento progressivo della vita cittadina
che con uno sforzo enorme cercano di superare i movimenti popolari a partire dal 19 e 20
dicembre.
4. In verità siamo occupati per le transnazionali delle sementi. Cargi,Nidera e
Monsanto ci hanno convertiti in un paese invidiabile come produttore di soia
transgenica ed esportatore di foraggi. Produciamo quello che a tutti avanza e ciò
che ogni volta vale meno. E quanto più produciamo molto più poveri siamo e meno
popolazione rimane nelle campagne. L'appropriazione sistematica dei patrimoni
genetici ci ha trasformati in dipendenti dalle sementi transnazionali che ci
obbligano a far sì che coloro che fanno un'industria decidano della nostra
vita. Intanto, e grazie all' INTA, le nostre banche di germoplasma sono
soggette alle politiche biotecnologiche.
5. L'anno scorso piogge intense hanno provocato la prolungata inondazione di più di 5
milioni di ettari solo nella provincia di Buenos Aires. In generale si manipolò
l'opinione pubblica per affrontare le conseguenze dell'emergenza ed i modi per
mitigarla, ma si evitò accuratamente di analizzarne le cause. Noi crediamo che le
inondazioni furono il risultato di un modello agricolo estrattivo, quasi da miniera,
che hanno esteso le frontiere di coltivazione di soia fino a zone di bosco nativo, che
ha saturato i terreni di glifosato mettendo in serio rischio la loro vita microbica.
Di fatto le statistiche dimostrano che su poco più di 10 milioni di ettari di
coltivazioni transgeniche si stanno applicando circa 80 milioni di litri di erbicidi
all'anno. In alcuni posti si è sperimentata in pratica la sparizione degli azoto
batteri dal suolo e l'accumulazione dei (barbechos) che al non essere processata su
cellulosa tendono a mummificarsi, cosa che dimostra l'interruzione dei cicli
biologici. Questa conversione del suolo in substrato simile a cenere o sabbia
impedisce la ritenzione dell'acqua e provoca il crescere delle (napas) superficiali
che sono quelle che finiscono per inondare le zone basse.
6. Con lo spopolarsi delle campagne, le inondazioni e l'aumento della povertà aumentiamo
di fatto la produzione di carni europee. Ci siamo specializzati nel rifornire di (insumos)
i paesi produttori di proteine animali. Ci è stato imposto il il produttivismo insieme
alle tecnologie, e con ciò una concorrenza spietata per abbassare i costi di produzione e
un pensare sempre soltanto ad aumentare la quantità e mai la qualità. Le conseguenze
sono una brutale importanza dell'economia, la mancanza di manufatti agropecuari,
l'estinzione della vita di campagna e le crisi di superproduzione parallelamente a enormi
scarsità alimentari della popolazione.
7 Il sistema immaginò che l'assistenzialismo fosse il miglior modo per compensare il
modello di esportazione di (commodities) e lo spopolamento delle campagne. La metà della
popolazione argentina si trova attualmente al di sotto dei livelli di povertà e più di 5
milioni soffrono la fame. Le borse di alimenti che si distribuiscono agli affamati sono in
gran misura provenienti dall'importazione, per cui si trasforma la protesta in funzionale
al modello e l'importazione di alimenti colpisce maggiormente i piccoli produttori che
rimangono. Intanto continua la polemica tra i piani di lavoro che propone il governo, i
sussidi al lavoro che propone l'opposizione e altri modi di attenuare la situazione e di
discutere sempre il superfluo. Lo sguardo della sinistra urbana e progressista si perde
nel perimetro della città mentre la macchina per produrre poveri si mantiene protetta
nell'invisibilità sociale.
8.Adesso l'acuirsi della crisi e la carenza estrema nelle casse dello Stato obbligano a
mettere dei limiti agli esportatori di grani. Queste misure mettono la crisi del modello
in un campo più vasto di conflitti politici. Gli esportatori eludono i limiti e protetti
da vecchie leggi della dittatura militare ritirano i soldi affinchè si ? il dollaro,
mentre propongono di calmare la fame dei poveri con razioni di soia transgenica da
foraggio. I cibi di soia transgenica che ci si propone rappresentano oggi le briciole di
un banchetto dei grandi produttori ed esportatori di soia, ma sono anche esopratutto la
corruzione con cui si assicura la continuazione del modello.
9. Noi come GRR,Gruppo di Riflessione Rurale, abbiamo dissentito pubblicamente con certe
campagne a favore del Biodiesel, che sembrano prevalere su certe equazioni energetiche, ma
che non tengono in conto il modello agrario e il tipo di sementi con cui si fabbricherebbe
questo combustibile vegetale. Di fatto vari Comuni del Sud della provincia di Santa Fe,
nel cuore del dominio biotecnologico, sono imbarcati in un progetto di gasolio verde che
chiude assolutamente con il modello. Il commercio delle transnazionali sta nella vendita
di ( insumos), di glifosatie di sementi OGMs,e anche nell'appropriazione del territorio,
ma le soie transgeniche hanno problemi di commercializzazione. D'altra parte, è evidente
che coltivazioni industriali destinate a biodiesel si giustificherebbero solo con
un'agricoltura su grande scala e dove non ci fossero maggiori obiezioni all'uso di
transgenici, dato che i grani non sarebbero destinati all'alimentazione. Allora
coltiveremmo soia o girasole per produrre combustibili, che a sua volta useremmo per
coltivare soia o girasole, con cui faremmo combustibile, ecc. ecc. Crediamo che queste
ragioni siano più che sufficienti per non insistere nella campagna del Biodiesel al meno
da posizioni ecologiste.
10. Siamo immersi nella crisi finale del sistema politico. Attualmente e dovuto
all'intento di mettere un freno alle esportazioni, i principali governatori hanno
realizzato delle lobbies spinti a favore del complesso soia-olio. La recente rinuncia del
Segretario dell'Agricoltura è semplicemente la conseguenza di queste tensioni ed esprime
una volta di più la capitolazione della politica di fronte alla concentrazione dei
poteri.
11. La soluzione della crisi è quella di cambiare il modello rurale e ripopolare le
campagne per ritornare a produrre alimenti sani. Dobbiamo fare della Supremazia
alimentare un capitolo della nuova Costituzione Nazionale come reclamano le Assemblee
Popolari. Nello stesso modo dobbiamo con urgenza finirla con le regole imposte alle
piccole produzioni agropecuarie, per stabilire una scala libera da gravami che renda
possibili i mercati e gli Sviluppi locali. Di fronte al ricatto degli esportatori
protetti dalle leggi di fatto della Dittatura è necessario nazionalizzare il
Commercio Estero, ricuperando istituzioni dello Stato come lo IAPI, Istituto Argentino
di promozione dello scambio negli anni 50, e la "junta de Granos" fino alla
metà degli anni 90. Solo in questo modo sarà possibile all'Argentina rimontare la
situazione in cui ci troviamo. Intanto, e mentre cerchiamo di fare della crisi
un'opportunità per le nostre proposte di agricoltura alternativa, vorremmo che la
nostra storia di sottomissione alle transnazionali della biotecnologia fosse presa
come esempio dagli altri fratelli latinoamericani per non ripetere quella che è stato
il nostro cammino.
Jorge Eduardo Rulli
GRR, Gruppo di Riflessione rurale
Rete per un'America latina libera da Transgenici
Esposizione nel Seminario di UITA, Buenos Aires, 11 Aprile 2002
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