La citazione:
Quattro gatti che scrivono report di riunioni più o meno familiari non impressionano nessuno, al massimo fanno ridere, ma non c’è tempo per queste stupidaggini, il mondo contadino è attaccato da nemici veri e non si può perdere più tempo con i falsi amici
.      Loredana G.

Mentre la nuova realtà denominata "ALTRAGRICOLTURA foro contadino" prosegue la sua strada incurante di quanto è avvenuto, due gruppi di contadini, in autonomia e all'insaputa uno dell'altro hanno promosso e prodotto due diversi documenti che vi proponiamo per la riflessione. Quello dei "resistenti" è qui sotto e l'altro qui. Visita anche la sezione dell'assemblea vista dai resistenti...

Caro Franco Giordano, Caro Ivan Nardone e Cari Contadini, a cosa serve una legge popolare senza la base?

Estrapolando da un documento presentato all’ultima assemblea, si legge: «Da anni ormai in Foro Contadino buona parte delle energie viene sprecata intorno a un dibattito che riguarda non tanto le strategie e gli obiettivi, quanto il ruolo e i comportamenti» del "delegato in incognito di Rifondazione Comunista dentro FCA" (per brevità "del.in.R"), «uno dei fondatori di FCA, » proclamato o autoproclamatosi «per anni il portavoce nazionale e internazionale, che pur avendo il merito di aver lavorato» in passato «più di ogni altro alla diffusione del progetto, ha ormai il demerito di aver di fatto ingessato l'associazione sull'accettazione o rifiuto della sua leadership».

Quale è dunque il problema? Il "del.in.R" (che non è un contadino) nel corso del quinquennio in cui ha partecipato al coordinamento nazionale di FCA ha voluto sempre portare avanti personalmente ed imporre a tutto il movimento contadino una linea politica che portasse alla visibilità propria e di FCA. Con questo metodo:

  • ha mandato fallito un altro e più importante obiettivo: quello della costruzione di una rete di collaborazione dal basso (chiesta dall’assemblea di Pompei 2006 ed innumerevoli altre volte), una rete di mutuo sostegno tra aziende contadine, comitati locali e movimento altermondialista; una rete di alleanze basate sulla trasparenza e sulla condivisione da una parte degli obiettivi ma dall’altra anche e soprattutto del metodo di lavoro democratico e partecipato

  • ha indebitamento di FCA verso fornitori, contadini e non

  • all’interno del FCA, per incompatibilità di prassi politica, ha personalmente rotto i rapporti con tutti gli altri soci fondatori presenti all’assemblea costituente, con la maggior parte dei membri dei direttivi di FCA che si sono susseguiti negli ultimi sei anni. Addirittura le basi assembleari sono state cambiate tre volte nel corso di poco più di un anno

  • all’esterno del FCA, ha personalmente rotto i rapporti col Tavolo di programma dell’Unione, col movimento de La Via Campesina (al vertice FAO di Roma 2006 con conseguente esclusione anche dal Forum mondiale sulla Sovranità Alimentare (SA) a Nyeleni in Mali 2007), col Contratto mondiale sull’acqua, col Comitato nazionale per la SA, con responsabili agricoltura di partiti, associazioni sindacali ecc.

In questo clima di estrema rottura, ci domandiamo che senso abbia recuperare dallo statuto e dai documenti di Nyeleni una proposta di legge di iniziativa popolare sulla sovranità alimentare (Liberazione 3-4-07 guarda caso) priva proprio della base popolare richiesta dal nome e di ogni riferimenti alla legislazione italiana. Riteniamo che la risposta sia (in stretta logica partitica): la ricerca della visibilità, il recupero di un’immagine internazionale più che appannata e la possibilità di reclutare un centinaio di spettatori da trasformare poi in votanti nell’assemblea allegata di Roma 2007.

Il percorso che ha portato all'organizzazione dell'assemblea di Roma del 27 marzo 2007 ci sembra emblematico dello scisma fra prassi di movimento e di partito. Dopo un intero anno di forti contrasti fra la base di FC (rappresentata da singoli iscritti e dai coordinatori regionali più attivi) e il "del.in.R", l'intero movimento attendeva un'assemblea nazionale risolutiva per il 10 marzo 2007. Ben due assemblee nazionali precedenti (Pompei 14-15 Gennaio, Firenze 1(e 2) Aprile 2006), avevano preparato il terreno verso una gestione più democratica portando da uno a tre i coordinatori nazionali, istituendo una commissione bilancio per chiarire indebitamento pregresso, provenienza e destinazione dei fondi, ed eleggendo un direttivo a rappresentanza regionale le cui decisioni non sono mai state rispettate né riconosciute dal "del.in.R". Pochi giorni prima della data prevista, un'improvvisa decisione (giustificata con motivazioni poi rivelatesi false) del presidente dimissionario di FCA ha spostato a una data (27 marzo) e con tempistiche (4 ore al posto dei consueti 2-3 giorni di pubblica discussione) assai sospette. Dopo pochi giorni uno dei rappresentati locali di FC Sicilia rivela la truffa: si tratta di un’affabulazione per accorpare l'assemblea nazionale alla presentazione di una proposta di legge sulla sovranità alimentare, prevista a Roma per la mattina del 27 marzo con ampia partecipazione di rappresentanti istituzionali e del partito della Rifondazione Comunista (RC), iniziativa dalla quale l'intera base di Foro Contadino era stata tenuta accuratamente all'oscuro. Dirottati gli aderenti all'iniziativa del mattino verso l'assemblea-lampo del pomeriggio, il "del.in.R" ottiene una schiacciante "maggioranza nazionale" con una base assembleare composta per il 50% da contadini provenienti da un unico comune siciliano, e con una buona rappresentanza di persone afferenti alla destra pontina; in assenza della maggioranza dei coordinatori e degli iscritti di tutte le regioni italiane che nelle settimane precedenti avevano inviato in massa lettere di dissociazione.

Con l’assemblea di Roma il presidente dimissionario ha consegnato FCA ad un percorso parallelo Altragricoltura.NET (simile nel nome al sito ufficiale di FCA Altragricoltura.ORG). Altragricoltura.NET (che ammette soci non contadini in statuto) diventerà dopo l’assemblea di Roma Altragricoltura-Forocontadino (A-FC) inglobando FCA (che ammette solo soci contadini in statuto). Una variazione nello statuto di FCA che non è stata neanche votata a Roma e che per di più era stata votata e bocciata dall’assemblea di Firenze 2006).


Siamo di nuovo all’«etica dei risultati» richiamata recentemente da Revelli in una lettera aperta a Bertinotti (Carta N.10-2007) «tipica di chi è disposto a ricorrere a qualunque strumento, per brutale, disgustoso o immorale che esso sia, purché capace di assicurare la vittoria e il raggiungimento degli obiettivi voluti, salvo accorgersi, regolarmente, che questi erano andati perduti nel corso della «battaglia», insieme all’umanità di chi li aveva perseguiti per quella via.»

Si apre a questo punto un confronto sul metodo, sviluppato da Revelli rispetto alla questione pacifista, ma che a nostro avviso si presta ad essere esteso a tutto il rapporto tra partiti e movimenti. Logica partitica, verticismo, volontà di coordinamento, dirigismo dall’alto verso il basso che non riconosce le autonomie locali da mettere a confronto con l’insegnamento dei comitati cittadini che hanno saputo superare i protagonismi e la logica degli schieramenti: che parlano il plurale delle reti e non il singolare della visibilità sempre più diffuso nel linguaggio della politica di palazzo.

A nostro avviso la grandezza del movimento altermondialista, "il primo movimento di massa che non chiede niente per se stesso, ma giustizia per il mondo intero", non sta nella vastità degli argomenti trattati o nella magnitudine dei fori sociali, ma nella prassi del dialogo , nella grammatica della moltitudine e delle alterità, della partecipazione maturata con la pratica di movimento: dal movimento femminista degli anni settanta, fino ai comitati spontanei più recenti che hanno insegnato l’assenza dei portavoce ufficiali, dei primi, dei secondi promotori, e degli aderenti ad una certa campagna.

Abbiamo fatto riferimento al "del.in.R" senza indicare un nome perché, vogliamo ribadire il fatto che questa nostra lettera (così come tutti i precedenti tentativi di riportare la democrazia all’interno di FCA) non vuole risultare una scomunica contro "l’irresistibile ascesa" del coordinatore unico. «La democrazia non è un credo, ma una tecnica», disse Primo Levi, un chimico che seppe analizzare un male del suo tempo con metodo scientifico, senza proporre crociate o rivoluzioni contro i nazisti superstiti, ma una maledizione per chi dimentica. Una maledizione che suona terribile, ma che forse è più "non-violenta" delle moderne "crociate contro l’infedele" condotte dai governi di Usa e di Israele. A noi resistenti di FCA non interessano né le crociate o le scomuniche, neanche le rivoluzioni interne per la presa del potere o le maledizioni siano fortemente determinati a separare i percorsi: che giunti a questo punto riteniamo inutile ogni ulteriore dibattito col "del.in.R" sul metodo o sulle priorità degli obiettivi da perseguire. Con rispetto verso l’autonomia del partito ci teniamo comunque a precisare che non vediamo alcuna possibile soluzione nel fatto che RC sposti in incognito la delega su qualcun altro. Al contrario se RC vuole partecipare al movimento contadino, lo dovrebbe fare apertamente tramite il responsabile agricoltura Ivan Nardone così come partecipa al Forum dei movimenti per l’acqua con Walter Mancini responsabile beni comuni RC: il quale, in tutta onestà e proprio per la sua carica all’interno del partito (da lui ricordata ad ogni intervento), sa di poter partecipare al coordinamento senza poter essere il coordinatore nazionale unico.

In definitiva la richiesta è quella di aprire con le persone coinvolte un confronto sul metodo e sulle pratiche del movimento contadino. Finora c’è stato soltanto uno scontro diretto col "del.in.R" e con i suoi collaboratori ad ogni costo. Questa via non è più praticabile in primo luogo perché la persona in questione si rifiuta di studiare o di praticare "la tecnica della democrazia".

Le vie alternative proposte dai resistenti di FCA in questi lunghi giorni di discussione dopo la "assemblea truccata del 27 marzo" sono in sintesi le seguenti:

  1. identificate le violazioni statutarie intorno aell’assemblea di FCA del 27 marzo a Roma proseguire come FCA anche in nome della vasta rappresentanza storica,

  2. abbondare ogni contatto e ogni possibile riferimento sia con FCA così come promosso dall’assemblea del 27 marzo scorso che con il partito della RC,

  3. richiedere un incontro col partito della RC, per obbligare il proprio delegato dentro FCA a sedersi al tavolo di una trattativa non truccata e sancire la spaccatura di FCA in due correnti una Altragricoltura.NET per i seguaci del "del.in.R"; l’altra Foro Contadino per la rete contadina,

  4. fondare direttamente una "Rete dei Comitati – Foro Contadino" o pre brevità "FC-Contadini in rete" per salvaguardare sia la distinzione (dalla corrente che ha fondato AFC) che il proprio lavoro di responsabilità sociale, e di passione per la terra svolto in anni di mobilitazione per il risanamento di FCA.

Le quattro proposte sono tutte rivolte ai contadini (molti dei quali si sono già espressi) e sono attualmente in piena fase di discussione anche tra i firmatari del presente appello (contadini ed ex contadini).

Apriamo inoltre l’ipotesi n.3) alla discussione col segretario e con il responsabile agricoltura di RC. Sinora il Partito non è mai voluto entrare nel merito del dibattito interno al FCA. E’ però ormai chiaro un sostegno da parte di RC al "del.in.R": dall’alloggio a Roma, con annessi e connessi, all’iniziativa di supporto all’assemblea del 27 marzo scorso con la partecipazione di Angela Lombardi e Vincenzo Aita rispettivamente parlamentare ed europarlamentare di RC, al supporto dei circoli di RC nelle varie iniziative organizzate dal "del.in.R" in giro per l’Italia ed in particolare nel sud. I rapporti col "del.in.R" si stanno aggravando e la situazione rischia di ripercuotersi sul partito. Nei giorni scorsi sono state esplicitate minacce verbali e scritte nei confronti di membri del direttivo uscente, e di rappresentanti sindacali da parte del "del.in.R" e dei suoi odierni collaboratori. Già il pronunciamento del direttivo di settembre nei confronti del "del.in.R" aveva richiamato il partito alle proprie responsabilità. Nel tavolo di mediazione andranno discusse tutte le questioni inerenti all’organizzazione: la questione economica, gli spazi telematici, l’organizzazione ed i rapporti internazionali.

I sottoscritti intendono allo stesso tempo sancire la propria indipendenza dal partito della RC e da tutti gli altri in virtù di un percorso collegiale sancito anche dallo statuto FCA che obbliga all’indipendenza politica e religiosa del movimento.


Concludiamo affermando che la nostra attività di responsabilità sociale per portare il cibo e l’acqua a non essere considerate delle merci, ma beni comuni (cioè a prevalente rilevanza sociale piuttosto che economica), non permette un percorso in cui ad essere considerate merce di contrattazione siano le persone stesse. Per voler costruire una fontanella in mezzo alla piazza non bisogna essere né di destra né di sinistra, ma è anche vero che la propria appartenenza risulterà dal percorso umano e politico (in altre parole dal grado di partecipazione democratica) che saremo in grado di mettere in atto nel processo di elaborazione e di costruzione e di uso previsto per l’acqua della fontanella".

Il percorso della proposta di legge di iniziativa popolare sulla SA può essere condivisibile così come sono stati condivisi lo statuto di FCA ed i documenti de La Via Campesina, ma non si può prendere una decisione del genere in tre persone che si scrivono la legge da soli scopiazzando qua e là. Bisogna coinvolgere la base contadina e popolare sia nella decisione che nella stesura e formare a livello nazionale una rete di comitati autonomi, non una rete di seguaci.


Ai resistenti del FCA

Dato che non ci interessa la distinzione tra promotori, primi firmatari, secondi firmatari o quant’altro: la lista in fieri dei resistenti di FCA è pubblicata e verrà costantemente aggiornata sul sito ufficiale di FCA: www.altragricoltura.org. Nel sottoscrivere il documento si invita a specificare la scelta tra le 5 vie alternative (contenute nei due documenti pubblicati) in relazioni alle quali, si apre il confronto coi contadini che hanno fatto riferimento al FCA come possibile luogo di interlocuzione e di aiuto nelle proprie mobilitazioni, a quelli che ne sono rimasti delusi, ma credono che un movimento contadino diverso da AFC sia ancora possibile e forse anche necessario.

Al segretario e al responsabile agricoltura RC
L’ennesimo invito ad assumersi le proprie responsabilità: “Il sonno della ragione produce mostri”.
 


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Firmato da:

  • Walter Rossteuscher
    "Sono stato testimone di questa assemblea a Roma il 27 Marzo 2007. Era truccata e vergognosa!"

  • Sabina Calogero
    "Credo sia responsabilità individuale di tutti coloro che hanno partecipato a Foro Contadino lasciare una testimonianza di ciò che è successo. Credo che il PRC possa ancora uscirne onorevolmente, se accetta una pubblica discussione, rivede le proprie scelte e si assume la responsabilità del danno che ha inflitto al movimento contadino, che pure tanto lo ha sollecitato".

  • Marco Chiletti

  • Damiano Cordone
    "Sono stato a Roma. Vorrei abbandonare sia AFC che RC"

  • Antonio Di Palma
    "Sono per sancire la separazione degli strumenti costruiti"

  • Roberto Pisani

  • Ercole Tavazzani

  • Massimo Gangemi

  • Barbara Coscia
    "Rispetto al punto 4 penso che prima di fondare una nuova struttura sia meglio lasciar maturare ancora i tempi

  • Memmo Buttinelli
    "Sono intervenuto all'assemblea truccata del 27-3-07 a Roma. Sono favorevole all'ipotesi di continuare come FC-Contadini in rete. Penso che sia per molti aspetti un momento politico irripetibile. Sono d'accordo nel darsi agio nei tempi della discussione, ma penso che occorra rapidamente una casa, aperta a tutti meno che ad AFC, per non mandare disperse le iniziative che continueremo a portare avanti."

  • Giada Saint Amour

  • Fabrizio Novelli

  • Alfredo Bagnasco

  • Martino Firullo
    "sono per l'autonomia dai partiti"

  • Laura Capini
    "
    la seconda che hai detto..."



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